venerdì 26 giugno 2026

La memoria liturgica dei beati martiri arcivescovo Mykolai Charnetsky e coo-martiri



La memoria liturgica dei beati martiri 
arcivescovo Mykola Charnetsky con coo-martiri, 
tra cui il vescovo Vasyliy Velychkovsky e i preti redentoristi 
Ivan Ziatyk e Zenon Kovalyk




Mykola Charnetsky 

Mykola Charnetsky 

    Il 27 giugno 2001 nella festa della Madonna Perpetuo Soccorso il Santo Padre Giovanni Paolo II durante la sua visita a Leopoli ha beatificato  i martiri e i confessori di fede Mykola Charnetsky ed altri redentoristi insieme a 24 martiri ucraini - le vittime del regime sovetico.  

   Mykola Charnetsky è stato un vescovo martire della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, l'esarca apostolico mandato da Pio XII per i fedeli greco-cattolici di Volyn' e Pidlashia, a lungo era prigioniero politico del regime sovietico. 
    Nacque il 14 dicembre del 1884 nel villaggio Samekivtsi, regione di Leopoli (provincia di Gorodenka). Fin da giovane, Mykola aveva un grande desiderio di diventare sacerdote. Dopo gli studi teologici al Seminario di Stanislaviv, è stato ordinato il 2 ottobre 1909 dal vescovo greco-cattolico Gregorio Chomyshyn, che lo mandò a studiare a Roma dove conseguì il dottorato in teologia. 
     Nel 1919 Mykola entrò nel novizio dei Redentoristi a Leopoli. il 16 sttembre del 1920 prese i voti monastici. Fu nominato dal papa Pio XII vescovo titolare e visitatore apostolico nella regione di Volyn'; è stato consacrato nella chiesa di Sant'Alfonso a Roma l'8 Febbraio del 1931 e divenne il primo vescovo redentorista ucraino. 


   
 
  Durante la prima occupazione sovietica era perseguitato e gravemente represso. I padri redentoristi furono espulsi dalla Volyn' insieme al loro vescovo. Mykola Charnetsky fu costretto a stabilirsi nel monastero di Leopoli. Nel 1941 iniziò a insegnare discipline filosofiche, psicologia e teologia morale all'Accademia teologica di Leopoli.
  Quando le truppe sovietiche occuparono la città di Leopoli iniziò una grave repressione contro il vescovo. L'11 aprile 1945 alle ore 23 ca, Mykola Charnetsky fu arrestato come anche tutta la gerarchia episcopale della Chiesa greco-cattolica. È stato detenuto nella prigione a via Lonsky. Sua Eminenza il vescovo fu gravemente torturato: risvegliato nel cuore della notte, interrogato e picchiato. Successivamente è stato trasferito nella capitale, dove Charnetsky è stato trattenuto per un anno fino a quando il suo caso non è stato ascoltato in tribunale. In totale il vescovo subì oltre 600 interrogatori con le torture, fu trasferito in 30 diverse prigioni e nei campi di lavori forzati.
   Le autorità sovietiche hanno annunciato il loro verdetto. Il reverendo vescovo fu chiamato "agente vaticano" e chiuso in prigione con regime di stretto controllo per dieci anni. Inizialmente, il vescovo fu inviato nella prigione della città siberiana di Mariinsk, nella regione di Kemerovo. Successivamente Charnetsky fu trasferito in un'altra zona. Trascorse gli ultimi anni della sua prigionia nell'ospedale del carcere a Mordovia. Nel 1956 la salute di Charnetsky peggiorò gravemente. Quindi la direzione del campo di concentramento decise di rilasciarlo per farlo tornare a Leopoli, dove dovette subito essere ricoverato in ospedale. 
    Per qualche tempo Charnetsky si riprese, il che sembrò un vero miracolo. Visse con un suo confratello redentorista Klymentiy sulla via Vechirna 7. Il vescovo era curato con premura lì, pregava molto, leggeva e continuava a sostenere i suoi fratelli per prepararli al sacerdozio. 
   Il miglioramento della salute purtroppo fu molto breve e il 2 aprile 1959 il vescovo morì. Prima fu sepolto al cimitero di Kulparkivska, poi il corpo fu seppellito nel cimitero di Lychakiv, da dove e stato trasferito nella chiesa redentorista di San Giosafat a Leopoli. Miracoli di guarigione presso la tomba del reverendo iniziarono a verificarsi in epoca sovietica. Dopo le preghiere presso la tomba del santo martire, le persone hanno guarito anche le malattie più gravi e mortali.


