Le radici ucraine dell'arte di
KAZYMYR MALEVYCH
di Yaryna Moroz Sarno
(11 (23) febbraio 1879, Kyiv - 15 maggio 1935)
Kazymyr Malevych (Казимир Малевич), il fondatore del movimento artistico Suprematismo, il primo pittore a dipingere un quadro totalmente astratto (il famoso “Quadrato nero su fondo bianco” (1913), l'esponente dell’avanguardia europea, nacque a Kyiv l'11 (23) febbraio del 1879 da una antica nobile famiglia, le cui radici risalgano al XV – XVI secolo. Era battezzato il 1 (13) marzo nella chiesa di Sant'Alessandro a Kyiv (secondo libro metrico preservato in questa chiesa).
Nel libro matrimoniale della chiesa di Sant'Alessandro a Kyiv, tra gli altri documenti del decanato della diocesi di Kyiv, sulle pagine 13 e 14 sotto il numero 39 del marzo 1879, c'è una voce in cui è scritto che Karymyr nacque l'11 febbraio e fu battezzato il 1 marzo (il 13 marzo, secondo calendario giuliano). Nello stesso libro è scritto che i suoi genitori sono dalla nobiltà della provincia di Volyn del distretto di Zhytomyr Severyn e Ludwiga (Galiynovska) Malevych si sono sposati il 26 febbraio 1878, e si ripete che il loro figlio Kazimir è nato a Kyiv nel 1879. I suoi padrini erano Boleslaw Malevych, il fratello del padre Severyn, e sua sorella Maria Orzhekhovska. Suo padre, Severyn Malevych (1844-1902) originario della città di Turbiv nella regione di Podillia, prestò servizio come manager negli zuccherifici del famoso industriale e mecenate ucraino Mykola Tereshchenko. Nel XVII secolo il cognome Malevych fu menzionato nei documenti dei loro nobili antenati. L'archivio araldico indica l'origine signorile della famiglia, nel cui stemma c'era un grifone. Antony Malevych, il nonno di Kazymyr, visse all'inizio del XIX secolo nel villaggio di Turbiv vicino a Berdichiv. Dopo che i suoi figli Policarpo e Luciano presero parte alla rivolta polacca del 1863-1864, parte della proprietà dei Malevych fu confiscata. Anche il padre dell'artista, Severyn, è nato a Turbiv ed è stato battezzato lì. Dopo aver perso la sua terra, si trasferì a Kyiv alla fine degli anni 1860 e trovò lavoro in uno zuccherificio.
La madre Ludwiga Galynowska (1858-1942), figlia di Olexander Galynosky e Yulia Fedorovych, proveniva dalla piccola nobiltà ucraina della regione di Poltava, ed era lei a sostenerlo moralmente nella sua scelta di diventare artista.
Il palazzo dove è nato Malevych a Kyiv
La madre Ludovica A. Malevych (Galynowska)
Fino a diciassette anni viveva con i suoi genitori principalmente nelle piccole città e villaggi d'Ucraina, dove c'erano zuccherifici. Per motivi di lavoro il padre, spostandosi spesso alle diverse fabbriche di zucchero, andava con la sua famiglia a Moivka, distretto di Yampil (Podillya), dove Kazymyr ha vissuto fino dodici anni, nella regione di Chernighiv (Parkhomivka, Bilopillia, Volchka) e fino all'età di 17 anni visse principalmente a Konotop (1893-1895) e nella regione di Kharkiv (Parkhomivka e Bilopillia - dal 1900).
Kazymyr Malevych ricevete la sua istruzione primaria nella scuola elementare del villaggio di Parakhomivtsi. Il suo talento per il disegno si incominciò a mostrare all'inizio degli anni '90 del XIX secolo. Secondo le memorie dell'artista stesso, dipinse il suo primo quadro ad olio all'età di 16 anni (nel 1894 ca). Il dipinto "La notte con la luce della luna" raffigurava un fiume con una barca sulla riva e la luna che riflette i raggi. Il lavoro è piaciuto agli amici di Malevych. Uno degli amici si è offerto di vendere il dipinto e, senza chiedere all'artista, lo ha portato al negozio, dove è stato rapidamente acquistato per 5 rubli.
