SAN MICHELE ARCANGELO
ARCHISTRATEGA DELLE MILIZIE CELESTI,
patrono dell'Ucraina e della sua capitale Kyiv
di Yaryna Moroz Sarno
Mosaico della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv che rappresenta l'Arcangelo Michele
L'Arcangelo Michele (in ebr. מִיכָאֵל, Mîkhā'ēl "Chi è come Dio?") è esplicitamente citato nei libri vetero- e neotestamentari e nei testi apocrifi, uno dei sette arcangeli indicato come arcistratega (dal greco αρχιστρατηγός, capo degli strateghi celesti), il condottiero delle schiere celesti e il vincitore nella lotta contro il male, difensore della verità e della giustizia a lode e gloria di Dio e del Suo Santo Nome. Nella Santa Scrittura l'Arcangelo Michele è stato chiamato "principe", "il capo dell'esercito del Signore" ed è il principale combattente contro il diavolo e ogni illegalità tra le persone.
Nella tradizione veterotestamentaria San Michele è considerato come il principe degli angeli, il protettore potente del popolo eletto, che assiste con la forza divina. Nell'Antico e Nuovo Testamento si descrive l'Arcangelo Michele come il Combattente contro Satana
e i suoi servi (Ap 12, 7; Zc 13, 1-2), difensore di quelli che seguirono il Signore (Dn 10, 13; 10, 20-21), protettore del popolo di Dio (Dn 12, 1: "il grande principe che vigila sui figli del tuo popolo"), il capo supremo dell'esercito celeste che difende i deboli e i
perseguitati. L'Arcangelo Michele apparve a Giosuè come "un uomo in piedi davanti a sé che aveva in mano una spada sguainata", discendo "io sono il capo dell'esercito del Signore" (Gs 5, 13-14), al profeta Daniele nei giorni della caduta del regno babilonese e dell'inizio della creazione del regno messianico (Dn 10; 12, 1). Come è scritto nella sua profezia, "In quel tempo si alzerà Michele, il grande principe, in piedi dietro i figli del tuo popolo; e verrà un momento difficile, come non è accaduto da quando l'umanità è esistita; ma in quel tempo tutto il tuo popolo sarà salvato, ciò si troverà scritto nel libro" (Dn 12, 1). A San Michele sono attribuiti la distruzione di 185 000 soldati del re assiro Sennacherib (2 Re 19, 35) e la salvezza di tre giovani nella fornace ardente (Dn 3, 95).
San Michele apparve a Giosuè, Menologio di Basilio II, 985, VAB gr. 1613, fol.43
A Daniele fu predetto che l'Arcangelo Michele avrebbe aiutato il popolo di Dio durante il periodo dell'imminente persecuzione sotto l'Anticristo.
Nella lettera dell'apostolo San Giuda Taddeo (Gd 9) si menziona San Michele come Arcangelo (ὁ ἀϱχάγγελοϚ) e l'avversario del maligno: "Michele Arcangelo, quando parlò con il diavolo, discutendo sul corpo di Mosè ... disse: "Il Signore ti punirà”. I riferimenti sull'Arcangelo sono in Is 2, 1; 9, 5; 63, 9. Nell'Apocalisse di San Giovanni Evangelista sconfigge il drago (Ap 12, 7-9): "Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana che seduce tutta i popoli, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo".
La Sinassi degli arcangeli, Bisanzio, l'XI secolo, Grecia, Athos, Dionisiou 587
La Sacra Scrittura racconta sugli Arcangeli che svolgono le missioni speciali affidate da Dio, glorificandolo incessantemente e contemplando il Suo volto; sull'apparizione degli angeli a varie persone, ne nomina solo alcuni con il proprio nome: gli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, menzionati nei libri canonici della Scrittura. San Gabriele ("Forza di Dio") è stato mandato da Dio a rivelare a Daniele il piano del Signore (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunziare a Zaccaria della nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) e a Maria di Gesù Nostro Salvatore (Lc 1, 26-38). San Raffaele ("Dio ha guarito"), che sta fra i sette angeli davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; Ap 8, 2), accompagnava e custodiva Tobia nel suo viaggio e gli guarisce il padre cieco. Nel libro di Tobia, l'arcangelo Raffaele dice di sé: "Io sono uno dei sette angeli che offrono le preghiere dei santi e salgono davanti al volto del Dio santo" (Tv 12,15). Da qui parte la convinzione che in Paradiso ci siano sette arcangeli, uno dei quali è l'arcangelo Michele.