Владыка УГКЦ Николай Чарнецкий отбыл 600 часов допросов | Новости ...



Vasyl Velychkovsky 



    Il vescovo Vasyl Velychkovsky (1 giugno del 1902,  Stanislaviv - 30 giugno del 1973, Winnipeg) della Congregazione del Santissimo Redentore, vittima della persecuzione sovietica. 
   Fu ordinato diacono nel 1923 da Andrea Scheptytsky. Il 9 ottobre 1925, Vasyl Velychkovsky all'età di 22 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Yosyf Botsyan (1879-1926), vescovo di Lutsk.
  Il padre Vasyl venne accusato dell'attività antisovietica, fu arrestato il 7 agosto 1945 nel monastero dell'Assunzione della Beata Vergine a Ternopil, di cui era abate all'epoca. Fu condannato alla morte nel 1945, ma la sua condanna è stata cambiata a dieci anni di lavori forzati. 
   Il papa Giovanni XXIII lo nominò nel 1959 come vescovo ausiliare di Leopoli. Nel 1972 è stato espulso dall'Unione Sovietica. Visse prima a Zagabria, poi a Roma, dopo si trasferì in Canada. Morì nel 1973 nell'età del 70 anni. 
  Dopo l'esumazione del corpo del Vescovo, si è scoperto che ha mantenuto completamente la sua forma. Le reliquie incorruttibili del Beato sono state deposte in un sarcofago di acciaio inossidabile. Il 22 agosto del 2002 sono state solennemente trasferite nella chiesa redentorista di San Giuseppe a Winnipeg. 
   Il 20 luglio 2014 il beato martire Vasyl Velychkovsky è stato proclamato santo patrono della cappellania carceraria.



Ivan Ziatyk 

Província do Rio - Beatos - Beato Ivan Ziatyk

    
   Padre Ivan Ziatyk nacque il 26 dicembre del 1899 nel villaggio Odrechova, vicino Sanok. Frequentò il ginnasio dal 1911 al 1919. Dopo la laurea in teologia presso il Seminario teologico di Peremyśl nel 1923, fu ordinato sacerdote dal vescovo Josaphat Kotsylowsky. Per dieci anni, dal 1925 al 1935, prestò servizio come prefetto del seminario greco-cattolico ucraino di Peremyśl e anche direttore spirituale presso il ginnasio femminile ucraino di Peremyśl. 
  Il 15 luglio 1935 entrò nella congregazione dei Redentoristi (l'Ordine del Santissimo Salvatore). Nel 1936, dopo un anno di noviziato, padre Giovanni viene inviato al monastero di San Giuseppe a Stanislaviv (Ivano-Frankivsk). Nell'autunno del 1937 si stabilì nel monastero di San Clemente a Leopoli dove condusse il servizio dell'economo,  in assenza del protoegumeno Joseph de Vocht compie le sue funzioni. Allo stesso tempo il padre Ivan Zyatyk insegnò come professore di teologia dogmatica e Scrittura al seminario redentorista. 
   Durante l'occupazione tedesca nel 1941-1944 fu nominato abate del Monastero dell'Assunzione della Beata Vergine a Ternopil. Nel 1944-1946 occupò il governo dell'abate del monastero della Madre di Dio del Perpetuo Soccorso nel villaggio di Zboiska (ora parte di Leopoli) dei Padri Redentoristi. Dopo la deportazione del padre de Vocht nel 1948 divenne il protoegumeno dell'Ordine, ma fu arrestato assieme ad altri 58 redentoristi il 20 gennaio del 1950. Dopo numerosi interrogatori il 4 febbraio 1950 al padre furono presentate le seguenti accuse: "Ivan Zyatyk è veramente il membro dell'Ordine Redentorista dal 1936 e predica l'idea del papa di diffondere la fede cattolica tra tutti i popoli del mondo”. 
   Prima lo mantenevano nei  carceri di Leopoli e Zolochiv, poi è stato trasferito  nella regione di Irkutsk. Nel periodo dal 4 luglio 1950 al 16 agosto 1951, fu interrogato 38 volte. In totale durante le indagini subì 72 interrogatori. 
   Le continue torture cambiarono così tanto il suo aspetto che anche i suoi parenti, che furono portati al carcere per ricattarlo, non riuscivano a riconoscerlo. Nel maggio del 1952 fu duramente picchiato, poi fu bagnato con acqua fredda e fu lasciato a congelarsi con il gelo siberiano. Il Venerdì Santo del 1952 venne sottoposto alle torture che provocarono dopo tre giorni la sua morte il 17 maggio del 1952. 



