martedì 6 ottobre 2026

I santi martiri Sergio e Bacco, 7 ottobre

  Santi martiri Sergio e Bacco 

7 ottobre    

 di Yaryna Moroz Sarno

L'icona del VI secolo, Museo di Chanenko a Kyiv

   I santi martiri Sergio e Bacco, che godettero enorme popolarità nella tarda antichità, sono stati due giovani militari dell'esercito romano al servizio dell'imperatore Massimiliano, avevano un'alta posizione presso la corte di Massimino Daia divenuto cesare nel 305. Inviati entrambi in Oriente Sergio e Bacco contribuirono alla vittoria romana. Ma presto sono stati denunciati perché non partecipavano alle feste pagane, degradati come militari e convocati al cospetto dell’imperatore Galerio Massimiliano. Sergio e Bacco rifiutarono d'adorare idoli, riaffermando la loro fede cristiana. Per punirli e costringerli a venerare dei pagani Massimiliano ordinò di togliergli i segni della loro dignità militare e rivestirli di abiti femminili e così schernendoli e portandoli in giro per la città con cerchi di ferro al collo. Dopo di che sono stati sottoposti alla crudele flagellazione. Sotto i colpi della frusta morì san Bacco e il suo corpo fu lasciato insepolto. Durante la notte i cristiani lo seppellirono in una delle loro grotte vicine. Invece San Sergio fu trasferito a Resafa di Siria, dove dopo le torture è stato decapitato. Fu sepolto nel luogo del suo martirio e lì fu eretta la chiesa (poi sostituita dal nuovo santuario) dedicata al santo che divenne la meta dei pellegrinaggi (subito dopo Gerusalemme), godendo il patrocinio delle persone illustre dei tempi (tra cui imperatore bizantino Giustiniano. Attorno la basilica sorge la città Sergiopoli fortificata dall'imperatore dell'Oriente Giustiniano (527-565). Secondo una leggenda, i Santi Sergio e Bacco apparvero in sogno all'imperatore dell'Oriente Anastasio I per proteggere dalle accuse ingiusti il suo nipote Giustiniano, che diventando l'imperatore, costruì nel primo anno del suo regno la chiesa privata come ex volo nell'area del palazzo (fu edificata tra primi edifici (prima di Hagia Sophia) in seguito chiamata la piccola Santa Sofia). 
  La fonte agiografica principale del loro martirio è La Passione di Sergio e Bacco scritta in greco nel V secolo (Bibliotheca Hagiographica Graeca 1624), basata sulla perduta passione precedente. Sui loro miracoli scrisse Gregorio di Tours. 


Il mosaico del VII secolo, la chiesa di San Demetrio a Salonicco, Grecia 

La miniatura del menologio di Basilio II , 985 ca

   Anticamente il culto dei due santi martiri aveva grande diffusione sia in Oriente che in Occidente. Tra i due martiri San Sergio fu più venerato.