Vivendo tra i contadini e nelle campagne, Kazymyr Malevych da piccolo conosceva bene la spiritualità, la tradizione e l’arte ucraina folk. Le sue prime impressioni artistiche arrivavano dall'arte folk ucraina, dai colorati abiti contadini con i raffinati motivi geometrici, da cui Malevych prese la semplicità e la chiarezza geometrica, i colori. Nel Konotop (la regione di Chernighiv) e dopo nella Parkhomivka (Kharkiv), dove l'artista visse dai dodici ai quindici anni, vide la tradizione folk delle stufe dipinte e le osservò spesso dipingere. Come ricorderà dopo nella sua autobiografia: “Nella campagna, come ho già detto, si occupavano dell’arte ... facevano delle cose che mi piacevano moltissimo. In esse c’era appunto tutto il segreto delle mie simpatie per i contadini. Con grande emozione li guardavo dipingere i muri e li aiutavo a coprire d’argilla i pavimenti ... e decorare la stufa. I contadini raffiguravano magnificamente i galli, le cavallette e i fiori ..." Allora, i suoi primi esercizi artistici erano i dipinti sulle stufe nella casa contadina (la tradizione popolare ucraina che era molto diffusa). Nella piccola città di Bilopillia (la regione di Kharkiv), Kazymyr incontrò per la prima volta gli artisti che dipingevano le chiese.
La famiglia di Malevych
Kazymyr Malevych sempre sottolineava che la sua visione del mondo e dell'arte è stata formata in Ucraina. Nell'autobiografia scritta in lingua ucraina Malevych raccontava i suoi stretti legami spirituali con la tradizione popolare ucraina, sui momenti più belli della sua infanzia che visse in Ucraina: "Adoravo sempre la luna. Quando tutti andavano a letto, aprivo sempre la tenda e guardavo la luna ... Alla mia finestra arrivarono i suoni delle canzoni di ragazze e ragazzi, ascoltavo con grande piacere, guardando il cielo ucraino, dove le stelle bruciavano come candele. E il cielo ucraino è scuro-scuro, come a nessun altra parte". Infatti, il suo primo quadro fu chiamato in modo molto logico per un pittore ucraino "Notte con la luna".
Il padre non condivideva il suo amore per l'arte e non comprava le matite e vernici per lui, perciò Kazymyr stesso inventava i coloranti. Ed è stata la madre a regalargli un quaderno per gli schizzi e una serie di colori. Una volta la madre lasciò Konotop e con il quindicenne Kazymyr venne a Kyiv e portò suo figlio in un negozio d'arte. Da lì il giovane uscì con un quaderno di schizzi e una serie completa di colori. "Ammiravo tutta la strada queste tinte. Loro piacevolmente imbarazzavano il mio sistema nervoso, tutta la mia natura". E' stato un momento decisivo per la sua vita. La madre ricordava: "disegnava sempre qualcosa... Quando non c'era carta, poteva iniziare a disegnare i suoi quadri direttamente sul muro sbiancato".