Zinoviy Kovalyk


Blessed Zynoviy Kovalyk | english

  Beato martire Zinoviy Kovalyk è nato il 18 agosto 1903 nel villaggio di Ivachev vicino a Ternopil. Si unì alla Congregazione dei Redentoristi, dove il 28 agosto 1926 emise i voti perpetui. Studiò la filosofia e la teologia in Belgio. Al suo ritorno, il 4 settembre 1932, fu ordinato sacerdote e lavorò insieme a Mykola Charnetsky nella diocesi di Volyn'. 
   Fu arrestato nella notte tra il 20 e il 21 dicembre del 1940 nel monastero a Ternopil durante la novena dedicata all'onore dell'Immacolata Concezione. La cella in cui era detenuto insieme ad altri 32 prigionieri aveva dimensione di 4,2 per 3,5 metri, e lì continuava a servire gli altri come pastore. Nel 1941 fu crocifisso sul muro del corridoio della prigione (via Zamarstynivska a Leopoli (Brygidky)), nell'addome del prete dai carnefici fu posto il corpo di un bambino strappato dal grembo della madre. 




Data di prima pubblicazione 27/06/20 03:53

Beato Mykola Charneckyj, Vescovo e Martire, la memoria liturgica il 27 giugno


Beato Mykola Charneckyj 
Vescovo Redentorista  
Martire della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina
(14 dicembre 1884 - 2 aprile 1959)
 


   Il 2 aprile 1959 a Leopoli morì il beato vescovo-martire della Chiesa greco-cattolica ucraina Mykola Charnecky, redentorista, professore al Seminario teologico, visitatore apostolico per gli slavi del rito bizantino a Polonia, il santo ucraino che è sopravvissuto ai campi di concentramento sovietici con le torture e le peregrinazioni, affrontando le malattie e  le difficoltà, ma non ha mai tradito la fede, la vocazione monastica, e il servizio pastorale alle persone. 
  Il beato Mykola Charnecky è nato il 14 dicembre 1884 nel villaggio di Semakivci nella regione di Stanislaviv (ora provincia di Gorodenka nella regione di Ivano-Frankivsknella povera famiglia di Oleksa e Paraskevia Charnecky. Con l'assistenza di M. Karatnytska, nel 1890, Mykola Charnetskyj iniziò i suoi studi presso la scuola della città di Tovmach (moderna città di Tlumach, regione di Ivano-Frankivsk), dove si diplomò nel 1896. Mykola continuò i suoi studi al ginnasio a Stanislaviv negli anni 1896-1904. 

Studenti del Collegio Ucraino di Roma, 1908 
in piedi: terzo da sinistra P. Stepan Bakhtalovsky, quarto Mykola Charnetsky (terza fila).

    Con sostegno del vescovo Grygorij Khomyshyn per sette anni proseguì gli studi a Roma dove visse presso il Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafatto che si collocava presso la chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Roma. Il 2 ottobre del 1909 fu ordinato al sacerdozio dal vescovo Grygorij Khomyshyn a Stanislaviv. 
  Ha difeso il dottorato in dogmatica a Roma il 16 novembre 1909 all'Università Urbaniana, che apparteneva alla Congregazione per la Propagazione della Fede. Tra i suoi amici durante gli studi erano Omelian Kovch, Josyp Kotsylovskyj, Leoni Fedorov, Ivan Buchko. 
   Nell'autunno del 1910, Charnetskyj ritornò a Stanislaviv e divenne professore di filosofia scolastica, ascetismo e dogmatica fondamentale al Seminario Teologico di Stanislaviv intitolato a San Giovanni Crisostomo. Allo stesso tempo, esercita le funzioni del cappellano del seminario, operando con zelo per la santificazione delle sue anime e di quelle affidate alle sue cure. Mykola Charnetsky insegnava lì fino al 1919. Durante la prima guerra mondiale molti sacerdoti furono arrestati e deportati, lasciando le parrocchie senza pastori. Padre Mykola visitava a piedi i villaggi vicini e vi ha condotto i servizi. 



