MYKHAIL SEMENKO (1892-1937):
IL FUTURISTA UCRAINO
di Yaryna Moroz Sarno
Il Futurismo è stato un primo grande movimento dell'avanguardia europeo all'inizio del XX secolo che nacque in Italia, ma apparve ufficialmente il 20 febbraio 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il primo "Manifesto del Futurismo", che conteneva 11 punti, sul quotidiano parigino "Le Figaro", dichiarando "una bellezza nuova: la bellezza della velocità". Poco prima manifesto è stato pubblicato in italiano il 5 febbraio sulla "Gazzetta dell'Emilia" di Bologna, sulla "Tavola Rotonda" di Napoli, sulla "Gazzetta di Mantova" e "L'Arena di Verona"). In forma di volantino è stato inviato a vari intellettuali e scrittori italiani. I futuristi celebravano dinamismo della modernità, tecnologia e il futuro, scagliandosi contro il passato (il "passatismo"). Il Futurismo si è manifestato attraverso tecniche rivoluzionarie in vari campi. Il movimento letterario, artistico e politico ha travolto non solo l'arte, ma ogni aspetto della vita.
In Ucraina futurismo fu introdotto dal poeta Mykail Semenko, fondatore del futurismo ucraino.
Mykhail Semenko (in ucr. Михайль Семенко) nacque il 19 (31) dicembre 1892 nel villaggio di Kybyntsi nella regione di Poltava dell'Ucraina orientale, figlio della scrittrice Maria Stepanivna (che scriveva con lo pseudonimo di Maria Proskurivna) e di Vasyl Leontiyovych Semenko, impiegato comunale. Sua madre Maria era figlia di un prete. Durante la sua vita pubblicò tre racconti: "Ulasya", "Pani pysarka" e "Vid sina do solomy". Oltre a Mykhailo, la famiglia aveva altri figli: il pittore Vasyl, che face parte del gruppo dei futuristi, anche Oleksandr, Oleksandra, Mykola e Sofia.
All'età di quattro anni, il futuro poeta iniziò a leggere e scrivere, e in seguito imparò a suonare il violino. Dopo essersi diplomato al ginnasio di Khorol, studiò presso le scuole reali di Myrgorod e Kursk.
Inizialmente, Mykhail sognava di diventare un musicista e, dopo essersi diplomato, si iscrisse persino ai prestigiosi Corsi di Pollaсk di San Pietroburgo per perfezionare la sua arte violinistica, ma a causa delle difficoltà economiche dovette abbandonare gli studi. Semenko quindi passò al conservatorio popolare più economico e in seguito abbandonò la musica. I biografi spesso sottolineano la musicalità innata di Semenko, citando come prova i suoi studi di violino fin dall'infanzia e il suo sogno di diventare un musicista di spicco. I suoi compositori preferiti erano Frédéric Chopin e Antonín Dvořák.
Valzer composto da M. Semenko
Nel 1911 si iscrisse all'Istituto di Psico-neurologia di San Pietroburgo. Dopo aver completato i due anni di corsi di formazione generale con il famoso insegnante A. S. Chernyaev, divenne studente del dipartimento di scienze naturali della facoltà di pedagogia. Fu durante questo periodo che ebbe inizio il percorso creativo del poeta: debuttò con le poesie "Il dono", nel dodicesimo numero della rivista "Ukrainska Khata" ("La Casa Ucraina") nel 1913, nel secondo e nel quinto numero del 1914 apparvero le poesie "Peccato" e "Come un fiore..."
Nel 1913 fu pubblicata la sua prima raccolta di poesie "Preludio", scritta principalmente in uno spirito simbolistico, un insieme di liriche romantiche e religiose. Fu accolta calorosamente dalla critica della "Ukrainska Khata" ("La Casa Ucraina"), l'unica rivista letteraria dell'epoca, che lodò il poeta per le sue belle metafore e la scelta delle parole. Poeta definì la sua raccolta "una prova di penna" e le poesie "dolci, tragiche e cattive".
Nel novembre del 1913, Semenko, insieme agli artisti Vasyl Semenko (suo fratello) e Pavlo Kovzhun, fondò a Kyiv il primo gruppo futurista ucraino, "Quero" (dal latino "cercare"). Si diedero nomi esotici. In seguito, questa usanza divenne di moda tra i futuristi ucraini: Georhiy Shkurupiy divenne Geo, Mykhailo Johansen divenne Mike, Mykola Bazhan a volte si firmava "Nik".
Il primo trio di futuristi ucraini fondò anche la casa editrice "Kvero", nella quale già nel 1914 pubblicò le raccolte "Osare" ("Derzannia") con la prefazione-manifesto "Sam" (tiratura 1050 copie), che parla del rogo risonante di "Kobzar") e "Quero-Futurismo" (1250 copie). Nella raccolta "Querofuturismo" pubblicata nel 1914 prevalgono simbolismo, giochi metaforici di immagini, ironia e autoironia, aggressività, elementi scioccanti e pathos drammatico. L'opera teorica di M. Semenko "Futurismo Limitativo (Quero-futurismo in Filosofia)" è stata preparata per la pubblicazione, ma la pubblicazione venne impedita dalla Prima Guerra Mondiale.

Un esempio di pittura futurista ucraina.
Vazyl Semenko inserì il proprio autoritratto nell'opera, 1914.
L'uscita nel febbraio del 1914 del primo libro futurista di Semenko, "Osare", che era la prima raccolta di poesie futuriste ucraine, fu programmata in concomitanza con l'anniversario di Taras Shevchenko, che venne celebrato in sordina e clandestinamente. Conteneva 8 poesie di Semenko e il manifesto "Sam", un testo controverso in cui l'autore si scaglia contro il culto di Shevchenko: la vera arte non può essere un culto, quindi il vecchio "Kobzar" dovrebbe essere bruciato.
Nel febbraio del 1914, durante le celebrazioni del centenario della nascita di Taras Shevchenko, Mykhail Semenko, insieme ai membri del gruppo Quero, lanciò un appello rivoluzionario contro quelle che definirono le "vecchie" idee artistiche. Il poeta è noto per la seguente affermazione: "Brucio il mio 'Kobzar'". In questo modo, voleva richiamare l'attenzione sulle nuove idee nell'arte ucraina, che si stavano sviluppando attivamente in Europa. Allo stesso tempo, appelli simili da parte dei futuristi portarono ad accese discussioni tra i rappresentanti dell'intellighenzia dell'epoca.
M. Semenko definì i principi cardine della sua teoria come futurismo esplorativo, furono esposti nei già citati manifesti del 1914, che fungevano da prefazione alle raccolte "Osare" e "Querofuturismo". Questi manifesti erano diretti contro la canonizzazione e qualsiasi forma di culto nell'arte (in particolare il culto doloroso e drammatico di T. Shevchenko per la letteratura ucraina), nonché contro l'arte contadina e provinciale. Vennero proclamate la “bellezza della ricerca” e il “volo dinamico”. Secondo M. Semenko, il movimento è assoluto, perché “il processo artistico è sostanzialmente dinamico”. M. Semenko considerava il quero-futurismo un fenomeno temporaneo come tendenza, ma permanente come metodo. In questo modo, il poeta cercò di fondare teoricamente una delle leggi dell’esistenza dell’arte moderna, un tema su cui i teorici dell’avanguardia stanno ancora riflettendo. Sin dal 1914, Semenko sviluppava costantemente il tema della metropoli nei suoi testi, perché il futurismo guarda al futuro, ed è questo che giustifica la ricchezza tecnologica della poesia.
Nella sua raccolta "Audacia e Querofuturismo" (1914) incluse il manifesto, che diede inizio, parallelamente al Cubo- e all'Egofuturismo emersi in Ucraina (D. Burliuk, O. Kruchonykh, V. Khlebnikov), alla corrente del Querofuturismo ucraino – l'arte della ricerca.
L'idea centrale del Querofuturismo (Kverofuturismo) di Mykhail Semenko è quella dell'arte come movimento inarrestabile. Egli scrive: "Non esiste un'arte assoluta, qualcosa di raggiunto, non è mai esistita e non dovrebbe esistere; lo stato finale essenziale delle cose non interessa all'arte". Di conseguenza, le numerose dichiarazioni dell'artista sono diventate un importante stimolo per un ulteriore rinnovamento generale dell'arte ucraina. Le visioni estetiche e filosofiche, le idee e i concetti della poetica di Semenko, la sua eredità creativa, non perdono la loro freschezza nemmeno dopo un secolo. Le poesie dell'artista, con tutta la loro versatilità, si rivelano anche nel discorso musicale, diventando un catalizzatore per una vasta gamma di fenomeni musicali originali.
L'interesse di Semenko per la letteratura e, soprattutto, per il futurismo, prese gradualmente forma durante gli anni degli studi universitari. Circa della metà del 1914 tre futuristi Mykhail e Vasyl Semenko insieme a Pavl Kovzhun iniziarono la seconda edizione "Audacia". Ma la Prima Guerra mondiale interruppe tutto: tutti e tre i membri del gruppo furono arruolati nell'esercito imperiale russo – Vasyl morì al fronte nel 1915, Pavlo Kovzhun finì sul fronte dei Carpazi, Mykhailo Semenko fu mobilitato nell'esercito zarista nel 1916 e costretto a recarsi in Estremo Oriente, a Vladivostok, dove prestò servizio come operatore telegrafico militare. Alla fine, non interruppe la sua attività di scrittore per il bene del futurismo ucraino.
Semenko, mentre si trovava a Vladivostok, suonava per un certo periodo in un'orchestra sinfonica, nel gruppo dei primi violini, e impartì anche lezioni private di violino. Fu grazie alla sua attività di insegnante che il poeta conobbe sua futura moglie, Lydia Gorenko, proveniente da una famiglia ucraina di immigrati in Estremo Oriente.
Nel tempo libero dal servizio militare, Semenko insegnava a suonare il violino a un ragazzo e in seguito iniziò a preparare la cugina Lydia per l'ammissione all'istituto pedagogico. Questa ragazza era nata nel 1898 in quelle zone e compì diciotto anni nel 1916, sarebbe diventata la moglie del poeta nel 1917. Nello stesso anno, la giovane famiglia fece ritorno in Ucraina. Da questo matrimonio sono nati i figli Rostyslav e Iryna. I suoi sentimenti per lei hanno ispirato le sue liriche, la comparsa i cicli "Ferita d'autunno" e "Gli amori di Pierrot" – di motivi e soluzioni creative completamente nuovi. Dal 24 marzo del 1914 al 26 settembre del 1917 visse a Vladivostok.
Alla fine del 1917, proprio nel pieno della lotta di liberazione, si unì attivamente al processo letterario, diventando uno dei leader della rinascita e dello sviluppo della letteratura nazionale. Nel contesto della Kyiv rivoluzionaria, Semenko organizzò il movimento futurista nella letteratura e nell'arte con clamore e pubblicità. Tra suoi amici e sostenitori c'erano artisti Anatol' Petrytskyj, Pavlo Kovzhun e Robert Lisovskyj.
Le sue manifestazioni sono: due numeri del "Giornale Universale" (Kyiv, 1918); "Flamingo" con la partecipazione del principale pittore moderno Anatol' Petrytsky (1919); "Almanacco dei Tre" firmato da O. Slisarenko, M. Lyubchenko, M. Semenko (Kyiv, 1920); un numero di "Caro funebre dell'Arte. Giornale Quotidiano dei Panfuturisti-Distruttore" (Kyiv, 1922), un numero di "Semaforo per il Futuro. Apparato dei Panfuturisti" (Kyiv, 1922); "Raccolta di Ottobre dei Panfuturisti" (Kyiv, Casa Editrice Gulfstrom, 1923); "Gulfstrom. Raccolta I. Litsektor ASKK" (Kharkiv, DLVU, 1925), che era l'organo dell'organizzazione di Semenenko "Associazione per la Cultura Comunista"; Incontro alla stazione di Crossroads. Conversazione a tre (Kyiv, casa editrice "Boomerang", 1927).
Vivendo a Kyiv, nel 1918 il poeta avviò la pubblicazione del "Giornale Universale" (di cui furono pubblicati solo due numeri), collaborando attivamente con la casa editrice "Grunt".
Nel 1918 Semenko scrisse il suo ciclo "Studio Bianco" che includeva verso omonimo "Studio Bianco" ("Gazebo Ghirlandato, Vecchio Amore - e Isadora...") "Solo Sangue" ("Occhi Stretti, Stretti..."), "Morse", "Condanna", "Città" ("Inalo un veleno sottile..."), "Ali bianche, puntate in volo..." "Attesa", "Un abito luttuoso", "Heredia", "Una Bestia a Due Zampe", "Alla mappa", "Inchiostro del Grammofono", "Cuori della Tenda", "Casa Mia", "Il Lucido degli Stivali".
Semenko apparteneva a "Lo Studio Bianco" ("Bila Studiya"), un gruppo letterario e artistico dei simbolisti ucraini fondato nel 1918 a Kyiv, che pubblicò l'"Almanacco letterario e critico" (Kyiv, 1918, vol. 1), dove è stata pubblicata "La corona tremante" di Semenko. I rappresentanti del gruppo unirono i principi dei motivi esoterici e mistici all'idea di rinascita nazionale, e ricercarono una concettualità filosofica basata sulla "filosofia di vita". All'inizio del 1919, il gruppo si riformò e si trasformò in una nuova associazione letteraria di simbolisti ucraini gruppo "Muzaget".
Il 1918 fu un anno estremamente fruttuoso per il poeta. Sua moglie divenne per lui una vera musa ispiratrice. Creò nove raccolte di poesie, due delle quali simboliste: "Pierrot chiede" e "Pierrot ama", che furono pubblicate a Kyiv nello stesso 1918. Il ciclo "Ferita d'autunno" divenne la testimonianza del suo amore per la moglie. In queste opere emergono nuove soluzioni creative e motivi ricorrenti. Le due raccolte di poesie "Pierrot si è inorgoglito" e "Nove poemi" erano già scritte prima.
La raccolta "Pierrot si è inorgoglito. Frammenti" di Mykhail Semenko, primo libro del ciclo "Poesie intime", fu pubblicata a Kyiv nel 1918. Si compone di tre cicli: "Pierrot si è inorgoglito", "Punti e macchie" e "Pagamenti intimi". In totale, contiene 89 poesie, scritte per lo più a Vladyvostok durante il suo servizio militare, tra il 1916 e il 1917.
La raccolta delle poesie intime di Mykhail Semenko
"Pierrot si è inorgoglito. Frammenti", Kyiv 1918
Annuncio pubblicitario sulla "Rivista Universale", n. 2, novembre 1918.
"Nove poemi", Kyiv: Siajvo, 1918
Nel 1919, uscirono le raccolte "I circuiti mortali di Pierrot" ("Pierrot mertvopetlyue"), "Bloc-notes" e "Nei giardini dell'indistinto" ("V sadakh bezrosnykh") e la poesia "Lilith". Questo periodo si rivelò rivoluzionario nell'opera di Mykhail Semenko, che sviluppò una teoria futurista e decontestualizzò il culto nell'arte. Tra il 1918 e il 1919, Semenko pubblicò nove raccolte di poesie. La raccolta di poesie "I circuiti mortali di Pierrot" è stata una pubblicazione del gruppo futurista Flamingo. Decorò il libro Anatol Petrytsky, rendendo il carattere di copertina "deliberatamente illeggibile".
La raccolta di poesie "Bloc-notes" è stata pubblicata dal gruppo futurista Flamingo. Il libro esplorava i temi quotidiani ed erotici del futurismo". Degno di nota è il design del libro, opera di Anatol Petrytsky, che parodiò la fascinazione dei narbutoviti per la bizzarra scrittura corsiva del XVII secolo, rendendo il carattere di copertina "deliberatamente illeggibile".
Copertina del libro di M. Semenko “Pierrot è un'opera teatrale da morto”,
eseguita da A. Petrytskyj. Kyiv, 1919.
Il libro "Due filmopoesie" di Mykhailo Semenko, pubblicato a Kyiv nel 1919.
Semenko faceva parte del "Gruppo" di Narbut, che si riuniva tra il 1918 e il 1920 nel suo appartamento in via Georhiyivska, di fronte al cancello di Rafail Zaborovsky, dove viveva insieme al curatore e archivista del museo V. Modzalevsky. Il nucleo del Gruppo era composto, oltre a Narbut stesso, da Yefrem Mykhailiv, Pavlo Tychyna, Mykhail Semenko, Oleksandr Chapkivskyj, Les Kurbas, Pylyp Kozytskyj e Fedir Ernst.
All'inizio del 1919, Semenko creò un gruppo "Flamingo", un'associazione letteraria e artistica ucraina di artisti d'avanguardia. Tra i suoi membri c'erano gli scrittori Geo Shkurupiy, Volodymyr Yaroshenko, Oleksa Slisarenko e l'artista Anatoliy Petrytsky. Il gruppo "Flamingo" segnò la fine della fase quero-futurista nell'avanguardia ucraina, all'interno del quale furono pubblicati i libri "Pierrot mertvotelyue", "Bloknot" e "V sadakh bezrosnykh".
Contemporaneamente, iniziò la pubblicazione della rivista "Mystetstvo" ("L'Arte"), con la grafica di Gryhoriy Narbut. Il primo numero del 1919 fu pubblicato sotto la direzione congiunta di Gnat Mykhailichenko e Mykhail Semenko. Nei numeri dal 2 al 5/6 del 1919, Mykhail Semenko fu responsabile del "comitato editoriale", mentre nel numero 1 del 1920 ne fu il direttore. Questo fu un periodo molto attivo per Semenko come organizzatore. Ma a causa del continuo cambio di autorità e dei due arresti a cui fu sottoposto non poteva realizzarsi pienamente.
Il libro "Due filmopoesie" di Mykhail Semenko fu pubblicato a Kyiv nel 1919 conteneva due opere di un nuovo genere: le filmopoesie "Primavera" e "Steppa".
Sotto il regime di Denikin, fu arrestato e rinchiuso nella prigione di Lukyanivka e, a quanto pare, solo per pura fortuna scampò alla sorte di Vasyl Chumak e Ignat Mykhailychenko, fucilati da Denikin nel novembre del 1919. Insieme a loro, diresse la prima rivista letteraria e artistica sovietica ucraina, "Mystetstvo" ("L'Arte").
Mykhail Semenko dopo il suo rilascio dalla prigione Lukyanivka. Kyiv, 1919.
Nel 1919 Semenko proclamò il "futurismo rivoluzionario", il cui inno fu la poesia "Compagno Sole", che scrisse nel 1919 a Kyiv, quando lavorava a fianco dei borotbisti ucraini nella sezione ucraina dell'Unione Giovanile Panucraina e pubblicava la rivista "L'Arte", un settimanale letterario e artistico del Dipartimento delle Arti del Commissariato del Popolo. Furono pubblicati sei numeri della rivista, il cui caporedattore era M. Semenko (ad eccezione del primo numero, curato da M. Semenko insieme a H. Mykhailychenko). La rivista fu progettata dai famosi artisti G. Narbut e A. Petrytsky. "L'Arte", che contribuì alla "futurizzazione" della letteratura ucraina, pubblicò gli articoli di M. Semenko "Il futurismo nella poesia ucraina" e "L'arte del periodo di transizione". Nel suo saggio "L'arte del periodo di transizione" Semenko collegava il destino dell'arte alla rivoluzione e sottolineava l'inevitabilità di una nuova arte; allo stesso tempo, il futurismo veniva considerato come una manifestazione dell'arte del periodo di transizione.
