mercoledì 21 ottobre 2026

Santo Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla, 18. V. 1920 -2. IV. 2005), a cura di Yaryna Moroz Sarno


Santo Papa 
Giovanni Paolo II
 (Karol Wojtyla, 18. V. 1920 -2. IV. 2005)  

"Vi supplico! Non perdete mai la speranza, 
non  avete i dubbi, mai stancarvi e mai intristitevi! 
Non abbiate paura."






   Karol Józef Wojtyła, il terzo e ultimo figlio della famiglia di Karol Wojtyła e Emilia Kaczorowska, nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, (vicino a Cracovia). Presto rimase senza la madre. Nel 1932 morì il suo fratello maggiore Edmund, medico, e nel 1941 anche il suo padre.

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   La Prima Comunione ricevette a nove anni, a diciotto la Cresima. Dopo aver terminato i suoi studi nella scuola superiore di Marcin Wadowita di Wadowice, si iscrisse nel 1938 all’Università Jagellónica ed insieme a suo padre si trasferì a Cracovia. Nel primo anno studiò nella Facoltà di Lettere la lingua e letteratura polacca. Nel frattempo lavorò come un bibliotecario volontario e iniziò lo studio delle diverse lingue, potendo poi parlare oltre il polacco e ucraino in francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano, portoghese, russo e slovacco. Aveva anche ottima conoscenza del latino. Quando la Polonia fu occupata dal Terzo Reich nel 1939 e le truppe naziste chiusero l’Università, per evitare la deportazione in Germania il giovane Karol dovette lavorare (1940-1944) nelle cave e nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere. Nella clandestinità coltivò gli interessi culturali, fu uno dei promotori del Teatro Rapsodico, nel 1939 partecipò all'opera fiabesca Il cavaliere al chiaro di luna, messa in scena del Teatro. Seguendo la vocazione sacerdotale a partire dal 1942 frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall'Arcivescovo di Cracovia, il cardinale Adam Stefan Sapiega. Nell'agosto del 1944 l'arcivescovo Sapiega lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado dove rimarrà fino alla fine della guerra. Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel riaperto seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino all'ordinazione sacerdotale che avvenne il 1 novembre del 1946 a Cracovia. Fu mandato a coronare gli studi all’Angelicum a Roma.

 


   Due anni dopo, nel 1948 con il relatore padre Garrigou-Lagrange, conseguì il dottorato in teologia discutendo una tesi sulla dottrina della fede in san Giovanni della Croce. Durante le sue vacanze accademiche, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda. Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e dopo di San Floriano a Cracovia. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino la tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana sulla base del sistema etico di Max Scheler. In seguito  divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel Seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.
   Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak. Tra il 1962 e il 1964 partecipò alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II con un contributo importante nell’elaborazione delle costituzioni Gaudium et spes e Dignitatis humanae. Nel 1964 Wojtyla fu nominato da Paolo VI arcivescovo metropolita di Cracovia con la sede nella Cattedrale del Wawel. Il 28 giugno 1967 il papa lo creò cardinale.  Prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato. Nel 1972 esce "Alle basi del rinnovamento. Studio sull'attuazione del Concilio Vaticano II".
   Fu eletto Papa il 16 ottobre 1978 e subito avviò l'attività apostolica molto intensa. Il 22 ottobre iniziò solennemente il Suo ministero di Pastore Universale della Chiesa, inaugurandolo con le parole: « Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! ».
  Il 13 maggio 1981 fu gravemente ferito in un attentato da Ali Ağca, che visitò dopo nel carcere romano di Rebibbia.
  Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II compì visite pastorali a 317 delle 333 parrocchie della diocesi di Roma, fece 146 viaggi apostolici in Italia e 104 nel mondo. Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, la prima delle quali è la Redemptor hominis, 1979, 15 esortazioni apostoliche, 11 costituzioni apostoliche, 45 Lettere apostoliche e cinque libri: Varcare la soglia della speranza (1994), Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio (1996), Trittico romano, meditazioni in forma di poesia (2003), Alzatevi, andiamo! (2004) e Memoria e Identità (2005). Papa Giovanni Paolo II celebrò 147 cerimonie di beatificazione,  proclamando 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, creando 231 cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio. Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale  straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).
   Nella storia della Chiesa il suo pontificato è il terzo più lungo e ha superato quello di Leone XIII. Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000), nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri. Svolse un ruolo importante nella caduta del regime comunista in Polonia, sua patria, e poi nel resto della galassia sovietica. Era molto aperto al dialogo con tutti, anche con le altre religioni, i cui rappresentanti egli ha voluto incontrare ad Assisi, nel 1986, per pregare insieme per la pace nel mondo. Attento ai giovani, che ricambiavano le sue attenzioni accompagnandolo e sostenendolo con il loro tonificante entusiasmo, specie nell'ultima fase della sua vita, debilitato dall'età e dalla malattia.
  Muore alle ore 21. 37 di sabato 2 aprile 2005 nel suo alloggio nella Città del Vaticano. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane si sono svolti l'8 aprile accogliendo l'appello  a gran voce dalle centinaia di migliaia di persone: «Subito santo!»

