mercoledì 8 aprile 2026

Meliton Buchynskyj, Dmytro Buchynskyj e la lingua e cultura ucraina di Carlo Sarno

 

Meliton Buchynskyj (1847-1903),  Dmytro Buchynskyj (1913-1963) e la lingua e cultura ucraina

di Carlo Sarno



Meliton Buchynskyj 


Dmytro Buchynskyj





MELITON BUCHYNSKYJ (1847-1903)

 


  La biografia di Meliton Buchynskyj è quella di un intellettuale pioniere, la cui vita fu breve ma intensissima, segnata dal rigore della filologia germanica applicato alla causa nazionale ucraina.

   BUCHYNSKYJ Meliton (24.02.1847–25.04.1903) è stato eminente folklorista ed etnografo, avvocato e figura pubblica ucraina, lessicologo, figlio di un sacerdote locale, padre Osyp Buchynsky, stretto collaboratore ed amico di Mykhailo Drahomanov, Ivan Franko, Mykhailo Pavlyk (la loro corrispondenza è giunta fino a noi). La sua attività gettò le basi per la rinascita nazionale nella regione di Ternopil.
     Nato nel villaggio di Kryve (oggi villaggio nel distretto di Pidvolochy, regione di Ternopil). Mentre studiava nella città di Stanislav (oggi città di Ivano-Frankivsk ) negli anni '60 del XIX secolo, apparteneva alla comunità Narodov (vedi Narodovtsi ) e partecipò alla pubblicazione della rivista manoscritta "Zirka". Studiò a Leopoli e successivamente all'Università di Vienna (laureandosi nel 1873). Negli anni '70 del XIX secolo partecipò alle attività della "Sich" a Vienna. Raccolse numerosi materiali folcloristici, che furono pubblicati su periodici galiziani. Parte dei canti raccolti fu inclusa in un libro di Volodymyr Antonovych e Mykhailo Dragomanov "Canti storici del piccolo popolo russo" (vol. 1–2, 1874–75). La corrispondenza di M. Buchynsky con M. Dragomanov (1871–77) fu pubblicata dalla Scuola scientifica nazionale con il sostegno di M. Pavlyk ("Correspondence", 1910). 
   Nato in Galizia (all'epoca parte dell'Impero Austro-Ungarico) nella metà del XIX secolo, Buchynskyj crebbe in un ambiente multiculturale. Studiò all'Università di Leopoli, centro nevralgico del risveglio culturale ucraino. Qui iniziò a interessarsi alla raccolta di materiali etnografici, influenzato dalle correnti romantiche europee (Herder). Per perfezionare i suoi studi, si trasferì a Vienna e successivamente a Lipsia. Questo passaggio è stato cruciale: a Lipsia entrò in contatto con i Neogrammatici (Brugmann, Osthoff), i linguisti che stavano rivoluzionando lo studio delle lingue con un metodo quasi matematico. Qui apprese che la lingua non è solo "sentimento", ma un sistema regolato da leggi fonetiche ferree. Fu questa formazione a permettergli di dare dignità scientifica alla lingua ucraina, distinguendola nettamente dal russo e dal polacco.

     La "Grande Raccolta" del Folklore
   Tornato in patria, si dedicò a un'impresa titanica: la raccolta di canti popolari ucraini. In pochi anni raccolse circa 10.000 testi (tra canti, leggende e proverbi). A differenza di molti contemporanei, Buchynskyj non si limitava a trascrivere le parole, ma analizzava le varianti dialettali con la precisione di un dialettologo moderno, cercando la "forma interna" (Humboldt) della parlata popolare.

    L'impegno politico e la "Prosvita"
  M. Buchynskyj fu un membro attivo della società "Prosvita" ("Illuminazione!), l'organizzazione che promuoveva l'istruzione e la cultura ucraina tra le masse. Sostenne con forza l'adozione dell'ortografia fonetica (scrivere come si pronuncia), convinto che fosse l'unico modo per rendere la lingua accessibile al popolo e per sancire l'autonomia dell'ucraino rispetto al sistema etimologico russofilo.

     La morte prematura
   La sua scomparsa lasciò molti dei suoi lavori incompiuti, ma il materiale da lui raccolto fu fondamentale per i successivi giganti della cultura ucraina come Ivan Franko e Mykhailo Grushevskyj.

