domenica 7 giugno 2026

La festa dell'Eucarestia, Corpus et Sanguis Domini: il Corpo e il Sangue di Dio


La festa dell'Eucarestia 
Corpus Domini

di Yaryna Moroz Sarno 





   L'Eucarestia è culmine di tutta la vita della Chiesa, vita cristiana. L'Eucarestia rende presente il sacrificio del nostro Salvatore Gesù Cristo, è il cuore della Liturgia. La solennità dell'Eucarestia (Corpus Domini, il Corpo di Dio) è una delle più importanti nell'anno liturgico; viene celebrato il giovedì successivo alla solennità della Discesa dello Spirito Santo (l'undicesimo giorno dopo la Discesa dello Spirito Santo), rievocando il Giovedì Santo,  il 60° giorno dopo la Pasqua. L’istituzione dell’Eucaristia richiama al rito pasquale della prima Alleanza, descritto nel libro dell’Esodo (Es 12, 6): il sacrificio, che doveva liberare il popolo eletto dallo sterminio: “Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio” (Es 12, 13).  
   Gesù ha dato in nuovo significato alla Pasqua dell'Antico Testamento. Durante un banchetto pasquale con gli Apostoli La nuova Pasqua è stata anticipata nell'Ultima Cena e celebrata nell'Eucaristia. Le testimonianze sullo svolgimento della celebrazione eucaristica ci ha lasciato San Giustino  del II secolo (San Giustino, Apologia, 1, 65: CA 1, 176-180 (PG 6, 428).
   Il pane e il vino che per l'invocazione dello Spirito Santo, misteriosamente diventano il Corpo e il Sangue di Cristo sono al centro della celebrazione dell'Eucarestia. 
  Nel III secolo Sant'Agostino esclamava: "O sacramentum pietatis! O signum unitatis! O vinculum caritatis!" (S. Aug., In Io. Tract. 26, 13; PL 35, 1613). San Leone Magno diceva "Non . . . aliud agit participatio corporis et sanguinis Christi, quam ut in id quod sumimus transeamus": a non altro tende la nostra partecipazione al corpo e al sangue di Cristo, che a trasformarci in ciò che assumiamo" (Sermo 63, 7; PL 54, 357). Sant'Agostino dava un’interpretazione mistico-spiritualista, Giovanni Damasceno e Isidoro di Siviglia davano un’interpretazione realistica della Santa Eucaristia. 
   La prima esposizione sistematica della dottrina risale all’epoca carolingia: Pascasio Radberto abate della Corbie: “De corpore et sanguine Domini” (844). La sua tesi fu combattuta da Ratramno (884) con riferimento alle posizioni agostiniane. La tesi di Pascasio fu nuovamente combattuta da Berengario di Tours (1088) condannato da vari sinodi.
   Nella storia della Chiesa e nello sviluppo della dottrina e devozione eucaristica il IV Concilio Lateranense del 1215, convocato da Papa Innocenzo III, fu evento cruciale, perché confermò la transustanziazione, esprimendo dogma sulla presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucarestia. 
   Una festività liturgica estesa a tutta la Chiesa fu introdotta nel calendario da papa Urbano IV l'11 agosto del 1264 con una bolla Transiturus e viene indicata come "memorialis sacramentum in cotidianis missarum sollemnior, festum sanctissimi Corporis Domini nostri Jesu Christi", che sottolineava la divinità di Gesù Cristo Dio e il Suo Corpo. 
   L’istituzione della solennità nella Chiesa universale è dovuta principalmente a una suora agostiniana, priora del monastero del monte Cornelio, presso Liegi, Santa Giuliana di Retìne o di Cornillon (1192-1258) che nel 1208 ebbe una visione della Chiesa come la luna con la macchia scura che evidenziava la mancanza di una festività in onore dell'Eucarestia Santissima. In seguito ebbe un’altra visione: Cristo in persona le apparve chiedendole di istituire la festa separata della  Eucarestia Santissima il giovedì dopo la domenica della Santissima Trinità (che nella Chiesa cattolica romana si festeggia la prima domenica dopo Pentecoste), con il duplice scopo di riaccendere la fede nei fedeli ed espiare i peccati commessi contro il sacramento dell’Eucarestia. Il suo direttore spirituale Giovanni di Lausanne, canonico di Liegi, avendo pareri favorevoli dai numerosi teologi, richiese l'introduzione della festa in onore del Corpus Domini al vescovo Roberto di Liegi. 
   Dal 1222, anno in cui fu nominata priora del convento di Mont-Cornillon, chiese consiglio ai maggiori teologi ed ecclesiastici del tempo con lo scopo di chiedere l’istituzione della festa. Scrisse una petizione anche al cardinale francese Hughes de Saint Cher, all’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaleon e a Roberto de Thourotte vescovo di Liegi. La collaborazione dei teologi, tra cui era Giacomo Pantaleone nel 1242-43 arcidiacono di La Campine (Liegi), il futuro Urbano IV, rese possibile convincere Roberto di Torote, vescovo di Liegi, che nel sinodo decise di istituire nella sua diocesi una festa in onore del Santissimo Sacramento nel giovedì dopo l'ottava della Trinità nella sua diocesi. Nel 1246 ebbe luogo la prima processione ai quattro altari. In quel periodo i vescovi potevano istituire festività all’interno delle singole diocesi. 
   Il Corpus Domini come solennità nacque per celebrare la reale presenza di Cristo nell'Eucaristia nella diocesi di Liegi, (Belgio) nel 1247. Questa festa è stata confermata per la diocesi di Liegi nel 1251. Presto la festa dell'Eucaristia si diffuse dalla Gallia ad altri paesi europei. 
   Nell'estate del 1263 un prete boemo, Pietro di Praga, pellegrino verso Roma, si fermò per celebrare la messa sulla tomba di Santa Cristina nella basilica di Santa Cristina a Bolsena (Viterbo) ed al momento del consacrazione dell'Eucarestia fu pervaso dal dubbio della presenza reale del Cristo nell'Eucarestia. L'Ostia consacrata si trasformò in carne e sangue. 


L'altare della chiesa di Santa Cristina dove avvenne il miracolo

   Dopo la notizia sul prodigio, il papa, residente ad Orvieto, inviò il vescovo di Orvieto a prendere il sacro lino. La reliquia fu portata ad Orvieto, dove fu accolta da una solenne processione guidata dal pontefice. Per custodire degnamente le reliquie si iniziò la costruzione del duomo ad Orvieto dove si conserva il Sacro Lino nella cappella del Corporale.