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Su «Humanae Vitae» Wojtyla chiedeva più rigore a Montini


Nasz Patron | Szkola im. Jana Pawla II w Montrealu



Mija 100 lat od narodzin Jana Pawła II. Przypomnij sobie jego najważniejsze słowa kierowane do Polaków.


“Anche noi, uomini e donne del terzo millennio,
abbiamo bisogno di Te, Signore risorto!
Rimani con noi ora e fino alla fine dei tempi.
Fa’ che il progresso materiale dei popoli
non offuschi mai i valori spirituali
che sono l’anima della loro civiltà.
Sostienici, Ti preghiamo, nel nostro cammino.
In Te noi crediamo, in Te speriamo,
perché Tu solo hai parole di vita eterna.
Mane nobiscum, Domine! Alleluia!”


 (Giovanni Paolo II, Urbi et Orbi del 27 marzo 2005)


O Człowieku, który kochał - www.gosc.pl











Data di prima pubblicazione
18/05/20 10:58

mercoledì 14 ottobre 2026

Pavlo Kovzhun (3 (15) ottobre 1896 - 15 maggio 1939), il 130 anniversario del famoso grafico, pittore, critico dell'arte e personaggio pubblico ucraino, di Yaryna Moroz Sarno



PAVLO KOVZHUN 
famoso grafico, pittore, critico dell'arte e personaggio pubblico ucraino 
(3 (15) ottobre 1896 - 15 maggio 1939)


di Yaryna Moroz Sarno




   Pavlo Kovzhun (Павло Ковжун) (1896–1939), grafico eccellente, pittore e critico dell'arte, giornalista, editore, l'uomo di efficienza ed energia fenomenale, ebbe una grande capacità di accendere con il suo entusiasmo e ispirare fede nella grande missione dell'arte. Era una figura straordinaria dell'organizzatore della vita artistica ucraina a Leopoli tra le due guerre. L'attività di Pavlo Kovzhun elevava livello della cultura generale in Galizia, rendendo popolare l'arte ucraina  all'estero. 
   Nacque il 3 (15) ottobre 1896 nel villaggio Kontiushky vicino ad Ovruch nella regione di Zhytomyr (Volyn). Il suo padre era un medico. La sua madre  proveniva dalla famiglia Penkowsky. Kovzhun crebbe nella regione di Kyiv e in Crimea (Ak-Mechet), ma maggiormente trascorse la sua infanzia nella regione di Kyiv, nel villaggio di Velyka Polovetska, nel distretto di Vasylkiv. All'età di diciassette anni, Pavlo Kovzhun partecipò alla prima mostra generale di artisti ucraini a Poltava.
    Studiò nella scuola commerciale nella città di Vasylkiv, frequentò il liceo a Bila Cerkva, e poi quindi entrò alla scuola dell'Arte a Kyiv (1911-1915) nel dipartimento di pittura. "Divenni un ucraino consapevole nel 1911 sotto l'influenza del mio insegnante di disegno Fedir Panasenko", scrisse poi Kovzhun. Si laureò alla scuola d'arte di Kyiv e alla scuola di guardiamarina di Zhytomyr, poi studiò nell'Accademia dell'Arte ucraina Kyiv (1919–20; nell'atelier di G. Narbut). Tra i suoi insegnanti, oltre al maestro del villaggio F. Panasenko, annoverò i famosi artisti M. Murashko, I. Seleznyov e A. Kruger-Prahova. Durante i suoi quattro anni di studio, frequentò una sorta di scuola elementare di formazione nazionale, partecipando a riunioni clandestine con la partecipazione di H. Khotkevych, M. Lysenko, P.I. Kholodny, I. Stesenko, L. Zhebunyov e M. Sinytsy, e curando anche la rivista clandestina dell'unione degli "studenti delle scuole superiori" (di cui era anche a capo) "Holos Yunaka".
        Studiò alla scuola di pittura di Mykola Murashko a Kyiv (nello stesso periodo vi studiarono anche altri artisti famosi, in particolare Robert Lisovsky, Anatol Petrytsky, Vasyl Kryzhanivsky, ecc.). È caratteristico che all'inizio della sua formazione creativa, come molti altri giovani artisti e rappresentanti di altri rami dell'arte, P. Kovzhun fosse influenzato dal futurismo italiano e, come altri ucraini, fosse fanaticamente affascinato dalle ricerche creative innovative di Georhiy Narbut, soprattutto, apparentemente, sotto la sua influenza. Durante i suoi studi si interessò all'editoria, curando la rivista "La Voce della Gioventù" ed inviando i suoi disegni grafici alle diverse riviste di Kyiv ("La Campana" ("Dzvin"); "Il Faro"; "Le Luci").



