lunedì 7 settembre 2026

La Natività della Madre di Dio, di Yaryna Moroz Sarno


La Natività della Madre di Dio

di Yaryna Moroz Sarno


Maestro da Vanivka, icona della fine del XIV secolo,
 villaggio Vanivka, Museo Nazionale a Leopoli  



La Tua nascita, o Madre di Dio, 
 annunciò la gioia a tutto l'universo, 
Da Te nasce il Sole della giustizia, 
Cristo Dio nostro,
 che avendo sciolto la maledizione,
 ha dato la benedizione, 
distruggendo la morte, 
ci dono della vita eterna.

Apolytikion e kontakion della festa 




   La Natività della Vergine Maria è il prologo della storia della nostra salvezza e questa solennità che dà l'inizio al ciclo delle grandi feste dell' anno liturgico della Chiesa Orientale. "Oggi è l'inizio della salvezza del mondo. Acclamate il Signore, tutta la terra, cantate, esultate e suonate. Elevate la vostra lode, esaltatela, non temete, perché ... ci è stata generata la Madre di Dio, dalla quale si compiacque d'essere generato l'Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo", - scrisse Giovanni Damasceno nell'Omelia per la Natività di Maria (PG 96, 662). "Questa festa è l'inizio di tutte le feste per noi, è la porta della grazia e della verità. Per il Creatore di tutto oggi il tempio animato è stato costruito e la creatura si sta preparando a diventare la dimora divina del suo Creatore",  - aggiunse Sant'Andrea di Creta. Nell'inno liturgico di Stefano Agiopolita (l'VIII secolo) si canta: "Oggi le porte sterili si aprono e ne esce la divina porta verginale. Oggi la grazia comincia a dare i suoi frutti, manifestando al mondo la Madre di Dio, per la quale le cose terrestri si uniscono a quelle celesti, a salvezza delle anime nostre". "La celebrazione odierna è per noi l'inizio delle feste", scrisse Andrea di Creta. 
   Nella tradizione orientale la solennità della Natività della Vergine Maria (Γενέθλιον τῆς ὑπεραγίας δεσποίνης ἡμῶν Θεοτόκου καὶ ἀειπαρθένου Μαρίας) inaugura l'inizio delle grandi dodici feste dell'anno liturgico. La festa probabilmente ebbe origine gerosolimitana. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica sanctae Mariae ubi nata est (conosciuta adesso come chiesa di Sant'Anna). Nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata festa della Natività della Madre di Dio. La costruzione di una chiesa sul portico centrale della Piscina Probativa (secondo gli apocrifi, sito della casa della Vergine Maria) risale al V secolo e la sua dedica ebbe luogo l’8 settembre sotto il patriarca Giovenale (422-458). Secondo l'altra pia tradizione palestinese, proprio Sant'Elena (m. 330), la madre dell'imperatore Costantino, fece costruire la chiesa in onore della Natività della Beata Vergine a Gerusalemme. 
  La festa è stata menzionata da San Giovanni Crisostomo, da patriarca di Costantinopoli San Proclo (439-446), Sant'Epifane, Sant'Agostino, San Romano il Melode e dal papa Gelasio (492-496). Ufficialmente fu introdotta sotto l'imperatore Giustiniano I (527 -65). Tra il 536 - il 556 da San Romano Melode è stato composto l'inno dedicato alla solennità. Nei secoli VII - VIII la festa era già celebrata molto solennemente.  
  La festa è segnata nel Kanonar di Gerusalemme del VII secolo con notevoli differenze rispetto agli altri giorni. La festività è nominata nell'evangeliario festivo donato al monastero del Sinai dall'imperatore Teodosio III (715-717), scritto in lettere d'oro e contenente letture, ovviamente, solo nelle festività più importanti dell'anno liturgico.
   Sant'Andrea di Creta (m. 712 ca) compose le due omelie ed un canone per la festa. Gli inni liturgici in onore della festa sono stati composti da patriarca Anatolio (449-458), Stefano di Gerusalemme (VI secolo), Sant'Andrea di Creta e Patriarca Sergio (VII secolo), San Giovanni Damasco, il patriarca Germano (l'VIII secolo) e San Giuseppe l'Innografo (IX secolo). 
  La prima menzione della festa della Natività della Beata Vergine Maria nell'Occidente troviamo nel libro del sacramentario di papa Gelasio (492-496). Nel Liber Pontificalis si racconta che papà Sergio I (687-701) nel 688 stabilì la celebrazione della festa l'8 Settembre con precisione verso la basilica di Santa Maria Maggiore partendo dalla chiesa di Sant' Adriano al Foro (Liber Pontificalis, I, 376). La festa fu menzionata nel Martirologio Romano dello pseudo-Girolamo del VII secolo. La festa si diffuse a Roma con i monaci profughi bizantini sotto il pontificato del papa Teodoro (642-649). Secondo la testimonianza di Anastasio il Bibliotecario (IX secolo), santo papa Sergio (687-701) istituì una litania, la processione con la croce dalla chiesa di Santa Maria Maggiore alla chiesa di Sant'Adriano (PL128, 897–898). Anche nel Liber Pontificalis è scritto: "Constituit autem ut diebus Adnuntiationis Domini, Dormitionis et Nativitatis sanctae Dei genetricis semperque virginis Mariae ac sancti Symeonis, quod Ypapanti Greci appellant, letania exeat a sancto Hadriano et ad sanctam Mariam populus occurrat" (L. Duchesne, Le Liber Pontificalis. Texte, introduction et commentaire, vol. I, Paris 1886, 376). Nelle regole di San Bonifazio (VIII secolo), questa festa è nominata tra le meritevoli della speciale celebrazione popolare (sabbatizandae a populis cum singulari devotione).
  La storia della Natività di Maria è conosciuta attraverso le fonti apocrife, principalmente appoggiati sul Proto-Vangelo di Giacomo (II secolo), sul Vangelo dello Pseudo-Matteo (IV secolo) e sul Libro della Natività di Maria (IX secolo). Il Protovangelo di Giacomo (nei capitoli V – VI) racconta che Maria nacque a Gerusalemme nella casa dei genitori Gioacchino ed Anna, che, non avendo prole dopo vent'anni, supplicavano il Signore d'avere questo grande dono. Per implorare da Dio la grazia Gioacchino si rifugiò nel deserto, dove l'angelo gli fece l'annuncio. Nello stesso giorno l'angelo apparve a Sant'Anna che pregando, piangeva: "Il Signore esaudirà la tua preghiera. Concepirai e partorirai e si parlerà della sua discendenza per tutta la terra..." Nel Medioevo il capitolo 5 del Protovangelo di Giacomo era incluso nei libri liturgici ucraini e si leggeva durante la celebrazione della liturgia della festa. Questo racconto si riflette nelle omelie, nell'iconografia e l'innografia. 
 A Massimo il Confessore (580-662) è stata attribuita la Vita di Maria che tra fonti oltre gli Apocrifi ricorda le opere di Gregorio di Neocesarea il Taumaturgo, Atanasio di Alessandria, Gregorio di Nissa, Dionigi l' Areopagita ed altri. 
    La liturgia della festa contiene il primo canone composto da Giovanni Damasceno (m. 780 ca), il secondo canone - da Sant'Andrea di Creta (m. 712 ca), i stichiri di San Germano, il patriarca di  Costantinopoli (m. 740) e di Anatolio, vescovo di Salonicco (IX secolo), dei monaci del monastero di San Sabba presso di Gerusalemme Stefano e Sergio (IX secolo), Giuseppe l'Innografo (m. 886). 
   Lo schema iconografico paleocristiano risale all'iconografia tardoantica. Le prime rappresentazioni di questa scena compaiano in dittici intagliati del VI secolo, (Heritage, San Pietroburgo) e negli affreschi dell'VIII secolo nella chiesa di Santa Maria Antiqua a Roma.
    Nell'arte bizantina l'iconografia della Natività della Vergine Maria si sviluppò nel periodo post-iconoclasta (gli affreschi del tempio Kyzylchukur in Cappadocia, 850-860; le miniature del Menologio di Basilio II, 976-1025 nella Biblioteca Vaticana ed altri manoscritti). 