Il reliquiario del corporale, esposto nel duomo di Orvieto

   In seguito Papa Urbano IV nel 1264, dopo aver riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena, rese la solennità festum corporis Christi, festum corpus domini universale obbligatoria per tutta la Chiesa con la sua bolla Transiturus de hoc mundo ad Patrem dell'11 agosto del 1264 dato ad Orvieto, "affinché questo eccelso e venerabile Sacramento fosse per tutti memoriale dello straordinario amore di Dio per noi", ordinando "Che ogni anno, dunque, si celebri una festa speciale e solenne di un così grande sacramento, oltre alla commemorazione quotidiana che la Chiesa ne fa, e stabiliamo un giorno fisso per essa, il primo giovedì dopo l'ottava di Pentecoste. Ordiniamo inoltre che nello stesso giorno folle devote di fedeli si riuniscano a questo scopo nelle chiese con generoso affetto, e che tutto il clero e il popolo intonino gioiosamente canti di lode, affinché le labbra e i cuori si riempiano di santa gioia; Che la fede canti, la speranza tremi, la carità esulti; che la devozione palpiti, che la purezza esulti; che i cuori siano sinceri; che tutti siano uniti con spirito diligente e volontà pronta, impegnati a preparare e celebrare questa festa".
    L'officiatura della festa è stata scritta da San Tommaso d'Aquino risiedente allora nel monastero di San Domenico ad Orvieto. Fu il papa Urbano IV stesso ad affidare la preparazione dei testi della Liturgia delle ore e Messa della nuova festa al Doctor Angelicus che compose cinque inni eucaristici, tra cui famoso l’inno latino Sacris solemniis, che comincia con le parole Panis angelicus ("Pane degli angeli"), il Pangue lingue, l'inno principale della solennità, nella processione e nei Vespri. Nel cantico eucaristico che risona San Tomasso si cantava: "Visus, tactus, gustus in te fallitur. Sed auditu solo tuto creditur: credo quidquid dixit Dei Filius: nil hoc verbo veritatis verius". Tomasso affermava: "il cui bene comune spirituale è sostanzialmente contenuto nel sacramento dell’Eucaristia" (S. Thom., Summ. Theol. III, 65, 3 ad 1). 
   La prima processione pubblica tipo ebbe luogo nella città di Colonia (Germania) nel 1279.
    La bolla non fu attuata a causa della morte del papa. A confermare la festa nel 1312 fu Clemente V (1264-1314) primo papa ad Avignone. Clemente V con il Concilio di Vienne del 1311, riapprovando festa, regolò le modalità della processione eucaristica all'interno delle chiese. 
   Dal XIV secolo la parte principale della festa del Corpus Domini è costituita dalle processioni pubbliche con i Santi Misteri lungo strade e luoghi pubblici. Nel 1317 per la solennità del Corpus Domini dalla sua residenza in Avignone Papa Giovanni XXII (Jacques Duèse, pontificato 1316-1334), istituì la "processione teoforica", in cui il Corpo Eucaristico di Gesù si portava dal sacerdote in mezzo al popolo per adorazione sulle vie delle città. A seguito delle indulgenze speciali elargite dai papi Martino V (1417-1431) ed Eugenio IV (1431-1447), dal XV secolo si diffuse in tutta la Chiesa l'uso della processione del Corpus Domini.
    L'8 giugno del 1447, nel primo anno del suo pontificato fu Nicola V (1447-14559 ad introdurre la processione eucaristica di tutto il clero romano con la partecipazione del papa in piedi con l'Ostensorio nelle mani, da San Pietro alla porta del Castello. L'anno dopo, nel 1448 la celebrazione del Corpus Domini con corteo devoto per le strade di Roma che partiva della cattedrale di San Giovanni al Laterano alla basilica Santa Maria Maggiore, dove terminava con una benedizione solenne con il Santissimo. 
   Il Concilio di Trento (1545-1563) giocò un ruolo fondamentale nel definire e difendere la dottrina cattolica, con particolare attenzione all'Eucaristia come il sacramento più importante, perché fu ribadita la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, la transustanziazione. 
   Nel Decreto sul Santissimo Sacramento dell’Eucarestia della Sessione XIII del Concilio di Trento, Sessione XIII l'11 ottobre 1551 (Capitolo I: Della presenza reale del signore nostro Gesù Cristo nel santissimo sacramento dell'eucaristia)  dichiarava: "...  nel divino sacramento della Santa Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente, sotto l'apparenza di quelle cose sensibili, il nostro signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.Non sono, infatti, in contrasto fra loro questo due cose: che lo stesso nostro Salvatore sieda sempre nei cieli alla destra del Padre, secondo il modo naturale di esistere, e che, tuttavia, presente in molti altri luoghi, sia presso di noi con la sua sostanza, sacramentalmente, con quel modo di esistenza, che, anche se difficilmente possiamo esprimere a parole, possiamo, tuttavia, comprendere con la nostra mente, illuminata dalla fede, essere possibile a Dio, (Mt 19,26; Lc 18,27) e che anzi dobbiamo credere fermissimamente. Questo, infatti, tutti i nostri padri, che vissero nella vera chiesa di Cristo, e che hanno trattato di questo santissimo sacramento, hanno professato chiarissimamente: che il nostro Redentore ha istituito questo meraviglioso sacramento nell'ultima cena, quando, dopo la benedizione del pane e del vino, affermò con parole esplicite e chiare di dare ad essi il proprio corpo e il proprio sangue. Queste parole, riportate dai santi evangelisti, (Mt 26,26-28; Mc 14,22-24; Lc 22,19-20) e ripetute poi da S. Paolo, (1 Cor 11,24-25) hanno per sé quel significato proprio e chiarissimo, secondo cui sono state comprese dai padri, è pertanto sommamente indegno che esse vengano distorte da alcuni uomini rissosi e corrotti a immagini fittizie e immaginarie, con le quali è negata la verità della carne e del sangue di Cristo, contro il senso generale della chiesa, la quale come colonna e sostegno della verità, (1 Tm 3,15) ha detestato come sataniche queste costruzioni fantastiche, escogitate da uomini empi, riconoscendo con animo sempre grato e memore questo preziosissimo dono di Cristo".
    Il Concilio di Trento manifestava sulla solennità dell'adorazione dell'Eucarestia: "È stata introdotta nella Chiesa di Dio la piissima e religiosa consuetudine che ogni anno, in un determinato giorno di festa, questo eccellentissimo e venerabile sacramento sia celebrato con singolare venerazione e solennità; e portato con riverenza e onore in processione per le strade e i luoghi pubblici". 
    Dalle risoluzioni  del Sinodo di Zamoysk nel 1720 la festa della Santa Eucaristia è stata introdotta nella Chiesa greco-cattolica ucraina e da allora si celebra ogni anno.
    Alla fine del XIX secolo papa Leone XIII, sulla spinta di  Emilia Tamisier (1834-1910), ispirata dall'Apostolo dell'Eucaristia San Pier Giuliano Eymard (1811-1868), instituì i Congressi eucaristici, prima locali, e poi nazionali e mondiali. Nel 1879 Leone XIII istituì il Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali per promuovere la preparazione e la celebrazione periodica (di regola, ogni quattro anni) di congressi eucaristici internazionali e di collaborare alla celebrazione dei congressi eucaristici nazionali. Il primo Congresso eucaristico internazionale sul tema "L'Eucarestia salva il mondo" si svolse il 21 giugno del 1881 a Lilla in Francia.
Alla vigilia della solennità del Corpo di Cristo, il 28 maggio del 1902, Leone XIII scrisse enciclica Mirae Caritatis De Sanctissima  Eucharistia
   Suo contemporaneo il Servo di Dio metropolita Andrea Sheptytskyj diceva: "Così Gesù Cristo viene nella Santa Comunione a ogni cristiano individualmente, per santificare la sua vita e condurlo a Dio" (Dalla Lettera pastorale del giusto Metropolita Andrej ai fedeli della Bucovyna "Sulla Chiesa", Krekhiv, 27 gennaio 1901). "La Santa Eucaristia: che dono infinito, che bene incommensurabile, che felicità sapere che chiunque mangi di questo Pane e beva da questo Calice risorgerà con Cristo a una vita nuova ed eterna!" (Dall'opera del giusto Metropolita Andrej Sheptytsky "Esercizi Spirituali per il Clero", Leopoli, 19-29 gennaio 1939)
  Nei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II l’Eucaristia è stata chiamata "convito di comunione fraterna" (Gaudium et spes, 38); "cibandosi del corpo di Cristo nella santa Comunione, mostrano concretamente l’unità del Popolo di Dio, che da questo augustissimo sacramento è adeguatamente espressa e mirabilmente effettuata" (Lumen Gentium, 11). Dopo il Vaticano II è stata denominata Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.
   Il 5 giugno del 1969 Paolo VI disse: "Dal momento che vi è un solo Pane, noi, che siamo molti, formiamo un solo corpo; poiché noi tutti partecipiamo di questo unico pane".