Mykhailo Semenko, principale sperimentatore e urbanista della poesia ucraina dell'epoca, fu un frequentatore assiduo del caffè HLAM nell'hotel Kontinental. Qui si esibì, sconvolse il pubblico e lesse le sue poesie futuristiche durante i turbolenti eventi rivoluzionari.
Entro il 1° maggio 1919, la sezione ucraina del Comitato letterario panucraino pubblicò una raccolta letteraria intitolata "Fiori di primavera". La raccolta fu scritta da Mykhailo Zhuk, Vasyl Ellan, Volodymyr Koryak, Mykhail Semenko, Klym Polishchuk e Volodymyr Yaroshenko.
Il 3 maggio 1919, si aprì caffè "Lyoch mystetstv" ("La Cantina dell'arte"), un circolo letterario e artistico, dove pareti furono affrescati da Anatol' Petrytsky, fondato dal Teatro dei Giovani diretto da Les Kurbas in via Mykolaivska 11 (ora via V. Gorodetsky 9) a Kyiv. Creato con lo scopo di rafforzare ed espandere i legami tra maestri di teatro, letteratura, belle arti e musica, il circolo organizzava serate creative estive ogni lunedì e sabato sera, con attività delle rappresentazioni teatrali di testi di P. Tychyna, dibattiti su temi letterari e artistici, vernissage e concerti. Tra i partecipanti figuravano attori del "Teatro Giovanile", simbolisti (V. Kobylyansky, Ya. Savchenko), artisti d'avanguardia M. Semenko e romantici rivoluzionari (V. Chumak). La sezione cronache della rivista simbolista "Muzaget" riportava notizie di "feste di poeti e artisti della giovane generazione" che si riunivano nella "Cantina dell'Arte" ogni settimana, il lunedì e il sabato. Tra questi, spiccavano i futuristi per la loro attività, che invocavano la distruzione di tutte le "cicatrici del passato", il rogo dei classici e l'incendio dei musei.
Lì, in particolare, Les Kurbas lesse "Gaydamaky" e Semenko lo accompagnò al violino. Il consiglio artistico del nuovo caffè letterario e artistico comprendeva Mykhailo Gulyanytsky, gli artisti Georghiy Kyrsta e Anatol Petrytsky, gli scrittori Volodymyr Makkaveysky e Volodymyr Yaroshenko. Poco dopo, nella "La Cantina dell'Arte" si tennero due serate dedicate a giovani poeti e scrittori ucraini, intitolate "Vesnyanka".
Alla serata "Vesnyanka" parteciparono Mykhailo Zhuk, Halyna Zhurba, Volodymyr Kobylyansky, Pavlo Tychyna, Valeryan Polishchuk, Yuriy Mezhenko, Volodymyr Yaroshenko, Les Kurbas, Valentina Chistyakova, Olimpia Dobrovolska, Marko Tereshchenko. Mykhailo Semenko pubblicò l'opera "Primavera" nella raccolta "Vesnyanka" (1919), successivamente designata come "filmopoesie".
Nel 1920, già a Kharkiv, dove M. Semenko si era trasferito, grazie ai suoi sforzi, emerse il "Gruppo Shock dei Poeti Futuristi" - V. Ellan-Blakytny, V. Aleshka e Y. Shpol (Mykhailo Yalovy) - che insieme prepararono l'almanacco "Rivolta".
"Almanacco dei Tre", 1920
Nel 1920, M. Semenko, insieme a M. Lyubchenko e O. Slisarenko, pubblicò "Almanacco dei Tre", che divenne la prima pubblicazione collettiva dei poeti futuristi ucraini, in cui tre poeti futuristi pubblicarono le loro poesie contemporaneamente. L'almanacco conteneva 30 opere del futuro panfuturista Oleksa Slisarenko, Mykola Lyubchenko, che in seguito sarebbe diventato noto come il satirico Kostya Kotko, e Semenko.
Fu il fondatore dell'associazione letteraria e artistica d'avanguardia "Flamingo", coeditore dell'"Almanacco dei Tre", organizzatore di due gruppi futuristi: il "Gruppo Shock dei Poeti Futuristi" e l'Associazione dei Panfuturisti. Nel tentativo di diffondere le sue idee, Semenko collaborò alla pubblicazione di "Rivista Universale", delle riviste "Flamingo", "Nuova Generazione", ecc.
Nel 1920, con la partecipazione attiva di M. Semenko, a Kyiv venne fondato il gruppo scientifico e artistico "Komkosmos" (“Spazio Comunista”), di cui facevano parte O. Slisarenko, i poeti Geo Shkurupiy e Mykola Tereshchenko e l'artista O. Shymkov. Il gruppo “Komkosmos” si proponeva di costruire una nuova arte sotto la bandiera del "comunismo spaziale" e promuoveva l'organizzazione internazionale delle forze scientifiche e artistiche rivoluzionarie. Come indicato nella dichiarazione del gruppo, per raggiungere questi obiettivi si prevedeva di organizzare pubblicazioni, creare laboratori artistici, studi, club, sale di lettura, musei, teatri, congressi, conferenze, discorsi pubblici, manifestazioni, ecc. La posizione di “Komkosmos” testimoniava l’annacquamento dei futuristi ucraini e la loro graduale transizione verso la piattaforma ideologica dell’organizzazione culturale ed educativa “Proletkult”.
Foto degli anni '1920
Nel 1920, organizzò il "Gruppo Shock dei Poeti Futuristi", che in seguito ribattezzò "Aspanfut" - "Associazione dei Panfuturisti", attivo dal 1921 al 1924. Successivamente, questo gruppo si trasformò nel "Communcult". L'Associazione Panfuturista fu la prima organizzazione letteraria di massa dopo il 1917.
Mykhail Semenko fu una figura centrale nel movimento "panfuturista", spesso provocando il panorama letterario dell'epoca, uno dei principali esponenti della letteratura ucraina negli anni '20, noto per le sue sperimentazioni formali e i temi urbani. Semenko sperimentava cercando di combinare pittura e poesia. In seguito, inventa il genere del cinema poetico e della pittura poetica, di cui sono esempi il "Futurismo" e il "Suprematismo" (1916-1917).
Nel 1921, Semenko si recò a Riga come interprete alla conferenza in cui fu firmato il Trattato di pace di Riga, e ne tradusse anche il testo. Questo documento pose fine al conflitto armato polacco-sovietico. A quel tempo, la lingua di comunicazione più diffusa era il francese, che Mikhail conosceva perfettamente.
L'ottava raccolta di poesie "Raggi di minaccia" di Mykhail Semenko, che comprende oltre trenta opere scritte tra il 1919 e il 1920, fu pubblicata a Kharkiv nel 1921. Il suo aspetto modesto, persino povero, riflette la situazione economica del paese: guerra, devastazione, carestia. Le poesie contengono molti motivi di tristezza, disperazione, ma al tempo stesso di fiducia e fede nel futuro. Alcune di esse riflettono gli eventi della Rivoluzione ucraina a Kyiv. In particolare, si tratta di poesie dedicate ai suoi amici scrittori Gnat Mykhailochenko e Vasyl Chumak, fucilati dalle forze di Denikin. Organizzò il "Gruppo shock dei poeti futuristi", che in seguito ribattezzò l'associazione panfuturista "Aspanfuturista".
Nell'autunno del 1921, Mykhail Semenko arrivò a Kyiv dove la vita letteraria fiorì. La redazione di "Bolshevik" divenne il centro del futurismo ucraino. Shkurupiy e il suo amico Shymkov lavoravano per "Bolshevik", ma cercarono anche di creare un proprio gruppo futurista, Komkosmos.
Sulla base dei gruppi letterari "Flamingo", "Gruppo Shock dei Poeti Futuristi" e del gruppo scientifico-artistico "Komkosmos" nel 1921 a Kyiv è stata fondata da M. Semenko un'organizzazione letteraria "L'Associazione dei Panfuturisti" ("Aspanfut"). I partecipanti al gruppo si dedicarono a esperimenti letterari e le loro attività furono viste come un tentativo di mettere l'arte al servizio della propaganda rivoluzionaria. In un periodo successivo della sua esistenza, l'organizzazione fu ribattezzata Associazione della Cultura Comunista (ASKK), nota anche come Aspankult-Komunkult. Il gruppo fondò anche un proprio teatro e i suoi membri lavorarono a diversi film. Il manifesto e le opere d'arte dei Panfuturisti furono pubblicati nell'almanacco "Semaforo per il Futuro" (1922), nel "Carro Funebre dell'Arte" (1922) e nella "Raccolta d'Ottobre dei Panfuturisti" (1923). Il manifesto fu firmato da Geo Shkurupiy, M. Semenko, Yu. Shpol, O. Slisarenko, Myroslav Irchan e Marko Tereshchenko. Successivamente, "Aspanfut" incluse M. Bazhan, Yu. Yanovsky, A. Chuzhyj ed altri. L'Associazione possedeva una propria casa editrice, "Golfshtrom". Negava il ruolo dell'eredità classica, prevedeva la sostituzione dell'arte con "abilità", "arte", nonché l'emergere della super-arte come sintesi di poesia, pittura, scultura e architettura, la distruzione delle forme canoniche, ecc. La maggior parte dei membri di "Aspanfut" in seguito passò alla posizione del "realismo socialista". Nell'aprile-maggio del 1924 "Aspanfut" si trasformò nell'"Associazione di Cultura Comunale".
Oltre a M. Semenko, ne facevano parte Geo Shkurupiy, Yulian Shpol, Oleksa Slisarenko, Myroslav Irchan (Andriy Babiuk) e Marko Tereshchenko. Successivamente, all'Aspanfuturista si sono uniti Mykola Bazhan, Yuriy Yanovsky, Oleksa Vlyzko, Geo (Hryhoriy) Kolyada, Volodymyr Yaroshenko, Andriy Chuzhy (Andriy Storozhuk) e altri. Nel 1924, l'Associazione dei Panfuturisti contava 35 membri.
Le attività di Aspanfut erano incentrate sulla redazione del giornale "Bilshovyk", diretto da Semenko. Nei locali di "Bilshevyk" si tenevano le loro rumorose riunioni, si leggevano nuove opere e si discutevano nuove idee e pubblicazioni. Semenko stesso viveva al secondo piano con la moglie e i figli, e per un certo periodo vi abitarono anche il direttore Les Kurbas e la sua famiglia. L'associazione artistica "Berezil", contemporanea di Aspanfut, non aveva un proprio palcoscenico permanente e si esibiva spesso al Teatro Shevchenko, di fronte alla redazione di Bilshevyk.
Quasi ogni sera, i futuristi, guidati da Semenko, si recavano in un caffè greco in via Kostyolna, dove servivano un caffè nero in tazzine con un bicchiere d'acqua fredda e offrivano dolci orientali da accompagnare.
Nel maggio del 1922, apparve il primo esplosivo numero della rivista panfuturista "Semaforo verso Futuro", che divenne una sfida per la letteratura e l'arte ucraina, in realtà, era una sfida non solo per la letteratura ucraina, ma anche per il teatro e le belle arti. Il nome fu preso in prestito dal poeta (e presto prosatore) Geo Shkurupia, il cui padre lavorava nelle ferrovie. Il regista Marko Tereshchenko diede concretezza all'"arte dell'azione". Il pittore Ol. Shimkov promise di usare il jiu-jitsu per sollevare sulle spalle tutti gli artisti del mondo.
La pittura poetica di Mykhailo Semenko, 1922
Nella rivista "Semaforo per il Futuro" si tentava di traslitterare la lingua ucraina in latino. Vi venivano pubblicati anche manifesti e traduzioni, e Semenko iniziò a raccontare cosa stava succedendo nel panorama artistico mondiale. Oltre al design, le prime pubblicazioni periodiche dei panfuturisti ucraini si distinguono anche per il loro multilinguismo. Ciò riguarda in particolare la rivista "Semaforo per il Futuro", organo dell'Associazione dei Panfuturisti (Aspanfuturisti). Come già accennato, i testi pubblicati sulle sue pagine erano stampati in ucraino (in caratteri latini e cirillici), inglese, francese, tedesco e russo.
Già nel 1922, il "Semaforo per il futuro" di Aspanfut informava il lettore ucraino sui risultati dell'Espressionismo e del Dadaismo, conteneva esempi delle loro poesie, "Il primo discorso dadaista in Germania" di Richard Gulsenbeck, le ultime notizie sull'arte di sinistra europea, menzionando, tra gli altri, Thomas Stearns Eliot, Jean Cocteau e la mostra del gruppo "Sturm".
Nella rivista “Semaforo verso il futuro” era pubblicato il manifesto panfuturista “Posizionare la questione nella teoria dell’arte del periodo di transizione” di Mykhailo Semenko e i suoi articoli “Pan-futurismo ("L’arte del periodo di transizione)” (e la sua traduzione inglese con lo pseudonimo "What Panfuturism Wants" ("Cosa vuole il panfuturismo"), “Alcune conseguenze della distruzione” (e la sua traduzione francese con lo pseudonimo "Du Panfuturisme Spécial"), "Principi organizzativi dell’arte della parola” (con lo pseudonimo di Mykola Tryrog), “Pittura poetica” e “Il futurismo nella poesia ucraina (1914-1922)" (con lo pseudonimo di Anatol’ Cebro), nonché gli articoli di Geo Shkurupia “Il manifesto di Marinetti e il panfuturismo” e “Musica dei rumori”, di Marko Tereshchenko “L’arte dell’azione” e “Passato e presente dell’arte dell’azione”, di "Note" di Oleksa Slisarenko sulla futurizzazione dell'arte, e una recensione di Vasyl Desnyak intitolata "Come i poeti dagli occhi acidi prendono gli sciocchi".
Un breve articolo "Die Kunst ist tot" ("L'arte è morta") fu pubblicato anche a firma di Mykhail Semenko e Geo Shkurupia. Nel manifesto panfuturistico di Mykhailo Semenko e in altri articoli degli autori della rivista, veniva argomentato il concetto di distruzione dell'arte. "Semaforo per il futuro" scioccava e sconvolgeva con il suo design artistico non convenzionale, il multilinguismo e la direzione decadentistica. Dopotutto, in questa rivista, i panfuturisti ucraini hanno introdotto il loro alfabeto panfuturistico: le lettere ucraine sono state sostituite con quelle latine, ma con un'ortografia panfuturistica di alcune di esse.
Semenko nel 1922, proclamò la creazione di una letteratura del futuro, che avrebbe dovuto distruggere gli stereotipi culturali obsoleti e portare nella coscienza pubblica un'apologia della tecnologia e dell'urbanistica. Il poeta credeva che "l'arte, avendo raggiunto le vette dell'accademismo e del classicismo", avesse imboccato la strada sbagliata, pertanto era necessario costruirne una nuova a partire dai frammenti della vecchia arte, che rispondesse alle esigenze dei nuovi tempi. Nel tentativo di diffondere le sue idee, Semenko partecipò alla pubblicazione del "Giornale Universale", delle riviste "Flamingo", "Nuova Generazione", ecc. Organizzò i gruppi letterari "Gruppo Shock dei Poeti Futuristi", "Aspanfut" ("Associazione dei Panfuturisti") e "Nuova Generazione".
Mykhail Semenko. Poesia del cavo attraverso l'oceano. Cartolina 3.
pubblicata nel "Semaforo verso il futuro", 1922
"Aspanfut" diede il via a un'attività di ampio respiro che avrebbe abbracciato tutte le sfere dell'arte e della vita. Ai panfuturisti si unirono non solo gli scrittori già noti Oleksa Slisarenko, Yakiv Savchenko, Volodymyr Yaroshenko, e i debuttanti della letteratura Geo Shkurupiy e Nik Bazhan, ma anche il dottor Yosyp Strilchuk (in seguito rettore dell'Istituto di medicina di Kyiv, medico nella spedizione in Estremo Oriente in Mongolia, dove morì per mano dei banditi-hunkhuz), i registi Lazar Frenkel (che lavorò nel cinema documentario), Oleksiy Kapler, regista e coautore con Bazhan della sceneggiatura del film "Il diritto alla donna" (1930)), Glib Zatvornytskyj, direttore del Laboratorio di Cinema Sperimentale negli anni '20, sceneggiatore, regista, coautore con Frenkel del film "Tom Sawyer" (1936).
Con la creazione del gruppo letterario "Aspanfut", ebbe inizio la seconda fase del futurismo ucraino: il panfuturismo (1921-1927). Il termine "panfuturismo" fu introdotto da uno dei leader e teorici del futurismo ucraino, Geo Shkurupiy, per caratterizzare la corrente che si proponeva di sintetizzare le conquiste di tutti i movimenti sperimentali in campo artistico. In gran parte influenzati dalla "sinistra" del "Proletkult", i panfuturisti condannarono la cultura borghese che avevano attivamente contribuito a creare negli anni precedenti, proclamarono la "distruzione" dell'arte e predissero l'emergere della supra-arte ("meta-arte") come sintesi di poesia, pittura, scultura, architettura e sport. Una caratteristica distintiva della seconda fase del futurismo ucraino fu l'intensa attività editoriale.
Nel 1922, l'Associazione dei Panfuturisti fondò la propria casa editrice, "Golfshtrom", che operava a Kyiv dal 1922 al 1925.
"Golfstrom" è una raccolta dell'organizzazione letteraria "Associazione di Comuncultura", Karkiv 1925.
La raccolta omonima "Golfshtrom. Raccolta I. Settore Letterario dell'ASKK", pubblicata a Kharkiv nel 1925, è stato l'organo del settore letterario dell'"Associazione per la Cultura Comunista" (ASKK), che riuniva futuristi guidati da Mykhail Semenko; promuoveva le idee di urbanistica, dinamismo e costruzione comunista attraverso il prisma dell'arte d'avanguardia. è una raccolta dell'organizzazione letteraria "Associazione per la Cultura Comunitaria" . Lo scopo principale della raccolta era quello di creare "prosa e poesia di sinistra" con una trama incisiva, saturazione di fatti, la cosiddetta esposizione della ricezione, ecc. Tra le opere incluse figurano il romanzo "Quartier Generale della Morte" di Geo Shkurupia, i racconti di Oleksa Slisarenko e S. Levitina, l'opera teatrale "Il detective moderno" (in forma di sceneggiatura cinematografica) di L. Frenkel, la poesia "La storia del signor Hughes" di M. Bazhan, la poesia "Fuga" di G. Kolyada, ecc. Sono state pubblicate anche traduzioni di poesie di G. Petnikov. La raccolta ripercorre l'evoluzione dal rifiuto dell'arte in generale da parte dei futuristi alla creazione dell'"arte di sinistra".
