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venerdì 30 maggio 2025
martedì 27 maggio 2025
lunedì 26 maggio 2025
domenica 25 maggio 2025
sabato 24 maggio 2025
Icona miracolosa della Santissima Madre di Dio da Liska

Icona miracolosa di Liska (oggi Lesko, in Polonia)
L'icona miracolosa della Santissima Madre di Dio di Liska è situata a Stryj, nella cattedrale dell'Assunzione della Santissima Verdine Maria. La prima menzione dell'icona della Vergine Maria nella città di Lisko (Polonia) risale al 1570. Lisko era un grande luogo di riposo. Il 25 gennaio 1946, l'icona fu trasportata a Stryj e si trova nella cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. L'icona viene esposta a luglio, in occasione della festa dell'Imposizione dell'Onnipotente Abito della Beata Vergine Maria. L'icona miracolosa della Madre di Dio di Liska è stata restaurata negli anni 2005-2007. Il 24 maggio 2014, con la benedizione di Papa Francesco, l'icona è stata incoronata dal capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav (Shevchuk).
giovedì 22 maggio 2025
Il 23 maggio: Gorno degli Eroi dell'Ucraina
Il 23 maggio ogni anno si celebra la Giornata degli Eroi dell'Ucraina. Questa data è dedicata alla memoria di tutti coloro che hanno combattuto e continuano a lottare per la libertà e l'indipendenza dello Stato Ucraino. La data del 23 maggio non è stata scelta a caso: il 3 maggio, l'ideologo dell'indipendenza ucraina, Mykola Mikhnovsky, è stato ucciso in circostanze misteriose e contraddittorie. Il 23 e 25 maggio, agenti sovietici uccisero i leader del movimento di liberazione ucraino, Yevhen Konovalets e Symon Petljura.
Il Giorno degli Eroi, il 23 maggio, è stato istituito nel 1941 dall'Organizzazione dei nazionalisti ucraini. Questa data non fu scelta a caso: il 23 maggio 1938 quando fu ucciso a Rotterdam statista, militare e politico, uno dei capi dell'esercito dell'UPR, Yevhen Konovalets. Durante la rivoluzione ucraina del 1917-1921, Yevhen Konovalets fu il fondatore e comandante della formazione Sich, una delle formazioni militari ucraine più pronte al combattimento di quel periodo. Dopo la rivoluzione, continuò la lotta clandestina per l'indipendenza dell'Ucraina: guidò l'Organizzazione militare ucraina e successivamente l'Organizzazione dei nazionalisti ucraini. Yevhen Konovalets riuscì a unire due generazioni di combattenti per l'indipendenza: i partecipanti alle lotte di liberazione nazionale del 1917-1921 e i giovani che si unirono a questa lotta negli anni '20 e '30. Fu ucciso il 23 maggio 1938 dall'agente sovietico Pavel Sudoplatov a Rotterdam, nei Paesi Bassi.
Dal 1992, la festa è diventata sempre più popolare. Nel Giorno degli Eroi, tutti coloro che hanno rischiato la vita per combattere per l'indipendenza ucraina ricevono le congratulazioni e rendono omaggio ai morti. La data è dedicata a tutti i soldati ucraini: cavalieri della Rus'-Ucraina, cosacchi, fucilieri di Sich ucraini e soldati dell'esercito ucraino, e ora soldati dell'ATO e della guerra russo-ucraina.
Il Giorno degli Eroi è un giorno di ricordo di tutti gli ucraini che hanno dedicato la loro vita alla lotta per la libertà e l'indipendenza dello Stato ucraino, è una celebrazione della grandezza dello spirito dei soldati e dei combattenti ucraini per uno Stato ucraino unito indipendente ed è un simbolo dell'invincibilità della nazione ucraina.