   Da giovane artista, all'età di solo diciassette anni, nel 1913 Pavlo Kovzhun partecipò alla prima mostra generale degli artisti ucraini a Poltava. I suoi disegni, articoli e recensioni compaiono nelle riviste "La Campana", "Radiosità" ("Sayvo"),"Faro" ("Mayak"), "Bollettino della cultura e della vita" ed altre. Pavlo Kovzhun dirigeva il dipartimento artistico ucraino nel settimanale di Kyiv "Fuochi" ("Ogni"), presentando proprie illustrazioni, firmandole in ucraino, con il titolo generale "Da un viaggio in Ucraina". Allo stesso tempo, preparava copertine per libri, calendari e altri periodici ucraini. La prima copertina è stata preparata da lui per il lavoro di Volodymyr Vynnychenko "Fedko Khalamidnyk". Per il suo lavoro l'artista ricevette recensioni entusiastiche dall'allora autorevole rivista "L'Apollo" (agosto, libro VI, 1914). 







    
    Nel 1913 fondò a insieme a Mychail Semenko e suo fratello poeta ed artista Vasyl Semenko un primo gruppo futurista ucraino "Kvero" a Kyiv, il circolo d'Arte Futurista per promuovere la nuova direzione artistica dell'epoca. Insieme pubblicarono due raccolte, una delle quali era decorata con disegni di P. Kovzhun; egli possedeva anche disegni a inchiostro e penna per le riviste di Kyiv "Mayak", "Vogni" e "Dzvin". Stando già in emigrazione a Leopoli, creò nel 1929 una copertina per la rivista futurista "Nova generatsiya" ("Nuova Generazione") a Kharkiv per M. Semenko. 
   Pavlo Kovzhun ha lasciato i ricordi della vita letteraria di Kyiv tra il 1917 e il 1919 e della pubblicazione della rivista "Muzaget", scrivendo: "Il "Muzaget" era frequentato principalmente da simbolisti come gruppo letterario-artistico, avendo reclutato alcune nuove persone, soprattutto tra i futuristi sparsi. Tuttavia, anche i futuristi decisero di sostenere attivamente la nuova rivista e vi parteciparono come ospiti. Bisogna sapere che i futuristi della regione del Dnipro ebbero un ruolo enorme, soprattutto nelle ricerche formali. Essi curarono la famosa rivista "Nuova Generazione" fino al 1931" (rivista "Nazustrich", Leopoli, 1934).