Uno tra i primi quadri, c.d. Gioconda di Konotop
L'influsso che aveva Kyiv su di lui Malevych lo sottolinea nell'autobiografia: "Rimasi meravigliato da Kyiv: le case sono fatte di mattoni colorati, colline, Dnipro, orizzonte distante, piroscafi. Tutta la sua vita mi influenzava sempre di più. I contadini navigarono attraverso il Dnipro in barca, portando burro, panna acida, riempiendo le rive e le strade di Kyiv, dandogli un sapore speciale". Proprio a Kyiv, Kazymyr vide la pittura professionale per la prima volta, dove suo padre lo portò alla fiera annuale. Nella vetrina di un negozio il ragazzo “vide una tela che aveva l'immagine deliziosamente imbrattata di una ragazza seduta su una panchina e che raccoglieva patate, patate e bucce erano incredibilmente vivi e ha anche reso un ricordo indimenticabile per me, come nella natura". Da ragazzo, prova a disegnare e dipingere, accompagnando suo padre a Kyiv: "Avevo dodici anni. Ero già un maestro, perché stavo preparando le pitture ad acquerello e facendo i pennelli da solo.” E ancora: "Kyiv diventò a poco a poco il nuovo ambiente che influenzò la mia psiche e mi rivelò la nuova realtà dell'arte". Ed aggiunge: "Allora non capivo nulla, non ragionavo sui problemi dell'arte di Kyiv e dell'arte della campagna, ma dal punto di vista puramente emotivo le percepivo tutte e due allo stesso modo: un piacevole senso di eccitazione e un grande desiderio di dipingere quegli stessi quadri.... Anno dopo anno mi rafforzavo in questa attività e provavo una forte attrazione nei confronti di Kyiv. Kyiv destò in me perenne e singolare impressione".
La foto del giovane Malevych, 1900
Malevych studiò (1895-1897) nella scuola d’Arte di M. Murashko (1844-1908) con un noto pittore di quella epoca Mykola Pymonenko (1862-1912). K. Malevych ammirava il suo lavoro e ricordava sempre il suo maestro con particolare ispirazione: "Sono rimasto molto colpito dai suoi dipinti. Mi ha mostrato il dipinto "Gopak". Sono rimasto deliziato da tutto ciò che ho visto nel suo laboratorio. Il potere dei cavalletti è che su di essi c'erano immagini raffiguranti la vita dell'Ucraina. Dimostro i miei lavori: schizzi dalla natura. Vado alla Scuola d'Arte di Kyiv...". Malevych non solo ricordava il suo insegnante, ma a volte dipingeva anche tele nel suo stile. Dopo tanti anni ricordava con gratitudine il suo maestro: “I suoi quadri produssero su di me una grande impressione... Rimasi scosso da tutto quello che vidi nel suo studio. Una quantità di cavalletti, sui quali c’erano i quadri che raffiguravano la vita dell’Ucraina. Espongo i miei lavori, bozzetti presi dal vero. M'iscrivo alla Scuola d'arte a Kyiv”.
La chiesa, ca 1905
L'Autoritratto, ca 1907
Nel 1912 Kandinsky invitò Malevych alla seconda mostra del "Blaue Reiter" dove presentò le sue opere del nuove stile: le figure dei contadini, costruite con masse geometriche dai colori evocanti l’espressionismo tedesco. Prende parte alle mostre di "Der blaue Reiter" ed espone le sue opere neo-primitiviste chiamate "Realismo transazionale" e "Realismo cubo-futurista" all'ultima mostra della "Unione della gioventù" a Monaco. Nel primo numero della rivista “Unione della Gioventù” (nell’aprile 1912) viene annunciata la traduzione del libro di Wilhelm Worringer, "Astrazione e empatia" (Abstraktion und Einfühlung) (1908), che nel 1907 uscì come tesi di laurea, che ha concepito l'astrazione come punto d’arrivo e aveva grande influsso sul pensiero dell’epoca. Nel non pubblicato manifesto dell’Unione il 23 ed il 24 marzo 1913 si sottolineava "la necessità per il pittore di esprimersi soltanto attraverso il linguaggio proprio della pittura...". Espone più di venti opere neo primitiviste alla mostra di "Coda d'asino", tenuta da Michail Larionov a Mosca dove incontra il pittore e compositore Michail Matjushin (1861-1934).
Dopo aver superato l’influsso delle avanguardie occidentali, in particolar modo F. Léger, iniziò un’altra direzione dell’arte. Dal periodo cubo-futurista (1911), in cui il quadro risultava dalla combinazione di moduli formali geometrici, nel 1913 giunse al Suprematismo che avrà grande influsso sull’arte mondiale. Basato sulla supremazia della pura sensibilità e liberazione dell’arte dal mondo oggettivo. Sviluppò il discorso pittorico verso l’astrazione assoluta perseguendo la suprema sensibilità pura nell'arte.