La miniatura del Menologio di Basilio II, Vat. gr.1613

  Dalla fine del X secolo il tema iconografico è stato incluso nel sistema della decorazione delle chiese (la cattedrale di Santa Sofia ad Ocrida (1040 ca), chiesa dell'Assunzione della Vergine a Dafne (1100 ca), chiesa dei Santi Gioacchino e Anna a Studenytsa (1314) et ecc.). La scena si trova delle icone del XIII secolo dal monastero del Sinai di Santa Caterina.
   L'iconografia bizantina della festa rappresenta la scena all'interno della casa, dove nel centro della composizione sono rappresentati Sant'Anna che riposa sul letto dopo parto e le donne che portano a lei i doni. La piccola Maria con nimbo è raffigurata con le levatrici. Dalla prima metà del XIV secolo appare la figura di Gioacchino (monastero di Chora), le scene architettoniche diventano più complesse, viene introdotta l'immagine di un tavolo, che, come le figure di donne del dono, si ispira al rito di corte in onore dell'Imperatrice, sottolineando la dignità dell'evento, di Sant'Anna e della sua figlia. La gioia  solenne rappresentata attraverso lo schema iconografico maestoso e il colorito si rispecchia anche nell'inno: "risplende Maria, poiché, prodigiosamente partorita da madre sterile, ha partorito nella carne il Dio dell’universo, da grembo senza seme, oltre la natura: unica porta dell’unigenito Figlio di Dio, che attraversandola l’ha custodita chiusa, e tutto disponendo con sapienza come egli sa, per tutti gli uomini ha operato la salvezza". 
  La scena della Natività della Madonna è stata rappresentata nel ciclo degli affreschi dell'XI secolo nella cattedrale di Santa Sofia a Kyiv.