Le miniature del manoscritto greco del XI secolo 




Il reliquiario con le reliquie di Sergio e Bacco a Cairo


Il frammento del reliquiario a Cairo con la rappresentazione di San Sergio 

L'affresco con la rappresentazione di San Sergio ad Ossios Loukas

L'affresco del XII secolo con la rappresentazione di San Bacco ad Ossios Loukas 

   La devozione, soprattutto in Oriente, per i due martiri fu espressa nella dedicazione ai martiri di diverse chiese. Una tra le più antiche chiese copte in Egitto (Abu Serghis), che risale al IV secolo, è dedicata ai martiri Sergio e Bacco. Sono stati costruiti la cattedrale di San Sergio del VI (?) secolo ed altra più antica chiesa (forse pertinente al martirio di San Sergio) a Sergiopoli (Rusafa) a Siria, la chiesa di San Sergio a Gaza (Palestina) dell'epoca di Giustiniano (527-565), il monastero siriano dei Ss. Sergio e Bacco a Qar῾a. La conferma della loro venerazione era la chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli (in gr. Ἐκκλησία τῶν Ἁγίων Σεργίου καὶ Βάκχου ἐν τοῖς Ὁρμίσδου), edificata dall'imperatore Giustiniano (527-536) vicino al palazzo imperiale, una delle chiese più antiche di Costantinopoli, che servì da prototipo per la basilica di San Vitale (tempio centrale) e la cattedrale di Santa Sofia (basilica a cupola), da cui il secondo nome della chiesa - "Piccola Hagia Sophia". 
    Nel V secolo fu edificata la basilica nella Frigia, la chiesa a Ravenna, poi la chiesa dei Sergio e Bacco al Foro Romano, forse costruita durante il pontificato di papa Gregorio III (731-741), come testimonia il Liber Pontificalis, ricordata nella biografia di Pasquale I (817-824) ("onu SS. Sergii et Bacchi post formam aquaeductus patriarchii Lateranensis rebus omnibus desolatum"). Il papa Leone III, come dice il Liber Pontificalis, nel 796 "oratium sanctorum Sergi et Bacchi quod ponitur in Calinico". Attualmente la chiesa dedicata ai Santi Martiri Sergio e Bacco (al rione  Monti a Roma) è la sede dell'Esarcato Ucraino in Italia.
  In Bisanzio i Santi Sergio e Bacco sono diventati i protettori dell'esercito e dei soldati. Dal VI secolo i martiri si raffiguravano come gli ufficiali o i dignitari di corte (con la collana d'oro).

I mosaici dell'XI secolo, monastero di Nea Moni a Chios, Gracia 

I mosaici dell'inizio del XII secolo, monastero di Daphni  


L'icona del monastero di Santa Caterina al Sinai, 1260-70



La miniatura del Menologio bizantino, 1322-1340,
Oxford, Bodleian Library ms gr. th., fol. 12 r








La basilica di San Sergio a Sergiopolo (Resafa) in Siria

La chiesa di Sergio e Bacco a Costantinopoli 



Chiesa ucraina di Santi Sergio e Bacco a Roma, foto l'inizio del XX secolo 



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Woods D. The Emperor Julian and the Passion of Sergius and Bacchus / / JECS. 1997. Vol. 5. P. 335-367


Data della prima pubblicazione
20/10/20 00:32

sabato 3 ottobre 2026

Pavlo Kovzhun (3 (15) ottobre 1896- 15 maggio 1939), il 130 anniversario del famoso grafico, pittore, critico dell'arte e personaggio pubblico ucraino, di Yaryna Moroz Sarno



PAVLO KOVZHUN 
famoso grafico, pittore, critico dell'arte e personaggio pubblico ucraino 
(3 (15) ottobre 1896 - 15 maggio 1939)


di Yaryna Moroz Sarno




   Pavlo Kovzhun (Павло Ковжун) (1896–1939), grafico eccellente, pittore e critico dell'arte, giornalista, editore ed editore, l'uomo di efficienza ed energia fenomenale, ebbe una grande capacità di accendere con il suo entusiasmo e ispirare fede nella grande missione dell'arte. Era una figura straordinaria dell'organizzatore della vita artistica ucraina a Leopoli tra le due guerre. L'attività di Pavlo Kovzhun elevava livello della cultura generale in Galizia, rendendo popolare l'arte ucraina  all'estero. 
   Nacque il 3 (15) ottobre 1896 nel villaggio Kontiushky vicino ad Ovruch nella regione di Zhytomyr (Volyn). Il suo padre era un medico. La sua madre  proveniva dalla famiglia Penkowsky. Kovzhun crebbe nella regione di Kyiv e in Crimea (Ak-Mechet), ma maggiormente trascorse la sua infanzia nella regione di Kyiv, nel villaggio di Velyka Polovetska, nel distretto di Vasylkiv. Studiò nella scuola commerciale nella città di Vasylkiv, frequentò il liceo a Bila Cerkva, e poi quindi entrò alla scuola dell'Arte a Kyiv (1911-1915) nel dipartimento di pittura. "Divenni un ucraino consapevole nel 1911 sotto l'influenza del mio insegnante di disegno Fedir Panasenko", scrisse poi Kovzhun. Si laureò alla scuola d'arte di Kyiv e alla scuola di guardiamarina di Zhytomyr, poi studiò nell'Accademia dell'Arte ucraina Kyiv (1919–20; nell'atelier di G. Narbut). 
   Studiò alla scuola di pittura di Mykola Murashko a Kyiv (nello stesso periodo vi studiarono anche altri artisti famosi, in particolare Robert Lisovsky, Anatol Petrytsky, Vasyl Kryzhanivsky, ecc.). È caratteristico che all'inizio della sua formazione creativa, come molti altri giovani artisti e rappresentanti di altri rami dell'arte, P. Kovzhun fosse influenzato dal futurismo italiano e, come altri ucraini, fosse fanaticamente affascinato dalle ricerche creative innovative di Georhiy Narbut, soprattutto, apparentemente, sotto la sua influenza. Durante i suoi studi si interessò all'editoria, curando la rivista "La Voce della Gioventù" ed inviando i suoi disegni grafici alle diverse riviste di Kyiv ("La Campana" ("Dzvin"); "Il Faro"; "Le Luci").