San Michele è menzionato nel testo apocrifo del Vangelo di Nicodemo dal IV secolo, affermando che Signore gli affidò le anime dei giusti. Simile racconto c'è nell'apocrifo Apocalisse di Paolo del IV secolo. Nell'Apocalisse siriaca di Baruch è scritto che detiene le chiavi del Paradiso; nella Vita di Adamo ed Eva si dice che fu lui ad insegnare ad Adamo a coltivare la terra; nell' Apocalisse siriaca di Mosè detta ai figli di Adamo ed Eva i doveri rituali verso i defunti; nel Vangelo di Bartolomeo si racconta che fu lui a portare a Dio la terra e l'acqua necessarie a creare Adamo; nella Ascensione di Isaia si racconta che fu lui a rimuovere la pietra dal sepolcro di Gesù; nella Apocalisse della Madre di Dio accompagnò la Vergine in un viaggio infernale per mostrarle le pene a cui sono sottoposti i dannati.
Sull'Arcangelo Michele c'è scritto anche nella Leggenda aurea.
La venerazione per San Michele Arcangelo nell'Oriente risale al IV secolo. La celebrazione della Sinassi dell'Arcangelo Michele di Dio e di altri poteri celesti incorporei fu istituita all'inizio del IV secolo al Concilio locale di Laodicea avvenuto pochi anni prima del I Concilio Ecumenico, che con la regola 35 condannò il culto eretico degli angeli come creatori e governanti del mondo ed approvò la loro venerazione giusta.
La data della celebrazione non è stata scelta a caso. Novembre è il nono mese dopo marzo, che è considerato il primo mese dopo la creazione del mondo. In commemorazione delle 9 schiere angeliche, è a novembre - 9° mese - che viene istituita la festa degli Angeli. L'ottavo numero indica il giorno del Giudizio Universale, al quale prenderanno parte direttamente gli Angeli. Sono loro che testimonieranno al Giudizio sulla nostra vita e sulle nostre azioni, giuste o ingiuste.
I Santi Padri chiamavano il Giorno del Giudizio Universale l'ottavo giorno. Il tempo è misurato in settimane (settimane). L'ottavo giorno sarà l'ultimo giorno del mondo, il giorno del Giudizio Universale. Il numero degli Angeli è incommensurabilmente grande e il Signore stabilì l'ordine nell'esercito celeste, creando la gerarchia angelica. Gli angeli differiscono l'uno dall'altro nell'illuminazione. L'ottavo giorno del mese indicava la Sinassi futura di tutte le potenze celesti nel giorno del Giudizio Universale, che i santi padri chiamano "l'ottavo giorno", poiché dopo questa età, che passa per settimane, il "verrà l'Otto giorno" e al
lora "il Figlio dell'uomo verrà in gloria i suoi e con lui tutti i santi angeli" (Mt 25, 31).
L'imperatore bizantino Costantino il Grande, che fu devoto al Sant'Arcangelo, edificò la cattedrale in onore di
San Michele (il Micheleion) nella periferia di Costantinopoli. A Costantinopoli 35 chiese, cappelle e monasteri dedicati a San Michele sorsero durante l'intera esistenza della città. Il maggior numero di chiese bizantine dedicate a San Michele fu costruito nei secoli IV-VII, specialmente durante il regno dell'imperatore Giustiniano I (527-565) e poi durante il periodo della dominazione della dinastia macedone (867-1056). Un numero significativo di chiese dedicate a San Michele si trovavano in Asia Minore (principalmente in Frigia, Galazia e Bitinia).
Le prime immagini degli angeli sono conservate negli affreschi delle catacombe romane, su rilievi di sarcofagi del IV secolo e nei più antichi complessi musivi di Roma. La prima immagine di San Michele abbinata all'immagine dell'arcangelo Gabriele si trova nei mosaici sull'arco trionfale della basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna (ca 549). A Ravenna troviamo la rappresentazione nella chiesa di San Michele in Affricisco, 545.
L'immagine della figura intera di Michele con un globo nelle mani con una croce d'oro è conservata nella chiesa di Sant'Eufrasiano a Parenzo a Croazia (ca 543-553). L'iconografia bizantina predilige l'immagine dell'arcangelo in abiti da dignitario di corte.
La miniatura del menologio di Basilio II (Vat.gr.1613, fol. 168)
Sia nella tradizione bizantina sia nella tradizione letteraria slava, la venerazione per San Michele spesso è congiunta all'arcangelo Gabriele, nonché a tutte le potenze incorporee. Nel Prologo (un libro liturgico) in slavo ecclesiastico, tradotto dal Synaxarum bizantino nei secoli l'XI - XII, la commemorazione dell' 8 novembre si intitolava "Sinassi degli Arcangeli" o "Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele". Nella letteratura slava si diffuse "Il sermone lodevole ai Michele e Gabriele" scritto da Clemente, il vescovo di Ocrida.