Nel 1913, il compositore d'avanguardia Mikhail Matiouchin (1861-1934) lavorava alle musiche dell'opera futuristica intitolata "Vittoria sul sole". Il libretto è stato scritto dal poeta Alexei Kroutchenykh (1886-1968), considerato uno degli scrittori più radicali del futurismo russo, mentre le scene e i costumi sono stati creati da Kazymyr Malevych. Se al pubblico non piaceva la composizione musicale percepita come una cacofonia così come il libretto giudicato troppo assurdo, l'opera di Malevych ebbe un successo enorme.
Disegni di K. Malevych per l'opera "Vittoria sul sole", 1913
Schizzi dei costumi di K. Malevych per l'opera "Vittoria sul sole", 1913
Se la pittura è spesso un'importante fonte di influenza per il teatro, è estremamente raro che un'opera teatrale influenzi la pittura. Questo è ciò che accadde per Malevych, poiché l'arredamento cubista con forme astratte (a cono o a spirale), costumi di cartapesta o persino luce accecante ispirò l'artista che diede inizio al movimento suprematista.
Malevych creò il proprio concetto dell'arte astratta, il Suprematismo, la cui prima realizzazione fu il dipinto "Quadrato nero" (1913) e la conferenza teorica nell'opuscolo "Dal cubismo e futurismo al suprematismo. Nuovo realismo pittorico" (1915). Presentò un programma di suprematismo nella mostra 1915 a Petrografo (mostra "0.10").
Manifesto di "Ultima mostra futurista 0. 10" 1915
Intorno al maestro si raggrupparono i giovani artisti El Lissitzky, Davyd Burliuk, Aleksandra Ekster, Larionov, Gontcharova, Rodzenko, Ivan Punin, Yuriy Anninko, Pavel Mansurov, i fratelli Pevsner. Fondò nel 1915 la società "Supremus", con Olga Rozanova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster, Ivan Kljun e Vera Pestel, e pubblica una rivista con lo stesso nome. Al gruppo "Supremus" in seguito appartenevano Lazar Lissitzky, Aleksandra Ekster, Ivan Kljiun, Ivan Punin, Nadezhda Udaltsova, Nina Genke-Meller, Liubov Popova, Ksenia Boguslavskaya, Vera Pestel, Olga Rozanova ed altri. Durante le riunioni molto frequenti discutevano sulla filosofia del suprematismo, credendo nell'approccio spirituale dell'arte suprematista e nella sua missione di migliorare la società.
Alla ricerca di una nuova immagine del mondo il Suprematismo diventa lo strumento più adatto per "il rinnovamento della vita”. Sviluppò
il discorso pittorico verso l’astrazione assoluta, teorizzando dapprima
sul manifesto nel 1915 (scritto da Malevych in collaborazione con il
poeta Majakovskiy), poi nel suo saggio del 1920 “Il Suprematismo ovvero
il mondo della non rappresentazione”: “Col nostro nuovo sistema e col
programma superiamo le arti rivoluzionarie del cubismo, del futurismo e
del suprematismo perché queste racchiudono l’avanzata degli avvenimenti
verso l’unico segno creativo. Il cubismo e il futurismo hanno distrutto
il vecchio mondo delle cose e noi siamo giunti al non-oggettivo, cioè
alla spogliamento completo del passato per sfociare nel mondo
suprematista, utilitaristico e dinamicamente spirituale”.
La composizione suprematista, 1915-16
Manifesto su una lezione di K. Malevych
Manifesto del 1922
Associazione "Supremus"
Kazymyr Malevych (seduta a destra) con i membri del Comitato Creativo della Scuola d'Arte del Popolo, Vitebsk, inverno 1919.