La lettera di Pavlo Kovzhun a Mychail Semenko 


   Avendo solo 19 anni, mobilitato nell'esercito russo durante la Prima Guerra Mondiale, combatté sul fronte rumeno; fu ferito tre volte, e poi nell'esercito dell'Repubblica Popolare Ucraina, fu ferito due volte. Ma anche lì mostrò il suo incentivo organizzativo, curando i giornali "Kozatska Dumka", "Ucraina", "La Voce del Tempo" e "Libertà". Lavorò a Peremyshl' nel laboratorio dell'arte. Dopo che l'esercito ucraino attraversò Zbruch alla fine del 1920, finì a Stanislav, dove lavorò al giornale "Ukrainske Slovo" e, insieme a Fedir Dudko, pubblicò il primo numero della rivista satirica "Jizhak". Inoltre, non abbandonò la creatività artistica.
   Nell'estate del 1914 Pavlo andò in Crimea, dove si preparava per mostre. Lì fu catturato in guerra. P. Kovzhun partecipò alla Prima Guerra Mondiale nelle file dell'esercito russo, fu ferito due volte nei Carpazi e in seguito si unì alla lotta di liberazione nazionale del 1918-1921. Per un certo periodo fu in un campo per soldati ucraini internati, poi visse per un breve periodo a Stanislaviv. 


La copertina della rivista "La campana", Kyiv 1913

   Dopo la transizione dell'esercito ucraino a Zbruch alla fine del 1920, dal campo per soldati internati dell'esercito della Repubblica Popolare Ucraina di Pykulychi si trovò a Stanislav, dove era un dipendente del quotidiano "Parola ucraina", insieme a Fedir Dudko pubblicò il primo numero della rivista satirica "Riccio". Tuttavia, non ha abbandonato la sua creatività artistica. Durante la lotta di liberazione, l'artista fu membro di un gruppo speciale per lo sviluppo di simboli, documenti, moneta e altro materiale di stato ucraino.




   Alla fine del 1921 Pavlo Kovzhun insieme alla sua giovane moglie Tamara si trasferì definitivamente a Leopoli. Qui iniziò il periodo più produttivo della sua attività creativa e fiorì il suo talento organizzativo (nello stesso anno organizzò il Circolo degli artisti ucraini (1922–1926) insieme a P. Kholodny, M. Golubets, S. Tymoshenko e R. Lisovskyj). 
   Stabilendo rapporti con gli artisti galiziani (M. Golubets, M. Osinchuk, M. Fedyuk, O. Kulchytska, I. Krushelnytsky, ecc.), avviò la fondazione del Circolo degli Operatori dell'Arte Ucraini nel 1922, la cui guida fu eletta dal Ministro dell'Istruzione e della Religione dell'UNR Petro I. Kholodny, anch'egli trasferitosi a Leopoli. Assunse personalmente l'incarico di responsabile di vari eventi organizzativi, coordinando le sue attività insieme allo storico dell'arte, scrittore ed editore M. Golubets. 
    Insieme ad artisti locali e colleghi della regione del Dnipro (R. Lisovsky, V. Kryzhanivsky, M. Butovych, Y. Magalevsky, ecc.), Pavlo Kovzhun mobilitò la vita artistica di Leopoli. "Insieme ad altri artisti e architetti, condivido la gioia della vittoria della grande cultura artistica ucraina sulla provinciale galiziana", scrisse in seguito, padroneggiando lo spazio culturale della città. Iniziò collaborando con case editrici locali, incoraggiando i proprietari (tra cui F. Fedortsiv, M. Taranko, I. Tyktor) ad elevare il livello estetico dei periodici e dell'editoria libraria ucraina.