Nel battesimo della Rus'-Ucraina a Kyiv i teologi dell'epoca videro la vittoria della luce sull'oscurità, proprio come l'Arcangelo Michele sconfisse il potere del diavolo e lo scacciò dal Cielo. Il culto michaelico si diffuse nella Rus'-Ucraina, dove era
considerato il santo patrono dei sovrani, della famiglia principesca, patrono dell'antico stato della Rus'-Ucraina e della sua capitale - Kyiv, e in seguito, il protettore della nazione ucraina.
Al nome di Michele Arcangelo fu consacrato un altare laterale in Santa Sofia di Kyiv (ca 1037). Nella Cronica degli anni passati sotto il 1093 è stata menzionata la chiesa di San Michele a Kyiv dove fu conclusa l'alleanza politica tra il principe di Kyiv Sviatopolk (con il nome di battesimo Michele) e Volodymyr Monomakh. Nel 1089 si menziona tra i devoti di San Michele il metropolita Efremo di Pereyaslav che alla cattedrale (già esistente) di San Michele a Pereyaslav (ora Pereyaslav-Khmelnicky) donò le sue grande offerte. Nel 1174 ca il duca di Chernighiv Svyatoslav Vsevolodovych costruì la chiesa a suo nome nella corte del principe a Chernighiv.
L'affresco di Santa Sofia a Kyiv, la prima metà dell'XI secolo
L'affresco dell'XI secolo nella cattedrale di Santa Sofia a Kyiv
La lotta di San Michele con Giacomo, l'affresco di Santa Sofia a Kyiv, 1040-1050
San Michele era venerato come il patrono celeste della famiglia principesca, dei sovrani di Rus'-Ucraina, dei soldati e il protettore di tutti cristiani. Il principe degli Angeli e capo dell'esercito celeste, il patrono del principe e del suo esercito, è stato percepito come il patrono di Kyiv. Il suo culto dal battesimo della Rus'-Ucraina acquisì carattere nazionale.
L'altare laterale della cattedrale di Kyiv Santa Sofia che fu dedicato a San Michele e dipinto con le scene dei suoi atti (scene "Il duello di San Michele con Giacobbe", "La cacciata di Satana", "L'apparizione dell'Arcangelo Michele a Balaam", "L'apparizione di San Michele a Giosuè", "L'apparizione di Zaccaria") rispecchia legame del suo culto con la Santa Sofia - la Sapienza di Dio. Esisteva una leggenda secondo cui l'Arcangelo Michele fornì un aiuto miracoloso all'imperatore Giustiniano durante la costruzione della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli e divenne il suo angelo custode. Un'anonimo pellegrino della fine del XIII - inizio del XIV secolo, parlando di Santa Sofia di Costantinopoli, riferiva: "Qui nel vestibolo c'è una cappella, la chiesa di San Michele, dove San Michele apparve a un giovane", citando le parole dell'Arcangelo: "Sarò il guardiano di Santa Sofia", rileva che Michele Arcangelo è da allora diventato il custode "della casa di Santa Sofia e di tutta Tsargrad (Costantinopoli)". L'immagine dell'arcistratega che mantiene la volta della Santa Sofia tr0viamo nel Salterio di Kyiv del 1397.
Negli anni '70 dell'XI secolo fu fondato un monastero di San Michele a Vydubychi сon la prima chiesa dedicata al miracolo dell'Arcangelo San Michele che era uno dei santuari più famosi di Kyiv.
Il nome dell'arcangelo era molto popolare nella famiglia principesca. Svyatopolk Izyaslavovych, granduca di Kyiv, nipote del gran principe Yaroslav il Saggio, fu battezzato con il nome Michael. Egli dedicò il monastero in nome dell'Arcangelo (San Michele dalle cupole d'Oro a Kyiv (1108)). L'immagine araldica di San Michele troviamo spesso sui sigilli dei granduchi nei secoli XII - XIII. Gran duca di Kyiv Volodymyr Monomakh costruì una chiesa in onore di San Michele nella città di Oster, regione di Chernighiv.
Alla sua interrogazione si rivolgeva prima delle campagne militari, perché San Michele era venerato come patrono nelle battaglie. Sull'elmo uno dei principi troviamo la sua immagine con le ali e a spada.
Nella Cronaca Ipaziana sotto l' anno 1111 troviamo le lode a San Michele Arcangelo con le citazioni di San Giovanni Crisostomo, Epifanio di Cipro, e dei testi biblici e con le prestazioni dalla Cronaca di Amartol.