Nella primavera del 1922, a Kyiv, come organo di "Aspanfut" e sua pubblicazione programmatica, fu pubblicata in questa casa editrice la raccolta letteraria “Semaforo per il futuro. Apparato dei panfuturisti” con manifesti e articoli panfuturistici di M. Semenko “Manifesto del panfuturismo”, "Pan-futurismo (Arte del periodo di transizione)”, “Posizionamento della questione nella teoria dell’arte del periodo di transizione”, "Alcune conseguenze della distruzione", “Pittura poetica2, “Principio organizzativo e arte della parola”, "Futurismo nella poesia ucraina (1914-1922)”, "Inviato a Mosca 29-IV: Telegramma A" e articoli e opere di Geo Shkurupia, Yu. Shpol, O. Slisarenko, M. Irchan, V. Desnyak (Vasylenko), Mykola e Mark Tereshchenko, ecc. I manifesti inclusi nella raccolta "Semaforo per il futuro" hanno ampiamente avvalorato il concetto di panfuturismo, che, secondo i suoi teorici, era definito come un processo generale di distruzione che univa tutte le direzioni e le tendenze dell'arte della seconda metà del XIX e dell'inizio del XX secolo, ovvero il panfuturismo era identificato con l'avanguardia e persino con il modernismo. Il compito pratico di questa corrente era quello di abolire la vecchia arte con il successivo sviluppo di una nuova arte sintetica sulle sue rovine.
I progetti dei futuristi ucraini superavano le loro reali possibilità editoriali. Molte riviste, almanacchi e libri annunciati non videro mai la luce. Il 13 dicembre 1922 fu pubblicato "Il carro funebre dell'arte" - "rivista quotidiana dei panfuturisti-distruttori". L'ultima pagina conteneva la pubblicità di una "rivista settimanale dei panfuturisti-costruttori" chiamata "Smoloskyp". La rivista quotidiana cessò di esistere già al primo numero, e il settimanale non vide mai la luce.
Semenko frequentava regolarmente gli ambienti bohémien del suo tempo, era amico di artisti, tra cui Pavlo Kovzhun e Anatoly Petrytsky, e probabilmente anche di musicisti. I primi compositori che si rivolsero alla poesia di Mykhailo Semenko nelle loro opere da camera e vocali furono i suoi contemporanei: Mykhailo Verykivsky e Gryhoriy Veryovka.
Gli aspanfutisti furono vivamente sostenuti da "Berezil". Alla fine del 1923, era pubblicata una dichiarazione congiunta in cui invitavano tutte le organizzazioni artistiche ucraine dell'epoca a unirsi nel Blocco d'Ottobre delle Arti. Semenko, Shkurupiy e Slisarenko firmarono per Aspanfut, mentre Kurbas, Faust Lopatynskyi e Gnat Ignatovych firmarono per "Berezil".
Appello dell'Ufficio Iniziative dell'Associazione dei Panfuturisti dell'Ucraina (M. Semenko, G. Shkurupiy, O. Slisarenko). 7 novembre 1923, Archivio Centrale dell'Accademia delle Scienze Ucraina, folio 1137, op. 1, articolo 22, fogli 1-2.
Raccolta di ottobre dei panfuturisti (Kyiv, Casa editrice Golfshtrom, 1923)
Nel 1923 fu pubblicata la "Raccolta d'Ottobre dei Panfuturisti", una pubblicazione futurista, la raccolta uscì in occasione del sesto anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Molti simpatizzanti futuristi parteciparono alla sua preparazione. Mikhail Semenko coinvolse il suo vecchio conoscente, l'editore Pavlo Komendant (1892-1960), nell'organizzazione della pubblicazione. La copertina fu realizzata dall'artista Nina Genke-Meller (1893-1952). Da allora, iniziò una stretta collaborazione tra i futuristi e i coniugi Meller, e seguirono molti altri progetti congiunti con Vadim Meller, fino alla "Nuova Generazione". Gli editori non affidarono la revisione del testo all'artista, ma se ne occuparono personalmente: questo fu il primo tentativo di Geo Shkurupiy come grafico editoriale e il secondo per Mykola Bazhan, che all'epoca lavorava come Nick Bazhan.
Nel 1923, Mykhail Verykivsky compose un ciclo di tre romanze intitolato "Inno a Santa Teresa". Nello stesso anno, Gryhoriy Veryovka scrisse una romanzesca basata su un testo di Semenko, "Questo autunno mi perderò nel tormento". Pylyp Kozytsky ricordò e ritrasse Semenko in modo leggermente diverso in uno dei brani del ciclo per pianoforte "7 Preludi-Ritratti" (1923).
Nel 1924 progettarono la creazione del "Blocco artistico di ottobre" in collaborazione con il teatro "Berezil". Aspanfut si sciolse definitivamente nel 1924-1925, ma molti dei suoi partecipanti avrebbero poi preso parte a "Nuova Generazione".
Poezopittura di Semenko
La copertina "Kobzar" (1924) di Mykhail Semenko, сon un ritratto di M. Semenko
fatto da Maya Symashkevych
M. Semenko, Kobzar: Raccolta completa di opere poetiche in un volume (1910–1922),
Kyiv: DLU, 1925 (seconda edizione).
Nel 1924 fu pubblicata un'altra raccolta, "Kobzar", che riuniva le opere del poeta dal 1910 al 1922. Alla differenza del "Kobzar" di Shevchenko, quest'opera rappresentava un tentativo di mostrare l'essenza della differenza tra la letteratura del XIX e del XX secolo.
Complessivamente, in dieci anni di attività sono stati pubblicati 24 libri, un risultato colossale frutto di un instancabile lavoro letterario e organizzativo. L'articolo di Slisarenko era corredato da un ritratto di Semenko realizzato da Maya Simashkevych. A Semenko piacque così tanto questo ritratto da utilizzarlo per la copertina della sua raccolta "Kobzar". L'autore ricorda l'aspetto di questo ritratto in bianco e nero, in cui Semenko indossa un abito marrone con una farfalla viola e le sue mani hanno "il colore della carne viva".
La seconda edizione di "Kobzar" (1925) di Mykhail Semenko si differenzia dalla prima solo per l'anno di pubblicazione (la prima fu del 1924) e per la copertina: non presenta il ritratto dell'autrice, l'artista Maya (Milytsia) Symashkevych. Il contenuto di entrambi i libri è assolutamente identico.
L'irrequieto Mykhail Semenko attraeva Kharkiv, allora capitale della repubblica. Nonostante la miriade dei progetti editoriali kyievani, si lamentava con il pubblico di Kyiv, dicendo: "Non ci capivano in questa provincia borghese. Aspettate un attimo. Mi trasferisco io stesso e vi ci porto...". Nell'estate del 1924, si recò a Kharkiv, dove assunse la carica di capo del dipartimento di sceneggiatura del VUFKU. Ben presto, Semenko trascinò a Kharkiv Shkurupiy, Yanovsky e Bazhan, in seguito li hanno raggiunti anche i giovani aderenti del panfuturismo Stepan Melnyk e Mykhailo Shcherbak.
Nel 1925, dopo il suo trasferimento a Kharkiv, Mykhail Semenko fondò un gruppo letterario e artistico, nonché casa editrice, del panfuturismo ucraino. L'associazione rappresentò una nuova tappa nello sviluppo del movimento futurista dopo il crollo delle precedenti organizzazioni di Semenko (come Aspanfut).
Nel 1925, vennero pubblicate una ristampa del filmo-poesia "Steppa" e la raccolta "Verso la Rivoluzione", opere in cui Semenko continuava a scrivere nello spirito del futurismo rivoluzionario. In questo periodo, si trasferì da Kharkiv ad Odessa, dove lavorò per un anno e mezzo presso la Fabbrica Cinematografica di Odessa. Tutti i suoi amici sceneggiatori lo raggiunsero, a dimostrazione della grande influenza che Semenko esercitava su chi lo circondava. Semenko partecipò alla realizzazione di numerosi film in qualità di montatore, in particolare a "Shevchenko" di Petro Chardynin.
Prima pubblicazione della poesia di Mykhail Semenko "Il canto del vagabondo" con la dedica alla figlia sul quotidiano "Cultura e vita" il 21 marzo 1926.
Mykhail Semenko con sua figlia Iryna, fine anni '20
"Il piccolo Kobzar e nuove poesie" (1928)
I nuovi libri di M. Semenko sono intitolati "Steppa" (1927), "Marusya Boguslavka" (1927), "Il piccolo Kobzar e nuove poesie" (1928): il poeta continua ostinatamente a infastidire i suoi colleghi-avversari nel campo creativo, presentando ripetutamente la sua poesia Supre-, Futuro- e Cubo, sebbene accanto ad esse si trovino anche forme poetiche tradizionali ("Oksania", "Tuga", "Atlantide", ecc.). Fortemente criticato, Semenko si allontanò dal Futurismo, diventando un cantore della rivoluzione bolscevica.
Copertina della raccolta "Incontro in tre alla stazione di passaggio a livello" delle poesie di Shkurupiy, Semenko, Bazhan, di Volodymyr Tatlin. Kyiv, 1927
Di fronte all'incomprensione del suo talento, Semenko si recò allo Studio cinematografico di Odessa. Dal 1924 al 1927, Semenko fu caporedattore e sceneggiatore presso la Fabbrica Cinematografica di Odesa, dove lanciò Bazhan e Yanovsky. Semenko portò l'estetica del futurismo nel cinema, spingendo per film dinamici, urbani e lontani dal classico realismo. Prima ancora di lavorare a Odesa, Semenko applicò i concetti del futurismo alla letteratura creando un genere ibrido da lui nominato come Poesiafilm.
Semenko lavorò come sceneggiatore per numerosi film, lanciò in particolare film "Taras Shevchenko" (1926), scrisse anche le sceneggiature per "Il Consiglio Nero" di P. Kulish e "Il Paradiso di Rameau" di Honoré de Balzac, ma i film tratti da queste opere non furono mai realizzati.
Lì durante la fase di editing della sceneggiatura del film "Taras Shevchenko" conobbe la sua futura seconda moglie Natalia Uzhviy, l'attrice del teatro "Berezil" di Kharkiv che stava girando il film "Taras Shevchenko" presso la prima fabbrica cinematografica del Dipartimento Foto-Cinematografico Panucraino di Odessa. Nel 1926 Les Kurbas la invitò al suo teatro "Berezil", dove interpretò più di 30 ruoli.
Nel 1926, Lydia diede alla luce un figlio, Rostyslav. Nel 1927, Mikhail Semenko divorziò da Lydia, si trasferì a Kharkiv, sposando Natalia Uzhvij.
Hotel Metropol, dove abitava Semenko prima di trasferirsi nel palazzo "Slovo"
Dal 1929 la nuova famiglia visse in un ambiente artistico e aperto, nell'appartamento numero 39 al quarto ingresso del primo piano del famoso palazzo cooperativo degli scrittori ucraini "Slovo", in via Chervonykh Pysmennykyv, 5 (oggi via Kultury, 9) nell'allora capitale d'Ucraina Kharkiv.
Lì, il poeta riceveva mensilmente la visita dei suoi ferventi amici e vicini: il poeta e drammaturgo Antin Dykyj (1900-1937) e lo scrittore e sceneggiatore Oleksa Poltoratskyj (1905-1977), che gli assegnò NKVD, che in seguito presentarono si rivelarono materiale compromettente per le false accuse.
In seguito, quando la coppia ebbe un figlio, Mykhailyk, nel 1927, Natalia posò con il bambino in braccio per lo scultore Matviy Manizer, che stava realizzando la statua di Kateryna ispirata all'omonima poesia leader della nuova letteratura ucraina, nell'ambito del complesso monumentale dedicato a Taras Shevchenko a Kharkiv. Questo monumento fu solennemente inaugurato il 24 marzo 1935. Vicino al piedistallo si trovano otto personaggi dal "Kobzar", tra cui Kateryna e suo figlio, i cui ricordi sono per sempre impressi nelle loro immagini di bronzo.
Natalia Uzhviy, con il piccolo Mykhas Semenko in braccio come la modella per la statua di Kateryna durante i lavori dello scultore Matviy Manizer al monumento a Taras Shevchenko a Kharkiv.
Quando tornò a Kharkiv, Semenko trovò un annuncio sul giornale: "Il Consiglio della VUFKU ha nominato il compagno Semenko M. V. suo rappresentante per gli affari editoriali e artistici a Kharkiv. Condurrà trattative con gli sceneggiatori di Kharkiv. Il compagno Semenko riceverà presso la sede regionale di Kharkiv della VUFKU dalle 13:00 alle 14:00".
Nell'aprile del 1927, venne pubblicato a Kyiv il primo numero della rivista opuscolo "Boomerang", diretta da Mykhail Semenko. Il numero includeva articoli dello stesso Semenko, del suo collega di Kyiv Geo Shkurupiy, di Mykola Bazhan e di Oleksandr Pereguda, direttore della Fabbrica Cinematografica di Odesa dell'Accademia Cinematografica Ucraina.
Nell'aprile del 1927 fu pubblicata la rivista opuscolo "Boomerang" era l'organo dei futuristi ucraini, che pubblicò articoli di M. Semenko, Geo Shkurupia, M. Bazhan e O. Pereguda. Il suo unico numero fu pubblicato a Kharkiv.
L'attività di "Boomerang" precedette immediatamente la comparsa nell'ottobre del 1927 della celebre rivista "Nuova Generazione", diretta da Semenko. Il gruppo promuoveva l'urbanistica, l'industrializzazione dell'arte, un orientamento verso l'Europa occidentale e un radicale rinnovamento della forma. La casa editrice "Boomerang" fu utilizzata per pubblicare libri e almanacchi d'avanguardia. Con il marchio "Boomerang", nel 1927 venne pubblicato anche il libro "Incontro al passaggio a livello. Una conversazione a tre" (un racconto di Mykola Bazhan con la partecipazione di Semenko e Shkurupiy, copertina era progettata da Volodymyr Tatlin).
Nel 1927, Mykhail Semenko fondò un nuovo gruppo dei futuristi, "Nuova Generazione" (1927-1930), di cui facevano parte D. Buzko, G. Shkurupiy, O. Poltoratsky, V. Meller, A. Petrytskyi ed altri. Nell'ottobre del 1927, fece la sua comparsa nella vetrina della Casa Editrice Statale dell'Ucraina una copertina giallo brillante (o giallo canarino, come i futuristi chiamavano questo colore) della rivista del movimento artistico di sinistra "Nuova Generazione". Questo fu il quinto tentativo di Mykhail Semenko, e finalmente riuscito, di fondare una rivista futurista.
Semenko aveva l'obiettivo di creare una rivista all'altezza dei migliori esempi europei, il riferimento teorico del gruppo. Il modello della "Nuova Generazione" fu creata dal capo artista del teatro "Berezil", Vadym Meller, e il numero era illustrato con riproduzioni dei dipinti di Picasso, Georges Braque, Metzenger e molti altri. Nel primo numero sulle prime pagine della rivista venne pubblicata "Frammento di un poema su come il mondo venne all'esistenza e Mikhail Semenko morì" di M. Semenko.
Quell'anno diede alla letteratura ucraina molte nuove pubblicazioni periodiche: "Giornale Letterario", le riviste "Vaplite", "Molodnyak" e "Gart".
Il 13 novembre 1927, presso l'edificio Blakytny, Mykhail Semenko tenne una presentazione del programma della "Nuova Generazione" di fronte al pubblico. Al termine della presentazione, si aprì un dibattito che precedette la pubblicazione di "Nuova Generazione", con quale Mykhail Semenko realizzò il suo principale sogno creativo. La direzione artistica di "Nuova Generazione" (gestione del design, editing fotografico e di riproduzione) fu affidata agli artisti Vadim Meller, Dan Sotnyk (1928-1929) e Anatol Petrytsky. La tiratura di ogni numero di "Nuova Generazione" variava da 1.000 (1928, n. 12) a 1.700 (1929, n. 5, 9, 10) copie. Più spesso, la tiratura era di 1.500 (15 numeri) o 1.600 (8 numeri) copie. La rivista futurista "Nuova Generazione" si occupava di diverse forme d'arte; fu pubblicata fino al 1930 ed ebbe 36 numeri.
La rivista pubblicava recensioni e critiche di pubblicazioni artistiche occidentali provenienti da Germania, Francia, Belgio, Italia e Paesi Bassi, aprendo il mondo della cultura occidentale ai lettori ucraini. Il carattere "occidentale" della rivista furono aggiunti dal titolo, soprannominato in tedesco Neue Generation: Zeitschrift der linken Kunstformation, e successivamente in francese: La Nouvelle Gènèration: Revue d'arts deformation gauche.
La "Nuova Generazione" fece conoscere al lettore ucraino le idee e le opere dei principali rappresentanti dell'avanguardia mondiale: dal futurismo al dadaismo, dall'espressionismo al cubismo, al Bauhaus e al surrealismo. La redazione aveva rappresentanti ufficiali a Parigi, Berlino e Praga, che inviavano regolarmente cronache della vita culturale europea. Le opere e i manifesti di Filippo Tommaso Marinetti, Guillaume Apollinaire, Jean Cocteau, Ilya Ehrenburg e Le Corbusier apparvero per la prima volta in ucraino sulle pagine della rivista.
Nella rivista si pubblicavano articoli e opere d'arte moderna di molti famosi artisti europei, come Oskar Schlemmer, Pablo Picasso, Giorgio de Chirico, Georges Braque, Fernand Léger, Juan Gris, László Mogóly-Nagy, Paul Klee, architetti come Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius e molte altre personalità del mondo culturale. Inoltre, la rivista ha spesso pubblicato opere e scritto di artisti, scultori e architetti ucraini, come Kazymyr Malevych, Dan Sotnyk, Viktor Palmov, Anatoliy Petrytskyj, Oleksandr Arkhypenko, Vadym Meller, Mykola Kholostenko, Ivan Malozemov, Gryhoriy Yanovytskyj, Mykhailo Boychuk, ecc.
La rivista è stata la prima in Ucraina ad analizzare il cinema d'avanguardia francese (René Clair) e l'espressionismo tedesco, integrando il cinema nazionale nel contesto mondiale. La rivista collaborò attivamente con la scuola tedesca del Bauhaus. Quasi ogni numero della rivista era dedicato al Bauhaus, e conteneva foto di László Moholy-Nagy, disegni, modelli, mobili di Walter Gropius, Mies van der Rohe e opere di Oskar Schlemmer; pubblicò articoli teorici di Walter Gropius, Paul Klee e Wassily Kandinsky.
La rivista conteneva regolarmente recensioni, riferimenti e traduzioni di libri e riviste occidentali a cui la redazione era abbonata o che prendeva in prestito dalle biblioteche, principalmente dal famoso mensile francese Cahiers d’art, molti articoli dalle riviste tedesche "Das Kunstblatt", "Die Literarische Welt", Der Sturm, Bauformen Moderne, Das Neue Frankfurt, dall'organo dei comunisti francesi, il quotidiano "L’Humanité", e dall'organo dei futuristi italiani, la rivista "Noi", e persino da pubblicazioni più esotiche, come l'olandese "Filmliga" e la polacca "Praesens". Nessun'altra rivista dell'epoca conteneva materiale simile, nemmeno tradotto o sotto forma di breve cronaca.