   Da giovane artista, all'età di solo diciassette anni, nel 1913 Pavlo Kovzhun partecipò alla prima mostra generale degli artisti ucraini a Poltava. I suoi disegni, articoli e recensioni compaiono nelle riviste "La Campana", "Radiosità" ("Sayvo"),"Faro" ("Mayak"), "Bollettino della cultura e della vita" ed altre. Pavlo Kovzhun dirigeva il dipartimento artistico ucraino nel settimanale di Kyiv "Fuochi" ("Ogni"), presentando proprie illustrazioni, firmandole in ucraino, con il titolo generale "Da un viaggio in Ucraina". Allo stesso tempo, preparava copertine per libri, calendari e altri periodici ucraini. La prima copertina è stata preparata da lui per il lavoro di Volodymyr Vynnychenko "Fedko Khalamidnyk". Per il suo lavoro l'artista ricevette recensioni entusiastiche dall'allora autorevole rivista "L'Apollo" (agosto, libro VI, 1914). 





    
    Nel 1913 fondò a insieme a Mychail Semenko e suo fratello poeta ed artista Vasyl Semenko un primo gruppo futurista ucraino "Kvero" a Kyiv, il circolo d'Arte Futurista per promuovere la nuova direzione artistica dell'epoca. Insieme pubblicarono due raccolte, una delle quali era decorata con disegni di P. Kovzhun; egli possedeva anche disegni a inchiostro e penna per le riviste di Kyiv "Mayak", "Vogni" e "Dzvin". Stando già in emigrazione a Leopoli, creò nel 1929 una copertina per la rivista futurista "Nova generatsiya" ("Nuova Generazione") a Kharkiv per M. Semenko. 
   Pavlo Kovzhun ha lasciato i ricordi della vita letteraria di Kyiv tra il 1917 e il 1919 e della pubblicazione della rivista "Muzaget", dove scrive: "Il "Muzaget" era frequentato principalmente da simbolisti come gruppo letterario-artistico, avendo reclutato alcune nuove persone, soprattutto tra i futuristi sparsi. Tuttavia, anche i futuristi decisero di sostenere attivamente la nuova rivista e vi parteciparono come ospiti. Bisogna sapere che i futuristi della regione del Dnipro ebbero un ruolo enorme, soprattutto nelle ricerche formali. Essi curarono la famosa rivista "Nuova Generazione" fino al 1931" (rivista "Nazustrich", Leopoli, 1934).


La lettera di Pavlo Kovzhun a Mychail Semenko 



   Avendo solo 19 anni, mobilitato nell'esercito russo durante la Prima Guerra Mondiale, combatté sul fronte rumeno; fu ferito tre volte, e poi nell'esercito dell'Repubblica Popolare Ucraina, fu ferito due volte. Ma anche lì mostrò il suo incentivo organizzativo, curando i giornali "Kozatska Dumka", "Ucraina", "La Voce del Tempo" e "Libertà". Lavorò a Peremyshl' nel laboratorio dell'arte. Dopo che l'esercito ucraino attraversò Zbruch alla fine del 1920, finì a Stanislav, dove lavorò al giornale "Ukrainian Word" e, insieme a Fedir Dudko, pubblicò il primo numero della rivista satirica "Jizhak". Inoltre, non abbandonò la creatività artistica.
   Nell'estate del 1914 Pavlo andò in Crimea, dove si preparava per mostre. Lì fu catturato in guerra. P. Kovzhun partecipò alla Prima Guerra Mondiale nelle file dell'esercito russo, fu ferito due volte nei Carpazi e in seguito si unì alla lotta di liberazione nazionale del 1918-1921. Per un certo periodo fu in un campo per soldati ucraini internati, poi visse per un breve periodo a Stanislaviv. 