   Mykola Charneckyj si avvicinò alla comunità monastica della Congregazione del Santissimo Redentore nel 1918, e il 15 settembre del 1919 entrò in noviziato dell'ordine di redentoristi a Zboiskia vicino a Leopoli. Il 16 ottobre del 1920, il novizio M. Charnetsky fece i primi voti monastici nelle mani di padre Shveires, il 16 settembre del 1923 - i voti eterni.
   Notando lavoro zelante di Mykola Charnetskyj nel 1926 papa Pio XI lo nominò Visitatore Apostolico per gli ucraini di Volyn' e Polissia, il 16 gennaio del 1931 è stato nominato dal papa Pio XI il vescovo. L'ordinazione episcopale avvenne l'8 febbraio 1931, nella Chiesa dei Padri Redentoristi a Roma, davanti all'Icona Miracolosa della Madre di Dio del Perpetuo Soccorso. Durante la prima occupazione bolscevica, il metropolita Andrei Sheptyckyj nominò il vescovo Charneckyj l'esarca apostolico di Volinia e Polissia. 
 Dopo la ripresa dell'Accademia Teologica di Leopoli nel 1941, vescovo Mykola divenne uno dei suoi professori: insegnò alcune discipline filosofiche, psicologia e teologia morale. 











   L'11 aprile 1945 circa le ore 23. 00 fu arrestato dall'NKVD insieme ai massimi dirigenti della Chiesa greco-cattolica ucraina a Leopoli: il metropolita Yosyf Slipyj, i vescovi Mykyta Budka, Gryhoriy Khomyshyn e Ivan Lyatyshevsky. 




 M. Charnackyj è stato tenuto per strada nella prigione dell'NKVD sulla via di Lonsky, subendo terribili abusi: lo svegliavano nel cuore della notte, interrogavano, picchiavano... Successivamente, è stato trasferito a Kyiv, dove è stato trattenuto per un anno intero, finché il caso non è stato trattato in tribunale. Alla fine è stata pronunciata la sentenza: come "agente del Vaticano" con condanna ai 10 anni nella zona di regime rafforzato. Inizialmente, il vescovo Charnetsky fu inviato nella città siberiana di Marijinska, nella regione di Kemerovo, insieme al metropolita Yosyp Slipyj, e in seguito fu spesso trasferito da una zona all'altra. Secondo fonti attendibili, durante la sua prigionia (dal suo arresto a Lviv nell'aprile 1945 fino al suo rilascio nel 1956), il vescovo Charnetsky subì 600 ore dei interrogatori e delle torture, passando da all'altra 30 diverse prigioni e campi di lavoro forzato. Nonostante le sofferenze fisiche e mentali, il vescovo trovava sempre parole di conforto per i suoi compagni di prigionia, li sosteneva spiritualmente, conosceva tutti per nome, trovava per loro conforto.
   Nel 1956 il vescovo Mykola Charnecky tornò a Leopoli. 



Una delle ultime foto

   Morì il 2 aprile 1959 a Leopoli e fu sepolto nel cimitero di Kulparkiv. Le sue ultime parole sono state un caloroso discorso alla Madre di Dio del Perpetuo Soccorso, nella quale ha sempre avuto una grande fiducia filiale. Il funerale del vescovo Charnecky ebbe luogo il 4 aprile 1959. 




 La descrizione del funerale, conservata negli archivi della Congregazione dei Redentoristi a Yorkton, si conclude con le parole: "Pensiamo che verrà il giorno in cui sarà canonizzato, perché era veramente un santo vescovo". Negli anni '60, durante la chiusura del cimitero, fu seppellito di nuovo nel cimitero di Lychakiv. 
  Il 24 aprile 2001, alla presenza di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, è stato proclamato in Vaticano un decreto di martirio del vescovo Mykola Charnecky. La cerimonia di beatificazione ha avuto luogo il 27 giugno 2001 a Leopoli durante la Santa Liturgia in rito bizantino con la partecipazione di Papa Giovanni Paolo II. 
  Il 4 luglio 2002 le reliquie del beato sono state trasferite nella chiesa di San Giosafatto a Leopoli. 