Un gran numero di chiese sono dedicate in onore di San Michele Arcangelo in tutta Ucraina. Sono le due feste dell'Arcistratega San Michele nell'anno liturgico della Chiesa orientale: il 6 settembre - "Ricordo del miracolo di Chonae" e il 8 novembre -
"Sant'Arcangelo Michele e le Milizie Celesti ".
La devozione del popolo ucraino verso San Michele si evidenzia con le sue
immagini su sigilli principeschi, stemmi, ondulazioni
militari, nell'araldica ancestrale, nelle dediche delle chiese e nelle icone. I principi di Kyiv i figli di Volodymyr Monomakh a partire 1125 consideravano Michele il loro patrono, raffigurato anche sullo stemma di Kyiv.
Lo stemma del Voivodato di Kyiv raffigurava un angelo d'argento su sfondo rosso durante il periodo della Confederazione polacco-lituana. L'immagine di Miсhaele era sul gonfalone principale dei tempi di Bohdan Khmelnitsky e sugli stendardi cosacchi. Nel rapporto del Senato del 1782 sull'approvazione degli stemmi delle città del Governatorato di Kyiv, inclusa Kyiv, l'angelo è presentato su sfondo blu e chiamato Michele. Su una delle incisioni del XVIII secolo questo stemma era accompagnato dall'iscrizione: "Ispirati dal grande, sii fedele nel piccolo".
La rappresentazione di San Michele si trova sugli stemmi di Kyiv ed altre città ucraine: Vasylkiv, Gadiach, Kaniv, Tarashchy, Cherkasy, Chygyryn. Lo stemma di Kyiv con l'immagine dell'Arcangelo Michele era sulla torre del municipio.
L'immagine del santo Arcangelo veniva spesso usata sulle insegne cosacche. Nel XVII scolo il korogva (bandiera)
con l'immagine dell'Arcangelo Michele divenne il simbolo più alto di tutto lo
stato ucraino.
Nel programma iconografico della decorazione bizantina e anche nelle antiche cattedrali ucraini le immagini di San Michele occupavano il primo posto nelle zone superiori o nella cupola (per esempio il mosaico della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv). Tra i più antichi cicli conservati dedicati a San Michele Arcangelo sono gli affreschi nella cappella intitolata a San Michele a Santa Sofia a Kyiv che risalgono all'XI secolo.
L'immagine dell'Arcangelo nelle antiche icone ucraine è profondamente simbolica, caratterizzata dallo schema e dagli elementi bizantini. Molto popolare nell'arte medievale ucraina divenne l'iconografia dell'Arcangelo con le scene dei suoi atti. L'Arcangelo si raffigurava spesso in posizione statica in abiti da dignitario di corte a figura intera che irradia la forza interiore. Il sant'Arcangelo si rappresenta come un guerriero vestito in una tunica o in armatura militare con una lancia o una spada. Secondo il canone bizantino, l'Arcangelo Michele è raffigurato con una sfera trasparente nelle mani come un simbolo di lungimiranza.
L'iconografia di Michele è legata al tema del Giudizio Universale e i testi dell'Apocalisse di San Giovanni Teologo. Dal XVII secolo, con l'influenza dell'arte occidentale, maturano nuove varianti iconografiche, motivo per cui la bilancia divenne un altro attributo nelle mani dell'Arcangelo, perché al Giudizio Universale peserà le azioni
buone e cattive delle persone (c. d. psicostasia (o psicostasi), la "pesatura delle anime" (gr. ψυχοστασία)). Questo motivo deriva dagli apocrifi veterotestamentari (in particolare l'Ascensione di Mosè).