   Meliton Buchynskyj fu l'uomo che portò la scienza linguistica europea (la filologia tedesca) nelle campagne ucraine, trasformando il folklore in un documento d'identità nazionale inattaccabile.



MELITON BUCHYNSKYJ E LA LINGUISTICA EUROPEA


   La teoria linguistica di Wilhelm von Humboldt (1767-1835) ebbe un grande influsso sul pensiero dei linguistici ucraini. Questa teoria rappresenta uno dei pilastri della linguistica moderna, anticipando concetti fondamentali dello strutturalismo e del relativismo linguistico.
   I punti cardine del suo pensiero possono essere così riassunti:

1. La lingua come Energeia (Attività)
   Humboldt rifiuta l'idea della lingua come un prodotto statico o un deposito di parole (Ergon). Per lui, la lingua è Energeia, ovvero un'attività dinamica e un processo creativo continuo.
   Non è uno strumento già pronto, ma l'atto stesso dello spirito che produce il pensiero attraverso il suono.
   Ogni volta che parliamo, rigeneriamo la lingua in un processo di creazione perpetua.

2. La "Forma Interna" della Lingua (Innere Sprachform)
   Ogni lingua possiede una struttura specifica che riflette il modo in cui una nazione organizza i propri pensieri. Questa "forma interna" è il principio organizzativo che determina come una lingua connette i suoni ai concetti. È ciò che rende ogni lingua un'individualità mentale unica e irripetibile.

3. La Visione del Mondo (Weltansicht)
   Secondo Humboldt, la lingua non è un semplice mezzo per comunicare una realtà già esistente, ma è il filtro attraverso cui percepiamo il mondo. Parlare una lingua diversa significa abitare un mondo intellettuale differente. Il pensiero e la lingua sono inseparabili: non esiste pensiero senza una struttura linguistica che lo sostenga.

4. Il Legame tra Lingua e Nazione
   Humboldt vede un legame indissolubile tra la lingua di un popolo e il suo carattere spirituale (Volksgeist).
La lingua è l'espressione esteriore dello spirito di una nazione; lo sviluppo intellettuale di un popolo è strettamente legato alla ricchezza e alla struttura della sua lingua.

5. Tipologia Linguistica
   Humboldt è stato un pioniere nella classificazione delle lingue in base alla loro struttura morfologica, distinguendo tra:
Isolanti (es. Cinese) 
Agglutinanti (es. Turco)
Flessive (es. Greco, Latino, Sanscrito), da lui considerate le più "evolute" per la loro capacità di esprimere relazioni logiche complesse.

   La sua opera più celebre, pubblicata postuma, è Sulla diversità delle lingue e la sua influenza sullo sviluppo spirituale dell'umanità (1836), che rimane un testo fondamentale per chiunque studi il rapporto tra mente, cultura e linguaggio. La relazione tra Johann Gottfried von Herder (1744-1803) e Wilhelm von Humboldt è di profonda continuità intellettuale: Herder getta le basi filosofiche e romantiche che Humboldt trasformerà in una vera e propria scienza linguistica.

  Ecco i punti chiave del loro legame:


1. Inseparabilità tra pensiero e linguaggio
   Entrambi rifiutano l'idea illuminista della lingua come semplice "etichetta" per pensieri già formati. Herder nel suo Saggio sull'origine del linguaggio (1772), sostiene che il linguaggio sia un'abilità intrinseca della mente umana (Besonnenheit o riflessione) che distingue l'uomo dagli animali. Senza linguaggio, non c'è ragione.  Humboldt riprende questa tesi elevandola a sistema. Per lui, la lingua è l'"organo formativo del pensiero" (Bildungsorgan des Gedankens); l'attività intellettuale e il suono sono un'unica entità inscindibile.

2. Lingua come Identità di un Popolo (Volksgeist) 
   Entrambi vedono la lingua come l'anima di una nazione. Herder introduce l'idea che ogni popolo abbia il proprio genio o spirito (Volksgeist) espresso attraverso la sua lingua e le sue tradizioni poetiche. Humboldt traduce questa intuizione nel concetto di visione del mondo (Weltansicht). Ogni lingua non è solo un dialetto diverso, ma un modo unico e particolare di interpretare la realtà.