La copertina della rivista "La campana", Kyiv 1913

   Dopo la transizione dell'esercito ucraino a Zbruch alla fine del 1920, dal campo per soldati internati dell'esercito della Repubblica Popolare Ucraina di Pykulychi si trovò a Stanislav, dove era un dipendente del quotidiano "Parola ucraina", insieme a Fedir Dudko pubblicò il primo numero della rivista satirica "Riccio". Tuttavia, non ha abbandonato la sua creatività artistica. Durante la lotta di liberazione, l'artista fu membro di un gruppo speciale per lo sviluppo di simboli, documenti, moneta e altro materiale di stato ucraino.




   Alla fine del 1921 Pavlo Kovzhun insieme alla sua giovane moglie Tamara si trasferì definitivamente a Leopoli. Qui iniziò il periodo più produttivo della sua attività creativa e fiorì il suo talento organizzativo (nello stesso anno organizzò il Circolo degli artisti ucraini (1922–1926) insieme a P. Kholodny, M. Golubets, S. Tymoshenko e R. Lisovskyj). 
   Stabilendo rapporti con gli artisti galiziani (M. Golubets, M. Osinchuk, M. Fedyuk, O. Kulchytska, I. Krushelnytsky, ecc.), avviò la fondazione del Circolo degli Operatori dell'Arte Ucraini nel 1922, la cui guida fu eletta dal Ministro dell'Istruzione e della Religione dell'UNR Petro I. Kholodny, anch'egli trasferitosi a Leopoli. Assunse personalmente l'incarico di responsabile di vari eventi organizzativi, coordinando le sue attività insieme allo storico dell'arte, scrittore ed editore M. Golubets. 
    Insieme ad artisti locali e colleghi della regione del Dnipro (R. Lisovsky, V. Kryzhanivsky, M. Butovych, Y. Magalevsky, ecc.), Pavlo Kovzhun mobilitò la vita artistica di Leopoli. "Insieme ad altri artisti e architetti, condivido la gioia della vittoria della grande cultura artistica ucraina sulla provinciale galiziana", scrisse in seguito, padroneggiando lo spazio culturale della città. Iniziò collaborando con case editrici locali, incoraggiando i proprietari (tra cui F. Fedortsiv, M. Taranko, I. Tyktor) ad elevare il livello estetico dei periodici e dell'editoria libraria ucraina.




   Le sue opere grafiche alle prime mostre del circolo impressionarono i visitatori per la portata delle ricerche formali e plastiche, che l'autore visse, ponendosi l'obiettivo di sintetizzare la tradizione nazionale con le principali tendenze del modernismo europeo. La rapida evoluzione del pensiero formale e figurativo dell'artista era già testimoniata dal primo gruppo di libri di I. Franko del 1921-1923 "Panski zharty", "Iz dniv zhurby", "Ziv'yale lystiya", "Boryslav smietsya", "Semper tiro", "Velikyy shum", "Yak Yura Shykmaniuk briv Cheremosh" e "Kazky", le cui copertine divennero una vera festa per gli ucraini galiziani. In futuro, l'instancabile suonatore di cornamusa non ha fatto altro che aumentare la sua attività: con periodicità costante, ha continuato a sorprendere i residenti di Leopoli con soluzioni sempre più originali nella progettazione delle riviste popolari "Svit Dytyny", "Moloda Ukraina", "Molode Zhittya", "Postup", "Masks", "Duhovna Besida", "Kultura", "Mitusa", calendari-almanacchi "Prosvita", "Hromada", "Zagrava", libri di K. Sosenko, V. Sofroniv-Levytsky, O. Makovey, B. Grinchenko, V. Bobynsky, P. Franko, M. Starytsky, E. Chykalenko, D. London, S. O'Brien e altri. 
     Inoltre, per una maggiore importanza nazionale del fattore estetico nella vita degli ucraini, Pavlo Kovzhun raccomandò a vari clienti i servizi professionali dei suoi colleghi della regione del Dnipro, che in quel periodo si trovavano anche a Leopoli: R. Lisovsky, M. Butovych, V. Kryzhanivsky, ecc. Ciò influenzò rapidamente l'immagine olistica della nuova grafica di Leopoli, con una combinazione unica di caratteristiche stilistiche: dal neobarocco, neobizantino al futurismo, espressionismo, costruttivismo e al conglomerato dell'Art Déco. 
   Di ritorno da un viaggio d'affari in Germania, Mikhail Semenko fece tappa a Leopoli e si incontrò con suo vecchio amico. Nello stesso periodo, Pavlo Kovzhun realizzò l'unica copertina per la rivista "Nuova Generazione", pubblicata nel numero di giugno 1929.