L'icona ucraina del XV secolo, villaggio Dovge, Museo Storico a Sanok
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L'icona ucraina del XV secolo, villaggio Dovge, Museo Storico a Sanok
lunedì 19 maggio 2025
L'icone della Beata Vergine Maria Eleusa, XV secolo, villaggio di Dorosyny
L'icone della Beata Vergine Maria Eleusa, XV secolo,
Museo di Storia del Villaggio di Dorosyny, distretto di Rožyšče,
Icona della Vergine Odigitria, l'inizio XVII secolo, villaggio di Stary Porytsk, distretto di Ivanychiv,
L'icona della Vergine Maria Odigitria, l'inizio XVII secolo, proviene dalla chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, villaggio di Stary Porytsk, distretto di Ivanychiv,
museo delle icone di Lutsk, regione di Volinia
Le icone ucraine della Madre di Dio Odigitria del XV - XVI secolo
Le icone ucraine della Madre di Dio Odigitria
del XV-XVI secolo
L'icona ucraina della Madre di Dio, XV secolo,
Museo Nazionale di Cracovia
La raffigurazione maestosa della Madre di Dio Odigìtria (Odighìtria) [dal gr. ὁδηγήτρια «colei che conduce, che indica la via», deriva da ὁδηγέω, ὁδηγητέω «guidare mostrando la via», composto di ὁδός «via» e ἄγω, ἡγέομαι «guidare, condurre»] è stata conosciuta nell'icona originale di tipo iconografico Odigitria del V secolo, che era molto venerata nel monastero della Panaghia Odigitria a Costantinopoli. Secondo la tradizione, l'icona mariana fu portata dalla Terra Santa da Aelia Eudocia, la moglie dell'imperatore Teodosio II. La Vergine venne raffigurata in posizione frontale, indossando l'omophorion (velo).

L'icona ucraina della Madre di Dio, XV secolo, villaggio Ryhvaild,
Museo Storico a Sanok
L'icona della Madre di Dio, la seconda metà del XV secolo, Dolyna, Museo storico di Sanok
L'icona ucraina del XV secolo, villaggio Grushiv, Museo Nazionale a Leopoli

L'icona della Madre di Dio Odigitria con i profeti, gli innografi, santi Gioacchino ed Anna, XV secolo, Museo di Nowy Sacz

Bibliografia: R. Biskupski, Ikony z XV w. w Muzeum Historycznym w Sanoku. Katalog zbiorów, t. 1, Sanok 2013
domenica 18 maggio 2025
L'icona ucraina del XVI secolo, villaggio Kostarivtsi, Museo storico a Sanok
L'icona ucraina della seconda metà del XVI secolo, villaggio Kostarivtsi,
Museo Storico a Sanok
L'icona ucraina della Vergine Maria Odigitria, seconda metà del XVI secolo, Kostarivtsi, tempera su fondo gessoso; due tavole di tiglio, 95,5 x 72 x 2 cm, num. d'inventario MHS/S/3632 (collezione del Museo Storico di Sanok).
Katarzyna Winnicka, Ikony z XVI w. w Muzeum Historycznym w Sanoku, katalog zbiorów, tom II, Sanok 2013
sabato 17 maggio 2025
Madre di Dio Odigitria, l'icona ucraina del XVI secolo, villaggio di Panischiw, Museo Storico di Sanok
Madre di Dio Odigitria, l'icona ucraina del XVI secolo,
villaggio di Panischiw, Museo Storico di Sanok (Polonia)
venerdì 16 maggio 2025
L'icona della Madre di Dio d'Univ. La commemorazione nella terza domenica di maggio
La Santa Madre di Dio di Univ, salva e protegga Ucraina!
L'icona miracolosa della Madre di Dio d'Univ
Madonna Univska
La commemorazione nella terza domenica di maggio
L'icona miracolosa della Madre di Dio del monastero di Univ, uno dei più antichi dell'Ucraina Occidentale risalente al XIII secolo, è del tipo iconografico dell'Odigitria. Sulla sua origine esistono molte leggende ma tempo e luogo esatti non sono conosciuti.