   Le sue opere grafiche alle prime mostre del circolo impressionarono i visitatori per la portata delle ricerche formali e plastiche, che l'autore visse, ponendosi l'obiettivo di sintetizzare la tradizione nazionale con le principali tendenze del modernismo europeo. La rapida evoluzione del pensiero formale e figurativo dell'artista era già testimoniata dal primo gruppo di libri di I. Franko del 1921-1923 "Panski zharty", "Iz dniv zhurby", "Ziv'yale lystiya", "Boryslav smietsya", "Semper tiro", "Velikyy shum", "Yak Yura Shykmaniuk briv Cheremosh" e "Kazky", le cui copertine divennero una vera festa per gli ucraini galiziani. In futuro, l'instancabile suonatore di cornamusa non ha fatto altro che aumentare la sua attività: con periodicità costante, ha continuato a sorprendere i residenti di Leopoli con soluzioni sempre più originali nella progettazione delle riviste popolari "Svit Dytyny", "Moloda Ukraina", "Molode Zhittya", "Postup", "Masks", "Duhovna Besida", "Kultura", "Mitusa", calendari-almanacchi "Prosvita", "Hromada", "Zagrava", libri di K. Sosenko, V. Sofroniv-Levytsky, O. Makovey, B. Grinchenko, V. Bobynsky, P. Franko, M. Starytsky, E. Chykalenko, D. London, S. O'Brien e altri. 
     Inoltre, per una maggiore importanza nazionale del fattore estetico nella vita degli ucraini, Pavlo Kovzhun raccomandò a vari clienti i servizi professionali dei suoi colleghi della regione del Dnipro, che in quel periodo si trovavano anche a Leopoli: R. Lisovsky, M. Butovych, V. Kryzhanivsky, ecc. Ciò influenzò rapidamente l'immagine olistica della nuova grafica di Leopoli, con una combinazione unica di caratteristiche stilistiche: dal neobarocco, neobizantino al futurismo, espressionismo, costruttivismo e al conglomerato dell'Art Déco. 
   Di ritorno da un viaggio d'affari in Germania, Mykhail Semenko fece tappa a Leopoli e si incontrò con suo vecchio amico. Nello stesso periodo, Pavlo Kovzhun realizzò l'unica copertina per la rivista "Nuova Generazione", pubblicata nel numero di giugno 1929.

 La rivista futurista "Nuova Generazione" del 1929
(copertina della rivista eseguita da Kovzhun)


   Nel 1922 iniziò a pubblicare la rivista letteraria e d'arte "Mytusa", che suscitò l'interesse della società alle questioni artistiche. Successivamente Pavlo Kovzhun organizzò un comitato editoriale degli artisti, pubblicò nel 1930 la rivista "L'Arte", fu redattore del giornale "Verso" (1927) e della rivista "L'Arte" (1932-1936). 
    Quando questo circolo assunse posizioni conservatrici, nel 1931 Kovzhun, insieme a Mykhaylo Osinchuk, Sviatoslav Gordynskyj e Yaroslava Muzykha, organizzò a Leopoli una nuova società, "L'Associazione degli Artisti Ucraini Indipendenti" (1931-1939), e creò una redazione di artisti che pubblicò la rivista d'arte (a metà aprile 1932).  Della redazione di "L'Art" facevano parte Mykola Butovych, Sviatoslav Gordynskyj, Mykhailo Dragan, Yaroslava Muzyka, Mykhailo Osinchuk e Volodymyr Sichynsky. Mykhailo Andrienko-Nechytaylo, Mykola Golubec, Maria Dolnytska, Volodymyr Zalozetsky, Fedir Yemec, Ivan Ivanec, Olena Kulchycka, Volodymyr Lasovsky, Vasyl Perebyinis, Leonid Perfetskyj, Mykhailo Rudnytskyj, Iyla Sladny, Vasyl Khmelyuk ed altri. 



Pavlo Kovzhun tra un gruppo di personaggi pubblici e culturali di Leopoli alla mostra, Leopoli, 1932


   

   Oltre dedicarsi alla pittura e alla grafica, Kovzhun scriveva gli articoli su argomenti artistici e su singoli artisti (Oleksndr Arkhypenko, Dolynska), monografie d'arte (Mykola Glushchenko, Oleksa Gryshchenko), prestava molta l'attenzione all'editoria. Pavlo Kovzhun era uomo di fenomenale energia, grande efficienza e di una meravigliosa capacità di accendere con il suo entusiasmo e infondere fede nella grande missione dell'arte. Grazie al suo impegno e alla sua energia, fu pubblicata la rivista "L'Art", ogni numero della quale era una raccolta di almanacchi. A questa rivista Kovzhun fornì una serie degli articoli su vari argomenti, tra quali sono pubblicazioni su Maria Dolnytska, Oleksa Gryshchenko, Oleksandr Arkhypenko ed altri. Oltre alla rivista, vanno citate le monografie su Oleksa Gryshchenko, dove Kovzhun considerava la pittura dell'artista non solo nel contesto dell'arte ucraina ma anche mondiale. Degni di nota sono i suoi libri su Mykola Glushchenko e Lev Goetz ed altri. Kovzhun non  risparmiava i propri soldi per l'editoria. 
   Era autore di numerose copertine e illustrazioni per le opere di Ivan Franko, collaborava con Y. Magalevskyj. Fu uno degli autori dei dipinti policromi della chiesa di San Michele Arcangelo a Kalush e in altre città della Galizia, creatore di idee artistiche innovative. 
     