Le informazioni sull'orientamento della rivista erano riportate semplicemente sulla copertina, ad esempio, nel primo numero: "La rivista è dedicata a temi di teoria e pratica del fronte di sinistra nelle arti e conterrà: racconti, romanzi, poesie, articoli: formali, teorici, opuscoli, recensioni letterarie, informazioni, bibliografia, ecc." Nel numero successivo, i futuristi chiarirono: " Tratta temi di teoria e illustra la pratica dei movimenti di sinistra nelle arti (letteratura, cinema, pittura, architettura, teatro, ecc.) nei loro significati costruttivi e distruttivi e contiene: poesie, racconti, romanzi; articoli: formali-di ricerca, teorici, polemici, critici; opuscoli, reportage, feuilleton, riferimenti e recensioni all'estero e in URSS, un bollettino del fronte di sinistra, corrispondenza con i lettori, riproduzioni, foto, ecc."
"La Nuova Generazione" scriveva sulla architettura, fotografia, manifesti (o poster, secondo la terminologia moderna), ceramica, tessuti, mobili, stoviglie – arti decorative e applicate che meglio incarnavano l'idea di funzionalità. Oltre ai rappresentanti del Bauhaus, la rivista includeva diverse decine di progetti di Le Corbusier, opere di Theo van Duisburg, Fritz Heger, Erich Mendelssohn e altri architetti, manifesti teatrali del francese Paul Collen e manifesti politici dell'ungherese Béla Uitz, fotografie di Walter Peterhans.
Sulla "Nuova Generazione" fu pubblicata una lettera di Enrico Prampolini, l'editore della rivista "Noi" ed artista futurista italiano. Il primo numero del 1928 conteneva una recensione sintetica del "Teatro di Enrico Prampolini", e il numero successivo conteneva una lettera in francese indirizzata alla redazione di "Nova Génération":
"Alla redazione della rivista "NOVA GENERATION",
Il compagno Deslav mi ha informato che la vostra rivista rappresenta una nuova tendenza intellettuale e artistica nell'arte ucraina contemporanea. Vi prego di accettare i miei cordiali saluti e i miei migliori auguri. Sarei molto lieto di ricevere le copie della vostra rivista che contengono informazioni sulle mie opere artistiche e anche di diventare un vostro collaboratore.
In attesa di una vostra risposta, Enrico Prampolini."
Sia Prampolini, sia il regista francese di origini ucraine Eugene (Eugene) Deslaus, sia Antin Pavliuk da Praga, furono autori, collaboratori e contributori di “Nuova Generazione”. Nessun'altra rivista dell'epoca poteva vantare una tale ampiezza di interessi, diversità di autori e pubblicazioni tradotte.
Dal punto di vista artistico, era una rivista universale. Nella "Nuova Generazione" comparvero riproduzioni in bianco e nero di opere di maestri già affermati - Hans Arp, Willy Baumeister, Umberto Boccioni, Juan Gris, Giorgio de Chirico, Paul Klee, Fernand Léger - e, allo stesso tempo, di Rudolf Behling, Pablo Gargallo, Jacques Lipschitz, Francisco "Pancho" Cossio, Jean Lurs, Victor Servrancs, Ismael Gonzalez de la Serna, ancora poco conosciuti in Ucraina.
Tra i suoi collaboratori figuravano i registi Dzyga Vertov e Mykhailo Kaufman, e le figure teatrali Amvrosiy Buchma e Kost' Kulchytsky. Era ben curata e progettata artisticamente in uno stile modernista occidentale, con interessanti ricerche formali in poesia e prosa (reportage), ma anche con una grande dose di superficialità, giochi di distruzione e una pretesa di egemonia letteraria come creatore del "leninismo nella cultura".
Semenko si incontrava con gli altri artisti e lavorava spesso al caffè "Pok". Il caffè "Pok" si trovava in via Sumska a Kharkiv, accanto al teatro "Berezil" di Les Kurbas. Il quartiere letterario nacque proprio qui, con le redazioni di giornali e riviste. I tavoli del caffè erano sempre occupati dai bohémien di Kharkiv degli anni '20. Mykhail Semenko, poeta e fondatore del futurismo ucraino, era un frequentatore abituale. I contemporanei scherzavano, dicendo che il redattore usavano il caffè Pok come redazione.
Mykhail Semenko, aveva un tavolo fisso nel cuore del famoso caffè. Lo stesso tavolo divenne "quartier generale dell'organizzazione di Semenko" e la redazione della rivista "Nuova Generazione". "In fondo alla sala, al suo solito tavolo, sedeva Semenko, fumando la pipa e scrivendo qualcosa: la sede dell'organizzazione di Semenko e la redazione della rivista "Nuova Generazione" si trovavano lì – al caffè "Pok", a un tavolo in fondo alla sala", scrisse Yuriy Smolych in "Storie di irrequietezza".
Al bar
È divertente al bar.
È rumoroso al bar.
Mi siedo a un tavolino.
Siedo spensierato.
Guardo la signorina.
La signorina è annoiata.
Qualcuno le balla intorno.
Il mio sguardo ha incontrato
Lo sguardo della ragazza.
Il mio stato è spensierato,
Il mio stato da seduto sul divano.
La ragazza ha sospirato.
Ho sorriso.
È rumoroso al bar.
Mi sono voltato.
Veduta di Piazza Teatrale e dell'edificio di via Sumska 10, con il caffè Pok,
luogo prediletto del "Rinascimento Fucilato"
Tuttavia, il gruppo la rivista mensile "Nova Generatsiya" fu la più grande creazione organizzativa e periodica di Semenko. Semenko contribuì alla partecipazione di Kazymyr Malevych, che in quel periodo insegnava all'Istituto d'Arte di Kyiv, all'attività della rivista "Nuova Generazione". Sulle sue pagine Malevych pubblicò il suo leggendario ciclo di 11 articoli teorici su Cubismo, Futurismo e Suprematismo. Particolare attenzione meritano proprio nel contesto delle questioni analizzate in questa sezione, ovvero: "Cubo-Futurismo", "Futurismo Dinamico e Cinetico" e "Estetica". In totale, tra il 1928 e il 1930, nella rivista futurista "Nuova Generazione" sotto la direzione di Mykhail Semenko, fu pubblicato 12 articoli di Kazymyr Malevych.
Vignetta amichevole dell'artista Geo Shkurupiy (Georgy Dubinsky)
tratta dall'album "Il nostro Parnaso letterario" (1930)
Alle critiche dei boichukisti Semenko rispose così nella rivista "Nuova Generazione": "Se i boichukisti non sono artisti, allora nemmeno Semenko è un poeta. Il poeta Semenko non c'è più". E nel necrologio, in una cornice funebre, si leggeva: "Il corpo di Semenko è stato trovato per strada. È stato ucciso con una specie di oggetto contundente (forse, "Fiera Letteraria")". Il necrologio fu seguito dai ricordi di Petrytsky del suo amico "assassinato": "Vedo Semenko come vivo: di bassa statura, con una folta chioma riccia, come quella di un nero. Quando chiudi gli occhi, assomiglia molto a Pushkin. E quando li apri, vedi occhi mongoloidi. Questo si spiega con il fatto che sua madre visse a lungo sia in Giappone che a Vladivostok," così dopo Anatol Petrytskyj ricordava nell'suo "Umorismo nero ucraino".
La "Nuova Generazione" divenne il culmine dell'avanguardia ucraina, in particolare del futurismo. La "Nuova Generazione" divenne l'ultima piattaforma per la sperimentazione letteraria e artistica, che continuò, seppur lentamente affievolendosi, anche dopo la cessazione delle pubblicazioni della rivista, nonostante la crescente politicizzazione della vita artistica.
L'ultimo numero di "Nuova Generazione" uscì nel dicembre del 1930 e da allora, i futuristi non ebbero più un proprio organo di stampa. Dopo quando la sua pubblicazione cessò, la "Nuova Generazione" per qualche tempo continuò a esistere sotto forma di libri pubblicizzati sulla rivista. Questi furono pubblicati tra il 1931 e il 1932, come ulteriori lavori dei suoi partecipanti in altre pubblicazioni e progetti.
Successivamente, nell'Ucraina sovietica, i gruppi e gli artisti d'avanguardia non disponevano di una propria rivista cartacea e, dopo la risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista di tutta l'Unione (bolscevico) "Sulla ristrutturazione delle organizzazioni letterarie e artistiche" del 23 aprile 1932, ciò divenne del tutto impossibile. Non smisero di scrivere poesie e prosa, di girare film, dipingere, disegnare, progettare e pubblicare libri, ma il loro lavoro divenne sempre più dipendente da prescrizioni ideologiche, perse lo spirito futurista e si avvicinò ai modelli del realismo socialista, l'unico metodo e stile creativo consentito agli artisti sovietici.
La rivista "Nuova Generazione", 1929
La rivista "Nuova Generazione", 1930
Semenko stesso cade vittima della mistificazione di Edward Strikha (Kost' Bureviy), che per anni riuscì a pubblicare sulla rivista "Nuova Generazione" di Semenko parodie impertinenti e feroci di Semenko e del futurismo.
Per tre anni, il leader della "Nuova Generazione" fu uno dei protagonisti di quello che forse fu il più scandaloso scherzo letterario degli anni '20. A partire dal 19 ottobre 1927, lo scrittore Kost Bureviy, con lo pseudonimo di Edvard Strikha, inviò una serie di lettere alla redazione della rivista con i suoi testi futuristici, nei quali in realtà ridicolizzava beffardamente sia Semenko che il futurismo in quanto tale. Ignaro di tutto, il principale esponente del futurismo ucraino pubblicò con entusiasmo i testi, definendoli "originali e perfetti". Ma non appena uno di questi, il poema "autobiografico" "Zozendropia", un'opera con "elementi di capolavoro", fu accettato per la pubblicazione (avrebbe dovuto essere pubblicato nel marzo del 1928), Semenko scoprì la verità sull'identità dell'autore. Senza pensarci due volte, nel numero successivo incluse una sua versione del poema, firmata da Edvard Strikha e dedicata a Mykola Bazhan, al posto dell'originale "Zozendropia". Inoltre, il suo eroe, il poeta Ivan, che inizialmente si unì ai panfuturisti Semenko e Shkurupia, per poi tradirli e "andare a VAPLITE", fu letteralmente copiato da Bazhan.
Ex libris di Mykhailo Semenko Dalla rivista "Note dall'arte", n. 14,
eseguito dall'artista Pavlo Kovzhun 1929
Nel 1930, a Kharkiv si tiene la Seconda Conferenza Internazionale degli Scrittori Rivoluzionari, che riunisce l'élite proveniente da ogni angolo del pianeta. Sono stati presenti il surrealista francese Louis Aragon con la moglie Elsa Triolet, il futurista polacco Bruno Jasienski, la scrittrice tedesca Anna Zegers, lo scrittore americano Michael Gold e il nostro Ivan Mykytenko. In quei giorni, Kharkiv si trasforma in un centro delle battaglie letterarie e politiche. La conferenza di Kharkiv radunò partecipanti provenienti da 22 paesi di Europa, Asia, Africa e Nord America. Circa l'85% dei delegati era membro di partiti comunisti.
L'appartamento di Mykhail Semenko diventò un luogo di discussione sulle esigenze della letteratura e del teatro moderno. L'intera schiera degli autori stranieri si riunì nella sua casa nell'edificio di "Slovo". La scrittrice Maria Proskurivna, madre di Semenko, in visita al figlio Mikhail l'8 novembre 1930, scrisse nel suo diario: "Mio figlio e mia nuora discutevano su cosa offrire agli scrittori stranieri. E sarebbero stati in tanti: 32 uomini. E prepararono tutto in fretta […] A casa la tavola era apparecchiata con degli spuntini, la corrente era accesa… Rimasi sulla porta a guardare mentre tanti ospiti entravano in casa. Mio figlio e mia nuora erano molto contenti di tutti […] E poi si sedettero a tavola e subito le loro lingue si sciolsero, iniziarono a parlare. Guardai a lungo attraverso la porta, cosa stesse succedendo tra la gente".
Come ricordava sua figlia Iryna, "era indifferente alla vita quotidiana, al "comfort", al cibo, ma amava i suoi "strumenti" di scrittura. Amava viaggiare, il che gli dava un senso di libertà e indipendenza dalla vita di tutti i giorni. Si vestiva in modo semplice, ma con gusto. La sua "uniforme" era quasi sempre un abito e una cravatta; in inverno, negli ultimi anni della sua vita, un berretto di pelliccia grigio scuro e un cappotto di pelliccia marrone di cervo... Mi parlava sempre in ucraino raffinato, anche quando molte famiglie dei miei compagni di scuola avevano iniziato a parlare più in russo".
Il testo nell'immagine mostra della poesia intitolata "Ombre" scritta dal celebre poeta futurista ucraino M. Semenko. Il componimento fa parte del ciclo poetico "Arie di tre Pierrot", pubblicato originariamente nel 1929.
dell'"Antologia di poesia ucraina" (Kyiv, 1930)
Dopo essere stato criticato, Semenko si allontanò dal Futurismo, si interessò alle idee di sinistra e divenne un cantore della rivoluzione bolscevica. Nel 1930 fu pubblicata una raccolta di opuscoli e poesie di M. Semenko, "L'Europa e noi", in cui l'ironia dell'autore sfiorava il sarcasmo.
"L'Europa e noi", 1930
Pubblicata nel 1931 la raccolta "Shturm Doby" ("Tempesta dell'epoca), con il sottotitolo "Rapporto sulla letteratura ucraina al XII Congresso panucraino dei Sovieti" includeva le poesie di Mykhail Semenko, Oleksa Vlyzko, Ivan Malovichek, Mykola Skuba, Oleksandr Rokhovych, Sava Holovanivskyi, Leonid Nedola.
La raccolta di poesie di Mykhailo Semenko "Poesie moderne" fu pubblicata nel 1931 dalla casa editrice "Letteratura e Arte". Consisteva in poesie pubblicate tra il 1927 e il 1930 sulla rivista "Nuova Generazione". La rivista chiuse i battenti all'inizio del nuovo anno; l'ultimo numero fu un numero doppio, pubblicato tra novembre e dicembre.
Semenko era estremamente prolifico come poeta. Dal 1918 al 1931 pubblicò una ventina di libri uno dopo l'altro, tra cui due edizioni: Kobzar (raccolta completa delle opere poetiche in un unico volume, 1910-1922, 654 p.) pubblicata a Kyiv, nella Casa editrice Golfshtrom nel 1924, e Raccolta completa delle opere (in tre volumi), pubblicata a Kharkiv negli anni 1930-1931.
Mykhail Semenko, Versi moderni, Kharkiv: Letteratura ed Arte, 1931
Sotto la pressione del regime M. Semenko fu costretto a ricorrere alla creazione di una poesia funzionale (la raccolta "Da un diario sovietico"), che è essenzialmente una rielaborazione schematica di un testo di giornale, con slogan poetici e agitazione: "Devo scrivere dell'attività, dimenticandomi dell'anima umana" (M. Semenko. Da un diario sovietico. K., 1932, p. 86).
Il contenuto ideologico e tematico della raccolta di poesie giornalistiche "Affari Internazionali" (1933) di M. Semenko glorifica l'URSS e denuncia il nazionalismo. Nella poesia "Germania" (1936) l'autore solleva il problema della minaccia del fascismo in forma fortemente satirica.
Nel 1934 divenne membro dell'Unione degli scrittori dell'Ucraina Sovietica.
Z. Zubkova, Mykhailo Semenko, I. Malovichko nell’ufficio di Mykhailo Semenko nell’edificio “Slovo” di Kharkiv, 21 giugno 1935.
L'ultima raccolta di poesie di Mykhail Semenko pubblicata in vita fu edita nel 1936 dalla Casa Editrice Letteraria Statale. Si trattava di una selezione di opere che il poeta aveva raggruppato in tre cicli: "L'Europa e noi", "Poesie" e "Liriche". Nella sezione "Poesie", oltre alle già note "Primavera" e "Steppa", Semenko incluse "Storie americane" ("John e il compagno Jacobson", "La diga di Wilson", "Uccelli senza dimora"), "De Cevens Provinciens" ed estratti dalla poesia "Germania", il cui testo completo è considerato perduto.
Tre giorni prima del suo arresto, il 23 aprile 1937, Mykhailo Semenko tenne una serata creativa a Kyiv. Poiché risiedeva stabilmente a Kharkiv e si recava spesso a Kyiv, furono emessi due mandati di arresto nei suoi confronti.

Il poeta fu arrestato il 26 aprile del 1937 presso l'Hotel Continental a Kyiv (oggi sede dell'Accademia Nazionale di Musica dell'Ucraina, situata in via Gorodetsky) con l'accusa di appartenere a un'organizzazione controrivoluzionaria inesistente. All'arrestato furono sequestrati libri, lettere, quaderni che Semenko amava fanaticamente, il manoscritto della poesia "Germania" e un orologio da tasca, oltre a 265 rubli. Al momento della detenzione del poeta presso l'Hotel Continental di Kyiv, nella stanza era presente Natalia Uzhviy, sebbene la coppia non vivesse insieme da circa un anno (il divorzio ufficiale fu formalizzato nel 1936).
Una lettera caratteristica dell'attrice del popolo dell'URSS Natalia Uzhviy sul suo ex marito,
il poeta Mikhail Semenko. Documento ufficiale, allegato al fascicolo investigativo di Mykhailo Semenko durante il suo arresto nell'aprile del 1937.
Lo scrittore fu accusato di aver partecipato a un'organizzazione terroristica nazionalista fascista ucraina, che in realtà non è mai esistita, e di aver pianificato un attentato alla vita del segretario del Comitato Centrale del PCUS (b), S. V. Kosior, che avrebbe dovuto avere luogo durante una manifestazione il 1° maggio 1937. Tra le altre cose, fu accusato di aver tentato di rovesciare il potere sovietico in Ucraina con l'aiuto di fascisti tedeschi. Moralmente e fisicamente distrutto, Mykhail Semenko, come attestano i verbali degli interrogatori del 4, 7 e 8 maggio 1937, accettò tutte le accuse. Le confessioni furono scritte sotto dettatura del Commissario Akimov al Capo dell'NKVD della RSS Ucraina, Israel Leplevsky, il 4 settembre 1937.
Il poeta scrisse una testimonianza "veritiera e sincera" in una dichiarazione forzata: "Confessandomi colpevole di partecipazione attiva all'operato dell'organizzazione terroristica nazionalista fascista ucraina, vi chiedo di darmi l'opportunità di iniziare una testimonianza veritiera sul mio conto delle attività controrivoluzionarie e dei suoi partecipanti, affinché io possa espiare i miei gravi peccati di fronte alle autorità sovietiche e alla patria sovietica".





Verdetto del tribunale. Foto dagli archivi declassificati del KGB
Il 22 ottobre 1937, il commissario del IV dipartimento dell'UDB dell'NKVD della RSS Ucraina, Akimov (Egides), sotto la guida del suo diretto superiore, il capitano della sicurezza statale A. Khatenever, presentò per l'approvazione al Commissario del Popolo per gli Affari Interni della RSS Ucraina I. Leplevsky e al Procuratore Generale dell'URSS A. Vyshynsky un atto d'accusa nel caso di M. Semenko - nella prima categoria, che significava una sola cosa: la pena di morte.