Malevych e suoi studenti a Vitebsk
Libro "Dio non è stato detronizzato" di K. Malevych con suo autografo, Vitebsk 1922
La foto del 1927 con la scritta di Malevych
L'Istituto d'Art a Kyiv, 1930
Programma delle ricerche sul suprematismo di K. Malevych nell'Istituto delle Arti a Kyiv, 1930
K. Malevych nel suo studio, 1930
Per
Malevych l'arte era il mezzo della profonda trasformazione e della
ricerca. Il suo interesse non si rivolge più esclusivamente alla
pittura, ma anche verso l’architettura e le arti applicate. Interessante,
che gli artigiani del villaggio Verbivka (la regione di Kyiv) sugli
schizzi di Malevych hanno realizzato ricami su sciarpe, i cuscini e
tovaglie e li hanno venduti a Kyiv, Mosca e Berlino come gli esemplari
dell'artigianato popolare. Nel catalogo della mostra dell'arte
decorativa per il 1915 sotto titolo "Suprematisti all'artigiano
contadino" si afferma che Malevych fece due schizzi per le sciarpe e per un cuscino. Fonda l'associazione artistica "Supremus" (1916).
Nel 1920 si dedicò alla creazione del gruppo degli Affermatori dell'Arte Nuovo (UNOVIS), a cui appartenevano L. Lisytsky, L. Hidekel, I. Chashnik e N. Kogan, e iniziò anche esperimenti nel campo dell'architettura. Nello stesso 1920 Malevych completò la sua opera principale della teoria dell'arte "Il suprematismo. Il mondo come insensatezza o pace eterna" e pubblicò il suo opuscolo “Dio non è stato detronizzato. Arte, chiesa, fabbrica ".
Malevych rimaneva in stretto contatto con la patria, lo interessava la vita in Ucraina. Egli aveva rapporti amichevoli con i suoi compatrioti, per esempio con Alexander Archypenko. Nella lettera a Matjushin informava sul sostegno morale che aveva dallo scultore geniale ucraino Archypenko: “Ho ricevuto una lettera da Arkhypenko da Parigi, mi scrive che ho un successo tra gli artisti francesi. Ed anche a lui piace tanto".
Dal 1924 veniva per due settimane al mese nell'Istituto dell'arte a Kyiv per lezioni.
Essendo perseguitato come nemico del realismo sovietico, nel 1927 si trasferì a Kyiv. Con l'aiuto di Mykola Skrypnyk, il rettore dell'Istituto d'arte di Kyiv I. Vrona, i professori dello stesso istituto Lev Kramarenko e Andriy Taran, i redattori della rivista "La Nuova Generazione" (Kharkiv) e dell'almanacco "L'avanguardia" Mykhaylo Semenko e Geo Shkurupi, direttore della Galleria dell'Arte a Kyiv F. Kumpan, critico d'arte S. Yefymovych sono stati create le condizioni per la creatività di Malevych. Dall'aprile del 1928 Malevych iniziò a pubblicare una serie di articoli nella rivista "Nuova Generazione", la principale tribuna degli artisti futuristi ucraini. Dal 1928 al 1930 sono stati pubblicati in totale 13 articoli. In seguito, mise insieme gli articoli in un libro "Izologia" e negoziò per farlo pubblicare a Kyiv, ma non accadde mai. Questo doveva essere il suo ultimo libro.
Dopo le persecuzioni in Russia, Kyiv fu una boccata dell'aria fresca per Malevych. Qui egli ricevette il sostegno dagli artisti di Kyiv e iniziò uno studio sperimentale, dove, come diceva, "guariva gli studenti dal realismo e dalla paura del colore".
Malevych con gli studenti
Lo schizzo della sala delle conferenze dell'Accademia delle scienze ucraine di Kyiv.
(Sul retro - tre composizioni suprematiste). Carta, pastello, tempera, matita di grafite. 1930.