Le preghiere di San Giovanni XXIII, homo eucaristicus a Gesù nell'Eucarestia  



   O Sacramento di amore resta Tu sempre in alto al vertice della dottrina e della devozione dei cattolici, senza ingombri. E sciogli le nostre menti ai voli del pensiero, i nostri cuori alla dilatazione della carità, i nostri passi al compimento dei supremi ideali di giustizia e di pace sociale. Così sia. Così sia.
(Torino, Congresso Eucaristico Nazionale, 11 settembre 1953)


  Oh! Il Sacramentum Ecclesiasticae unitatis... (Sacramento dell'unità della Chiesa) Signore Gesù, continua a darci questo pane quotidiano che è lo stesso Corpo tuo, questo vino che è il tuo Sangue prezioso a suggello della nostra unità nella Chiesa tua. Noi ti supplichiamo. E questa Chiesa tua, o Signore, degnati di sorreggerla e di conservarla quale l'hai voluta, una, santa, cattolica. Noi ti supplichiamo. Per il nostro Pontefice...e per quanti appartengono all'ordine ecclesiastico... mantienili in perfetta fedeltà di mente e di cuore.
   Noi ti supplichiamo...Per il ritorno delle pecorelle sbandate alla unità dell'ovile, per quanti sono fuorviati e vaganti nelle tenebre dell'errore, perché siano condotti al lume del Vangelo, noi ti supplichiamo, o Signore, e così per la unità dei figli di Dio, per la pace delle singole nazioni, per l'universo intero, di cui tu sei il Salvatore e datore di libertà...Alla tua Chiesa, o Signore, concedi propizio i doni della unità e della pace, misticamente adombrati nella nostra oblazione ». Così il Signore ci ascolti e ci benedica. Amen.
Vicenza, Festa Eucaristica 23 settembre 1956


O Signore Gesù, salva il popolo tuo e benedici alla tua eredità, e mantieni questa diletta porzione del tuo gregge elevata verso le cose più alte e più pure che il tuo Vangelo contiene, e che sono sicura garanzia di fraternità e di progresso sociale, in ogni campo e in tutti i tempi. Noi continueremo a lodarti in tutti i giorni del vivere nostro, nella certezza della tua misericordia e nella dolcezza delle tue benedizioni, che penetrano nei cuori innocenti e li abbelliscono, che rianimano gli incerti, consolano gli afflitti, suscitano gli entusiasmi dell'apostolato cattolico e perennano sulla terra la fioritura delle tue beatitudini evangeliche. Così sia.
 (Festa del Corpus Domini, il 20 giugno 1957 a Venezia)


  O Gesù benedetto, adorato, santo! Accogli dal trono della tua Eucaristica dimora, dal mistero del tuo grande Sacramento, l'omaggio dei figli di Roma, l'omaggio di tutti i figli della Chiesa Cattolica, Benedici a questa città, a tutti gli ordini che la compongono nel triplice orizzonte religioso, civico, sociale; come tu la volesti nelle tue provvidenziali disposizioni... Noi tutti ci allietiamo in te. Mantieni in tutti noi il triplice dono della unità, della libertà e della pace; mantienilo alla felicità ed alla prosperità del mondo intero.
   A te, Gesù Eucaristico, noi leviamo ancora e sempre i nostri cuori, le nostre braccia, le nostre bandiere. Sii dunque sempre luce, soavità e benedizione per tutti. La tua Madre benedetta, che ci lasciasti come madre nostra, a noi si unisce nella invocazione e nel canto.
Roma, Festa del Corpus Domini, 28 maggio 1959


  O Gesù, re delle genti e dei secoli, accogliete gli atti di adorazione e di lode che noi, vostri fratelli di adozione, umilmente vi tributiamo. Voi siete «il Pane vivo disceso dal cielo, che dà la vita al mondo»; sommo sacerdote e vittima, vi immolaste sulla croce in sacrificio cruento di espiazione all'Eterno Padre per la redenzione del genere umano, ed ora vi offrite quotidianamente sui nostri altari per le mani dei vostri ministri, a fine di instaurare in ogni cuore il vostro «regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace».
    O «Re della gloria», venga dunque il vostro regno! Regnate, dal vostro «trono di grazia», nei cuori dei fanciulli, perché conservino immacolato il candido giglio dell'innocenza battesimale.
   Regnate nei cuori dei giovani, affinché crescano sani e puri, docili alla voce di coloro che vi rappresentano nella famiglia, nella scuola, nella chiesa. Regnate nel focolare domestico, affinché genitori e figli vivano concordi nella osservanza della vostra santa legge. Regnate nella nostra patria, affinché tutti i cittadini, nell'ordine e nell'armonia delle classi sociali, si sentano figli di uno stesso Padre celeste, chiamati a cooperare al comune bene temporale, felici di appartenere all'unico corpo mistico, di cui il vostro sacramento è insieme simbolo e imperitura sorgente. Regnate, infine, o Re dei re e «Signore dei signori», su tutte le nazioni della terra ed illuminate i reggitori di ciascuna affinché, ispirandosi al vostro esempio, nutrano «pensieri di pace e non di afflizione». O Gesù Eucaristico, fate che tutti i popoli servano liberamente a voi, consapevoli che «servire a Dio è regnare». Il vostro sacramento, o Gesù, sia luce alle menti, forza alle volontà, attrazione dei cuori. Sia esso sostegno ai deboli, conforto ai sofferenti, viatico di salvezza ai morenti; e a tutti «pegno di futura gloria». Amen.
(Preghiera divulgata per il XVI Congresso Eucaristico Nazionale, 6-13 settembre 1959)
  