Il 23 ottobre 1937 si tenne una sessione a porte chiuse del Collegio Militare della Corte Suprema dell'URSS, presieduta dall'avvocato militare divisionale A. Orlov; composto dal presidente, il procuratore militare dell'esercito A. Orlov, dal procuratore militare di brigata S. Zhdan, dall'avvocato militare di 1° grado F. Klimin, dall'avvocato militare di 1° grado A. Butner, che svolse il ruolo di segretario, con la partecipazione del vice procuratore capo dell'URSS M. Raginsky, che si occupava dei casi più importanti e che, tra l'altro, era assistente personale del procuratore generale dell'URSS, che si recò personalmente. La commissione "a nome dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche" emise il seguente verdetto: "condannare Semenko Mikhail Vasilyovych alla pena capitale più severa: la fucilazione con confisca di tutti i suoi beni personali".

Il giorno seguente, il 24 ottobre 1937, dopo sei mesi di prigionia e torture, Mykhailo Semenko, ormai esausto, alle due del mattino fu fucilato insieme ad altri scrittori ucraini nel seminterrato del Palazzo Zhovtnevy in via Instytutska, che dal 1933 al 1937, fu luogo di una prigione e dove venivano eseguite maggioranza delle esecuzioni. Era il numero 37 nella lista dei condannati a morte. Durante la notte, il suo corpo insieme quelli di altri condannati furono caricati e trasportati nella foresta di Bykivnya, vicino a Kyiv, dove fu sepolto in una fossa comune insieme ad altri artisti giustiziati. Il primo futurista ucraino aveva allora solo 44 anni. Tutte le pubblicazioni associate al suo nome sono state ritirate dall'uso.
Fu riabilitato postumo nel 1957. Il caso del futurista ucraino è stato rivisto su richiesta dei suoi figli, che non sapevano nulla dell'uccisione del padre. Anche gli scrittori Oles Gonchar e Yuriy Smolych hanno presentato una petizione per la riabilitazione di Semenko. Negli archivi del KGB non è stato trovato alcun materiale che attesti l'affiliazione di Semenko con un'organizzazione terroristica.


Semenko entrò nella storia della letteratura nazionale come "figura emblematica dell'epoca", riunendo attorno a sé le forze letterarie e portando una nuova teoria futuristica, nuovi temi e nuove forme nella letteratura ucraina. Mykhailo Semenko è stato colui che ha radicalmente rinnovato il processo letterario, introducendo forme innovative, la poesia urbana e avvicinando alla letteratura un'intera generazione di giovani poeti.
A lui si deve l'ampio sviluppo del vers libre (verso libero). I suoi versi liberi, se non del tutto originali, rappresentavano comunque un fenomeno nuovo – come principio artistico coerente – per la poesia ucraina, pur essendo creati sulla base della ben nota tradizione poetica nazionale. Le sue prime opere futuriste sono permeate da motivi e trame urbane e marine, caratterizzate da sperimentazioni linguistiche e formali e dal tentativo di scioccare il lettore. Divenne un modello per il poeta Vladimir Majakovskij, che vedeva nelle poesie dell'autore una melodia particolare che gli ricordava il suono del violino.
Mykhail Semenko fu l'organizzatore del movimento futurista ucraino. Proclamò la creazione di una letteratura del futuro, che avrebbe dovuto distruggere gli stereotipi culturali obsoleti e portare alla coscienza pubblica un'apologia della tecnologia e dell'urbanistica. Il poeta credeva che "l'arte, avendo raggiunto le vette dell'accademismo e del classicismo", avesse imboccato la strada sbagliata, pertanto era necessario costruirne una nuova a partire dai frammenti dell'arte antica, che rispondesse alle esigenze dei tempi nuovi.
Nei suoi 44 anni, è riuscito a scrivere 20 raccolte di poesie, creò e pubblicò la rivista futuristica "Nuova Generazione", lavorò presso gli studi cinematografici di Odesa, divenne anche il montatore del film in due parti "Taras Shevchenko" (1926). Mykhail Semenko diede un grande contributo allo sviluppo della poesia moderna ucraina degli anni '20. Nonostante sia stato artificialmente rimosso dalla storia della letteratura, la sua influenza sull'opera di Vasyl Goloborodko, Serhiy Zhadan, Lyubov Yakymchuk e altri artisti ucraini si è fatta sentire per più generazioni.
Le traduzioni delle poesie di Mykhail Semenko sono di Yaryna Moroz Sarno
Il cuore si spezza...
La tristezza si stende e il cuor mio batte,
ricordo com'erano gli anni passati.
Lascia andare - e subito volerà via,
Dove - non lo so, ma
il cuore si spezza verso il cielo profondo,
Nello spazio immenso prega.
10. XI. 1910. Kyiv
L'ispirazione
Ho udito di nuovo come le onde inquiete
Dell'ispirazione tenera travolgevano il cuore,
Si inchinavano umilmente sulle corde dei miei canti,
E ho udito i teneri suoni del kobza* profetico.
Gli ali possenti crescono con il canto
e forze trascendente mi sollevano sopra le nuvole.
Dove stanno chiamando ancora il cuor mio ferito,
perché di nuovo stanno straziando,
sulla strada che vogliano destinare a me?
17. XII. 1911. San Pietroburgo
*Kobza è un strumento nazionale in Ucraina
Le nuvole sopra la foresta fluttuano in lontananza,
il vento fischia la sua triste canzone.
Odo parole dimenticate in quel boschetto,
il silenzio secolare di un tempo lontano.
Nel fiume sopra la foresta, la pozzanghera si fa più nera.
Il mulino è crollato, l'acqua si fa scura.
Odo una canzone - un triste lamento,
uno svenimento segreto si è diffuso ovunque.
Cosa sono quelle ombre? A mezzanotte
vedo occhi lacrimosi nel cielo.
Pallide onde si infrangono tra le nuvole,
cerchi si accigliano nell'acqua scura.
30. VII. 1912. Jaresky
L'autunno
L'autunno cupo sta arrivando
Nuvole, pioggia, nebbia
L'autunno conduce al cuore
Una tristezza inaspettata
Il freddo muto arriva
Una nebbia si insinua nell'anima
L'autunno tu hai portato
Una fitta foschia
Non ce la faccio più
Nel cuor mio è silenzio
Un ricordo singhiozza di dolore
Un vecchio amore.
24 agosto 1913. Kyiv
Canto delle ombre silenziose
E del gioco spaventoso nel cuore
Suono su queste corde
Finché non le spezzo
Delle ombre silenziose canto .
3. IX. 1913. Kyiv
Canzone poetica
Prendi il carbone ardente con le mani nude
afferra l'onda del mondo
corri attraverso le steppe verso l'orizzonte
cerca lì una nuova fiaba
naviga in barca sul mare blu
trova il regno dei mutamenti eterni
uomo, gettagli addosso il tuo orrore e il tuo dolore
perché sei in perenne decadenza.
27.11.1913, Pietroburgo
L'inverno
Nevica e ovunque è tutto bianco
Come il corpo
del cigno bianco come la neve.
Il vento trasparente dai rami bianchi
Butta macchie meravigliose
su tutto il mondo.
Tutto luccica, tutto gira
e brilla intensamente
con un turbine blu nell'anima
e sparge polvere dal cielo con stelle.
I giunchi ghiacciati mandano
un fruscio di ghiaccio
2 dicembre 1913, Kyiv
I re
E Paganini e Corelli
Inchinati sull'anima mia
Perché i sentimenti sono così gioiosi
Perché i sentimenti sono così tristi
Devo riversarli in suoni
In accordi d'argento
Affinché possano raggiungere cielo alto
Affinché possano illuminare la terra
Aspetto che la musica se ne vada
Affinché la sonata dei re maestosi
Prenda le grida della mia anima
E le porti via dalla terra
Dove dimorano le tue ombre
Dov'è il regno dei sogni audaci
Ti aspetto Tartini
In una speranza calda e malinconica.
2 dicembre 1913, Kyiv
Fiumicello sotterraneo
La mia anima è un fiumicello sotterraneo
che scorre, scorre in terre sconosciute,
e il mondo intorno è una notte silenziosa,
canti primaverili risuonano da qualche parte.
Nella morsa della tempesta, nella morsa della nostalgia,
la mia anima vive, indurisce,
e nel turbine dei bianchi venti coraggiosi,
un giorno si risveglierà.
Quindi lascia che il fiume minaccioso scorra
nei mari di terre oscuro-sconosciute,
che il vasto mondo silenziosamente,
raccolga canti luminoso-primaverili.
2 dicembre 1913, Kyiv
Asfalto
Fa così caldo che non si può respirare,
l'asfalto mi preme sulla gola,
la solita vecchia catastrofe.
Ho perso la mia viola
Ho perso la sicurezza
ho perso la terra.
Ho messo il mio urlo nell'accumulatore
e ho chiesto una libbra di datteri.
19. III. 1914. Kyiv
Il treno è passato. Lei se n'è andata.
Il treno è passato. Lei se n'è andata.
I suoi occhi e la sua bocca allegra sono scomparsi.
Un sorriso silenzioso resta nell'immaginazione.
Il mio block-notes diventa orfano.
L'11 maggio 1914, Kyiv
Due settimane
Sono due settimane che siamo in silenzio,
due settimane siamo stati estranei…
Siamo mai stati così incontrollabilmente arrabbiati?
Dimmi, dimmi?
25 ottobre 1916
L'audacia
Rien n'est vrai que le beau
rien n'est vrai sans beauté
Alfredo de Musset
Che cosa c'è di più bello della bellezza?
Che cosa è più certo della verità?
Sento voci diverse,
ognuna più sciocca dell'altra.
Quando mai qualcuno ha compreso la verità?
Chi ha trovato il nome della bellezza?
Non ho mai udito la verità,
non c'è bellezza, c'è solo aspirazione.
L'11. VII. 1914. Kyiv.
Atlantide
Mi chiama verso terre sconosciute, lontane,
verso il regno delle guglie ghiacciate e del rame rosso,
oltre le spalle dei secoli, Rebecca mi guardò indietro,
le immagini di Atlantide accarezzano la mia anima,
le grotte sotterranee, le caverne,
le oasi di deserti disabitati,
il raggio dorato equatoriale
il mio spirito rinfrescherà.
1914. Kyiv.
…sulle notti bianche
…Sulle notti bianche. Sul crepuscolo rosato.
Sul dondolio del grigiomare nella nebbia.
Sul ruggito più silenzioso.
Sul gemito più sommesso. Onde. Anima.
Nuove canzoni su un vecchio violino.
Lo spruzzo più flebile. Il rumore più sommesso.
Un sussurro tra i giovani cespugli. Le onde.
L'anima. Farfallina bianca. Farfallina blu...
... ah, Snelloragazza. Rossoragazza. Movimentoragazza.
Caldoragazza in un abito traforato.
Magra di statura.
Flessibile di statura, in un crepuscolo rosato.
Tra betulle grigie.
...sulle notti bianche... sul crepuscolo rosato.
L'11 marzo 1914, Kyiv
Invito
Lo sapete?
Che panorama meraviglioso dalla montagna di Batyj!
Probabilmente non ci siete mai stati.
Non avete mai camminato su un campo bianco come la neve?
Vi invitiamo: fatevi coraggio
e venite a trovarci. Qua è abbastanza divertente.
Certo, qui non arrivano le macchine,
ma ci sentiamo davvero bene.
Oh, come qua è bello!
Come qua è simpatico e colorato!
Siamo persone forti, giovani e coraggiose,
non abbiamo paura di nessuno e auguriamo il meglio a tutti.
Se volete, non invidiamo nemmeno Batyj,
perché siamo molto grati per questa splendida montagna.
Siate così gentili,
non guardateci come agli animali,
con fiducia e benevolenza, prendendo il "bastone",
vedrete con i vostri occhi quanto è meraviglioso da noi.
Venite a trovarci!
7 gennaio 1914, Kyiv
Il mare dell'anima mia ...
Nella notte buia ascolto
il mare dell'anima mia.
Il mare è silenzioso, avvolto dalle tenebre,
le scogliere dormono nel silenzio.
Scruto dentro. Il mio cuore è
immerso in una foschia sinistra,
vedo fantasmi.
Nel silenzio del mare,
le loro pallide onde galleggiano,
si infrangono silenziosamente frangenti.
Fantasma o nuvole?
È terribile nel silenzio. I fantasmi ci incalzano.
Il mare è silenzioso, immerso nell'oscurità,
le scogliere dormono nel silenzio.
Nella notte buia, tutto avvolto dai fantasmi,
scruto. Ascolto il mare dell'anima mia.
3. IX. 1913. Kyiv
Il mio saluto
In un'estasi magica troverò la mia voce,
la voce di un combattente,
e con il mio vessillo andrò dal popolo,
canterò e griderò fino a cadere,
ispirato senza fine.
E mi passeranno davanti seicento persone,
e io giacerò lì immobile, senza testa, e senza dolore,
non alzerò più le mie mani feroci nella supplica,
perché voi non cadrete.
E così passeranno i secoli finché il sole non sorgerà
e il mondo non scomparirà,
allora mi scuoterò di dosso la polvere, tutto intorno si scioglierà,
io risorgerò, allora il mondo tornerà,
quello sarà il mio saluto.
24. XI. 1913. San Pietroburgo
Domanda
Vorrei sapere: cos'è la vita?
Chi ha acceso le stelle nel cielo?
Nel tempestomare ispirato,
il sentimento umano è triste.
La vita non è un boschetto fiorito.
La vita è una strada rumorosa.
Un'auto o un tram
ti schiacceranno: sii felice.
E camminiamo come insetti,
non vediamo la vista del cielo azzurro.
Siamo oppressi, soffocati dal trambusto!
Non ce n'è bisogno!
24 novembre 1913, San Pietroburgo
Domanda
Mi senti,
Desiderata?
Sei scomparsa senza voltarti indietro...
Mi vedi,
Sono tuo,
Mi nascondo nella nebbia,
Una lacrima rotolerà dalle ciglia,
Quando scomparirò dietro la montagna?
2. XI. 1916. Vladivostok
Farfalla
Sono come una farfalla, sono bianco, bianco
Com'essa bizzarro, com'essa timido
Volo bianco nel bagliore bianco
Volo per il gusto di volare, essa vola in paradiso
In decolli rapidi, in salti delicati
Vive solo un giorno, respira solo un giorno
Tutta sua esistenza in tocchi timidi
Il candore si disegna così nitido sulle sue ali
Volo per il gusto di volare, essa vola in paradiso
Volo bianco nel bagliore bianco
Sono come una farfalla, sono bianco, bianco
Com'essa bizzarro, com'essa timido.
16. VII. 1914. Boryspil
L'analogia
La nebbia sul mare si è fusa con l'onda
Si è fusa con la nuvola sopra
E negli schizzi e gemiti della foschia ghiacciata
Si rallegra sulla roccia - più presto, presto
Schizzi sconfinati, cambiamenti sconcertanti,
sgomento, tumulto e terrore senza fine.
Cosa sono per me queste pareti rocciose?
Cambiamenti stranissimi ho nell'anima.
La nebbia sul mare si è fusa con la nuvola,
si è fusa con l'onda che rimbomba,
E tra le strette e i gemiti, sorge un fantasma.
L'orrore rosso avanza - brucia, brucia.
24. V. 1915. Vladivostok
Spirale di analogie
Da dove sono venuti gli ostacoli sconosciuti,
sui sentieri di ricerche incessanti?
Gli arbusti emergono, opprimendo le oppressioni,
confondendo il tempo che passa velocemente.
Sussurra piano, chiacchiera mentre cala il crepuscolo
Triste e impotente ansia.
Così svanisce nell'oscurità, morendo
La spirale delle analogie e dell'identità ingenua.
Schizzo
La strada bagnata, l'oscurità, una lanterna,
i riflessi della luce, un imprevisto, l'angolo,
alzando il collo il re si muove,
cammina, la falce schizza
il carrettiere sferraglia di tanto in tanto annoiato,
scomparso, di nuovo, le gocce cadono
si sogna un letto, la debolezza, la pioggia,
il cuore tace
l'auto tace, il cavaliere addormentato,
l'ombrello, una prostituta, il vento penetra,
farò un altro passo,
grida.
15. IX. 1914. Kyiv.
Intento
Potrei dire molte parole brillanti
E rivelare sentimenti ardenti
Ma sono stato infiammato dal fuoco della ricerca, fratello
Cerco la quintessenza della vita moderna
Per cogliere l'attimo della transizione
Per cogliere l'attimo della storia
Per gettare un ponte verso l'era dell'aeronautica
Vedere nel mondo dove i sogni sono come meravigliosi cori
Chiurlionis e Vrubel Cézanne e Gouraud.
7. VI. 1914. Kyiv
Strada
Nelle strade dove il rumore è dolce
il suono, il tintinnio, il vetro nelle luci
qui una fila di vetrine brilla come un tappeto
flussi di magia in occhi fiochi
e io fluttuo, fluttuo come in un vortice
bevo le stelle qua e là
e mi do due, tre, quattro
e salgo sul tram luccicante
la gamba attraente che mi ha afferrato
mi ha sollevato estaticamente
e ha catturato il mio cuore con una pioggia di
impressioni di elettricità e malvagità
Brillo fino in fondo, brillo
e nell'erotismo sono completo
bevo le stelle, affogo in loro
e prego ancora... versa, versa
le campane brillano, le scintille risuonano
il rumore della folla accarezza e riscalda
e io assorbo le albe, la pressione
e bevo e verso e verso... muto.
1. X. 1914. Kyiv
Espressovento
Faccio l'amicizia con l'espressovento
che è libero e mi vede sempre.
Parole senza parole - sento un richiamo,
Penetrano, così che tu possa riconoscere l'anima mia.
Ed ancora meglio nell'abbraccio dell'oscurità, quiete.
Allora solo le corde più lontane tintinnano.
Dietro l'angolo le streghe scompaiono.
Tempeste.
5 gennaio 1914. Kyiv, Monte di Batyj
Era sera, quando la città vibra silenziosamente.
Era mercoledì di quella settimana.
Lei rimase in piedi, guardando negli occhi pensierosa.
Aggraziata come un sonetto di Heredia.
Sì, quello era (allora).
L'autunno tra le montagne
Si svuota tra le montagne
E ogni sera l'autunno passeggia sulla baia
Le stelle si raffreddano.
Da dove vieni, vento freddo?
Da dove vengono i tuoi sussurri, sussurri e fischi?
Sento i tuoi ruscelli
Vedo i tuoi colori
Nell'anima mia c'è una canto dell'incertezza
Un canto della tristezza del vento tra le montagne
Sulla baia blu con un'onda
Di notte le stelle si raffreddano
Si svuota tra le montagne.
L'11 agosto 1915. Vladivostok
L'amore
Come sogno luminoso e meraviglioso
Colgo la tua immagine
Come il mare ama il sole splendente
Così ti amo
Tutta la purezza del cuore che custodisco
Donerò a te, a te
Così non ho oscurità nella mia anima
E non soccomberò alla malizia.