Durante i secoli XIV - XVIII il monastero ad Univ (Lavra dell'Univ) era il centro della vita monastica dei monaci studiti (di San Teodoro Studita) e centrale di tutta la diocesi galiziana. I monaci studiti aderiscono allo Statuto studita, che nell'XI secolo i santi monaci Antonio e Teodosio di Pechersk hanno portato da Costantinopoli e dall'Athosin in Ucraina. Nel 1898 metropolita Andei Sheptycky ha rinnovato il monachesimo dello Statuto studita.
La prima menzione scritta dell'Univ risale al 1395, quando il re polacco Ladislao II Jagaillo emise una sua lettera, interrotta a Glyniany, nei pressi del "noto monastero dell'Univ". Nel XV secolo questo monastero aveva un ruolo significativo e ricchi patroni: il primo monastero che ha preso sotto la sua tutela dai principi lituani Gedimynovyc, poi Univ divenne proprietà dei principi Lagodovsky. Il 30 luglio 1542 il re polacco Sigismondo I il Vecchio donò lo status speciale al monastero dell'Univ (Lavra l'Archimandria d'Univ), dando al monastero il diritto di eleggere autonomamente un archimandrita, e al vescovo di Leopoli fu proibito di interferire negli affari finanziari dei monaci.
Nel 1549, questo centro spirituale cadde come vittima dell'attacco tartaro. Ma
la Madre di Dio, che scelse questo posto per custodirlo, apparve nel sogno ad un nobile ucraino Oleksandr
Lagodovsky che era malato e gli consigliò
di andare a cercare un pozzo per guarirsi. Così Lagodovsky si imbatté nelle rovine del monastero
dell'Univ e vide l'icona della Madre di Dio, che sopravvisse miracolosamente. Grato per la sua guarigione Lagodovsky costruì la chiesa dell'Assunzione
della Beata Vergine e trasferì lì l'icona che è stata situata dietro l'altare sopra il pozzo. Nel 1630 venne qui Fedir Orlovych che riuscì a
fuggire dalla prigionia turca e dovette la sua liberazione
per un appello all'icona dell'Univ. Si ritiene che l'icona sia stata incoronata dall'archimandrite del monastero d'Univ, il metropolita Atanasiy Sheptycky (1715-1746), che ha contribuito notevolmente alla diffusione
della venerazione di questa icona della Madre di Dio.
L'originale dell'icona non è stato conservata fino ad oggi. Già nella prima metà del XIX secolo nei tempi l'icona fu notevolmente danneggiata. Al tempo di Mykhailo Levitsky, era già abbastanza distrutto. Pertanto, il metropolita ha ordinato di farne una copia su tela. Quest'ultimo era collocato sull'icona originaria, sotto il mantello. Fino al 1939, un'altra icona della Vergine l'Odigitria (senza vesti precciosi, con corone di metallo) era appesa nella cappella del monastero. Entrambi i monumenti perirono dopo che le autorità sovietiche chiusero l'Univ Lavra nel 1950.
Sono sopravvissute solo le incisioni antiche e fotografie della miracolosa Madre di Dio. La rappresentazione più antica dell'icona contiene libro degli "Akathisti" pubblicati nella tipografia dell'Univ nel 1660 e già allora famosa come miracolosa. Nel 1648-1770 presso monastero d'Univ esisteva una tipografia monastica, dove venivano stampate famose stampe antiche con le incisioni dei famosi incisori Ilya, M. Zubrycky, E. Zavadovsky, Mina e M. Filevyc.
Forse quello era l'icona incoronata nel XVIII secolo della cappella di Giovanni Battista, che si trova sopra il monastero, costruito fosse dall'archimandrita d'Univ Atanasy Sheptycky (1715-1746). Il padre A. Dolnytsky nella storia della parrocchia dell'Univ scrisse nel 1894: "questa immagine era molto tempo fa nella cappella del cimitero dell'Univ, e quando quell'immagine fu decorata con una corona, fu trasferita nella chiesa. Il cimitero, dove è rimasta la cappella fino ad oggi, si chiamava Coronato".