    

    
  Le sue opere grafiche furono ripetutamente esposte in mostre internazionali a Praga (1924), Bruxelles (1927), Los Angeles (1931), Berlino (1937) e Roma (1938).
   All'inizio del 1931, l'artista si recò in Italia per vedere questi dipinti, era a Venezia, Ravenna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Montreal. Fu anche affascinato dai mosaici antichi dell'era paleocristiana e portò molte fotografie di mosaici. Nello stesso 1931 si visitò Francia e negli anni 1930' a Berlino, dove teneva un ciclo delle lezioni sulla storia dell'arte presso l'Istituto Scientifico ucraino. L'incontro con la nuova arte italiana, francese e  l'arte tedesca offrì a Kovzhun l'opportunità di testare il suo percorso creativo e vedere quanto fosse corretto e quanto bene seguisse il percorso dell'arte europea.
   Nell'autunno del 1931 si svolge "La prima mostra dell'Associazione degli artisti ucraini indipendenti" con la partecipazione degli artisti francesi, italiani e belgi invitati e del gruppo ucraino di Parigi. I curatori ufficiali della prima mostra erano rappresentanti degli artisti europei Pavlo Kovzhun insieme a Sviatoslav Gordynskyj e Mychailo Osinchuk. Prima dell'inaugurazione della mosta è stato pubblicato un catalogo bilingue (ucraino-francese) con illustrazioni di opere di M. Andrienko, Mykola Butovych, Mykola Glushchenko, Sviatoslav Gordynskyj, Yaroslava Muzyka, Andrea Deren, M. Totzi, D. Severini e altri. La prima mostra presentava le 166 opere di 43 artisti, tra cui:  Andrienko M. (Parigi), Blanc S. (Parigi), Borachok S. (Leopoli - Parigi), Butovych M. (Lviv - Berlino), Mykola Glushchenko (Parigi), Sviatoslav Gordynsky (Lviv - Parigi), Olksa Gryshchenko (Kani), Smolsky G. (Lviv), Gromar M. (Parigi), Zarytska S. (Parigi), Ivanets I. (Lviv), Pavlo Kovzhun (Lviv), Krychevsky M. (Parigi), Krushelnytsky M. (Parigi), Lutsyk S. (Lviv - Parigi), Jaroslava Muzyka (Lviv), Mychailo Moroz (Lviv), Oleksa Novakivsky (Lviv), V. Perebyinis (Parigi), L. Perfetsky (Parigi), ed anche famosi artisti come Amadeo Modiliani (Parigi), Andrea Deren (Parigi), Raoul Dufy (Parigi), Pablo Picasso (Parigi), Gino Severini (Parigi), Mark Chagall (Parigi) ed altri. 
   Pavlo Kovzhun partecipava alle mostre internazionali a Praga, Bruxelles, Varsavia, Berlino, Roma, Napoli ed altre: a Berlino, in una mostra organizzata dall'Istituto ucraino di ricerca nel 1933 presso la Biblioteca statale d'arte, l'artista espose più di 70 opere grafiche; in una mostra grafica a Praga organizzata dalla Società ucraina degli amici del libro a Praga; alla "Mostra della grafica ucraina" a Roma nell'estate del 1938, l'artista presentò 47 opere. 
    Fu grazie a Pavlo Kovzhun che negli anni '30 la grafica ucraina moderna conquistò trionfalmente la simpatia del pubblico nelle principali città europee: Praga, Berlino, Roma. Fu grazie alla grande autorità internazionale di Kovzhun che riproduzioni di grafica ucraina trovarono posto sulle pagine delle più prestigiose pubblicazioni professionali: la rivista polacca "Grafika", la rivista cecoslovacca "Hollar", il mensile tedesco "Gebrauchsgraphik".
     Fu l'autore di saggi su Mykola Glushchenko, Leo Getz, di articoli su temi artistici e figure culturali e di monografie artistiche. I suoi articoli sono stati pubblicati su vari giornali in Polonia, Francia e Germania.
    La sua attività artistica principale era rivolta alla grafica del libro (le copertine e le illustrazioni dei libri e riviste: delle opere di Ivan Franko, illustrazioni dell'almanacco "Il girasole", pubblicazioni di Anton Krushelnytsky) le insegne, manifesti, iniziali, cartoni animati, dipinti; grafica industriale. Fu il principale promotore dell'Associazione degli artisti ucraini indipendenti. Ed è stato grazie a lui che molte mostre degli artisti ucraini sono state esposte a Praga, Berlino, Roma. 
    Kovzhun insieme a Mykhailo Osinchuk dipinse le policromie delle chiese nello stile bizantino ucraino (Ozerna, Sokal, Zashkiv, Dolyna, Miklashev, Konechne, Kalush, Stoyanov, ecc.)., più di dieci chiese in Galizia, la sala all'Accademia teologica a Leopoli. Fu uno degli autori di dipinti policromi della chiesa di San Michele Arcangelo a Kalush e di altre città della Galizia, creatore di idee artistiche innovative. Lo stile degli affreschi si caratterizza da ampie aree fortemente colorate, incorniciate da intricati ornamenti, l'equilibrio di masse colorate, figure decorative e interpretate in modo planare, che nel loro insieme sono diventate come parte dell'ornamento. 
     Nel 1937 teneva lezioni all'Istituto Scientifico Ucraino di Berlino.
     Morì il 15 maggio 1939 a Leopoli. Fu sepolto nel cimitero di Lychakiv (a Leopoli). 