Баб’як А. Велеградські конгреси в 1907–1936 роках: контекст зародження, перебіг подій та участь у них Греко-Католицької Церкви (част. 1). Релігійно-інформаційна служба України.
Баб’як А. Велеградські конгреси в 1907–1936 роках: контекст зародження, перебіг подій та участь у них Греко-Католицької Церкви (част. 2). Релігійно-інформаційна служба України.
Бахталовський Р. Апостол з’єдинення наших часів. Спогади. Львів: «Добра книжка», 2001. 224 с.
Бахталовський С.-Й. ЧНІ. Николай Чарнецький ЧНІ, Єпископ-Ісповідник. Йорктон, Саскачеван, Канада: Друкарня Голосу Спасителя, 1980. ХХІІ + 281 с.
Блажейовський Д. Історичний шематизм Львівської архієпархії (1832–1944). Том 1: Адміністрація і парохії: [англійською мовою]. Львів – Київ: КМ Академія, 2004. 1004 с.
Блажейовський Д. Історичний шематизм Станиславівської (Івано-Франківської) єпархії від її заснування до початку Другої світової війни (1885–1938): [англ. мовою]. Львів: Місіонер, 2002. 450 с.
Блаженний Миколай Чарнецький – Вінець Господньої любові / упоряд. Р. Брезіцький. Львів: Добра книжка, 2012. 208 с.
Бойчук А. Мій чотиролітній побут в греко-католицькім Духовнім Семінарі в Станиславові: 1909-1913. Перша нотатка. Рукопис. Архівні фонди Музею історії підпільної УГКЦ в с. Фитьків Надвірнянського району Івано-Франківської області. 91 с.
Галузевий Державний Архів Служби Безпеки України в Києві (далі – ГДА СБУ). Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 1. 298 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 2. 309 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 3. 212 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.) Ф. 6. Т. 4. 288 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 5. 265 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича, Будки Никити Михайловича за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 6. 292 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа № 68069-ФП «За звинуваченням Сліпого Йосифа Івановича, Чарнецького Миколи Олексійовича та інших за ст. 54–1 «а» і 54–11 Карного кодексу УРСР (11 квітня 1945 р. – 10 травня 1946 р.). Ф. 6. Т. 7. 299 арк.
ГДА СБУ. Кримінальна справа №148465 «За звинуваченням Величковського Василя Володимировича за ст. 54-1 «а» і 54-11 Карного
Делятинський Р. Життя і служіння Миколая Чарнецького у Станиславові (1910-1922). «Шлях до святості» – життя і діяльність блаженного Миколая Чарнецького. Матеріали наукової конференції / упорядник Р. Піх. Львів: Скриня, 2014. С. 14–43.
ДАІФО. Ф. 504. Оп. 1. Спр. 330б. Метрика кліру Станиславівської єпархії за 1887–1941 рр., м. Станиславів, т. 2. 199 арк.
ДАІФО. Ф. 504. Оп. 1. Спр. 330д. Метрика кліру Станиславівської єпархії за 1887–1941 рр., м. Станиславів, т. 5. 201 арк.
ДАІФО. Ф. 631. Колекція метричних книг церков, костелів, синагог Станіславського воєводства реєстрації народжень, шлюбів та смертей. Оп. 1. Спр. 149. Метрична книга церкви реєстрації народжень с. Семаківці, 5 грудня 1839 – 16 березня 1877 рр. 95 арк.
ДАІФО. Ф. 631. Оп. 1. Спр. 151. Метрична книга церкви реєстрації шлюбів с. Семаківці, 06 червня 1860 – 06 жовтня 1918 рр. 48 арк.
ДАІФО. Ф. 631. Оп. 13. Спр. 72. Метрична книга церкви реєстрації народження, шлюбу та смерті с. Семаківці, 6 січня 1876 – 19 грудня 1943 рр. 336 арк.
Доброєр О. Католицька Церква в Україні. 2001 рік. Статистика, аналізи, коментарі. Київ: Кайрос, 2001. 260 с.
Жаровська О. Випробувані, як золото в горнилі. Книга 1. Львів: Колесо, 2013. 208 с.
Інтерв’ю з владикою Павлом Василиком, від 22.10.1996 р., м. Коломия. Інтерв’юер Л. Купчик. Архів Інституту історії Церкви УКУ. П-1-1-455. с. С. 16.