Il metropolita Atanasiy Sheptytsky (1715-1746)
Esisteva un'altra icona della Vergine del XVII secolo del tipo l'Odigitria (con corone di metallo) nella cappella del monastero fino al 1939. Le due icone furono perdute dopo la chiusura del monastero dell'Univ nel 1950 da parte dell'autorità sovietica. Sopravvisse soltanto il rivestimento d'argento del XVIII secolo. Ultimamente nel Museo Nazionale delle Arti a Leopoli si sono ritrovate le icone mariane del XVII secolo (attribuite ad Ivan Rutkovyc) portate lì dal monastero dopo la sua chiusura.
Una copia dell'icona miracolosa, che è stata dipinta sulle antiche incisioni e fotografie dal pittore e monaco Juvenalij Mokrycky, venne solennemente trasferita al monastero dell'Univ nel 1995.
Su richiesta dei monaci del santuario della Santa Dormizione dell'Univ, Sua Beatitudine il cardinale Lubomyr Guzar ha istituito la festa dell'icona miracolosa della Beata Vergine dell'Univ nella terza domenica di maggio.
La foto della chiesa dell'Assunzione ad Univ, 1913


Gli affreschi nella chiesa monastica di Univ


La processione con l'icona dell'Univ attorno il monastero
L'icona della Madre di Dio dal monastero di Univ (1696), Ivan Rutkovych (?)
dal 1950 nel Museo Nazionale di Leopoli
dal 1950 nel Museo Nazionale di Leopoli
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http://tvoemisto.tv/news/u_lvovi_tryvaie_vystavka_ikony_bogorodytsi_z_univskoi_lavry_85984.html
https://photo-lviv.in.ua/odna-ikona-i-dva-zobrazhennya-abo-unikalna-univska-bohorodytsya-video/
https://galinfo.com.ua/news/odna_ikona__dva_obrazy_presvyata_bogorodytsya_z_univskoi_obyteli_260939.html
https://risu.org.ua/ua/index/all_news/ukraine_and_world/ukrainians_outside_of_Ukraine/42173/
Data di prima pubblicazione
06/05/20
giovedì 15 maggio 2025
La Vergine Maria Odigitria del XVIII secolo, villaggio di Mychkovtsi
La Vergine Maria Odigitria del XVIII secolo di Mychkovtsi, Museo storico di Sanok
La Vergine Maria Odigitria del XVIII secolo di Mychkovtsi è un esempio di icona d'altare, inserita in una cornice d'altare in legno intagliato e policromo con un frontone a tre lati nella parte superiore.
mercoledì 14 maggio 2025
martedì 13 maggio 2025
L'icona della Vergine Maria di Kholm
L'icona della Vergine Maria di Kholm
di Yaryna Moroz Sarno
L'icona della Madre di Dio di Kholm è dipinta a tempera su tavole di cipresso in stile bizantino dell'XI-XII secolo. Dal XIII secolo l'icona era situata nella capitale del principato di Volyn' e Galych, dove era famosa per i suoi numerosi miracoli, motivo per cui divenne nota come la Vergine Maria di Kholm. Divenne famosa per i numerosi miracoli. L'icona appartiene al tipo iconografico di "Dexiocrate" (in greco: δεξιοκρατούσα - "destro") è un tipo iconografico di immagine della Vergine Maria, la cui caratteristica principale è che tiene il bambino Gesù nella mano destra, che si basa sulla paragone della Madre di Dio con il tabernacolo, cioè la chiesa, dove Cristo, in qualità di Sommo Sacerdote, celebra la Liturgia e si offre in sacrificio per i peccati umani. La posizione semi-sdraiato del Salvatore simboleggia il cullamento della Madre da bambina e, allo stesso tempo, il lutto per Lui da figlio che ha accettato la morte da martire. Gesù Cristo benedice con la mano destra, mentre nella sinistra tiene un rotolo bianco, simbolo della dottrina cristiana.