O Pane divino, disceso dal cielo, per dare la vita al mondo!
 Pastore amabile delle anime nostre, dal vostro trono di gloria, ove «Dio nascosto» avvivate le famiglie e i popoli con la vostra grazia, riguardate alla diletta Nazione Italiana, che è tutta spiritualmente unita davanti a voi, per rinnovarvi l'espressione della sua fedeltà e del suo amore.
   Ad essa avete fatto l'incomparabile dono di essere prescelta a sede del vostro Vicario in terra; da secoli essa canta le vostre lodi dalle sue cattedrali, dalle splendide tavole dei suoi artisti, dalle opere dei suoi poeti, dalla vita semplice e operosa delle sue città antiche. Fate che i suoi figli del territorio metropolitano, e i suoi emigranti che con tanta soddisfazione incontrammo nelle vie del mondo in Oriente e in Occidente, eredi consapevoli e fedeli della devozione dei padri, rimangono stretti a voi nella fermezza della fede, nella certezza della speranza, nell'ardore della carità.
Dall'altare, ove perennemente rinnovate il vostro sacrificio, siate sempre per essi il Maestro, il Consolatore, il Salvatore, Colui che dà il nutrimento che preserva dalla corruzione e dalla morte.
Vi raccomandiamo in particolar modo i malati, i poveri, gli indigenti e quanti chiedono pane e lavoro, per tutti e per ciascuno implorando il conforto della vostra Provvidenza; vi preghiamo per le famiglie, affinché siano centri fecondi di vita cristiana; vi presentiamo i giovani, speranza della Chiesa e della Patria, affinché, preservati dai pericoli dell'anima e del corpo, si preparino in serietà e letizia ai doveri della vita; vi preghiamo per i sacerdoti, per gli alunni del Santuario, per le anime consacrate, per gli educatori, per i lavoratori. Su tutti discenda l'abbondanza della vostra grazia affinché l'Italia, che da voi trae la sua vera grandezza, continui ad essere esempio di virtù gentili e generose, culla di santi, centro di verità e di luce.
Radiomessaggio per la chiusura del XVI Congresso Eucaristico nazionale di Catania, 13 settembre 1959.


O Gesù, Re delle genti e dei secoli, accogliete gli atti di adorazione e di lode che noi, Vostri fratelli di adozione, umilmente Vi tributiamo. Voi siete «il Pane vivo disceso dal cielo, che dà la vita al mondo»; Sommo Sacerdote e Vittima Vi immolaste sulla Croce in sacrificio cruento di espiazione all'Eterno Padre per la redenzione del genere umano, ed ora Vi offrite quotidianamente sui nostri Altari per le mani dei Vostri ministri, a fine di instaurare in ogni cuore il Vostro «regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace». O «Re della gloria», venga dunque il Vostro Regno! Regnate dal Vostro «trono di grazia» nei cuori dei fanciulli, perché conservino immacolato il candido giglio dell'innocenza battesimale. Regnate nei cuori dei giovani, affinché crescano sani e puri, docili alla voce di coloro che Vi rappresentano nella famiglia, nella scuola, nella Chiesa. Regnate nella nostra patria, affinché tutti i cittadini, nell'ordine e nell'armonia delle classi sociali, si sentano figli di uno stesso Padre celeste, chiamati a cooperare al comune bene temporale, felici di appartenere all'unico Corpo Mistico, di cui il Vostro Sacramento è insieme simbolo e imperitura sorgente. Regnate, o Re dei re e «Signore dei signori», su tutte le nazioni della terra e illuminate i reggitori di ciascuna, affinché ispirandosi al Vostro esempio, nutrano «pensieri di pace e non di afflizione». O Gesù Eucaristico, fate che tutti i popoli servano liberamente a Voi, consapevoli che «servire a Dio è regnare». Il Vostro Sacramento, o Gesù, sia luce alle menti, forza alle volontà, attrazione dei cuori. Sia Esso sostegno ai deboli, conforto ai sofferenti, viatico di salvezza ai morenti; e a tutti, «pegno di futura gloria». Così sia.
(Alla Vigilia del Congresso Eucaristico internazionale di Monaco di Baviera, 29 luglio 1960).


   O divino Redentore, che quotidianamente sui nostri altari offri all'Eterno Padre per la vita del mondo il sacrificio del Corpo e del Sangue tuo, salva il genere umano dal pericolo della morte. Salva gli uomini, specialmente dalla morte che è più da temere, da quella spirituale, alla quale tanti sono esposti o miseramente soggiacciono. Fa che noi sempre più abbiamo fame e sete di te, vivente nel Tabernacolo come sotto una tenda innalzata in seno alla Chiesa militante, affinché, guidati dalla tua luce e accesi dal tuo amore, possiamo felicemente attraversare il deserto periglioso di questo mondo e giungere alla terra promessa all'umanità da te redenta, il paradiso della vita celeste e immortale.
(Conclusione del Congresso Eucaristico internazionale di Monaco di Baviera, 7 agosto 1960).


O Gesù Benedetto...scenda ora la tua benedizione, apportatrice di pace e di amore, scenda su quanti oggi, in questa Roma e nel mondo intero, ti hanno manifestato solennemente la loro adorazione; scenda su le case, santificate dal tuo passaggio, a impreziosirvi il dovere, a fecondarvi il dolore, a togliere quanto ti dispiace; scenda anche sui lontani, su gli indifferenti, su gli avversari, a far loro sentire la pungente nostalgia di un definitivo ritorno. O Signore Gesù, benedici in modo speciale questa tua Città, che oggi è davanti a Te nella sua triplice compagine, religiosa, civica e sociale: suscita in essa un santo fervore di opere, un salutare rinnovamento del costume, un provvido rafforzamento della famiglia: chiama al tuo servizio eucaristico schiere sempre più numerose di apostoli, che come germogli di olivo circondino il tuo altare. E sii per tutti i cuori luce di soavità, balsamo di conforto, forza di buon proposito: fiat, fiat.
Roma, Festa del Corpus Domini, 16 giugno 1960.


   O Gesù, panis vere, unico e solo cibo sostanzioso delle anime, raccogli tutti i popoli attorno alla mensa tua: essa è divina realtà sulla terra, è pegno di favori celesti, è sicurezza di giuste intese tra le genti, e di pacifiche competizioni per il vero progresso della civiltà.

  O Gesù, riguardaci dal tuo Sacramento come il Dottore Angelico ti invoca e ti invoca con lui la Santa Chiesa. O Iesu, bone pastor: questo è il gregge, che tu hai adunato dai quattro punti della terra; il gregge che ascolta la tua parola di vita, e si propone di custodirla, praticarla, diffonderla. È il gregge che ti segue docile, o Gesù; e che nel Concilio Ecumenico ama tanto vedere riflesso il tuo volto amabile nei lineamenti della Chiesa tua, madre di tutti, madre che a tutti apre le braccia e il cuore, che tutti i suoi vescovi qui attende trepidante e fiduciosa. O Gesù, cibo soprasostanziale delle anime a te accorre questo popolo immenso. Esso si volge a considerare la sua umana e cristiana vocazione con nuovo slancio di interiore virtù, con prontezza al sacrificio, di cui tu desti saggio inimitabile verbo et exemplo, con la parola e con l'esempio.
    Fratello primogenito dell'uomo redento. Tu hai preceduto i passi di ciascun uomo, segnalate e perdonate le colpe di ciascuno, sollevate tutti e ciascuno a più nobile, più convinta, più operosa testimonianza di vita. O Gesù, panis vere, unico e solo cibo sostanzioso delle anime, raccogli tutti i popoli attorno alla mensa tua: essa è divina realtà sulla terra, e pegno di favori celesti, è sicurezza di giuste intese tra le genti e di pacifiche competizioni per il vero progresso della civiltà. Nutriti da te e di Te, o Gesù, gli uomini saranno forti nella fede, gioiosi nella speranza, operosi nelle molteplici applicazioni della carità. Le volontà sapranno superare le insidie del male, le tentazioni dell'egoismo, le stanchezze della pigrizia. E agli occhi degli uomini retti e timorati apparirà la visione della terra dei viventi, di cui il progrediente cammino della Chiesa militante vuol essere l'immagine, nell'atto di far risuonare nel mondo universo le prime voci, arcane e soavissime, della città di Dio.
   Sì, o Gesù: Tu nos pasce, nos tuere. Tu nos bona fac videre in terra viventium. (Tu nutri e proteggi noi tutti. Mostraci i beni nella terra dei viventi).
(Roma, Processione del Corpus Domini, 21 giugno 1962).