Інтерв’ю з о. Миколою Волосянко, від 14.06.1993 р., м. Львів. Інтерв’юер С. Смолюк. Архів Інституту історії Церкви УКУ. П-1-1-151. с. С. 2.
Інтерв’ю з с. Аполонією Анною Винницькою ЧСВВ, від 02.01.1998 р., м. Львів, Зимна Вода. Інтерв’юер Л. Проців. Архів Інституту історії Церкви УКУ. П-1-1-645. … с. С. 2.
Інтерв’ю з с. Рафаїлою Ольгою Кулиняк Згромадження Сестер Пресвятої Євхаристії, від 12.03.1994 р., м. Івано-Франківськ. Інтерв’юер Н. Павликівська. Архів Інституту історії Церкви УКУ. П-1-1-353. с. С. 7.
Історичний Вісник Історичної Комісії Львівської Провінції Згромадження Найсвятішого Ізбавителя. 2020. Рік 3. № 1 (7). 4 с.
Історичний Вісник Історичної Комісії Львівської Провінції Згромадження Найсвятішого Ізбавителя. 2020. Рік 3. № 4 (10). 8 с.
Історичний Вісник. Історичної Комісії Львівської Провінції Згромадження Найсвятішого Ізбавителя. 2024. Рік 7. № 1 (41). 12 с.
Історичний Вісник Історичної Комісії Львівської Провінції Згромадження Найсвятішого Ізбавителя. 2024. Рік 7. №2 (42). 12 с.
Кащак І. Виховання Українського Греко-Католицького Священика (1882–1946) / переклад з англ. О. Шпунт. Львів: Свічадо, 2007. 232 с.
Королевський К. Митрополит Андрей Шептицький (1865–1944) / пер. з фр. Я. Кравець. Вид.2-ге, виправл. Львів: Свічадо, 2014. 490 с.
Курилас Б. Преосвященний Николай Чарнецький, ЧНІ. Єпископський візитатор. Ювілейний альманах оо. Редемтористів 1906-1956 років. Йорктон, 1956. № 9. С. 177-182.
Лебедович І. З мартирології духовенства Західної України. Філадельфія, 1978. 105 с.
Маттеі Дж. Україна – земля мучеників: героїчні свідчення блаженних мучеників, проголошених Папою Іоаном Павлом II у Львові, під час його історичного паломництва / пер. з. італ. о. О. Лісовського. Жовква: Місіонер, 2014. 196 с.
Мельничук В., Маслій (О). А. Блаженний священномученик Миколай Чарнецький (1884–1959): історичний портрет. Івано-Франківськ: Лілея НВ, 2024. 288 с.
Оприско В. Чудо життя і смерті владики Миколая Чарнецького, ЧНІ. Львів: Добра книжка, 1998. 32 с.
Пекар А. Ісповідники віри нашої сучасності. Причинок до мартиролога Української Католицької Церкви під совітами. Львів: Місіонер, 2001. 288 с.
Піх Р. Редемптористи в Уневі. Львівська провінція Найсвятішого Ізбавителя (Редемптористи).
Піх Р. Життєві дати блаженного владики Миколая Чарнецького. «Шлях до святості» – життя і діяльність блаженного Миколая Чарнецького. Матеріали наукової конференції. Упорядник Піх Р. Львів: Скриня, 2014. С. 202-249.
Піх Р. Служіння і обов’язки Миколая Чарнецького у Львівській віце-провінції Згромадження Найсвятішого Ізбавителя. «Шлях до святості» – життя і діяльність блаженного Миколая Чарнецького. Матеріали наукової конференції. Упорядник Піх Р. Львів: Скриня, 2014. С. 44–88.
Протоколи засідань Львівських Архієпархіальних соборів 1940–1944 рр. Протоколи засідань підготовчих та урочистих сесій / упорядник А. Баб’як. Львів: В-во ОО. Василіян «Місіонер», 2000. 420 с.
Сало С., с. ЧСВВ. Провінція Пресвятої Тройці Сестер Чину Святого Василія Великого: нариси з історії. Жовква : Місіонер, 2012. Т. 1. 432 с.
Скакун Р. Життя в тіні великого Митрополита: брат Йосиф Ґродський і його спогади. Львів: Видавництво Українського католицького університету 2020. 316 с.
«Шлях до святості» – життя і діяльність блаженного Миколая Чарнецького. Матеріали наукової конференції / упорядник Р. Піх. Львів: Скриня, 2014. 252 с.
Schematismus universi venerabilis cleri Archidioeceseos Metropolitanae graeco-catcholicae Leopoliensis pro Anno Domini 1836. Leopoli: Impressum in typographia Petri Piller, 1836. 386 s.
Schematismus universi venerabilis cleri Archidioeceseos Metropolitanae graeco-catcholicae Leopoliensis pro Anno Domini 1861. Leopoli: Impressum in typographia Petri Piller, 1861. 272 s.