Progetto di composizioni suprematiste
K. Malevych aveva lì il suo laboratorio dove insieme ai colleghi e agli studenti esplorava il processo artistico nell'arte dell'inizio del XX secolo, pubblicando i 12 suoi articoli sulle innovazioni nell'arte nella rivista futuristica "La Nuova Generazione" (Kharkiv) a cura di Mykhailo Semenko negli anni 1928-29 che ha riservato spazio considerevole alle sue dichiarazioni artistiche e pedagogiche: ad esempio, la sua teoria del colore era esposta sotto il titolo "Un tentativo di determinare l'interdipendenza del colore e della forma nella pittura" ("La Nuova Generazione", Kharkiv, 1930, n. 6-7, 8-9). Quando all'inizio del 1930 un gruppo di panfuturisti di Kyiv fondò la propria rivista l'almanacco con il titolo "Avanguardia-almanacco di artisti della nuova generazione", l'articolo di Malevych apparve nel suo primo numero. Nell'articolo "L'Architettura, la pittura e la scultura sul cavalletto" ("L'Avanguardia", Kyiv, 1930, № 18) era presentata la sua visione dell'arte. La sua ultima mostra personale anche si è svolta a Kyiv nel 1930. Malevych aveva una voce con un bellissimo basso e amava cantare con l'accompagnamento della bandura. Le sue canzoni preferite erano l'inno nazionale "Né la gloria né la volontà dell'Ucraina sono ancora morte" e "Il vento urla forte nel campo", "La croce è alta lungo la strada, intrisa di sangue".
Ma l'inizio delle repressioni contro l'intellighenzia ucraina costrinse Malevych a tornare di nuovo a Leningrado. Nello stesso anno (nel 1930), Malevych fu arrestato e torturato nell'OGPU di Leningrado per costringerlo a confermare d'essere una spia tedesca; a causa di questo si sviluppò successivamente una grave malattia.
"Saltellante cavalleria rossa", 1928-1932
Malevych era l'unico pittore ad esprimere il dolore dello sterminio di massa nella tragedia dell'Holodomor (il genocidio contro il popolo ucraino negli anni 1932-1933) in Ucraina. Le figure schematiche senza volto, le silhouette dei contadini che sono espressi con il linguaggio pittorico molto forte nella sua semplicità e laconismo evidenziano la sofferenza del popolo.
Un suo disegno a matita, noto come "Dove falce e martello, c'è morte e carestia" (parole tratte da una canzone popolare negli anni '20 e '30) raffigura tre figure i cui volti sono stati sostituiti da una falce e un martello, una croce e una bara. A proposito, molti dipinti "contadini" di Kazymyr Malevych negli anni '30 contengono messaggi simbolici nascosti di protesta. Ad esempio, l'assenza di volti. Inoltre, quasi tutti i dipinti dell'epoca sono intenzionalmente datati erroneamente a un'epoca precedente. "Malevych, senza dubbio, è stato unico tra gli artisti che mostrò la tragica situazione dei contadini durante la collettivizzazione forzata criminale", scrisse al riguardo il maggior esperto dell'attività artistica e biografo di Malevych Jean-Claude Marcade, storico dell'arte francese e autore di diverse monografie su Malevych.
"Donna con un rastrello", 1931
La figura rossa, 1932
"L'uomo con cavallo", 1932
Contadini, 1932
La ragazza
"Il contadino", 1932
"Contadini", 1932
"Le case bianche"
"La casa rossa"
"L'uomo che corre", 1933
Aveva una grande nostalgia, sempre ricordava l'Ucraina, sperando di ritornare a Kyiv (e scriveva sulla sua decisione nelle sue lettere in lingua ucraina).
Nelle sue lettere agli amici Malevych ricordava Kyiv, la sua vita lì, i suoi amici, come dipingeva con loro i paesaggi di Kyiv. In
una sua lettera scrisse: “... Io sono sempre di più attratto da Kyiv,
che rimase unica nella mia memoria: le case costruite di mattoni
colorati, il terreno collinare, Dnipro, gli orizzonti lontani,
piroscafi. La sua vita mi influenza sempre di più. I contadini
navigavano, attraversando il Dnipro in barca, portando burro, latte,
panna acida, riempiendo le rive e le strade di Kyiv, davano alla città
un sapore speciale".