 La rivista futurista "Nuova Generazione" del 1929
(copertina della rivista eseguita da Kovzhun)

   Iniziò a pubblicare la rivista letteraria e d'arte "Mytusa", che suscitò l'interesse della società alle questioni artistiche. Succisivamente  Pavlo Kovzhun organizzò un comitato editoriale degli artisti, pubblicò nel 1930 la rivista "L'Arte", fu redattore del giornale "Verso" (1927) e delle riviste "Mytusa", "L'Arte" (1932-1936). 
    Quando questo circolo assunse posizioni conservatrici, nel 1931 Kovzhun, insieme a Mykhaylo Osinchuk, Sviatoslav Gordynskyj e Yaroslava Muzykha, organizzò a Leopoli una nuova società, "L'Associazione degli Artisti Ucraini Indipendenti" (1931-1939), e creò una redazione di artisti che pubblicò la rivista d'arte (a metà aprile 1932).  Della redazione di "L'Art" facevano parte Mykola Butovych, Sviatoslav Gordynskyj, Mykhailo Dragan, Yaroslava Muzyka, Mykhailo Osinchuk e Volodymyr Sichynsky. Mykhailo Andrienko-Nechytaylo, Mykola Golubec, Maria Dolnytska, Volodymyr Zalozetsky, Fedir Yemec, Ivan Ivanec, Olena Kulchycka, Volodymyr Lasovsky, Vasyl Perebyinis, Leonid Perfetskyj, Mykhailo Rudnytskyj, Iyla Sladny, Vasyl Khmelyuk ed altri. 



Pavlo Kovzhun tra un gruppo di personaggi pubblici e culturali di Leopoli alla mostra, Leopoli, 1932


   

   Oltre dedicarsi alla pittura e alla grafica, Kovzhun scriveva gli articoli su argomenti artistici e su singoli artisti (Oleksndr Arkhypenko, Dolynska), monografie d'arte (Mykola Glushchenko, Oleksa Gryshchenko), prestava molta l'attenzione all'editoria. Pavlo Kovzhun era uomo di fenomenale energia, grande efficienza e di una meravigliosa capacità di accendere con il suo entusiasmo e infondere fede nella grande missione dell'arte. Grazie al suo impegno e alla sua energia, fu pubblicata la rivista "L'Art", ogni numero della quale era una raccolta di almanacchi. A questa rivista Kovzhun fornì una serie degli articoli su vari argomenti, tra quali sono pubblicazioni su Maria Dolnytska, Oleksa Gryshchenko, Oleksandr Arkhypenko ed altri. Oltre alla rivista, vanno citate le monografie su Oleksa Gryshchenko, dove Kovzhun considerava la pittura dell'artista non solo nel contesto dell'arte ucraina ma anche mondiale. Degni di nota sono i suoi libri su Mykola Glushchenko e Lev Goetz ed altri. Kovzhun non  risparmiava i propri soldi per l'editoria. 
   Era autore di numerose copertine e illustrazioni per le opere di Ivan Franko, collaborava con Y. Magalevskyj. Fu uno degli autori dei dipinti policromi della chiesa di San Michele Arcangelo a Kalush e in altre città della Galizia, creatore di idee artistiche innovative. 
     