martedì 23 giugno 2026

Il grande Papa in Ucraina dal 23 al 27 giugno del 2001


Il 25° anniversario della visita del grande Papa in Ucraina
"Aprite i vostri cuori e non trasformateli in una prigione di disperazione e dubbio"






“Non si può respirare come cristiani, direi di più, come cattolici, 
con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, 
cioè quello orientale e quello occidentale” 
 (Giovanni Paolo II,  
Allocutio Lutetiae Parisiorum ad Christianos 
fratres a Sede Apostolica seiunctos habita
31 maggio 1980: AAS 72 [1980] 704).







    "Chiedendo perdono per gli errori commessi nel passato, sia recente che remoto, assicuriamo anche il perdono per le ingiustizie subite…" sono state le parole pronunciate dal pontefice subito dopo il suo arrivo all'aeroporto di Boryspil il 23 giugno del 2001.






    "Vengo a voi, carissimo popolo ucraino, come amico del vostro nobile popolo. Vengo come fratello nella fede per abbracciare tanti cristiani che, in mezzo alle più grandi sofferenze, sono rimasti fedeli a Cristo. Vengo, mosso dall'amore, per esprimere il mio rispetto e la mia sincera amicizia a tutti i figli di questa Terra, agli ucraini di ogni appartenenza culturale e religiosa", dal discorso di benvenuto di Papa Giovanni Paolo II all'aeroporto Boryspil, del 23 giugno 2001.





Наші скарби років Незалежності












"Sono venuto ad adorare i santuari della vostra storia..."










    Il 24 giugno 2001, Papa Giovanni Paolo II visitò Bykivna. A Kyiv, tra gli altri luoghi, Giovanni Paolo II visitò la Tomba del Milite Ignoto e il Memoriale delle vittime di Babyn Yar. Inizialmente la visita del Pontefice a Bykivna non era stata programmata: già durante il suo soggiorno a Kyiv, papa Wojtyła desiderava prolungare la visita per poter visitare i luoghi di sepoltura delle vittime delle repressioni staliniane nella foresta di Bykivna. Come è noto, molti polacchi vittime del Grande Terrore sono sepolti a Bykivna. L'arrivo del Papa a Bykivnia è stato preceduto da un lungo e intenso lavoro: per anni, i familiari delle vittime hanno inviato a papa Wojtyła numerose lettere di appello, raccogliendo firme con la richiesta di visitare Bykivnia e celebrare lì una messa per gli innocenti assassinati.
   La prima chiesa che Giovanni Paolo II visitò fu la nostra chiesa sulla tomba di Askold. Pregò davanti all'icona miracolosa della Madre di Dio di Zarvanytsia, portata proprio da Zarvanytsia.













Il Papa benedice la prima pietra dell'Università Cattolica Ucraina. Leopoli, 2001


Іван Павло ІІ в Україні у 2001 році: Дощ падає – діти ростуть ...