Ad essa sono associati i nomi di importanti personaggi storici di Ucraina e Polonia: il principe-re Danilo di Galizia, il re polacco Jan-Cazimir. Esistono diverse ipotesi su come l'icona della Nostra Signora di Kholm arrivò alla città. La leggenda più antica che è sopravvissuta dall'inizio dell'XI secolo fino ai giorni nostri, dice che l'icona doveva essere portato da
Bisanzio come dote della moglie del principe Volodymyr di Kyiv. L'altra leggenda narra che l'immagine sacra fu portata dal monastero di Kyiv dalla sorella del principe Daniele di Galych. Si dice anche che il principe Daniele (Danylo Galytsky) abbia ricevuto l'icona della Madre di Dio dalla sorella Teodora dal monastero di San Teodoro. Il vescovo di Kholm Jakub Sucha affermava che l'icona fu portata da
Kherson nella città di Ugerka dal grande principe Wolodymyr di Kyiv e la
diede alla chiesa di Kholm. C'è anche una seconda versione, secondo la quale, il principe Wolodymyr di Kyiv la portò da Ovruch a Kholm.
Ma più probabile è che il principe Daniele nel 1223–1237 ca abbia portato l'icona della Madre di Dio da Kyiv e l'abbia collocata nella cattedrale di Kholm. Secondo le informazioni fornite dal cronista polacco J. Długosz, nel 1262 il principe Lew (Leone), figlio di Daniele, diede la sua protezione per la chiesa e l'immagine della Santa Vergine. J. Długosz afferma chiaramente che in seguito l'icona è tornata a Luck.
Secondo la leggenda, l'icona difese la città di Kholm nel 1240 dalle orde del nipote di Genghis Khan Batyi. Nel 1259 l'icona aiutò a difendere la città dalle truppe di Kuremsa. Quindi l'icona fu presumibilmente portata nel mezzo della battaglia e posta sulle mura della città, che tentavano di espugnare i nemici. Ma nel 1261 i conquistatori tartari, guidati dal Burundai, saccheggiarono la città di Kholm, distrussero la cattedrale e saccheggiarono l'icona, vennero strappati
la ryza (il rivestimento prezioso) e furono inflitti danni. Per più di cento anni, l'icona rimase tra le rovine e,
quando fu trovata, fu solennemente portata nella ricostruita chiesa
della Natività della Beata Vergine. L'immagine sacra mostra anche oggi due ferite inflitte dai tartari: una alla spalla sinistra (da un colpo di sciabola) e l'altra al braccio destro da una freccia. Secondo una pia leggenda, i malvagi tartari che hanno saccheggiato la chiesa sono stati immediatamente puniti: sono diventati ciechi.
Le testimonianze documentate dei miracoli iniziarono a raccogliersi durante i tempi del vescovo greco-cattolico di Kholm, Metodio Terletsky. Con il suo aiuto, nel 1646 fu istituita una commissione per studiare l'icona e confermare la sua antichità e la sua forza miracolosa.
Una breve menzione dell'icona di Kholm si trova anche nell'opera di Joanikiy Galyatovsky (il predicatore ucraino più famoso del XVII secolo) "Il nuovo cielo con
nuove stelle, cioè la Beata Vergine Maria Vergine con i suoi miracoli"
(Leopoli, 1665) nella sezione "Miracoli della Beata Vergine Maria dalle
sue immagini".
Nel XVII secolo il vescovo Jakub Sucha pubblicò un libro intitolato "La Fenice", ("Phoenix tertiato redivivus albo obraz starozytny chełmski Panny Maryi Przenayswiętszej sławą cudownych dzieł swoich ożyły", Zamość 1684), descrivendo più di settecento miracoli dell'icona. Nella prima edizione del
libro "Phoenix" Jacub Susha descrisse i miracoli conosciuti all'epoca e che si sono manifestati per intercessione dell'icona di Kholm in tempi diversi, a partire dalle
cronache del XIII secolo.