             Pavlo Kovzhun sull'esposizione delle sue opere durante la mostra nel 1923 a Leopoli 




      La copertina del libro della poesia di Pavlo Tychyna, 1922 

Copertina del libro di M. Staryckyj "Obloga Buschi", Leopoli 1926

La copertina del libro di Borys Grinchenko "Il raggio solare" 






La copertina del libro "Manivtsami" di Klym Polishchuk, Leopoli, 1922

La rivista "Le nuove strade" 1929  
  




La rivista "L'arte", estate-autunno, 1932





La copertina della rivista "L'arte", 1936







La copertina del libro di Ivan Franko

1896 - Nasce Pavlo Kovzhun, pittore.
La copertina di Pavlo Kovzhun per libro di Ivan Franko


La copertina di Pavlo Kovzhun per libro di Ivan Franko

Kovzhun P. Copertina del libro "Semper tiro" (3ª edizione) di Ivan Franko. 1924




Kovzhun P.M. Copertina del libro "Favole" di Franko I. Ya. 1924.




Kovzhun P. Copertina del libro "Favole" di Franko I. Y. 1924.



La copertina di Pavlo Kovzhun del libro di Ksenofond Sosenko, 1922



















Risultati immagini per Pavel Kovzhun
Ex libris del Metropolita Andrea Sheptytsky 

Ex libris di Vasyl Mudry

















 



Copertina del libro di Knut Hamsun "Sotto le stelle d'autunno", 
grafica di Pavlo Kovzhun, Leopoli 1937 





Immagine correlata Pavlo Kovzhun, gli affreschi nella chiesa di San Michele a Kalush (1938).

Il paesaggio invernale, anni 1920-i. 

Il giardino nell'inverno, 1926


L'albero invernale, gli anni 1930'

L'inverno, 1926



Il paesaggio con gl'alberi in fiore




Il mulino a vento, gli anni 1920'

. 







La copertina del libro di Sviatoslav Gordynsky "Pavlo Kovzhun", Cracovia-Leopoli 1943 



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Data della prima pubblicazione 15 ottobre 2019

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