Comunione degli Apostoli. Mosaico dell'abside di Santa Sofia a Kyiv, l'XI secolo


Изучаем историю с Еленой Переходовой: Культура Київської Русі ...

Il mosaico della cattedrale di San Michele a Kyiv, l'XI secolo 

L'affresco del XII secolo nell'abside centrale della chiesa di San Cirillo a Kyiv.

Maestro Andrea, affresco nella cappella della Santissima Trinità, Lublino, 1418  

Maestro Andrea, affresco nella cappella della Santissima Trinità, Lublino, 1418 

Affreschi ucraini nella basilica di San Giacomo, Sandomyr 
 
La parte superiore delle Porte Reali dell'iconostasi del XV secolo, 
Domazhyr, Museo Nazionale dell'Arte a Leopoli 

Maestro Fedusko, pittore di Sambir, frammento dell'icona della Passione di Cristo. 
II metà del XVI secolo, dalla chiesa dell'Esaltazione della Santa Croce, Drohobych.

L'Ultima Cena. Scuola di Leopoli, chiesa della Discesa dello Spirito Santo, Rohatyn, 1650.

 Ivan Rutkovych, L'Ultima Cena, l'iconostasi di Zhovkva, 1699 

Scuola di Leopoli della prima metà del XVII secolo, chiesa di Santa Paraskeva a Leopoli

Yov Kondzelevych. L'Ultima Cena dall'iconostasi della Chiesa dell'Esaltazione della Santa Croce nel Manyava Skete (1699-1705), Museo Nazionale di Leopoli 


M. Petrakhnovych-Morokhovsky, parte dall'iconostasi,
chiesa di Santi Cosma e Demiano a villaggio Velyki Grybovychi,1637-1638 


L'icona ucraina del XVIII secolo, Museo delle icone di Volyn' 














L'icona ucraina "Cristo nel calice", Museo delle icone di Volyn' , 1737

Cristo vite del pittore di Ostroh, la prima metà del Settecento. 
Museo Nazionale intitolato ad Andrey Sheptytsky di Leopoli

L'icona della scuola pittorica di Ostrogh, la prima metà del XVIII secolo

Maestro di Ostroh. 1730-1740, da Brody. 
Museo Nazionale intitolato ad Andrey Sheptytsky a Leopoli


L'icona "Cristo – Vite" dalla сhiesa della Santissima Trinità nel villaggio di Luchytsi, 
distretto di Lutsk, 1747, Museo delle icone di Lutsk.

La facciata della chiesa della Santa Eucarestia a Leopoli 

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(Volumen V, Tomus I: Acta Urbani IV, Clementis IV, Gregorii X (1261-1276), Typis Polyglottis Vaticanis, 1953, pp. 43-47.)

sabato 6 giugno 2026

Olexandr Murashko (26. VIII (7.IX) 1875 - 14. VI.1919), l'illustre pittore impressionista ucraino

                
Olexandr Murashko
(26. VIII (7. IX) 1875 - 14. VI. 1919)
illustre pittore impressionista ucraino

                                                                                              a cura di Yaryna Moroz Sarno


Alexander Murashko. Self-portrait in 2020 | Painting, Artist, Art
Autoritratto, 1917-18 
Museo Nazionale dell'Arte ucraina, Kyiv 

  All'inizio del XX secolo l'impressionista ucraino Oleksandr Murashko fu conosciuto in tutta Europa. Fu membro della Secessione di Monaco, partecipò alla Biennale di Venezia e ebbe più di cento allievi. Le sue opere furono pubblicate su riviste europee, in particolare sulla rivista tedesca "Jugend", sono stati esposti alle mostre internazionali a Monaco, Berlino, Vienna, Roma, Amsterdam ed altri città d'Europa. Nel 1909, l'artista ucraino tenne mostre personali a Berlino, Colonia e Düsseldorf. 
  Olexandr Murashko (in ucr. Олександр Олександрович Мурашко) nacque il 26 agosto (7 settembre) del 1875 a Kyiv. Il suo padre (patrigno) Oleksandr Murashko era un cittadino di Chernihiv, l'iconografo, noto pittore delle icone, intagliatore del legno, maestro delle iconostasi che aveva il proprio studio della pittura delle icone, fratello di Mykola Murashko (1844–1909), fondatore di una famosa scuola dell'arte. 



   La prima infanzia il futuro pittore la trascorse a Borzna, poi a Chernihiv, dove il ragazzo lavorò nello studio del patrigno, poi a Kyiv, dove il patrigno di Murashko nel 1887 ricevette una committenza per la sistemazione della cattedrale di San Volodymyr, poi trasferì la sua famiglia e il suo laboratorio a Kyiv. 


Pubblicità del laboratorio di iconostasi del patrigno di Oleksandr Murashko. Kyiv, 1900.

   Le sue prime impressioni artistiche sviluppò nel laboratorio di suo padre, il quale aveva intenzione di fare del suo figlioccio il suo assistente per dipingere le icone, e non condivideva il desiderio di ottenere un'istruzione all'Accademia delle Arti. Il conflitto con il patrigno spinse Oleksandr Murashko a lasciare la casa. Il giovane artista ricevette il permesso di entrare prima nella scuola di disegno e poi all'Accademia delle Arti di San Pietroburgo (1896 - 1901).   

       La madre Maria Krachkovska con il marito Olexandro Murachko, 1889


La foto del giovane pittore, 1894


Oleksandr Murashko (August 26, 1875 — June 14, 1919), Ukrainian artist |  World Biographical Encyclopedia
Olexandro Murashko nel 1895

Il ritratto del giovane (l'autoritratto (?)), 1895


  
  Nel 1894 iniziò studiare nell'Accademia dell'Arte a San Pietroburgo (dal 1896-1900 nella classe di Ilia Repin), partecipò all'organizzazione della "Nuova Società degli Artisti", che comprendeva Borys Kustodiyev (1878-1927) ed altri compagni della bottega di Repin, presentando le sue tele alle mostre (in seguito organizzò la Società degli artisti di Kyiv). Qui si formò il suo talento di ritrattista con la profondità psicologica. 
  Sotto la guida di Illia Repin creò la tela di laurea sul tema "Il funerale di koshovyj" (1900) che vinse la medaglia d'oro come migliore opera e ricevette un premio per continuare gli studi all'estero a Parigi, Monaco ed Italia (dal 1901), visitando tradizionalmente Roma e Venezia. Il tema storico ucraino era uno dei preferiti di I. Repin, che influenzò la scelta della trama. Probabilmente per il personaggio del primo piano posò Mykhailo Starytskyj. 


"Il funerale dell'otamano" (1900), 
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv


L'inverno, 1905

   Murashko si stabilì a lungo a Monaco e Parigi che all'inizio del XX secolo furono i centri maggiori dell'arte. Lì egli continuò a perfezionarsi, lavorando nelle botteghe dei famosi pittori europei. In Germania, a Monaco studiò con Anton Ažbe, si impegnò seriamente a migliorare il suo disegno e a conoscere la Secessione di Monaco che influenzò il suo stile.  Nel 1901-1903, Oleksandr Murashko si stabilì in un piccolo edificio vicino ai Giardini del Lussemburgo, ricevendo la borsa in Francia come miglior alunno dell'Accademia delle Arti di San Pietroburgo.