San Michele Arcangelo sulla miniatura del Vangelo ucraino di Lavryshiv,
XIII secolo
San Michel e Gabriele dal Deisis, villaggio Daliova, XIV secolo,
Museo Nazionale a Leopoli
L'icona nella chiesa dell'Esaltazione della Santa Croce, Drogobych, XV secolo
Archistratega Michele con le scene degli atti, villaggio Storonna, XIV secolo
(Museo Nazionale a Leopoli)
L'icona ucraina della bottega del Maestro Dymytriy, Dolyna, XV-XVI secolo,
Museo Nazionale di Leopoli
Maestro Demetrio, l'icona ucraina, gli anni 1560, Dolyna
Museo Nazionale a Leopoli
L'icona ucraina del XVI secolo, villaggio Khrevt, Museo Nazionale a Cracovia
L'icona ucraina del XVI secolo, dal villaggio Yabluniv,
Museo Nazionale a Leopoli
L'icona ucraina della metà del XVI secolo, scuola di Peremyshl,
Museo a Bardijov, Slovacchia

L'icona ucraina del XVI secolo, villaggio Chrewt, Museo Storico a Sianok
L'icona della devozione popolare, XVI secolo, villaggio Yasennia,
Museo Storico a Sianok
L'icona della seconda metà del XVI secolo "San Michele Arcangelo con gli atti",
Museo Nazionale a Leopoli
L'icona ucraina del 1631, villaggio di Schawnyk, Museo di Nowy Sacz (Polonia)
L'icona del XVII secolo, Museo delle icona a Francoforte
Illia Brodlakovych Vyshenskyj, 1667, Museo dell'Arte di Bokshay
L'icona dell'iconostasi del XVII secolo, scuola di Zhovkva
L'icona di San Michele con gli atti,
della seconda metà del XVII secolo, villaggio di Voynyliv, Museo Nazionale di Leopoli
L'icona del XVII secolo, villaggio Gvizhdec, Museo Nazionale a Leopoli
L'incisione negli Akatisti, Chernighiv: Tipografia del monastero della Santissima trinità 1663, fol. 81 r
L'icona del XVII secolo, Volyn', Lutsk, Museo delle icone
L'icona del XVII secolo, regione di Chernighiv
L'icona del XVII secolo, villaggio Solova, provincia Zolociv (regione di Leopoli)
L'icona della devozione popolare del XVI-XVII secolo
L'icona della fine del XVII secolo, Museo al cielo apperto, Pyrogovo vicino a Kyiv
L'icona della fine del XVII secolo, villaggio Vyderta, distretto Kamin'-Kashynsky
Lutsk, Museo delle icone di Volyn'
L'icona del XVII secolo della chiesa San Michele a Leopoli

L'icona ucraina del XVII secolo, villaggio Lipie, Museo Storico di Sianok
Ivan Rutkovych, il frammento dell'iconostasi di Zhovkva
Ivan Rutkovych, l'iconostasi di Stara Skvariava, 1677
Ivan Rutkovych, la parte dell'iconostasi del villaggio Skvariava Nova, ca 1689, regione di Leopoli,
Museo Nazionale di Leopoli
Ivan Rutkovych, framento dell'iconostasi, Zhovkva, 1697-99
Ivan Rutkovych, il frammento dell'iconostasi di Vola Drevlianska, 1680-82
Frammento dell'iconostasi nella chiesa dello Spirito Santo a Rogatyn, regione di Ivano-Frankuvsk
la metà del XVII secolo (1649-1650)
la chiesa della Santissima Trinità, Zhovkva
Yov Kondzevelych, la Porta dei diaconi dell'iconostasi di Skyt Maniavsky
Jov Kondzelevych, frammento dell'icona dall'iconostasi di Bogorodchany, 1705
Sinassi di San Michele, icona del XVIII secolo, Museo a Rivne
L'icona ucraina del XVIII secolo, Museo Storico di Sianok
L'icona della devozione popolare della prima metà del XVIII secolo,
Museo di Guculia
Khorugva ucraina del XVII secolo, Museo Nazionale a Leopoli
La bandiera di Sich, lo stendardo di Bohdan Khmelnytskyi con l'Arcangelo Michele

Khorugva (stendardo liturgico) del XVIII secolo
L'icona della chiesa della Santissima Trinità presso il monastero delle Grotte a Kyjiv, 1701-31
L'icona della seconda metà del XVIII secolo (1760), la regione di Chernighiv
Frammento dell'iconostasi della chiesa della Trasfigurazione,
villaggio Velyki Sorochyntsy, 1730-1740.
L'immagine sacra nella chiesa Sant'Andrea a Leopoli, XVIII secolo
L'affresco nella chiesa di San Cirillo d'Alessandria a Kyiv rinnovato nel XIX secolo
Petro Kholodnyj, frammento dell'iconostasi della chiesa dello Spirito Santo a Leopoli (distrutta nel 1939), l'inizio del XX secolo
Lo stemma di Kyiv sulla porta di San Nicola della fortezza di Kyiv
La statua di San Michele, il patrono di Kyiv sulla piazza d'Indipendenza al centro di Kyiv
San Michele sulla torre della cattedrale Santa Sofia a Kyiv
La foto degli anni 1930 della chiesa di San Michele delle Cupole d'Oro a Kyiv, prima della distruzione
La chiesa di San Michele Arcangelo delle Cupole d'Oro a Kyiv
Mosaico sulla chiesa di San Michele a Vydubychi (Kyiv)
Ripubblicato, la prima pubblicazione è del 8 novembre 2019
per consultare altre icone ucraine vedi anche:
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