1917
Pierrot ama
Io taccio
Ascolto sussurri silenziosi dell'anima mia
Ascolto sussurri silenziosi dell'anima mia
Non ammetto d'essere silenzioso
Non ammetto
Sono triste
Sono triste
Sono triste
Perché
qualcosa mi stringe l'anima come un incubo incombente
Sono allegro
Perché nella tristezza c'è un petalo immortale
Perché
qualcosa mi stringe l'anima come un incubo incombente
Sono allegro
Perché nella tristezza c'è un petalo immortale
Non voglio essere una foglia marcia d'autunno
Non voglio sospirare per l'inverno in autunno
Voglio essere coraggioso
Ed aspetto la primavera
Vorrei essere al parco e leggere Verlaine
Vorrei girare con lei in coppia nella folla
Uno sciame di notturni di Chopin
Non voglio sospirare per l'inverno in autunno
Voglio essere coraggioso
Ed aspetto la primavera
Vorrei essere al parco e leggere Verlaine
Vorrei girare con lei in coppia nella folla
Uno sciame di notturni di Chopin
Capire l'anima sua
Voglio chiudere gli occhi più forte
Voglio chiudere gli occhi più forte
Più forte
Sentire nell'anima mia più corde,
Sentire nell'anima mia più corde,
Più corde
Amo Amo
Amo
Amo
Io taccio
E ascolto i sussurri silenziosi dell'anima mia
Lo sento - Nell'anima tua scorrerò
Amo Amo
Amo
Amo
Io taccio
E ascolto i sussurri silenziosi dell'anima mia
Lo sento - Nell'anima tua scorrerò
Lo confesso.
Neve in giardino
Aspetto la luna.
Senza di essa ho paura.
La neve bianca sarà nel giardino solitario -
Il mio cuore batterà dolcemente e con gratitudine.
Di notte nel villaggio è vuoto e desolato.
Sono uno straniero qui ed ostile.
Guardo dalla soglia la foresta lontana
e vorrei essere la guardia al posto del Danubio.
E chi ci crederebbe - che sono nato qui!
Quanto rumore c'è nel villaggio durante il giorno.
Quanto è estraneo, estraneo questo statuto per me.
Non mi restano più sentimenti infantili.
I miei occhi non si abitueranno, ho paura al buio.
Dio, la neve si vede appena bianca nel giardino.
Nella mia anima c'è un'inquietudine spettrale. Nebbioso.
Aspetto la luna.
Villaggio senza luna
Non mi piace il villaggio senza luna.
Le notti d'inverno sono vuote e spaventose.
È noioso stare in camera. Non riesco a trovare un posto per me.
Vedo dei mostri negli sogni.
Sento che questa cosa sputacchiante -
la luna è stupida e priva di poesia -
concentra tutte le suppliche nella notte senza senso
e quando finalmente appare - sembra
così rilassante e pomposo.
È piacevole, verso le nove di sera,
uscire nella valle e passeggiare lungo i sentieri del giardino.
Riuscite a immaginare di camminare sulle piste da sci?
Ghiacciaio della Groenlandia,
quando la lampada celeste argenta e illusoria gli oggetti.
Montagna dei Gigli Gialli
Dimmi, non hai dimenticato la montagna dei Gigli Gialli?
E il prato di un verde struggente?
Quando abbiamo vissuto l'idillio più poetico?
E ci siamo giurati amore eterno?
Il sole, il sole, il cielo, le baie, le insenature, le distanze...
In quell'istante abbiamo compreso il mondo intero!
E i fiori, grandi, gialli, folli, raccoglievamo,
E tutto il passato, e tutto il futuro, abbiamo dimenticato, dimenticato.
Ombre dimenticate
Le nuvole sopra la foresta fluttuano in lontananza,
il vento fischia la sua triste canzone.
Odo parole dimenticate in quel boschetto,
il silenzio secolare di un tempo lontano.
Nel fiume sopra la foresta, la pozzanghera si fa più nera.
Il mulino è crollato, l'acqua si fa scura.
Odo una canzone - un triste lamento,
uno svenimento segreto si è diffuso ovunque.
Cosa sono quelle ombre? A mezzanotte
vedo occhi lacrimosi nel cielo.
Pallide onde si infrangono tra le nuvole,
cerchi si accigliano nell'acqua scura.
L'ariete
Per te scrivo le mie poesie sonore
Sono un vero Creso* nei canti.
Nel suono delle Isole Eolie, nella mia espressione estatica
Sono apparso come un fulmine e scomparso da fulmine.
Ho sviluppato ovunque il mio grido squillante con una tromba
E nel cerchio della sala illuminata mi precipitavo come un corvo nero.
Mi sono sgretolato tra i Persiani della giovane donna e sono scomparso
E non sento più né gioie né tormenti.
Nelle audaci delizie sono allegro come l'ariete
Nelle scintille del fuoco sono pieno di volontà e di forza.
Sono la sintesi di tutti gli uomini: Beethoven, sono Rostan -
fragoroso.
11. V. 1915. Vladivostok
*Creso (ca 595–546 a.C.) fu l'ultimo re di Lidia della dinastia dei Mermnadi, passato alla storia come simbolo di una ricchezza inaudita.
In guerra
Domani andranno alla stazione,
domani andranno in guerra,
un centinaio dei nostri compagni
che hanno vissuto insieme per quasi un anno,
domani saranno messi in prima linea,
pronti e in tenuta da marcia completa,
e al suono della marcia
partiranno con un movimento aggraziato,
un movimento d'acciaio, dalle nostre tende,
domani andranno alla stazione.
L'11 agosto 1915, Vladivostok.
La mia esaltazione
Presto, presto, mi cresceranno le ali
E lascerò le vele prese in prestito
Oh, quanto è bello e meraviglioso
Sento la forza crescere, il potere di diventare più forte
Il potere di ogni cosa mi ha afferrato e mi ha fatto rivivere
Sono rinato nel mondo.
Velocemente, velocemente, velocemente, superare tutti
Per sentire ogni cosa e riconoscere ogni cosa nel mondo
Perché non sento più il corpo e non sento più il sangue
Non voglio una casa, non ho più una casa
Non ci sono più sbarre
Voglio andare oltre
Voglio stare in un posto più in alto
Sopra i colori della musica e delle parole.
23 V. 1916. Vladivostok
La rada
Una baia avvolta nella nebbia, senza nuvole né colline visibili.
Solo il rumore irrompe, il lamento della rada.
Il mondo è così immenso, e io sono come un frammento,
Un pezzo di gesso.
25 giugno 1916, Vladivostok
Sopra la rada
La baia è piena di barche e animata.
Le barche fendono l'acqua.
Sento
Il lamento e il suono delle sirene.
Le eliche fanno rumore nei vortici.
La baia si muove rapidamente.
Presto
Le asce verranno sollevate sopra la rada.
Le barche fendono l'acqua.
Sento
Il lamento e il suono delle sirene.
Le eliche fanno rumore nei vortici.
La baia si muove rapidamente.
Presto
Le asce verranno sollevate sopra la rada.
10. V. 1917. Vladivostok
Figli di Apollo
Febbraio. Febbraio. Febbraio.
L'undici.
Il morto è incatenato
dal male ingiustificato.
Il disastro ghiacciato
sta vivendo i suoi ultimi giorni
.
Nel suo respiro, la neve bianca
spolvera il silenzio.
In bianchi, bianchi sudari
Strisciano da ogni lato.
Negli angoli, timidamente
i figli di Apollo languiscono
L'abbagliamento
Fin dal mattino, le lacrime scorrevano per tutto il giorno.
Ho pianto tutto il giorno, solo la sera
mi sono calmato e ho smesso di lamentarmi e di lanciare minacce.
Mi strofino gli occhi con un fazzoletto e cammino per la piazza.
Il tram allegro brilla nelle pozzanghere scure.
Gli atri illusori guardano la strada con uno sguardo amichevole.
Perché sei triste,
cuore mio?
Il 23 aprile 1917, Vladivostok
I cercatori di felicità
Voi, che cercate la felicità
e voi che la vedete come un fantasma.
Il fatto è che per voi è difficile da capire
ed è per questo che ci sono così tanti errori.
Gente, soffrite,
e quanto è vicina ed essenziale una via d'uscita.
Se soffrite perché non avete nulla,
allora un po' è sufficiente per voi.
Ah, conosco una parola, una parola magica...
È più luminosa del sole e più nera dell'oscurità.
Gente! La felicità è con voi, e quanto poco ci vuole per questo:
Siate umani!
16. II. 1917. Vladivostok.
Le luci ovunque nella baia
La barca emette il terzo fischio –
Una barca splendida e lussuosa.
In una notte di luna lasciamo Vladivostok
e ci dirigiamo verso il lato dove il cratere si fa più scuro.
Luci, luci ovunque nella baia,
l'acqua è rumorosa e le onde si infrangono.
Non ci sono davvero lacrime nei nostri cuori,
tesoro?
La città, la città illuminata resta indietro.
Il mare scintilla, le ombre solleticano gli occhi.
Amata, perché siamo felici?
Cosa desidera il cuore?
30. VI. 1917. Vladivostok
Un clacson lontano
Come un gabbiano gridava sotto i raggi del sole
Come i raggi giocavano su un'ala coraggiosa
E i raggi si perdono nello spazio blu
Il vento si impiglia in un blocco giallo.
È piacevole osservare la cascata di schiuma
la vigilanza nella lontana nebbia di spruzzi
e sentire di nuovo la ruvidezza della recinzione -
un clacson lontano.
27 aprile 1915. Vladivostok
Piroscafo serale
Ieri sera ho guardato la baia
Da cui si era sciolto il ghiaccio.
Il fuoco del tramonto si è spento da tempo
E il piroscafo serale è arrivato.
Da tempo che non vedevo i riflessi delle lanterne
Che si increspano così fittamente sull'acqua.
Le ombre si adagiano nella baia delle correnti nuvolose
E bagliori dorati tremolano sulle ombre.
Ho ascoltato una canzone nel silenzio cupo
L'ho assaporata insieme all'aria immobile e soffice.
Notte. Montagne.
La baia buia, con i fuochi
mi avvolge
Tra le calde onde del vento fluente.
16 gennaio 1916. Vladivostok
Tramp
Nell'anima mia sono tanti dolori e ferite infiammate,
come lampade elettriche su Khreshchatyk.
E perché ho bisogno di tante esclamazioni teatrali,
quando per te fino alla fine e per sempre sono un vagabondo!
E perché le tue opinioni, il tuo disprezzo e le tue recensioni,
quando aspetto un tamburo dalle tue pelli!
Ah, hai già notato
che non ho bisogno di una pensione,
e il vagabondo ha rivolto lo sguardo
in una direzione completamente diversa!
16. IV. 1917. Vladivostok
Esiliato
Nella festa giornata è spezzata in due.
Un giorno con una piccola pausa.
Un giorno con una piccola pausa.
Una mattina che ci ricorda la nostra giovinezza,
una sera che sembra una fiaba.
Questo è il nostro programma per la festa.
E quando piove, ci riuniamo in biblioteca.
Quanto sono vivaci le nostre cose,
e i polmoni profumano di tuono.
Due volte un cinese ci ha portato attraverso la baia.
Ho baciato petto, il sole si fondeva con il respiro.
Raccoglievamo e accarezzavamo i fiori pallidi.
E ora sono esiliato dal suo cuore.
13. IV. 1917. Vladivostok
Completamente esausto
Sono insoddisfatto e deluso.
Per dirla in parole semplici, mi annoio profondamente.
Sono completamente stanco di una vita senza senso,
completamente annoiato, completamente esausto.
Voglio tornare a casa, voglio andare a Kyiv…
30. VI. 1916. Vladivostok
Poesia della delusione
Sono deluso dal mio arco.
E poi – mi manca un thriller.
Sono in ritardo e sto morendo nel mio angolo,
sto morendo e già per i miei sogni – sono morto.
A che serve che io percorra il Kreuzer?
In futuro sarò
un sentimentale, un dilettante noioso.
Il destino mi spezzerà il violino entro sera,
il mio talento è in anticipo sui tempi.
8. XI. 1916. Vladivostok
Versetto geniale
Oggi ero di turno durante il giorno
e ho attraversato le nuvole viola
Che dopo il tuono
E invece di salutare il bellissimo
mare in quel momento
Costruivo templi.
Attraverso la finestra ho visto macchie d'oro e scintillii d'argento
Che cadevano nella baia
Pastello, olio, acquerello ribollivano nell'anima mia
E il tramonto svaniva
La pioggia passava
in qualche modo timidamente le nuvole insoddisfatte scomparivano
Con il tuono che si scioglieva.
Ah, com'era allora, com'era allora sopra il mare
In quel panorama?
11. VI. 1916. Vladivostok
Sogno
Lei vive, e vivo ancora anch'io?
Ho visto le sue trecce, violette raccolgo.
nel fosso verde da qualche parte, e la sua mano
Giace sulla mia spalla, leggera, leggera.
Una nebbia sonnolenta si diffuse intorno
In lontananza la città dorme
con gli occhi aperti
Tutto intorno si è addormentato, congelato, freddo
E noi siamo soli, senza una barca e non con loro
Un sogno vago, perché è un fiume e non una sala?
Perché è una grazia e non una maledizione,
e lei agitò il fazzoletto.
Sento ancora come la sua mano trema.
Sulla mia spalla, leggera, leggera
Amata.
29 agosto 1916. Vladivostok
Addio
Il verme della disperazione rode e soffoca.
I giorni in cui credevo sono finiti.
Forse questo demone mi strangolerà,
Forse il Susquehanna o
il Guadalquivir mi intratterranno.
Camminavo verso una vita giovane.
Addio, addio ai giorni di sincerità.
Quando vorrò, brillerò per l'ultima volta
e il suono delle mie poesie si spegnerà in lontananza.
Tristezza. Nessuno mi intratterrà.
E il giorno è così caldo,
il giorno sorride così calorosamente.
Oggi indossa un cappotto primaverile
e nelle vetrine le piace la sua figura.
Il mondo è uscito e il sole non ha lasciato macchie.
E io resto, e scompaio, senza lasciare traccia.
Addio,
addio a tutto ciò che mi rendeva felice e mi divertiva -
Ah, la tua voce è molto debole: - Addio...
21. II. 1917. Vladivostok
Il sole dora le montagne...
Il sole dora le montagne,
il sole mi accarezza la schiena,
chiama l'America, il mare in tempesta,
l'orizzonte lampeggia,
il sole dora le montagne,
il sole mi accarezza la schiena.
Dolore e gioia - una benedizione,
dolore e gioia in me,
ecco perché corro a Chicago,
prego per la primavera,
dolore e gioia - una benedizione,
dolore e gioia in me.
Il ghiaccio sta svanendo sulla baia,
il respiro mi accarezza il petto,
il piroscafo si disperderà rapidamente,
l'orizzonte lampeggia,
il ghiaccio sta svanendo sulla baia,
il respiro mi accarezza il petto.
14. II. 1917. Vladivostok.
Sulla roccia silenziosa io
sotto manovro un treno.
Un binario serpeggia tra le montagne.
Un'altezza si china dal cielo.
La baia dorme, accigliata.
Il bordo del molo tira le chiatte.
Il sole tramonta incondizionatamente
in una cravatta rossa, galante.
La luce ha lampeggiato. Si è spenta all'improvviso.
Il fumo delle officine è cioccolato.
In me - un'infinità di frasi blu
su colui i cui occhi sono spine.
2/15 - VIII. 1917. Vladivostok.
Pioggia vellutata
I ruscelli scorrono nella mia anima
Velenosamente
E si sono spezzati sull'ultima corda
Scorrevolmente
Ammorbidisce e accarezza la mia anima
Una pioggia vellutata
Nel mio petto sull'ultima corda
Cade accarezzando.
Polvere bianca
Polveroso. Polvere bianca.
Nevoso polveroso.
La distanza nella steppa è sconcertante,
la testa è identificata.
Polveroso. Polvere bianca.
Nevoso polveroso.
La distanza nella steppa è sconcertante —
Solo la mia pipa è viva.
I raggi svaniscono
L'acqua scorre e schizza allegramente
Sui ciottoli
I remi si cristallizzano argentati dagli schizzi
Il pallido fiume Suchan.
I raggi svaniscono nell'acqua, si fondono
Come se fossero senza forza
Si stanno vestendo le rive negli abiti scuri.
29. IX. 1917, Suchan
La foresta scricchiolava.
Al mattino il vento soffiava da nord:
era una bufera di neve.
Il villaggio dorme
pigramente.
La foresta gemeva, frusciava, scricchiolava
nella notte buia.
Il salice frusciava sul fiume.
7. X. 1917. Suchan
Paesaggio
La sera abbraccia le distanze indefinite
Avvolge le montagne in una foschia bluastra
Toni sono trasparenti, asciutti e privi di passione,
Il canto della ninna nanna si dissolve nel crepuscolo.
Sopra il fiume, la brezza sfiora il vetro .
I canti serali svaniscono in lontananza,
nell'ombra bizzarra, tra i fili di calore,
luci solitarie brillano sui pescatori.
5. X. 1917. Suchan
Sopra la riva
Il fango mi si appiccica ai piedi sopra Suchan
dopo la pioggia.
Ho gettato un cavolo nell'acqua e
ho urlato.
È finita, e non ce ne sarà un'altra,
Il mio taccuino.
Ehi, quando arriverà
il piroscafo?
16. X. 1917. Suchan
Stringi più forte la tua treccia
Ti sto conducendo alla sofferenza –
A una lenta combustione.
Esploderemo per dirci addio –
Così dice il destino.
E forse nessuno al mondo ha mai visto
Un'auto più rumorosa della nostra.
Stringi più forte la tua treccia,
Allacciati il cappotto…
7. V. 1917. Vladivostok
Città ("Il suono dei tram, lo squillo delle trombe...")
Il suono dei tram, lo squillo delle trombe,
è il brusio della città, le risate rumorose,
non c'è "ieri" in questo, nessun pensiero,
Senza malinconia, соsì anno dopo anno.
ronza in melodie e brilla nei lampi
e incessantemente intreccia nei movimenti
ferro sferraglia, acciaio si scioglie
La vita scorre negli schizzi ipnotici
il suono squillante, il clangore dei tram
delle luci tra il fumo dove sono i camini
nell'elettricità, gli occhi negli occhi, un clangore
della pornografia il tuono silenzioso
Dove se ne è andato il sole? Già è sorto
dove se ne è andata la canzone? Già è svanita
La città è già in fermento e suona dolce
ha spruzzato "Fiori del Male"...
1914
Pini
C’è qualcosa di malinconico nell’oscillare dei pini,
nel sussurro risonante delle loro сime cupe.
Il cielo azzurro invia un saluto alla mia anima,
eppure, dentro la mia anima, è notte — dentro la mia anima, è autunno.
Ascolto il fruscio, la musica degli alberi,
che si protendono verso il cielo, così slanciati e alti.
Assorbono ogni suono — il rombo di una locomotiva,
e nel silenzio assoluto riecheggiano la voce di Dio.
C’è qualcosa di malinconico nell’oscillare dei pini,
qualcosa di disperato nel sussurro delle loro cime.