 Arrivando a Parigi, era particolarmente interessato alla pittura spagnola: studiava le opere di Velasquez al Louvre, di Ignazio Zuoaga e Hermenegildo Anglada, i suoi contemporanei, esposti nelle mostre del Salon, era affascinato dagli impressionisti, e quindi si allontanava dalla tecnica accademica, cercando le varie tecniche nuove. Si impegnò nei generi della pittura tematica e del ritratto. Qui Murashko creò il suo  ciclo "Donne parigine", i ritratti di donne che trascorrono il tempo nei caffè e nelle strade notturne illuminate della città. Il dipinto "Caffè" di questo ciclo fu acquistato dall'Accademia per il suo museo. Questo periodo è stato considerato il migliore nella sua attività creativa.








In un caffè, 1902, Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv

Alexander Murashko. Per le strade di Parigi
Per le strade di Parigi, 1903, Museo Nazionale dell'Arte dell'Ucraina a Kyiv 


Vicino al caffè a Parigi, 1903, Il Museo d'arte a Kharkiv  

    Il suo quadro "Carosello" (1905) che vinse la medaglia d'oro alla Mostra di Monaco nel 1906, è stato dopo esposto a Venezia, Amsterdam, Berlino. Nel 1909, all'Esposizione Internazionale d'Arte di Monaco, la tela "Carosello" riceve una medaglia d'oro di seconda classe e viene acquistata per 1200 marchi tedeschi. Il proprietario del dipinto era il consigliere della corte di Budapest Max Markus. Da allora, le tracce del "Carosello" sono andate perdute, i tentativi di ritrovarlo non hanno portato successo.   
   All'inizio del XX secolo, Olexandr Murashko era già un maestro conosciuto in tutta Europa. Le sue opere furono esposte a Monaco, Parigi, Vienna e Berlino. Nel 1909 si tenne una mostra personale di 25 opere dell'artista. Sono stati esposti a Berlino, Colonia e Düsseldorf, dove ammiravano il suo talento, le sue tele furono acquistate da importanti musei. L'artista divenne famoso e gli furono aperte le migliori sale delle capitali europee e, soprattutto, iniziarono a parlare della sua direzione originale nella pittura europea e nel mondo. Le sue opere sono state esposte a Monaco, Venezia, Vienna, Parigi e in altre città. 
   Oleksandr Murashko creò il suo sistema pittorico, che combinava i migliori risultati dell'arte del suo tempo: il realismo dei Viaggiatori ucraini e russi, l'Impressionismo francese e l'Art Nouveau tedesca. Gran parte del suo patrimonio creativo è costituito da ritratti. L'artista era principalmente interessato alla persona, che appare sempre nelle sue tele in stretta connessione con l'ambiente circostante. 




   Da quel momento gli editori di riviste di moda e case editrici di Monaco, Lipsia e Berlino hanno chiesto il permesso di riprodurre i suoi dipinti, garantendo loro il posto più onorevole sulle pagine delle loro pubblicazioni. Murashko ha ricevuto diverse proposte per l'organizzazione delle mostre personali, grazie alle quali è diventato famoso in Europa. Nel 1909 la compagnia di mercanti d'arte dell'industriale tedesco Eduard Schulte organizzò le mostre personali con i 25 quadri selezionati di O. Murashko che erano esposte a Berlino, Düsseldorf e Colonia, dove furono esposti a turno 25 dipinti selezionati. In quell'anno trionfante le mostre personali dell'artista con grande successo ebbero luogo anche a Venezia, Roma ed Amsterdam. Le opere di Murashko si trovavano nel Museo Reale dei Dipinti di Bucarest, in mani private in Inghilterra e in America. 


Il bozzetto del "Carosello" 
 Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv

 La tela "Carosello" 1905
Galleria reale di Budapest.


Olexandr Murashko, 1905


Foto del 1905 




L'Annunciazione  (1909)
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv


La ragazza con un cane (1901), 
Museo Nazionale di Andrey Sheptycky, Leopoli


Il ritratto di George Murashko (1906), 
La collezione privata

Le macchie solari. Alexandra e George Murashko, 1907
 Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv 


Ritratto del giovane, (1913), Museo dell'arte, Uzhgorod

Alexander Murashko. Donna con perle
La donna con le perle, 1900, Museo dell'Arte, Zaporizhzhia 


Il ritratto delle ragazza con il cappello rosso, (1902-1903)
Museo Nazionale d'Arte dell'Ucraina, Kyiv



Il ritratto di Vira Dytyatyna, 1910, Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv


L'insegnante anziano (Il ritratto dell'artista Mykola Murashko), 1906
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv 


Il ritratto di A. Prachov, (1904)
 Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv 


La foto del 1909


O. Murashko, foto del 1909 

Маргарита та Олександр Мурашки
Margherita e Olexandr Murashko, 1909 
    
    Dopo l'Europa, vivendo per qualche tempo nella capitale dell'Impero russo, nel 1907 tornò in patria, a Kyiv che è sempre stata il suo luogo preferito. Né San Pietroburgo, né Parigi, né Monaco potevano rimuovere la sua città natale dal cuore dell'artista. "Ecco la luce, ecco il sole, ecco una natura meravigliosa, ecco la sua stessa cultura", ha scritto l'artista.  
    Le opere di Murashko sono state apprezzate a Kyiv non meno che alle mostre internazionali. Nel 1911, alla IV mostra, tra le tele di Alexander Bogomazov, Abram Manevich e Mykola Pymonenko, furono esposti ritratti e schizzi di Olexander. L'anno successivo i dipinti dell'artista divennero la decorazione della quinta mostra degli artisti di Kyiv. Dal 1909 insegnò per diversi anni al Collegio dell'arte a  Kyiv.  
     Il 19 aprile del 1909 a Kyiv Alexander Murashko sposò Margherita Kruger (1880-1938), la figlia del famoso notaio nella chiesa della città di Kyiv. Dopo il matrimonio la coppia è andata nel viaggio di luna di miele in Italia, visitando Venezia, Roma e l'isola di Capri, dove in estate viveva la famiglia di Prakhov (la sorella di sua moglie - artista e scultrice Anna Krueger-Prahova (1876-1962), sposò il figlio del professore dell'Università Imperiale di Kyiv A. V. Prakhov - Nikolai Adrianovych, artista e critico d'arte). Lì Alessandro creò le tele luminose e soleggiate, tra cui il primo ritratto della moglie.  

     Il ritratto della moglie Margherita Murashko sull'isola di Capri, (1909)
 Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv 


Портрет Маргариты Мурашко. 1914–1916. Серый картон, пастель. 93 × 63 см. НХМУ
Il ritratto di Margarita Murashko. 1914-1916.
Cartone grigio, pastello. 





Il duomo di San Marco a Venezia, lo schizzo, 1909, 
Museo Nazionale dell'Arte d'Ucraina,  Kyiv 

   Dopo una serie di mostre tedesche di successo, nel 1910 Murashko ricevette l'invito onorario alla IX Biennale di Venezia (durante l'aprile - ottobre). I suoi quadri "La domenica. La tristezza silenziosa" (1909) e "Sulla terrazza" (1910) scelti per l'esposizione avevano ricevuto le recensioni positive sia dai visitatori che da autorevoli critici dell'arte europei. 