Il paesaggio nei dintorni di Kyiv, 1930 ca
Nei ricordi della sua gioventù scriveva: “Era uno studente della classe di paesaggio dell'Accademia delle Arti di San Pietroburgo. Giorno dopo giorno andavamo con lui a fare schizzi in estate, primavera e inverno, trenta verste al giorno. Lungo tutta la strada discutevamo e smettevamo la nostra disputa soltanto quando ci sedevamo a dipingere... Ricordavamo l'Ucraina. Entrambi eravamo ucraini" . La sorella minore di Kazymyr Malevych, Victoria, che viveva a Vyzhgorod vicino a Kyiv, testimoniava che egli scriveva sempre nei questionari "ucraino" e conosceva molto bene la lingua ucraina. Suo nipote, il figlio di Victoria, ricordava anche che lo zio Kazymyr insieme al suo padre cantavano di sera le canzoni ucraine e l'inno ucraino "Non è morta l'Ucraina, né la sua gloria, né la volontà ". La canzone preferita di Kazymyr Malevych, secondo il suo racconto, era "Il vento soffia nel campo, la foresta ruggente si sta spezzando".
Malevych già malato nel letto con la moglie Natalia Manchenko.
Dopo la malattia, che durava circa i due anni ed era provocata dalle torture, Malevych morì il 15 maggio 1935.
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Vedi anche l'articolo scritto nel 2014 (aggiornato):
https://yarynamorozsarno.blogspot.com/2019/02/malevitch-il-suprematismo-e-il-quadrato.html
(1197) Malevich and Ukraine - YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=xdL17kRCM4E
Kontakt TV: Очима культури № 72, April 16th, 2016 (Part 5/6 #2433)Малевич Казимир
Малевич і Айвазовський українські художники - як їх повертають
Дмитро Горбачов: "Чорний квадрат" повернув людству космос - Публікації - Українська правда. Життя
Казимир Малевич. Бога не скинуто. Мистецтво, церква, фабрика – Бібліотека українського мистецтва
5 найвідоміших художників-авангардистів України - Ліхтарик
"Неросійський авангард": як у світі дерусифікують мистецтво через війну в Україні - BBC News Україна
Казимир Малевич: Досвід української дослідниці в Амстердамі | British Council Україна
«Малевич. Український квадрат»: розповісти світові правду
Малевич та Україна
Футуризм – це сьогодні, Казимир Малевич - Kyiv Daily
Малевич: унікальний український аванґард — Cуспільне Культура
Казимир Малевич засновник українського авангарду – Кафедра української мови, літератури та культури
Українські витоки авангарду Казимира Малевича | Історична правда
ArtDependence | Malevich come professore del Bauhaus di Kiev
Малевич. Український квадрат | Документальний фільм - YouTube (archive.org)
Казимир Малевич і Україна – Бібліотека українського мистецтва
Малевич. Український вимір
Казимир Малевич – український художник-модерніст, мистецтво якого оголошували ворожим радянському народу. Герої України. URL: http://heroes.profi-forex.org/ua/malevich-kazimir-severinovich/
https://www.radiosvoboda.org/a/28111060.
http://www.radiosvoboda.org/a/27973846.html
htm//uartlib.org/exclusive/malevich-ta-ukrayina/
https://uain.press/blogs/olga-smolnytska-chornyj-kvadrat-malevycha-ukrayinske-korinnya-841146
https://iskusstvo-info.ru/kazimir-malevich-i-vizantijskaya-liturgicheskaya-traditsiya/
https://plomin.club/malevich-and-ukraine/
https://galinfo.com.ua/news/den_v_istorii__80_rokiv_tomu_pomer_kazymyr_malevych_315988.html
http://uartlib.org/kazimir-malevich-ukrayina/
http://incognita.day.kyiv.ua/kazimir-malevich.html
http://memorua.org/?p=1073
https://www.istpravda.com.ua/digest/2012/02/24/74363/
Ripubblicato e aggiornato, la prima pubblicazione 21/02/2020
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