     Gli affreschi della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv dell'XI secolo 

Gli affreschi della fine del XIV secolo, Sandomyr

Gli affreschi nella chiesa dell'Ascensione, Luzhany, XIII -XV secolo

L'affresco del XV secolo, Luzhany, regione di Chernivtsi 

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO
Il frammento dell'icona del XIV- XV secolo con la scena della Natività, 
villaggio Stanylia, Museo Nazionale a Leopoli

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO
L'icona della fine del XV - l'inizio del XVI secolo, villaggio Nova Wes', 
Museo Nazionale a Leopoli

L'icona del XVI secolo del Maestro Fedus'ko,
villaggio Nakonechne, Museo Nazionale a Leopoli

L'icona ucraina della prima metà del XVI secolo, Weremin, Museo Storico a Sanok 

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona del XVI secolo, villaggio Zhogatyn, Museo Nazionale a Leopoli 

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona della seconda metà del XVI secolo, villaggio Liskovate, Museo Nazionale a Leopoli 

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona del 1560 di Maestro Dmytrij, città di Dolyna, Museo Nazionale a Leopoli

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona ucraina del XVI secolo, Potelych, Museo Nazionale a Leopoli 

L'icona, metà del XVI secolo, chiesa dell'Arcangelo Michele, villaggio di Stara Skvariava. Museo Nazionale a Leopoli.

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona del XVI secolo, Potelych

L'icona ucraina della seconda metà del XVII secolo, Khotynets (adesso Polonia) 

L'icona ucraina del XVII secolo, Museo Storico a Sianok, Polonia

L'icona della prima metà del XVII secolo, dalla cappella della Deposizione dei Paramenti della Beata Vergine Maria, villaggio di Prokhid, distretto di Ratniv,
Museo delle icone di Volyn', Lutsk

 
L'icona della prima metà del XVII secolo, 
villaggio Tarnavka (la chiesa di Santa Paraskeva a Leopoli (?)), Museo Nazionale a Leopoli
 
L'icona dell'iconostasi della chiesa Santa Parasceve a Leopoli, XVII secolo 

Як зображали Різдво Богородиці українські богомази? | CREDO

L'icona ucraina del XVII secolo 

L'icona patronale, la chiesa del villaggio di Vereshchytsia, distretto di Yavoriv; con la data e la firma dell'autore: "Anno di Dio 1675. Fedor, pittore di Vyshny".

L'icona della chiesa dell'Esaltazione della Santa Croce, Drohobych

L'icona della fine del XVII secolo, villaggio Mychnivaka, 
Museo dell'icona di Volyn'

L'icona dell'iconostasi della chiesa di San Giorgio, Drohobych



L'icona ucraina del XVII secolo, Museo storico, Rivne

L'icona dell'iconostasi della chiesa dello Spirito Santo a Rogatyn, 1650 



Il frammento dell'iconostasi di Zhovkva 

Yov Kodzelevych, L'icona dell'iconostasi del monastero Zagorovsky, 
(Iconostasi di Voshchatyn), 1722 
 
Vasyl Glibkevych, L'icona patronale, la seconda metà del XVIII secolo, dalla chiesa della Natività della Vergine Maria di Drogobych, Museo della provincia di Drogobych 

L'icona della fine del XVIII secolo, Podillia Orientale   

Ricamo "La Natività della Vergine Maria", 1682, dalla collezione della Riserva Nazionale "Kyiv-Pechersk Lavra".

Il ricamo ucraino liturgico del 1736, Riserva-Museo Nazionale di Kyievo-Pechersk 

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https://www.truechristianity.info/ua/books/saints_ua_01/saints_ua_01_008.php
http://www.vatican.va/content/osservatore-romano/it/comments/2009/documents/206q01b1.html

Y. Moroz, Estetica delle icone ucraine  del XIV - XV secolo, PhD dissertazione, Istituto di filosofia dell'Accademia della Scienza d'Ucraina, Kyiv 2005.  
G. Passareli, Icone delle dodici grandi feste bizantine, Milano 1998, 29-48. 