    

    
  Le sue opere grafiche furono ripetutamente esposte in mostre internazionali a Praga (1924), Bruxelles (1927), Los Angeles (1931), Berlino (1937) e Roma (1938).
   All'inizio del 1931, l'artista si recò in Italia per vedere questi dipinti, era a Venezia, Ravenna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Montreal. Fu anche affascinato dai mosaici antichi dell'era paleocristiana e portò molte fotografie di mosaici. Nello stesso 1931 si visitò Francia e negli anni 1930' a Berlino, dove teneva un ciclo delle lezioni sulla storia dell'arte presso l'Istituto Scientifico ucraino. L'incontro con la nuova arte italiana, francese e  l'arte tedesca offrì a Kovzhun l'opportunità di testare il suo percorso creativo e vedere quanto fosse corretto e quanto bene seguisse il percorso dell'arte europea.
   Nell'autunno del 1931 si svolge "La prima mostra dell'Associazione degli artisti ucraini indipendenti" con la partecipazione degli artisti francesi, italiani e belgi invitati e del gruppo ucraino di Parigi. I curatori ufficiali della prima mostra erano rappresentanti degli artisti europei Pavlo Kovzhun insieme a Sviatoslav Gordynskyj e Mychailo Osinchuk. Prima dell'inaugurazione della mosta è stato pubblicato un catalogo bilingue (ucraino-francese) con illustrazioni di opere di M. Andrienko, Mykola Butovych, Mykola Glushchenko, Sviatoslav Gordynskyj, Yaroslava Muzyka, Andrea Deren, M. Totzi, D. Severini e altri. La prima mostra presentava le 166 opere di 43 artisti, tra cui:  Andrienko M. (Parigi), Blanc S. (Parigi), Borachok S. (Leopoli - Parigi), Butovych M. (Lviv - Berlino), Mykola Glushchenko (Parigi), Sviatoslav Gordynsky (Lviv - Parigi), Olksa Gryshchenko (Kani), Smolsky G. (Lviv), Gromar M. (Parigi), Zarytska S. (Parigi), Ivanets I. (Lviv), Pavlo Kovzhun (Lviv), Krychevsky M. (Parigi), Krushelnytsky M. (Parigi), Lutsyk S. (Lviv - Parigi), Jaroslava Muzyka (Lviv), Mychailo Moroz (Lviv), Oleksa Novakivsky (Lviv), V. Perebyinis (Parigi), L. Perfetsky (Parigi), ed anche famosi artisti come Amadeo Modiliani (Parigi), Andrea Deren (Parigi), Raoul Dufy (Parigi), Pablo Picasso (Parigi), Gino Severini (Parigi), Mark Chagall (Parigi) ed altri. 
   Pavlo Kovzhun partecipava alle mostre internazionali a Praga, Bruxelles, Varsavia, Berlino, Roma, Napoli ed altre: a Berlino, in una mostra organizzata dall'Istituto ucraino di ricerca nel 1933 presso la Biblioteca statale d'arte, l'artista espose più di 70 opere grafiche; in una mostra grafica a Praga organizzata dalla Società ucraina degli amici del libro a Praga; alla "Mostra della grafica ucraina" a Roma nell'estate del 1938, l'artista presentò 47 opere. 
    Fu grazie a Pavlo Kovzhun che negli anni '30 la grafica ucraina moderna conquistò trionfalmente la simpatia del pubblico nelle principali città europee: Praga, Berlino, Roma. Fu grazie alla grande autorità internazionale di Kovzhun che riproduzioni di grafica ucraina trovarono posto sulle pagine delle più prestigiose pubblicazioni professionali: la rivista polacca "Grafika", la rivista cecoslovacca "Hollar", il mensile tedesco "Gebrauchsgraphik".
     Fu l'autore di saggi su Mykola Glushchenko, Leo Getz, di articoli su temi artistici e figure culturali e di monografie artistiche. I suoi articoli sono stati pubblicati su vari giornali in Polonia, Francia e Germania.
    La sua attività artistica principale era rivolta alla grafica del libro (le copertine e le illustrazioni dei libri e riviste: delle opere di Ivan Franko, illustrazioni dell'almanacco "Il girasole", pubblicazioni di Anton Krushelnytsky) le insegne, manifesti, iniziali, cartoni animati, dipinti; grafica industriale. Fu il principale promotore dell'Associazione degli artisti ucraini indipendenti. Ed è stato grazie a lui che molte mostre degli artisti ucraini sono state esposte a Praga, Berlino, Roma. 
    Kovzhun insieme a Mykhailo Osinchuk dipinse le policromie delle chiese nello stile bizantino ucraino (Ozerna, Sokal, Zashkiv, Dolyna, Miklashev, Konechne, Kalush, Stoyanov, ecc.)., più di dieci chiese in Galizia, la sala all'Accademia teologica a Leopoli. Fu uno degli autori di dipinti policromi della chiesa di San Michele Arcangelo a Kalush e di altre città della Galizia, creatore di idee artistiche innovative. Lo stile degli affreschi si caratterizza da ampie aree fortemente colorate, incorniciate da intricati ornamenti, l'equilibrio di masse colorate, figure decorative e interpretate in modo planare, che nel loro insieme sono diventate come parte dell'ornamento. 
     Nel 1937 teneva lezioni all'Istituto Scientifico Ucraino di Berlino.
     Morì il 15 maggio 1939 a Leopoli. Fu sepolto nel cimitero di Lychakiv (a Leopoli). 