"La domenica. La tristezza silenziosa" 

"Sulla terrazza"


  Proprio alla Biennale di Venezia, i dipinti di Olexandr Murashko sono stati acquistati dai collezionisti: uno è andato a Bucarest, l'altro - a New York. Il dipinto "Domenica", che raffigura Sofia Philippson e Tetiana Yašvili, fu acquistato per 3.000 lire dall'uomo d'affari Albert Frankfurter. Murashko stesso affermò che il dipinto fosse andato a New York, ma finora non è stata trovata alcuna conferma in merito. L'opera "Sulla terrazza" (venduta per 900 lire) – un ritratto della moglie dell'artista, Margarita Murashko – finì in Romania, probabilmente nella collezione del consigliere reale Ion Lazar Kalinderu. Alcune opere della sua collezione andarono distrutte durante i bombardamenti tedeschi del 1944. Probabilmente, anche il dipinto di Murashko era tra queste.


Lettera del Vice-Segretario Generale dell'Esposizione di Venezia, 
Giulio Fradeletto. 24 febbraio 1910. D.A.M., F. 12, ed. Coll. 65

   Nel 1911, Aleksandr Murashko fece parte della Secessione di Monaco (“Münchener Secession”). Questa associazione riuniva artisti insoddisfatti del sistema conservatore dell'arte accademica ufficiale. Nel primo anno di attività, vi aderirono 96 artisti. Le Secessioni, sorte contemporaneamente in diverse città, erano ramificazioni dello stile artistico dominante all'inizio del XX secolo: l'Art Nouveau. L'Art Nouveau si opponeva alla società industriale con un ritorno alla natura, che si manifestava in contorni morbidi e flessibili, ornamenti vegetali e trame liriche. I suoi rappresentanti cercavano di rendere visivamente unificati tutti gli elementi della vita umana, dagli edifici ai cucchiaini. Nel 1911-12 partecipava nelle mostre della "Secessione"  a Monaco. 
   La pittura di Murashko, con il suo decorativismo e i colori audaci, può essere considerata moderna. Inoltre, era ben noto a Monaco, dove l'artista visse dal 1901 al 1903, e nel 1909 la sua opera "Carosello" vinse una medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco. Pertanto, l'adesione dell'artista alla Secessione fu un passo del tutto scontato. Per due anni, Murashko partecipò alle mostre dell'associazione. Tra le opere che espose a Monaco di Baviera figurava il Ritratto di V. Dytiatina, che i critici definirono una delle migliori della mostra del 1911. "Non avrei potuto esporre meglio le mie cose", scrisse l'artista in una delle sue lettere a proposito della mostra di Monaco. Nel 1909, la Galleria Schulte organizzò mostre personali dell'artista ucraino a Berlino, Colonia e Düsseldorf, che presentarono 25 opere di Murashko. 

 На терасі, 1910 р.
 “Sulla terrazza”, la bozza  (1910), 
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv

La foto del pittore, 1911

L'edificio dove si collocava lo studio di A. Murashko sulla via Mala Zhytomyrska\

Olexanrdo Murashko nel suo studio sulla via Mala Zhytomyrska, 14 a Kyiv, 1911


Lo studio di Alexandro Murashko a Kyiv (via Mala Zhytomyrska, 14), la foto del 1911 

Margarita Murashko nello studio del marito a Kyiv, 1910-1911

    Murashko sognava di trasformare Kyiv in un importante centro artistico europeo. Disse: "Kyiv dovrebbe diventare ciò che Monaco è diventata per tutta la Germania: un centro artistico indipendente per tutto il sud. Qui c'è la luce, qui c'è il sole, qui c'è una natura di magnifica bellezza, qui c'è la sua cultura". 



Il grattacielo  di Gіnzburg

 Rientrando a Kyiv Olexandr Murashko, come suo zio Mykola Murashko, aprì nell'autunno del 1913 il suo studio d'arte, che si trovava sull'ultimo piano sotto il soffitto del condominio di 12 piani del grattacielo in stile Art Nouveau di Lev Gіnzburg, via Instytutska, 16-18, a Kyiv, costruito negli anni 1910-12 e che il 24 settembre del 1941 fu fatto saltare in aria dalle truppe dell'NKVD dell'URSS, e ora al suo posto si trova l'Hotel "Ucraina"), che funzionò fino al 1917.  
   Tra i suoi studenti c'erano: Nisson Shifrin, Isak Rabinovych, Karpo Trokhymenko, Tina Omelchenko, Anatol Petrytskyj che ricordava: "C'erano più ricerche in studio, più interessanti. Oleksandr Oleksandrovych ha cercato di aprire gli occhi di ogni studente sulla natura e mostrare come trasmettere la natura attraverso la pittura. Ha messo in guardia contro la colorazione e l'oscurità nei dipinti. Ci ha insegnato a percepire la natura come una festa".
   L'insegnamento era organizzato con tutta la serietà, oltre al disegno e alla pittura, gli insegnanti tenevano lezioni di storia e filosofia dell'arte. Lì c'erano i corsi di pittura e disegno, dove insegnavano la cognata, pittrice e artista grafico, scultore Anna Augustovna Kruger-Prahova, il pittore, artista grafico Abram Kozlov (1877-1933). Oltre un centinaio di persone si sono iscritte al primo semestre. Gli studenti dipingevano al carboncino, alla matita, all'olio i fiori, gli oggetti, mentre gli studenti della classe superiore studiavano la formulazione della figura e studiato non solo la pittura, ma anche l'anatomia. Durante questo periodo Murashko partecipava alle mostre internazionali d'arte.


 садиба Мурашків на вулиці Багговутівській, 25 (зруйнована);
La casa della famiglia di Olexandr Murashko a Kyiv dal 1914 (Lukjanivka)

    Qui si è formata una solida comunità artistica. All'inizio del XX secolo, molti personaggi famosi vivevano sulla Lukyanivka: artisti - Mykola Pymonenko, Olexandro Murashko, Volodymyr Orlovsky, Volodymyr Menko, Ivan Seleznev, Pavlo Mazyukevich, Anna Kruger-Prakhova; i scrittori - Ivan Nechui-Levitsky e Olena Pchilka; i compositori - Mykhailo Leontovych, Kyrylo Stetsenko e Henry Bobinsky. 