I più grandi miracoli sono della guarigione da
varie malattie e persino di malati senza speranza. Una descrizione dell'icona stessa lasciata da Mons. Jakub Sucha era così: “L'immagine è dipinta con la dignità e con grande arte. Il volto della Vergine è umile e severo, nella severità impaurisce, nella paura è dolce, penetra nel cuore e spinge a servire Dio. Sulla destra la Beata Vergine porta il bambino Gesù. Con l'occhio materno si rivolge direttamente all'occhio divino del Figlio: e, come se fosse viva, guarda non solo nell'occhio divino, ma anche nel cuore del Figlio; ognuno che la guarda è colpito dal suo sguardo di colomba".

Il ritratto del vescovo di Kholm e Belz, Jakub Sucha (1610 - 1687)
Il libro "Phoenix tertiato redivivus albo obraz
starozytny chełmski
Panny Maryi Przenayswiętszej
sławą cudownych dzieł
swoich ożyły", Zamość 1684
La Vergine Maria di Kholm nell'incisione del XVII secolo di Olexsandr Tarasevych
dal libro di Jacob Susha "Phoenix tertiato redivivus", Zamość 1684 (la terza edizione)

La chiesa dove era situata l'icona della Vergine Maria di Kholm
I preparativi per l'incoronazione dell'icona miracolosa si sono svolti sotto la guida del vescovo di Kholm e Belz Felician Volodkevych che scrisse la lettera del 2 agosto 1738 al papa Clemente XII. Però il decreto speciale è stato firmato soltanto il 17 gennaio 1765 dal papa Clemente
XIII e il 15 settembre del 1765 l'icona fu incoronata con le due
corone d'oro dall'arcivescovo Eraclius Lisansky.
In onore dell'incoronazione dell'icona miracolosa mariana di Kholm venivano
emesse le medaglie d'oro, d'argento, di rame e di zinco con le raffigurazioni della
Vergine di Kholm, sono state stampate le incisioni devozionali sulla tela e carta. Nella tipografia dei padri carmelitani scalzi nel 1780 a Berdychiv è stata pubblicata un'edizione dedicata all'evento sotto il titolo "L'incoronazione dell'icona miracolosa della Nostra Signora Vergine Maria a Kholm..." ("Koronacya
cudownego obrazu Nayswiętszey Maryi Panny w Chełmskiey katedrze
obrządku greckiego od samego początku wiary chrescianskiey w kraiach
naszych nabożnie chowanego..") presentata dal vescovo Massimiliano Rylo.
L'immagine della Madre di Dio di Kholm. L'incisione di Johann Christian Vinkler
nel libro "L'incoronazione dell'immagine miracolosa di Santissima Vergine Maria"
La copertina del libro "L'incoronazione dell'icona miracolosa
della Nostra Signora Vergine Maria di Kholm",
("Koronacya cudownego obrazu
Nayswiętszey Maryi panny w Chełmskiey ...") Berdychiv 1780
La facciata del santuario,
incisione di Johann - Christian Winkler nel libro
"L'incoronazione dell'icona miracolosa della Nostra Signora Vergine Maria"
("Koronacya Cudownego Obrazu Nayświętszey Panny
Maryi..."), Berdychiv 1780 Fuochi d'artificio nel giorno dell'incoronazione della Nostra Signora di Kholm,
l'incisione su rame di T.
Rakowiecki
("Koronacya Cudownego Obrazu Nayświętszey Panny
Maryi..." Berdychiw 1780)
Il panorama della città di Kholm con l'immagine dell'icona della Madre di Dio
in alto nell'angolo destra sopra il suo santuario,
dal libro "Koronacya cudownego obrazu
Nayswiętszey Maryi panny w Chełmskiey ...", 1780.

Durante la prima guerra mondiale nel 1915 l'icona
fu portata a Mosca e nel 1918 a Kyiv al convento di San Floriano. Dal
1923 al 1941, l'immagine della Madre di Dio fu nascosta nelle case
private dei credenti a Kyiv.