     "Il futuro dell'Ucraina dipende in gran parte da voi e dalla responsabilità che sarete in grado di assumervi. Dio non esiterà a benedire i vostri sforzi se dedicherete la vostra vita a un servizio generoso alla famiglia e alla società, anteponendo il bene comune agli interessi personali.
   Scegliete la via stretta, la via che il Signore vi indica attraverso i suoi comandamenti. Queste sono parole di verità e di vita. La via che spesso sembra larga e comoda, si rivela poi ingannevole e falsa. 
     Non passate dalla schiavitù del regime comunista a quella del consumismo, che è un'altra forma di materialismo, il quale, pur non rinnegando Dio a parole, lo nega nei fatti, escludendolo dalla vita. Senza Dio non sarete in grado di fare nulla di buono. Con il Suo aiuto, al contrario, sarete in grado di affrontare con coraggio tutte le sfide di oggi".












    
   L'evento chiave della visita fu il processo di beatificazione a Leopoli il 26 giugno 2001, dove il Papa beatificò 27 martiri greco-cattolici morti a causa del terrore bolscevico, di 28 Servi di Dio della Chiesa greco-cattolica ucraina: vescovi Hryhoriy Khomyshyn (1867–1947), Josaphat Kotsylovsky (1876–1947), Mykola Charnetsky (1884–1959), Vasyl Velychkivsky (1903–1973), Hryhoriy Lakota (1883–1950), Nikita Budka (1877–1949), Ivan Slezyuk (1896–1973), Simeon Lukach (1893–1964), Teodor Romzhi (1911–1947); Archimandrita dell'Univ Lavra Klymentiy Sheptytsky (1869–1951); Esarca della Chiesa cattolica russa Leonid Fyodorov (1879–1935); Padri Ivan Zyatyk (1899–1952), Yakym Senkivsky (1896–1941), Vitaly Bayrak (1907–1946), Andriy Ishchak (1887–1941), Mykola Konrad (1876–1941), Pavel Verhun (1890–1957), Zynovy Kovalyk (1903–1941), Mykola Tsegelsky (1896–1951), Roman Lysk (1914–1949), Oleksiy Zarytsky (1912–1963), Severiyan Baranyk (1889–1941), Emilyan Kovch (1884–1944); suore Josaаat Gordashevskaya (1869–1919), Lavrentia Gerasimiv (1911–1952), Olimpia Bida (1903–1952), Tarsikia Mackiv (1919–1944); diacono Volodymyr Pryima (1906-1941). 


Presentazione dell'icona dei santi martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina 
beatificati dal Papa Giovanni Paolo II a Leopoli, 2001.


  Mercoledì 27 giugno 2001, oltre un milione di persone si sono radunate all'Ippodromo di Leopoli. Un numero superiore all'intera popolazione della capitale reale di Leopoli. Nel suo discorso, il Pontefice pronunciò parole storiche: "È giunto il momento di liberarci dal doloroso passato! I cristiani di entrambi i popoli devono camminare insieme nel nome dell'unico Cristo, verso l'unico Padre, sotto la guida dello stesso Spirito, che è fonte e principio di unità. Possa il perdono – dato e ricevuto – fluire come un balsamo curativo in ogni cuore. Possa, attraverso la purificazione della memoria storica, le persone porre ciò che unisce al di sopra di ciò che divide, per costruire insieme un futuro basato sul rispetto reciproco, sulla cooperazione fraterna e sulla vera solidarietà". 
     Nel suo discorso di commiato, anticipando gli eventi in corso, Santo Papa disse: "Ti ringrazio, Ucraina, per aver difeso l'Europa con la tua instancabile ed eroica lotta contro le orde invasori… Il Signore ti conceda  la pace, oh popolo ucraino, perché con perseveranza e unanime devozione hai finalmente conquistato la tua libertà e hai iniziato a riscoprire le tue vere radici e stai compiendo grandi sforzi per intraprendere il cammino della riforma e per dare a tutti la possibilità di vivere e professare la propria fede, la propria cultura e le proprie convinzioni nel quadro della libertà e della giustizia… Prego Dio Onnipotente di benedirvi, popolo ucraino, e di guarire tutte le tue ferite. Il Suo grande amore riempia i vostri cuori e vi guidi nel terzo millennio del Cristianesimo verso un futuro nuovo. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo!"










https://www.youtube.com/watch?v=6xIxAxouMoQ
https://youtu.be/w6Aszf_g8Zk?si=ow2Qbiz95IsnLqiC

Post più popolari