Il ritratto della vecchia


Il ritratto dell'artista, 1914 
 Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv




Oleksandr Murashko. Domenica, 1911. Collezione privata

Oleksandr Murashko. Famiglia contadina, 1914, Museo Nazionale d'Arte dell'Ucraina

Alexander Murashko Продавщицы цветов: Descrizione dell'opera
Le venditrici dei fiori (1917)
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv

Il ritratto di Vera Epanchina-Falc-Fejn, 1910, Museo Nazionale dell'arte, Kyiv  




 
La pittrice Frida Meerson (1916)  
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv


 
Il ritratto di Degtiarev, 1917
 
La donna con i nasturzi, (1918)
Museo Nazionale dell'arte ucraina, Kyiv

L'Autoritratto, la bozza in pastello, 1917 
Museo Nazionale dell'Arte ucraina, Kyiv


  Nel 1916, insieme all'altri persone affini, fondò la Società degli artisti a Kyiv. Quando l'Accademia Ucraina delle Arti aprì a Kyiv nel 1917, Oleksandr Murashko, che aveva lavorato a Monaco, Parigi e nel suo studio d'arte a Kyiv, divenne uno degli otto professori che dirigevano alcuni laboratori. Rendendosi conto dell'importanza del progetto, il presidente della Rada Centrale Ucraina, Mykhailo Grushevsky, vi attirò numerosi artisti famosi. Fu cofondatore dell'Accademia delle arti dell'Ucraina che fu fondata l'Accademia delle arti nel 22 novembre (3 dicembre) del 1917 a Kyiv, ed Olexandro Murashko fu scelto tra i suoi primi rettori: Vasyl Krychevsky (1917-1918), Fedir Krychevsky (1918, 1920-1922) ed Olexandr Murashko (1919). Murashko diresse un laboratorio di ritrattistica, a cui parteciparono numerosi studenti del suo studio privato.
   I primi professori furono Mykhailo Boychuk (arte monumentale, affreschi e mosaici), Mykola Burachek (paesaggio), Vasyl Krychevsky (arte popolare, ornamento, architettura, composizione), Fedir Krychevsky (ritratto, scultura, pittura storica), Abram Manevich (paesaggio; l'impressionista), Olexandr Murashko (pittura di genere), Mykhailo Zhuk (pittura a cavalletto, disegno), George Narbut (grafica) e Danylo Shcherbakivsky (l'arte popolare ucraina, storia dell'arte ucraina).


I professori dell'Accademia delle Arti 
con Mychaylo Grushevsky, il presidente della Repubblica Ucraina 
(il secondo seduto dal latto sinistra O. Murashko), Kyiv 1917


La firma di O. Murashko come rettore dell'Accademia dell'Arte

   Nel maggio del 1919 Olexander Murashko era arrestato sulla strada. Dalla metà di maggio 1919 Murashko univa lavoro presso l'Accademia Ucraina dell'arte con impegno presso la casa editrice statale ucraina nella suddivisione artistica. 
 Alla fine di maggio 1919, il giornale "Izvestia" pubblicò gli elenchi delle persone che dovevano pagare un contributo. Si trattava di contributi monetari forzati e tasse rivoluzionarie straordinarie, che le nuove autorità riscuotevano dalla popolazione benestante. Negli elenchi erano inclusi dozzine di residenti di Kyiv, tra cui  Murashko. Gli è stato ordinato di pagare 25 mila rubli. Coloro che si rifiutavano di pagare venivano arrestati e mandati ai lavori forzati. A. Murashko è stato arrestato l'8 giugno. Più tardi, la moglie dell'artista ha descritto con le sue parole una giornata di lavori forzati. "Riguardo a Darnytsia, disse che furono immediatamente mandati a trasportare la legna su una slitta. Ma non furono preparati né cibo né alloggio. Essi stessi si sistemarono in una dacia vuota, trovarono un samovar e delle provviste e, dopo aver cenato, andarono a letto. Il giorno dopo molti sono stati rilasciati, compreso lui, secondo il certificato che ho ricevuto", ha scritto Margarita Murashko. 
   Poco dopo Olexandro Murashko è stato ucciso nella notte tra il 14 e 15 giugno del 1919 vicino alla sua casa su Lukyanivka. I tragici eventi del 14 e 15 giugno sono noti grazie agli scritti della moglie. 
   La coppia tornava dai vicini di casa la famiglia Shustov, un avvocato di Kyiv, che appartenevano alla cerchia più stretta dell'artista ed abitava nella casa sulla via Baggovutivska, 25, nel distretto di Lukyanivka. Per strada lui insieme alla sua moglie sono stati circondati da tre agenti di pattuglia, hanno controllato il lasciapassare, hanno detto che lo avrebbero arrestato e portato in tribunale. Allo stesso tempo, alla moglie è stato ordinato di portare via tutti gli oggetti di valore dal marito. Murashko ha chiesto alla donna di restare con lui, ma lei è stata costretta con la forza ad andarsene. Quando Murashko sospettò il pericolo, iniziò a scappare. L'artista è corso alla casa sulla via Dorozhitskyi, n. 18. Voleva nascondersi in giardino, ma inciampò e rimase bloccato nel fosso. I soldati lo videro e gli spararono alla nuca con una pistola. Più tardi sono scappati. Murashko assassinato è stata ritrovato al mattino. La stampa dell'epoca riferì che era stato colpito e derubato dai banditi, sebbene tutti gli oggetti di valore sono rimasti con sua moglie.
    L'ultimo periodo della vita di Alexandro Murashko è stato descritto da Georgy Lukomsky (1884 - 1952), l'artista, architetto e critico d'arte ucraino, con cui lavorava insieme negli anni 1917-19. 





Il libro "La ghirlanda sulla tomba" di G. Lukomsky pubblicato a Berlino e dedicato ad Alexandro Murashko


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Добріян Д. Спогади Тіни Омельченко як джерело вивчення педагогічної діяльності Олександра Мурашка. Evropský filozofický a historický diskurz. 2017. S. 3. V. 4. С. 18–27. 
Добріян Д. Відповідь, що ставить запитання. Знайдений запис про хрещення О. Мурашка. Антиквар. 2017. № 11–12 (105). С. 94– 95. 
Добріян Д. Пошуки, знахідки, здогадки. Нове у родоводі Олександра Мурашка. Антиквар. 2018. № 3–4 (107). С. 74–79. 
Добріян Д. Участь Олександра Мурашка в реорганізації мистецької освіти у 1918–1919 роках та його проект ступеневої системи професійного художнього навчання. Гілея: науковий вісник: Збірник наукових праць. 2018. Вип. 135 (№ 8). С. 27–32
Добріян Д. «Я знаю, что Вы почувствуете и не осудите…» Листування Олександра Мурашка з Оленою Праховою (грудень 1905 – червень 1906). Антиквар. 2018. № 5–6 (108). С. 64–73. 

Добріян Д.М. Виставкова діяльність Олександра Олександровича Мурашка (1898 – 1922 роки). Гілея: науковий вісник. К. : Національний педагогічний університет ім. М. П. Драгоманова, ВГО Українська Академія Наук, 2015. Вип. 93 (№ 2). С. 122 – 125. URL: http://irbis-nbuv.gov.ua/cgi-bin/irbis_nbuv/cgiirbisexe?C21COM=2&I21DBN=UJRN&Image_file_name=PDF/gileya_2015_93_33.pdf.
Жбанкова О. Геній Олександра Мурашка. Бібліотека українського мистецтва. URL: http://uartlib.org/geniy-oleksandra-murashka/
Карусель… Олександр Мурашко – художник кольору. Интересный Киев. URL: https://www.interesniy.kiev.ua/ua/karusel-oleksandr-murashko-hudozhn/
Членова Л. Г. Олександр Мурашко: сторінки життя і творчості. Київ: Нац. худ. музей України, Всеукр. т-во «Просвіта» ім. Т. Г. Шевченка, 2004. Електронна бібліотека «Культура України». URL: http://elib.nlu.org.ua/view.html?id=6528
 
www.encyclopediaofukraine.com/display.asp?linkpath=pages%5CM%5CU%5CMurashkoOleksander.htm
https://antikvar.ua/nove-u-rodovodi-oleksandra-murashka/



Data di prima pubblicazione
21/10/2019

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