Natività e Dormizione della Vergine Maria, icona ucraina dell'inizio del XVI secolo, villaggio Terla, Museo Nazionale a Cracovia

 

Natività e Dormizione della Vergine Maria
Icona ucraina XVI sec. 

Natività e Dormizione della Vergine Maria, icona ucraina dell'inizio del XVI secolo, 
villaggio Terla, Museo Nazionale a Cracovia

sabato 5 settembre 2026

Il miracolo di San Michele a Chonae, 6 settembre, di Yaryna Moroz Sarno


Il miracolo di San Michele a Chonae

6 settembre

di Yaryna Moroz Sarno


 La miniatura nel Menologio di Basilio II, 985 ca (Vat. gr. 1613, fol. 17)


L'Archistratega delle Milizie Celesti,
noi ingegni, ti preghiamo sempre,
che difendici con le tue preghiere e 
con le ali della tua gloria spirituale,
custodiscici, che ti supplichiamo e chiamando:
Dai guai ci salvi come capo delle forze celeste.

Troparion, voce 4


   Il tema del Miracolo dell'arcangelo Michele a Chonae (Τὸἐν Χωναῖς/Χῶναις Θαῦμα τοῦ Ἀρχαγγέλου Μιχαήλ) aveva notevole rilievo nella spiritualità orientale. Il 6 (19) settembre, il giorno della commemorazione del Miracolo di San Michele Arcangelo fu così significativo per la Chiesa orientale, che già nei tempi antichi, si istituì una festa speciale dedicata a questo evento. 
   La festa del miracolo di San Michele “a Colosse, più tardi chiamata Chonae” fu inserita in Sinaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae il 6 (19) settembre. Il testo  del Miracolo a Chonae ha una particolare importanza tra le opere agiografiche dedicate a San Michele. La commemorazione ritroviamo nel Menologio di Simeone Logoteta e di Basilio II Porfirogenito (976-1025). In questo giorno festivo nelle minee era prevista la lettura della Leggenda del miracolo in Chonae, che nel X secolo è stata redatta da Simeone Metafraste e si usa fino d'oggi. Nel De administratione imperii Anche Costantino VII Porfirogenito (+959) menzionava il celebre santuario a Chonae (detta Colosse) dedicato all’arcangelo Michele.


L'affresco nella chiesa del monastero di Vysoki Decani, Kosovo, 1335-1350 


     Il culto di San Michele Arcangelo (Archistratega), che aveva l'origine orientale ed era già diffuso dal III secolo in Asia Minore, sulle coste e le isole di Grecia, era correlato con la difesa delle acque. In Asia Minore Sant'Arcangelo era patrono delle acque curative. Inizialmente tutti i santuari micaeliti avevano sorgenti prodigiose. Scrittore e agiografo bizantino del X secolo Simone Metafraste descriveva l'apparizione dell'Arcangelo a Cheretopa in Frigia che ha fatto sgorgare l'acqua miracolosa e che risale al I secolo.  
   Secondo la tradizione, il miracolo di San Michele a Chonae accadde nel santuario a lui dedicato, dove i pagani volevano distruggere il santuario, deviando il fiume contro il santuario. L'asceta Archippo d'Erotopo con un grande fervore pregò l'Arcangelo. San Michele intervenne, spaccando con un fulmine la roccia e dando così all'acqua che sgorgava un nuovo corso. Così mise in salvo la chiesa, santificando per sempre anche l'acqua della sorgente.  
   La festa ha una tradizione antica iconografica. Tra i primi rappresentazioni sonoo la miniatura del Menologio dell'imperatore Basilio II e l'icona del XII secolo conservata nel monastero di Santa Caterina al Sinai. La trama del Miracolo è stata particolarmente diffusa dalla fine del XIV secolo con la fioritura della vita monastica, quando una vita rigorosa e ascetica diventa l'ideale cristiano, vengono particolarmente glorificate le virtù monastiche e le gesta eremitiche. La figura  di Sant'Archippo personificava la forza della preghiera eremitica, capace di resistere al male e al vizio.
    La commemorazione del miracolo dell'Arcangelo Michele a Chonae è stato molto venerato in Ucraina. In onore di questa festa, a Kyiv fu fondato il monastero di San Michele Vydubychi, chiamato anche "il patrigno Vsevolozhy", perché nel 1088 uno dei figli di Yaroslav il Saggio, Vsevolod, costruì la chiesa del miracolo dell'Arcangelo Michele, che fu consacrata dal metropolita Giovanni di Kyiv e dai vescovi. La chiesa di San Michele fu costruita sulla scogliera delle acque tempestose del Dnipro. Durante l'alluvione, il fiume spazzò via l'argine, e questa situazione minacciò il crollo della chiesa. I monaci del monastero pregarono con fervore l'intercessore celeste Arcangelo Michele per la protezione del tempio, affinché compisse lo stesso Miracolo di Chonae. Nel corso del tempo, le circostanze intorno alla chiesa di Vydubychi iniziarono ad essere ricoperte da varie leggende che dicevano che la chiesa fu eretta dall'Arcangelo Michele in persona, che doveva preservarla. Per la sua intercessione, essa sarà illesa, perché "la chiesa è stata fatta scendere dal cielo per un capello d'oro, e sarà sostenuta da lui". Altri dicevano che non appena l'acqua lava via il tempio, l'Arcangelo lo spinge da parte. Pertanto, il 24 settembre 1200, il granprincipe di Kyiv Ruryk Rostyslavych completò il muro di contenimento, che fu solennemente aperto e consacrato durante il regno dell'abate Vydubychi Mosè I, che parlò in modo eloquente e sublime al principe patrono. Tuttavia, a causa della distruzione del muro di contenimento nel corso del tempo, la parte dell'altare della chiesa è caduta nel Dnepr e parte della chiesa di San Michele si erge ancora sopra la scogliera.