Nel 1942 il professore d'arte Mykola
Prakhov restaurò l'icona alle spese del metropolita Ilariono (Ogienko). Con grandi onori l'icona tornò alla cattedrale di Kholm il 27 settembre 1943.
Dal 1944 al 1995 l'icona è stata conservata in case private delle
regioni di Ivano-Frankivsk e Volyn.
Il 1996 l'icona della Vergine Maria è stata donata
al Museo dell'icona Volyn.
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Акты издаваемые комиссиею для разбора древних актов. Т. XXVII акты Холмского гродского суда. - Вильно, 1900. - С. XLIII. : [документи та матеріали про ікону Холмської Богородиці]. // Ікона Холмської Богородиці : дослідження та матеріали [Текст] : наук. зб. / відпов. за вип. А. Силюк. - Луцьк : Волин. краєзнавчий музей, 2010. - 235 с. - Б. ц. - С. 210-211
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Гіль А. Ікона Божої Матері Холмської під Берестечком 1651 р. // Волинська ікона: дослідження та реставрація. Матеріали ХІІ міжнародної. наукової конференції, м. Луцьк. 27–28 жовтня 2005 р. Вип. 12. Луцьк, 2005. - С. 87–89.
Голуб, В. Особливості реставрації прикрас з Чудотворної ікони Холмської Богородиці //Ікона Холмської Богородиці : дослідження та матеріали [Текст] : наук. зб. / відпов. за вип. А. Силюк. - Луцьк : Волин. краєзнавчий музей, 2010. - 235 с. - Б. ц. - С .157-164
Горлицька Р. (Коробчук). Спогади про Холмську Чудотворну ікону // Пам'ятки сакрального мистецтва Волині на межі тисячоліть. Наук. зб. Вип. 7. Матеріали VІІ Міжнародної наук. конференції з волинського іконопису, м. Луцьк, 27 – 28 листопада 2000 року. — Луцьк, 2000. — С. 18 – 19.
Город Холм і его древняя Чудотворная икона Божьей Матери : [документи та матеріали про ікону Холмської Богородиці] //Ікона Холмської Богородиці : дослідження та матеріали [Текст] : наук. зб. / відпов. за вип. А. Силюк. - Луцьк : Волин. краєзнавчий музей, 2010. - 235 с. - Б. ц. - С . 201-209
Гулько Г. Холмська ікона Богородиці: інтерпретація окремих сторінок її
історії // Волинська ікона: дослідження та реставрація. Матеріали ХХVІ міжнародної
наукової конференції, присвяченої 115-ій річниці від дня народження українського
мистецтвознавця Павла Жолтовського, м. Луцьк, 24–25 жовтня 2019 р. Вип. 26.
Луцьк, 2019. - С. 177–181.
Документи передачі ікони Холмської Богородиці в довічну власність Волинському краєзнавчому музею // Ікона Холмської Богородиці : дослідження та матеріали [Текст] : наук. зб. / відпов. за вип. А. Силюк. - Луцьк : Волин. краєзнавчий музей, 2010. - 235 с. - Б. ц. - С .165-181
Ікона Холмської Божої матері: дослідження, документи і публікації
// Пам’ятки сакрального мистецтва Волині : матеріали VIII міжнарод.
наук. конф., 13-14 груд. 2001 року, м. Луцьк : наук. зб. / Волин. краєзнав.
музей [та ін.]. - Луцьк, 2001. - Вип. 8.
Ікона Холмської Богородиці: дослідження та матеріали. Науковий збірник.
Луцьк, 2010. 237 с.
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Wawriniuk, A. Matka Boska chelmska ikona ludu polsko-ukrainskiego pogranicza // Волинська ікона: дослідження та реставрація [Текст] : матеріали ХІХ міжнар. наук. конференції, м. Луцьк, 24-25 жовт. 2012 року: наук. зб. Вип. 19. - Луцьк : Волин. краєзнавчий музей, 2012. . - С .164–170
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