             Pavlo Kovzhlo sull'esposizione delle sue opere durante la mostra nel 1923 a Leopoli 




      La copertina del libro della poesia di Pavlo Tychyna, 1922 

Copertina del libro di M. Staryckyj "Obloga Buschi", Leopoli 1926

La copertina del libro di Borys Grinchenko "Il raggio solare" 






La copertina del libro "Manivtsami" di Klym Polishchuk, Leopoli, 1922

La rivista "Le nuove strade" 1929  
  




La rivista "L'arte", estate-autunno, 1932





La copertina della rivista "L'arte", 1936





La copertina del libro di Ivan Franko

1896 - Nasce Pavlo Kovzhun, pittore.
La copertina di Pavlo Kovzhun per libro di Ivan Franko


La copertina di Pavlo Kovzhun per libro di Ivan Franko

Kovzhun P. Copertina del libro "Semper tiro" (3ª edizione) di Ivan Franko. 1924




Kovzhun P.M. Copertina del libro "Favole" di Franko I. Ya. 1924.




Kovzhun P. Copertina del libro "Favole" di Franko I. Y. 1924.



La copertina di Pavlo Kovzhun del libro di Ksenofond Sosenko, 1922



















Risultati immagini per Pavel Kovzhun
Ex libris del Metropolita Andrea Sheptytsky 

Ex libris di Vasyl Mudry












 



Copertina del libro di Knut Hamsun "Sotto le stelle d'autunno", 
grafica di Pavlo Kovzhun, Leopoli 1937 





Immagine correlata Pavlo Kovzhun, gli affreschi nella chiesa di San Michele a Kalush (1938).

Il paesaggio invernale, anni 1920-i. 

Il giardino nell'inverno, 1926


L'albero invernale, gli anni 1930'

L'inverno, 1926



Il paesaggio con gl'alberi in fiore




Il mulino a vento, gli anni 1920'

. 




La coppertina del libro di Sviatoslav Gordynsky "Pavlo Kovzhun", Cracovia-Leopoli 1943 



Kovzhun P. Povsyakdenna ta khudozhnya realʹnistʹ // Nazustrich. — 1936. — № 21. — S. 5.
(Ковжун П. Повсякденна та художня реальність // Назустріч. — 1936. — № 21. — С. 5.)
Kovzhun P. Mariya Dolʹnytsʹka // Mystetstvo. — 1932. — Robochyy zoshyt. 1. — S. 40-43.
(Ковжун П. Марія Дольницька // Мистецтво. — 1932. — Робочий зошит. 1. — С. 40-43).

Центральний державний архів вищих органів влади та управління України., ф. 1113, оп. 3 ос, спр. 21. 26 арк.
Газети України 1917–1920 років у фондах Національної бібліотеки України імені В.І.Вернадського : кат. / авт.-уклад. : О. А. Вакульчук (керівник), О. С. Залізнюк ; НАН України, Національна бібліотека України імені В. І. Вернадського. Київ, 2014. 436 с.


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Білокінь С. Многоцвіття Павла Ковжуна // Вітчизна. 1988. № 6
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Дудко Ф. Памяті Павла Ковжуна: Як я видавав із П. М. Ковжуном сатиричний журнал (Спомин зперед 20 років) // Літературно-науковий додаток «Нового Часу». — 1939. — Чис. 22. — С. IV.
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https://photo-lviv.in.ua/naddnipryanets-yakyj-stav-sertsem-mystetskoho-lvova/
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https://blogs.bl.uk/european/2016/10/pavlo-kovzhun-or-adopt-his-enthusiasm.html


Data della prima pubblicazione 15 ottobre 2019

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