L'icona della seconda metà XII secolo, il monastero di Santa Caterina sul monte Sinai

La miniatura bizantina, Simeone Metafraste, Le vita dei santi per mese settembre,
Londra, British Library, Add MS 11870, f. 60 r.




La miniatura del Salterio di Kyiv, 1397, fol. 130 

Frammento dall'icona del XV secolo  "San Michele e gli  Atti ", chiesa di San Nicola, 
villaggio Storonna, Museo Nazionale a Leopoli 

Il frammento dell'icona ucraina del XVI secolo, Museo Nazionale a Leopoli 

Scena dell'icona dell'Arcangelo Michele della metà del XVI secolo. 
Museo Nazionale di Cracovia, Polonia.

Frammento dell'icona della seconda metà del XVI secolo, 
Museo Nazionale a Leopoli 

Frammento dell'icona dell'Arcangelo Michele. prima metà del XVI secolo, 
dal villaggio Nagoriany,  Museo di architettura popolare, Sianok, Polonia.

Frammento dell'icona dell'Arcangelo Michele, XVI secolo
dalla chiesa Santa Paraskeva, villaggio Il'nyk, Museo Nazionale a Leopoli.

Frammento dell'icona dell'Arcangelo Michele, XVI secolo, 
villaggio Volia Vysotska. Museo Nazionale a Leopoli.

Frammento dell'icona dell'Arcangelo Michele, 1560, Galleria Sharish a Priashiv.
 

Maestro Dmytrij, frammento dell'icona dell'Arcangelo Michele, 1560, città di Dolyna.

Frammento dell'icona ucraina di San Michele con gli atti, 
XVI secolo, Museo Nazionale a Leopoli  

“Miracolo a Chonae” (scena degli atti dell’icona  di Arcangelo Michele), fine XVIII secolo, 
dalla chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, villaggio di Troyanivka, distretto di Manevytskyj, Museo delle icone di Volyn

Scena dell'icona dell'Arcangelo Michele della metà del XVIII secolo. 
Museo Nazionale di Arte Popolare di Hutsul e Pokuttya

Scena dell'icona dell'Arcangelo Michele. XVIII secolo. Chiesa della Natività della Vergine, villaggio Troyanivka, distretto di Manevytsky. Museo delle icone di Volinia, Lutsk.


L'incisione di Nykodym Zubryckyj, Gli acatisti, 1709 

L'icona della devozione popolare della metà del XVIII secolo, Volyn' ,
Luck, Museo delle icone di Volyn



Ivan Rutkovych, il frammento dell'iconostasi ucraina, Vola Drevlianska, 1680 
 

L'icona ucraina del XVIII secolo, la collezione della famiglia Umansky 

La decorazione della chiesa refettorio del monastero di Vydubychi, XVIII secolo 

L'affresco della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv, XVIII secolo 



 Ivan Ravych, piatto d'argento con doratura, 
per ordine del monastero Vydubytskyj di Kyiv, 1723 

L'immagine della seconda metà del XVIII secolo 





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Per approfondimenti vedi l'articolo :  
San Michele Arcangelo, l'Archistratega delle Milizie Celesti, patrono dell'Ucraina, di Yaryna Moroz Sarno



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