Ah, qui mi assale il desiderio, e invio un saluto al cielo —
siamo infelici nell’amore.
15 luglio 1914. Darnytsia
Vecchio orologio
Nel crepuscolo delle ombre tristi
Un'immagine dimenticata è sorta
È nata nel monotono ticchettio
di un vecchio orologio.
Frasi si intrecciano nell'imbrunire cupo
delle perle d'altri tempi. Anime
tristi, distanti e sconosciute
dei morti.
Sogno
Diventerò un grande violinista
e andrò in Giappone,
vivrò per due mesi sulla costa d'oro.
O forse dirigerò
una seconda orchestra sinfonica
e tutti i miei sogni da violinista sono
semplici doppie note e arpeggi.
Se solo potessi essere un violinista
errante e vivere tante, tante avventure
acute e colorate! Su un transatlantico
per partecipare a un quartetto elegiaco,
per perdermi da qualche parte a Chicago o Melbourne
e prendere 10 sou per l'uscita.
12 ottobre 1916. Vladivostok
Il deserto defemminizzato
Guardo le montagne dalla finestra,
la distesa selvaggia di questa terra desolata,
e mi sono ricordato di lei.
Il mio cuore batteva forte, forte.
Ricordavo le ombre, il crepuscolo caldo,
e la luce di una dolce stanza,
e il cuore, il battito del cuore, la pressione
delle rigide sbarre delle convenzioni.
Non lo so, forse stai ancora aspettando,
e stai schiacciando le rose già appassite,
stai intrecciando le rose in trecce,
stai bruciando le rose in cuori induriti.
E io sono tra le braccia di questa terra desolata,
guardo il mare tra le rocce del torrente,
e il mio cuore batte forte, forte,
in questo deserto defemminizzato.
16. IV. 1915. Vladivostok
La notte si è fatta cupa,
Cala silenziosamente pensierosa.
Fuori dalla finestra schizzava piano
E sibilava misteriosamente.
La tristezza avvolge completamente
Dopo il giorno, inaspettatamente.
Al mattino porterò uno schizzo
E una canzone spensierata.
1919. Kyiv.
Le ali bianche e appuntite per il volo.
Ali bianche, appuntite per il volo —
Ali dell'anima audace di Rosalinda —
Oeskezeni di nuovo spensierata
Prima della paura di Scilla e Cariddi.
Ali della morbidezza dei sogni vellutati,
Ali di fiabe della Skanda nevosa, —
Quante pieghe sui pendii azzurri,
Che scintillanti ghirlande traforate.
1918
Il cuore si slancia
La tristezza giace e il cuore batte,
Ricorderò come i vecchi tempi.
Lascia andare - e se ne andrà subito,
Dove - non lo so, subito
Il mio cuore si slancia verso il cielo profondo,
Prega verso l'immensità dello spazio.
Sinfonia autunnale
Violini autunnali nel giardino dell'orchestra della sinfonia —
Questo è il mio amore, la mia passione.
La gente è armata, i sogni sono armati, le lingue sono armate, —
E io ho solo un'inondazione, solo un'inondazione.
E di nuovo il silenzio. E di nuovo incondizionalità, condizionalità.
I miei sentimenti sono frammenti, frammenti abbozzati riproduzioni.
L'anima è spezzata. L'assolo è svanito, si è dissolto.
Il mio amore - violini autunnali nel giardino autunnale.
27 agosto 1916. Vladivostok
L'autunnale
Presto l'autunno, presto le foglie,
come un serpentino triste-giallo,
coprirà questo viale buio,
dove per la prima volta si infocarono dal desiderio,
quando lui
venne da lei per la prima volta.
Perché sei così tardo?
Potresti chiederlo al sole,
ma il calore è svanito
e i raggi del sole si stanno affievolendo.
Non dimenticherò il primo giorno
Che ha sottilmente unito
le nostre anime
Con una catena invisibile
Adesso sono il sovrano di tutte i canti
Nel mio cuore c'è un fiore
Il cuore è diventato.
13. VIII. 1916. Vladivostok
Rondine
Non ho visto una rondine da tanto tempo
Non ho visto questo uccello semplice
ed elastico da tanto tempo
Pensateci... quanti anni sono passati
Che non ho visto una rondine.
13. XI.1916. Vladivostok
Su di me
Mi sto disilludendo sempre più
Di fronte all'incanto più profondo.
La mia immaginazione non è poesia,
Non è contemplazione passiva.
Il futuro è il centro dei pensieri, degli stati d'animo,
Il futuro è la coincidenza di vita e sogni,
Ho attraversato molte montagne e valli,
Ho mangiato sia gnocchi che pietre.
Intraprendere un viaggio da solo?
Ci sono molte nuvole all'orizzonte.
Non mi fido di nessuno -
Né di un futurista, né di un antiquario.
Troverò la forza più grande dentro di me,
Così che senza libri di testo e ornamenti.
per smuovere una tomba nella steppa,
Per attraversare nuotando un mare straniero.
Il 10 maggio 1916, Vladivostok
Poesia su di me stesso
Perché sono allegro quando trovo una parola?
Innamorato delle pause, amo le pause, uno strano linguaggio.
Sono una delizia, un lirico, un poeta di violente pause
tra i versi.
Sono un sognatore, un fantastico, ancora di più.
Sono un poeta della sofferenza e della gioia dopo la sofferenza.
Sono un poeta del tormento e della delizia dopo il tormento mortale.
Sono gentile come gli occhi,
morbido come le vesti di seta degli amanti.
Sono un sognatore, un fantastico, un poeta di cuori bianchi e grida .
Sono un lirico e un vagabondo, un poeta di arie sonore
e pause, consonanti con l'amore appassionato.
27 agosto 1916. Vladivostok
Io
Sono vittima di un mondo che svanisce.
Sono una bestia ferita.
Forse sono arrivato su un aerolite
e ho lanciato uno sguardo sprezzante intorno.
Il mio spirito
è rapito dalle possibilità futuristiche,
nel sangue - una moltitudine di atavismi arcaici.
Sono nella carezza di nuvole di porpora,
sono ovunque.
Nascondo tutte le fiamme e gli istinti,
sono una sintesi di poeti e sogni.
Sono sopravvissuto a tutti i conflitti,
e ho una strana divisa.
E quando tutte le bestie e gli uomini si solleveranno,
e quando tutti gli antenati e i nemici si lanceranno all'attacco,
io sbottonerò il mio petto insanguinato
e mostrerò quanta forza ho!
E vedranno il potere sintetico e potente,
e spruzzeranno sangue sulle macchie e sulle tracce, -
darò tutta la mia forza
per un momento indimenticabile -
sono eterno, coraggioso e giovane!
E così la lotta in una forza finirà,
e i secoli a malapena spegneranno le mie onde.
E cadrò ai piedi della donna
e le dirò: - Tesoro,
lasciami mordere un pezzo
della tua mano rasata!
1919
Poeta (sto aspettando che arrivi l'onda...)
Aspetto che arrivi l'onda
e l'anima mia verrà raccolta dal frangiflutti.
Non mi piace quando cara mia c'è accanto,
io sono la polvere sotto i miei piedi.
Il mio cuore anela a fiori inesistenti.
Il mio cuore fiorisce nel dolore della ricerca.
Non sono solo, non sono solo al mondo:
la mia tempesta sta nei colori dell'alba.
Ammiro l'assenza di trama della tempesta,
il potere è la mia trama dinamica.
Il mio mondo è in una delicata miniatura,
io sono un poeta dell'inesemplarità.
Mare
Oggi ero al mare
a nuotare e mi sento come se avessi preso un raffreddore.
Ma il dolore non è bastato -
E perché Tsehmystryuk e Rybakov sono sani?
L'ora era disperatamente cupa.
Il vento veniva dal Giappone, il mare agitava le onde.
Per qualche ragione immaginavo che i muri crollassero
e mi piaceva come il mare ci prendesse in giro.
Noi tre camminavamo lungo l'autostrada gialla:
quante pietre ci sono e che verde lussureggiante!
C'è tanta musica come nelle poesie di de Musset,
e respiri, sussurri e vino confuso.
E ora sto congelando, sto congelando.
Mi sono messo il cappotto, è notte sopra il dispositivo.
Sognerò rocce e capre selvatiche
O forse galline, Sich.
9 giugno 1916. Vladivostok
Orizzonte
L'odore del mare, l'odore del sale —
L'aroma amaro e pungente della deificazione.
Sono abbattuto dal sole, sono completamente distrutto,
All'alba c'è disordine e cecità per l'assenza di ombre.
Mare, mare — chiama innamorato,
Con ciottoli blu, intrattienimi nel desiderio!
Accetta tuo figlio, impavido,
Nativo delle rocce e delle meduse turchesi.
Prendi possesso dello splendore riflesso dal sole,
alza un ombrello blu sulla mia vista.
Diventerò un cinese amaro e salato,
innamorato dell'orizzonte lontano.
1916
Circo fantastico
Sono circondato da una massa di sentimenti.
Ma le dirò che sono tutt'intorno a lei.
Tramonto sulla baia. Che kyrei abbagliante...
Guarda!
Elettricità intorno alla collina, in lontananza,
nella nebbia, un circo fantastico.
L'anno scorso, questa analogia ci ha fatto ridere.
Un Tsutsik molto divertente –
la mia signora mi ha fatto entrare –
è salito sul tavolo.
La grande festa si avvicina. Cosa sta succedendo a casa adesso?
Non vedo l'ora che l'erba mi adorni la schiena.
Perché, perché la stanchezza mi spezza e
mi offusca il sorriso?
22. III. 1917. Vladivostok
Cuore errante
Questo autunno mi perderò nel tormento —
Tra le foglie ingiallite mi perderò nell'amore.
Mi perderò nell'amore,
Mi perderò nell'amore, —
Nel tormento autunnale.
Lo sentite? Il mio cuore è errante
Lungo vicoli silenziosi con foglie cadute immobili.
Gialle, immobili,
Con foglie immobili
In una unione solitaria.
Forse troverò, troverò nei suoni autunnali,
Nei fischi autunnali,
Nella malinconia troverò speranza.
Nella malinconica speranza,
Nella malinconica speranza
Nei suoni autunnali.
Questo autunno mi perderò nel tormento.
17. VIII. 1916. Vladivostok
Oggi
Oggi fumo, fumo sigarette.
Oggi sono triste. Oggi sono triste.
Oggi sono
terribilmente triste.
Perché amo le sue trecce.
La sera è tranquilla, incantata dalla luna assonnata.
Dov'è il nostro parco solitario
Oggi non ci sono. Oh, vorrei andare al parco.
Vorrei parlare.
Ma resterò in silenzio fino a giovedì,
giorno di molti dolori,
perché non posso essere per primo: che giorno è adesso?
La luna, la serra si gelò.
Una per una - una per una - fumo sigarette.
Oggi sono triste.
Oggi sono terribilmente triste.
Amo le sue trecce.
29 agosto 1916. Vladivostok
Vento
Il vento raschia le creste dei monti.
Il vento mozza il fiato.
Il vento ci digrigna, impalliditi,
Come una bestia rapace.
Il vento ha vetrificato le case.
Il vento ha trafitto il cuore.
Il vento si è messo in punta di piedi
E ci ha abbattuti.
Vento, hai imprigionato il mio spirito!
Hai ghiacciato la recinzione.
Hai seminato il tradimento tra di noi…
Il vento ha incatenato la baia…
Turbine grigio
Un vortice grigio si è abbattuto sui miei edifici —
Un vortice grigio, distruggendo i miei edifici.
Era misticamente pervaso di parole infuocate —
Era pervaso di parole infuocate, bruciando nostalgia.
Lampeggiò a mezzanotte con fuochi incomparabili.
Ronzava e crepitava, per tutta la notte senza sosta.
Con lingue e fili di rosso casuale
Toccandomi l'anima mia, l'anima mia cremisi.
Pastello
Baie e coste azzurre
E l'imponenza delle scogliere a picco —
Come si estendeva
questo pastello del mare azzurro
Qualcuno disponeva facilmente le macchie
Con la mano di uno strano stilista
E spargeva il colore blu
Con il pennello di un puntinista.
14 aprile 1915. Vladivostok
Un grido lontano
Come gridava il gabbiano sotto i raggi del sole
Come giocavano i raggi sull'ala audace
E i raggi si perdono nello spazio blu
Il vento si impiglia nella massa gialla.
È piacevole guardare la cascata di schiuma
La vigilanza nella lontana nebbia di spruzzi
E sentire di nuovo la barriera rocciosa -
Un grido lontano.
27 aprile 1915. Vladivostok.
Il sanguesole
Senza sole vivere non voglio
Sopportare non posso i freddi lampioni
Io amo il sanguesole e nel sangue il sole
E ancora il sole nei sanguecolori dei pittori
E se una nube coprirà il mio sole
Il mio sangue allora non si raffredderà ancora
Esso brucia divampa e si lancia impetuoso
Per non piegarsi né alla vampa né all'acqua
Esso mi prende e voliamo insieme in alto
E incontriamo di nuovo il sole
E gridiamo:
Salve, sole
Ti manda un saluto l'indomabile Semenko!
4 gennaio 1914. Kyiv
***
Morirò. Ma non possono morire
i miei sogni-pensieri.
In essi, il passato custodisce
castelli bianchi come la neve.
Non rimpiangere. Non essere triste...
In una mattina d'estate, il sole abbraccerà la mia anima.
Mi trasformerò in una goccia di alba
trasparente e tu dimenticherai il tuo sogno.
La felicità è una favola, la felicità è amore…
Non avere rimpianti. Non essere triste…
Il mio corpo scomparirà, —
Ma fluirò in te con il mio respiro,
Quando un sogno di un sogno al crepuscolo chiamerà.
1916
Patagonia
Non morirò di morte -
Morirò di vita.
Quando morirò - la vita morirà,
Lo stendardo non sventolerà.
Io da giovane, giovane morirò -
Perché, forse diventerò vecchio?
Lascia, lascia il gioco del lutto.
Disperdi le rime funebri.
Morirò, morirò nella Patagonia selvaggia,
Perché appartengo al fuoco e alla terra.
Parenti miei, non sentirò le vostre grida,
non appartengo a nessuno, sono un poeta di parole del mondo.
Morirò nell'istante, quando la natura tacerà,
in attesa dell'ultima notte della tempesta.
Morirò nella pausa, quando il cuore stringerà
la mia giovinezza, la vita e la battaglia.
1917
Noi
Sento dei passi.
Passi pesanti.
Gemiti pesanti.
Laggiù sento dei gemiti.
Non i nostri sospiri.
Amate il proprio,
lo hai creato tu, ed appartiene a te
e noi dobbiamo espiare il peccato?
Questa è la nostra risata.
Sentite i nostri passi,
i passi di piedi giovani?
Cerchiamo un posto per noi,
cervi dai piedi veloci,
e dobbiamo trovarlo dove vengono i gemiti,
dove c'è una morte senza sangue:
noi, noi i giovani aviatori del futuro.
I giorni inevitabili
Davanti attendono giorni d'orrore —
Giorni inevitabili.
Bruciore, freddo sopportami
Dei colpi terribili.
Indosserò, indosserò al petto forte
L'armatura d'acciaio.
Chi, chi mi cancella strada?
Esci al mattino.
Fuori dalla città nuvole, fumo terribile,
Lampi abbaglianti.
Davanti attendono giorni d'orrore,
Giorni inevitabili.
21 aprile, 1917. Vladivostok.
Pierrot decide
Una baia tra serpenti scintillanti
dopo la pioggia.
Vedrò il luccichio sulle ciglia,
ma non perdonerò ancora.
Con l'azzurro invernale
coprirò la macchia.
Risponderò a una lunga lettera con
una cartolina.
Più e più confusione,
più nuvole!
Tuono, prima del nostro incontro,
colpisci!
25 aprile 1917, Vladivostok.
Voce di maggio
Sia io che voi abbiamo udito la voce di maggio;
qualcosa tremava lì, vicino al cuore.
Sfrecciamo tra le onde di un tram a motore.
Iniziamo l'intermezzo.
Siamo a Darnytsia. Così bello.
Così affascinante. Pini profumati.
Stiamo camminando. Qualcosa guizza, lì vicino.
Il petto ne è inondato…
Voi: "Cos’è questo?"
Stavamo tornando. Senza dire una parola.
Qualcosa non andava.
Abbiamo camminato in silenzio.
Ci siamo salutati vicino all’ascensore.
E voi siete svanititi. Anche Semenko è sparito da qualche parte.
…Tornato a casa, ho preso in mano Swift.
19 marzo 1914. Kyiv
Il giardino cittadino
Andrò al giardino cittadino:
Là c'è un cabaret e una farsa.
Adoro quando un rettile si insinua nell'anima:
allora nascono tante frasi.
Ah. Di lato c'è una giostra rossa
tra i cespugli strappati e sputati.
Una catarsi è ansimante, come tanti trilli ubriachi,
come un branco di cagnolini allegri.
Un quartetto d'archi sulla veranda.
Io sono un poeta.
23 aprile 1917, Vladivostok.
Replica
Come vorrei una fiaba. Vorrei il silenzio.
Il rumore, le trombe esaurivano il cervello.
Il mio cuore – il mio cuore respira a malapena,
come se avesse ricevuto cento colpi forti.
Vorrei andare oltre. Beh, almeno fino in Australia.
Sceglierò l'isola più solitaria sulla mappa.
Porterò con me i baccanali dei secoli
e le mie poesie taglienti.
Macchie rosse sullo sfondo verde.
Sento, sarò un'epopea interessante!
…Perché, perché hai preso
la mia folle frase sul grammofono?..
7. IV. 1917. Vladivostok
Via
Oggi di nuovo andrò nella sua strada
Aspetterò e sognerò ninne nanne
Oggi la notte è senza ali, le stelle si stringono
E un'alba così spensierata e tenera
Oggi tornerò nella sua strada
Ora sono più riservato e meno disordinato.
Ho riflettuto a lungo e ho valutato attentamente i piccoli dettagli.
Le mie labbra sono ferme, sono deciso e autorevole.
Se solo fossi meno ricordato
e avessi un cuore d'acciaio
Tu siederai nello stesso posto di ieri,
ma io non sarò più lo stesso di ieri.
Mi sentivo così male e ferito al punto da arrabbiarmi.
Oggi ti dirò come saremo insieme,
tutto ciò che per te è incomprensibile.
Più veloce, più veloce verso la tranquilla strada nativa
Voglio dormire stanotte
Voglio ninne nanne
Non vedo l'ora che le nostre anime si chiudano
E girino nel caos -
giorno e notte e mattina
Stasera vado nella sua strada.
27 agosto 1916. Vladivostok
Il carrettiere
Mi separerò da te e sarò da qualche parte a Chicago
o a Melbourne,
e lì il destino capriccioso potrebbe farci incontrare.
Sarò un conducente di tram,
le strade saranno fumose e cupe,
e all'improvviso ti vedrò tra i passeggeri.
Tu alzerai gli occhi al cielo e io osserverò
gli angoli delle tue labbra contrarsi.
Ti ricorderai di Vladivostok e farai un gesto
per dire qualcosa,
come se non ci fosse nessuno in macchina per noi.
Io lotto per non chiudere gli occhi… Ma
non parleremo del
matrimonio che un tempo sognavamo,
perché al controllore è
severamente vietato parlare.
11. XI. 1916. Vladivostok
Quaderni ingialliti
Quanti, quanti quaderni ingialliti,
quanti sogni ingialliti!
Care, righe regolari... le impronte del mio cuore
impronte,
benedizioni giovanili alla Sorella Inesistente.
Con bordi rossi, in tela cerata
rilegature,
contengono l'acuto sviluppo dell'anima.
Voi, pagine mie, cuore mio... in serrature...
Il primo e l'ultimo quaderno.
L'amore mio
La rivedrò
domani La rivedrò domani
Non sprecherò più pensieri o stati d'animo
Con lei come mia amante con lei come mia sorella
La rivedrò domani
Ieri c'è stato uno strano incontro
Una strana separazione
Non ho finito di nuovo C'è qualcosa di non specificato di nuovo
Come se non fosse amore
Ma io amo - sì
Perché dovrei andare in giro pensieroso
e vagamente preoccupato?
Gli ultimi giorni sono stato esausto
Sono completamente
esausto
Un certo segno
Semenko si lamenta della notte e delle stelle-scintille
Semenko è nostalgia
Semenko è preoccupato
La sua anima è negli occhi e nei movimenti delle parole
cantando pensierosamente minacciato
La bevo con l'aria - non riuscivo a trovarla per anni
La rivedrò domani La rivedrò domani
La rivedrò di nuovo
Non voglio altre parole pensieri aspettative stati d'animo
Con lei come mia amante con lei come mia sorella
La rivedrò domani.
8. IX. 1916. Vladivostok
Città sulla baia
Brucio di gioia, aspetto la sera,
sogno la felicità, l'ho sognata anche ieri,
corro ai tropici,
sono la palude di un freddo ghiacciaio,
voglio abbracciare il mare d'inverno
Voglio essere selvaggio come il vento sulle rocce
Voglio essere una roccia così che il cuore di granito
Possa rompersi in un cuore che profuma di spugnole
Vagando nell'anima dove amore e ghiaccio
Canto delle delizie della felicità silenziosa,
della felicità sconfinata nella città sopra la baia
. Attendo la sera nuvolosa e pensierosa
per incontrarla, nella fretta e nella quiete.
9. XI. 1916. Vladivostok
Circondato dai capelli rossi
Nell'anima mia –
Whitman* e Strindberg**.
Circondato da una bionda.
Ho imparato che ama la violenza e il vento –
ho imparato a vivere, non posso andare avanti, non posso.
I miei occhi
illuminano di nuovo il crepuscolo con uno sfondo incolore.
Domani. Non la vedrò domani.
Forse lo voglio. Forse devo.
Perché a dicembre gioco con maggio.
Ho calato le tende sull'anima mia.
Accendo una lampada silenziosa in un angolo.
Voglio la sera! E nel mio cuore sono tutte mattine –
Mattine e mattine nella mia tranquillità.
Dove andrò dalla strada dei suoni?
Dove mi nasconderò dalle trombe e dalle sirene?
Nella stanza – gazzelle, romanze, mazurche, –
Sia io che lei – non soli, non soli!
C'è freddo nella mia anima. Disprezzo. Strindberg.
Tutto ciò che è più sacro si è fuso in un cancan.
E le stelle, e la gente – il mondo intero dentro di me è morto,
e io sto svanendo dalle ferite che si sciolgono.
8. XI. 1916. Vladivostok
* Whitman Walt (1819-1892) – poeta americano.
** Strindberg J.-A. (1849-1912) – scrittore svedese.
Schizzo
Quattro punti infuocati,
nessun riflesso, nessun
respiro, si riversano come
scintille del sud nella nebbia, sputano, la luce rossa
dietro il muro lampeggia, la stazione sospira.
Cicerone sbucò da dietro l'angolo,
andiamo al ballo.
23 aprile 1917. Vladivostok.
L'esteta
Oggi sono un esteta solido.
Mente, chiudi gli occhi al tuo gusto!
Nello studio della mia anima
si siede Edmond de Goncourt.
Una vera ispirazione apollinea:
Sreblyansky deve calmarsi.
Chi è il responsabile di una simile combinazione?
Whitman e Valerij Briusov!
Non sono lontano da Pisa.
L'argento delle corde del mandolino.
Si mette invadentemente negli occhi
con la grafica di Kovzhun.
23 aprile 1917. Vladivostok.
Notte
Notte.
Notte.
Notte.
Mi martella nelle tempie.
I palmi delle mani sono vuoti.
Nel mio cuore c'è ancora più tristezza.
Nei miei occhi
Orrore.
Notte. Notte. Notte.
27. VI. 1917. Vladivostok
Io
Com'è bello sentirmi forte
E che il mondo mi appartiene.
Com'è bello vedere che la mia strada è libera
E che tutte le biografie sono un resoconto a fumetti.
E chi oserà camminare al mio fianco?
E chi riderà dell'assurdità delle nuvole?
Com'è allegro quando abbasso la tenda,
Com'è allegro quando il viale cammina con me.
Con quanta disinvoltura tengo le mani in tasca,
Quanto spontaneo è il mio sguardo non maligno.
Capite? Non c'è sabbia nelle mie mani
Una bestia in un abito da pisello.
1918
Città
Inalo il veleno sottile
dei rumorosi Giardini pieni di benzina.
Amo la disperazione della
dimenticata Zina sconosciuta,
il cappello traforato della sconosciuta Zina.
Dal sesto piano guardo i muri -
Nella tarda sera, quando il fumo è come una rete.
Amo le sonate in miniatura delle città,
Senza testimoni, osservando le orchidee.
La città d'estate
Spensierata e solitaria, strappata da un raggio di luce
La veranda si protendeva e oscurava il marciapiede semibuio
Com'è allegra e accogliente la sua luce invitante
E come ravviva il viale.
Moto e auto sfrecciano con sibilo
Il rumore della folla serale si fonde con il sussurro delle lettere
Gli automobilisti litigavano per un posto e gridavano "guardate un po'!"
Aziende e coppie passavano e dicevano: non noi.
La musica di un'illusione secondaria irrompeva dalle finestre aperte
Un motore in corsa si disintegrò in strada
E un poeta camminava e tra la folla un vichingo emergeva dal suo sogno
E le insegne di ricchi uffici tecnici scintillavano nell'ombra.
Le strade
Le strade sono affollate, i tram sono in ordine,
dagli occhi segreti, fili di seta
Sogno nell'anima, dove i punti sono sognanti,
dove il calore dei pensieri contrastanti riscalda.
Un'elica rumorosa mi solletica il petto,
una vacanza nel mio cuore, come un tesoro audace,
si è librata in volo solitaria e vicina, silenziosa,
è sbocciata intorno in una moltitudine di colori.
Non aprirò la catena trasparente,
non separerò i pensieri fatali – Perché ci sono tanti fili d'oro segreti
nel sole del mattino .
Le strade sono affollate, i tram sono in ordine,
dagli occhi segreti, fili di seta
Sogno nell'anima, dove i punti sono sognanti,
dove il calore dei pensieri contrastanti riscalda.
Un'elica rumorosa mi solletica il petto,
una vacanza nel mio cuore, come un tesoro audace,
si è librata in volo solitaria e vicina, silenziosa,
è sbocciata intorno in una moltitudine di colori.
Non aprirò la catena trasparente,
non separerò i pensieri fatali – Perché ci sono tanti fili d'oro segreti
nel sole del mattino .
Invito ("Ti mostrerò molti mondi…")
Ti mostrerò molti mondi –
Originali e fantasiosi.
Ti mostrerò molti sentieri –
Chi vuole evocare il mio spirito?
Siamo giunti all'ultimo punto.
Abbiamo sconfitto tutti gli elementi e la pioggia.
Ho aperto la porta chiusa a chiave:
chi vuole camminare con me di notte?
Convinzione
Il mio pensiero accarezzava il sogno.
Che piccoli fiori!
E il sogno sussurrò: Ti riscalderò -
Accarezza i pensieri!
E c'era tanta meraviglia
nella nostra chiara unione.
Siamo felici in questo incatenamento,
in questa convinzione.
Appettando
Cinque tram allegri sono passati.
Voi non ci state.
Ah, com'è freddo aspettare voi sull'angolo a maggio,
quando nel cuore un vuoto silenzioso.
E' uscita una signorina, per niente simile a voi,
in un'atmosfera di mughetti.
E a lungo seguivo con gli occhi
il tacco scintillante,
e i sogni mi cullavano.
Poeta
Aspetto che arrivi l'onda
e la mia anima verrà raccolta dal frangiflutti.
Non mi piace quando c'è un innamorato accanto a me,
sono come polvere sotto i piedi.
Il mio cuore anela a fiori inesistenti.
Il mio cuore fiorisce nel dolore della ricerca.
Non sono solo, non sono solo al mondo:
la mia tempesta ha i colori dell'alba.
Ammiro l'assenza di trama della tempesta,
la forza è la mia trama dinamica.
Il mio mondo è in delicata miniatura,
sono un poeta dell'inedito.
Voglio
Voglio che ogni giorno
ci siano sempre parole nuove,
canzoni nuove e nuove,
idee nuove.
Voglio che ogni istante
della novovita
arda, fiammeggia nell'estasi
del sentimento
Voglio canzoni nuove e nuove
e temi nuovi
ogni giorno
degli anni nuovi!
12. II. 1914. Kyiv
Un saluto
Strappatemi il cuore, lasciate uscire il sangue,
portate via tutto il prana.
Il mio Beethoven confuso si dimena nel mio petto
per tutta la notte fino all'alba.
Prendete, prendete il mio respiro,
usate la sua energia per un mondo nuovo!
Il mio corpo è destinato alla distruzione,
il mio spirito è un saluto all'ignoto.
27 giugno 1917, Vladivostok.
La nostra silhouette
Ogni mattina faccio la passeggiata
e l'incontro immancabilmente.
Verso la sera siamo sempre vicino alla baia
Mentre Orione ci guarda.
Poi diventa umido e in qualche modo scomodo.
Guancia a guancia, chinati cercando calore.
La nostra silhouette si fonde con lo sfondo
e non è una pietra solo perché respira.
La tranquillità del linguaggio e delicatezza di tocco.
Poi arriva il momento di salutarsi.
La baia dorme. L'alba è lontana.
Il timore si attenua e svanisce.
13. IV. 1917. Vladivostok
La notte nera
Le notti sono buie, aspetto la luna.
Sconfortato, torno dall'ufficio postale.
Penso: quando finiranno questi inciampi di rabbia?
30 passi avanti, 30 passi indietro
sul Lago dei Riflessi.
Ecco le mie baie da sogno,
ecco la Città dei Desideri.
Comico... e alla fine, è giusto?
Questo è destinato al male...
pensateci... non è forse strano...?
Semenko sia stato legato dal villaggio!
"Lei è venuta da me..."
Lei è venuta da me
Oggi
Colei che ha collegato i campanili
Con fili
Da ghirlande da finestre a finestre
E catene d'oro dall'alba all'alba.
E ha portato la sua amica
E ha detto: incontrateci,
Questo è nostro.
C'era un'amica vestita di bianco
Una graziosa ragazza della scuola di danza.
Arrossì.
Il mondo intero è intricato
Con sottili ragnatele di campanelle dorate
E la ragazza gioì e rise —
Com'è follemente bello —
Le campane suonano.
E la ragazza confessò
Che ama i poeti alla Arthur Rimbaud
E che è molto felice di avermi incontrato.
E disse che avremmo inventato una fantasia
E spezzato un filo sottile da qualche parte
E rubato — per noi due — una minuscola campanella d'oro.
1919. Kyiv
Cicogne
Mi piace molto
ascoltare Chopin nella sala bianca.
L'atmosfera della ballata in sol minore si respira in me.
E il cuore con il cuore ride e gioca.
Durante l'intervallo sono timide conversazioni.
I temi sono raffinati vicini-lontani.
Ma il cuore comprende il cuore al cenno di una parola.
E tra i lampadari risuonano due cicogne-anime.
11. V. 1915. Vladivostok
I giorni sono passati come in un sogno.
Sono rimasti tristi ricordi.
Silhouette, ombre, scintillii, come un ago…
Un fox terrier e la signora con l'ombrello.
E addormentarsi, e svegliarsi di nuovo domani
Con luci nuove, mai viste
Che il fuoco superfluo si spenga,
Che venga acceso dal fuoco del giorno.
Le carrozze, i giardini e le grida della città,
Come un sogno tranquillo eppure familiare.
Non vorrei ardere della visione di un'utopia,
Ma guardare e ascoltare, tono per tono.
5 giugno 1920, Kharkiv.
L'amore
Autunno - inverno - primavera - estate
E lei - sempre diversa - lei
E lei - sempre diversa - lei
Sempre più lontano - dietro di lei - inseguirla
E primavera - in inverno - primavera.
Una settimana fa - ieri
E oggi - dolore d'amore
E oggi - un presentimento insano
L'amore della settimana del domani.
1921
Una settimana fa - ieri
E oggi - dolore d'amore
E oggi - un presentimento insano
L'amore della settimana del domani.
1921
Ombre
Le ombre giacevano vigili,
le ombre serali.
Le luci blu sono incantate,
Le distanze — sconfinate.
L'eternità degli spruzzi misurati,
Dei rumori mistici, —
La tenerezza di strette acciecate,
Dei tocchi insoliti.
Il mondo e l'anima sono identificati,
Le distanze — sconfinate.
Le ombre giacevano vigili,
Le ombre serali.
Sonnolenza
Guardo le verdi schiene
Nella penombra della penombra tra le montagne
Al buio e al fumo della città lontana
Sopra la baia
Piroscafi militari ghiacciati
Portamine in fila che affondano
A volte nascosti tra le spiagge
La sonnolenza della baia nella nebbia
Da dietro le montagne
Da dietro le ampie schiene
Con forza possente strisciano
Dal bel mare lungo le coste selvagge.
11. VIII. 1915. Vladivostok
Giovedì
Oggi mi sento triste, forse perché
piove.
Oh, è davvero l'unica ragione?
Non c'è nessun posto dove andare.
Oggi è mercoledì, ci vediamo domani.
Domani è giovedì.
Mi porto dietro la noia, non me ne separerò.
Noia, noia da ora in poi.
17 agosto 1916. Vladivostok
Corno d'oro
Chi, chi mai è stato così felice,
come lo ero io ieri?
Le notti di luna arriveranno, arriveranno presto,
come qualche tempo fa.
Il cielo è immacolato. Un tramonto rosa pallido.
E poi i miei occhi si posarono sul Corno d'Oro:
come si piegava splendidamente la mezzaluna della moschea inesistente!
Questa fu la scoperta del mio desiderio.
come lo ero io ieri?
Le notti di luna arriveranno, arriveranno presto,
come qualche tempo fa.
Il cielo è immacolato. Un tramonto rosa pallido.
E poi i miei occhi si posarono sul Corno d'Oro:
come si piegava splendidamente la mezzaluna della moschea inesistente!
Questa fu la scoperta del mio desiderio.
1918
Il sacrificio serale
Un raggio lampeggerà nei pensieri confusi —
aspetto un raggio.
Non voglio pensare, non voglio pensare,
il pensiero è stanco.
E non ci saranno pensieri, e le frasi divergeranno,
e tragicamente si ripeteranno.
E nessuno dirà che sarà bello,
e lampeggerà, e svanirà senza ritorno.
E io girerò e correrò: dov'è il raggio?... dov'è il raggio?
Morirò come il sacrificio serale.
E i cavalli della giostra calpesteranno
la povera creatura.
1919. Kyiv.
Canzone del vagabondo
Gocciolava dal cielo sporco
Il cappello si è bagnato —
Ah, il cappello si è bagnato inutilmente
E sul retro c'è un asso.
E sul retro c'è lo stesso buco,
La corrente sta perforando senza pietà.
Un giorno la mia stella brillerà
contro lo sfondo dorato del cielo!
1–I–1920. Kyiv.
Il cappello si è bagnato —
Ah, il cappello si è bagnato inutilmente
E sul retro c'è un asso.
E sul retro c'è lo stesso buco,
La corrente sta perforando senza pietà.
Un giorno la mia stella brillerà
contro lo sfondo dorato del cielo!
1–I–1920. Kyiv.
Canzone del vagabondo
A mia figlia
So che quando sarai grande, mi chiederai
chi fosse veramente il tuo piccolo padre,
e forse allora non mi riconoscerai,
e forse non ti ricorderai di me.
E forse non mi amerai,
forse ti sembrerò incomprensibile e strano,
forse anche allora avrai intorno a te le stesse persone,
e non ti sarà chiaro perché io sia vissuto.
E forse ti parleranno di me,
e tu mi rimprovererai per qualche peccato,
e ora nessuno mi degnerà più di attenzione,
perché non so se mi amerai ancora come adesso.
Non so se mi resta molto da vivere,
e non è colpa mia se il mio cammino è difficile,
ma so che per questi peccati la mia vita ha lottato,
e ora solo tu,
figlia mia!
Leningrado, 1926
"La mia incursione nell'eternità - II"
Ascoltate il sussurro degli aghi sulle creste
e il mormorio dei rami secolari.
Non puoi oscurare la vita di millenni
con la vita moderna.
Siate grati all'eternità che vive in voi,
fate rivivere ogni cosa.
Quando trovate un bacino umano
mezzo decomposto nel terreno,
vi trovate faccia a faccia
con una persona.
Non siate archeologi morti,
non decomponete il passato
con una nomenclatura pura!
Guardate: nella tomba giace la mummia del faraone,
e accanto ad essa c'è il suo stuzzicadenti.
Milioni di coorti giacciono
con gli scheletri di futuristi come noi.
E costruirono mura e porte "eterne" e caddero in battaglia.
Voi volete trasformare una persona in una sorta di idea platonica,
quando ogni persona è colma di eternità.
Milioni di persone presenti
e future sono milioni di persone della morte.
Così non muore la vita.
Così noi andiamo nell'eternità.
Atlant-el-stan,
Nil-el-stan —
sostituisce il nostro
Dnipr-el-stan.
Ecco perché, quando morirò,
mettete con me tutto ciò che contiene!
il mio stuzzicadenti
e la mia
valigia.
1.VIII. 1928. Zlodiyivka (pubblicato nella "Nuova Generazione" 1929, n. 1, p. 6)
(Le traduzioni delle poesie di Mykhail Semenko sono di Yaryna Moroz Sarno)
***
Per approfondimenti sul rapporto tra il Futurismo Ucraino e il Futurismo Italiano visita la webpage https://ucrainistica.blogspot.com/2026/03/il-futurismo-italiano-il-futurismo.html
Мертвопетлюйко П. (М. Cеменко) Мистецтво переходової доби // Вибрані твори / упоряд. А. Біла. Київ : Смолоскип, 2010. - С. 270–272
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Якубський Б. Михайль Семенко // Червоний шлях: громадсько-політичний і літературно-науковий місячник. - Харків: Друкарня-літографія Книгоспілки, 1/2 1925. - С. 238-262.


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