3. Dall'Origine alla Struttura
   Mentre Herder è più orientato alla filosofia e alla storia, Humboldt si sposta verso l'analisi empirica e comparativa. 
   Herder si concentra sul problema di come sia nato il linguaggio nell'uomo (origine antropologica). Humboldt pur partendo dalle premesse di Herder, si dedica allo studio della struttura grammaticale delle lingue del mondo per capire come la "forma interna" influenzi lo sviluppo spirituale dell'umanità. Entrambi condividono una visione organica della lingua, in contrapposizione a quella meccanicistica. Vedono la lingua come qualcosa che nasce, cresce e muta costantemente, riflettendo la vitalità della natura e dello spirito umano. Se Herder è il filosofo che ha "liberato" il linguaggio dalla funzione puramente comunicativa, Humboldt è il linguista che ha trasformato quella libertà in una teoria della diversità culturale e cognitiva. Il passaggio da Herder e Humboldt a Ferdinand de Saussure (1857-1913) segna la transizione dalla filosofia del linguaggio alla linguistica scientifica moderna. La relazione è fatta di eredità profonde e di nette rotture metodologiche.

   Ecco i punti di connessione e distacco:

1. Dalla Lingua come "Attività" al "Sistema"
   Humboldt definiva la lingua come Energia (attività dinamica). La lingua è un processo vivo, inseparabile dal parlante. Saussure sposta l'attenzione sull'Ergon (il prodotto statico), che lui chiama Langue. Per studiare la lingua scientificamente, Saussure la "congela" in un momento dato, definendola come un sistema di segni astratto e sociale, indipendente dall'uso individuale (Parole).

2. Il Segno Linguistico: Arbitrarietà e Struttura

  Herder vedeva un legame organico e quasi magico tra suono e senso (l'uomo "nomina" le cose perché ne coglie l'essenza). Humboldt introdusse l'idea che la lingua "organizzi" il pensiero attraverso una "forma interna". Saussure formalizzò questo concetto con il principio dell'arbitrarietà del segno. Non c'è un legame naturale tra il significante (suono) e il significato (concetto). La lingua è pura forma, non sostanza: una parola ha valore solo perché è diversa dalle altre all'interno del sistema.

3. Visione del Mondo vs. Immanenza
   Humboldt (Weltansicht): La lingua è un filtro culturale; lingue diverse portano a interpretazioni diverse del mondo.
   Saussure (Immanenza): A Saussure non interessa come la lingua rifletta la cultura o il pensiero (approccio esterno), ma come la lingua funzioni al suo interno (approccio immanente). La lingua non riflette la realtà, ma la classifica secondo le proprie regole interne.

4. Diacronia e Sincronia
  Herder e Humboldt studiarono la lingua nel suo divenire storico, legandola all'evoluzione dei popoli (approccio diacronico e storico-comparativo). Saussure pur non negando la storia, afferma che per capire come funziona una lingua bisogna studiarla nella sua contemporaneità (approccio sincronico), come una partita a scacchi analizzata nel momento presente. Se Herder e Humboldt hanno scoperto che la lingua costruisce il pensiero, Saussure ha spiegato come è costruito il meccanismo della lingua stessa, trasformando l'intuizione romantica in una struttura logica rigorosa (Strutturalismo).


     La relazione tra i giganti della linguistica europea (Herder, Humboldt, Saussure) e Meliton Buchynskyj risiede nel tentativo di quest'ultimo di applicare le teorie dell'idealismo e dello strutturalismo ante litteram alla filologia slava e alla lingua ucraina.
   Ecco i punti di contatto principali:

1. L'eredità di Herder e Humboldt: Lingua e Nazione
   M. Buchynskyj operò in un contesto di risveglio nazionale ucraino.
Herder/Humboldt: Sostenevano che la lingua fosse l'anima del popolo (Volksgeist) e una "visione del mondo" specifica.
   Buchynskyj applicò questa visione alla difesa della lingua ucraina. Per lui, come per i tedeschi, l'ucraino non era un dialetto del russo, ma un organismo vivente dotato di una propria "forma interna" e di una dignità storica e spirituale autonoma.

2. Verso Saussure: L'approccio scientifico e comparativo
  M. Buchynskyj si formò a Vienna e Lipsia, entrando in contatto con i neogrammatici (i precursori diretti di Saussure che introdusse il rigore del sistema e l'analisi dei suoni come elementi di un meccanismo). Buchynskyj fu uno dei primi a studiare la fonetica e la morfologia delle lingue slave con un metodo scientifico moderno, cercando le leggi costanti del cambiamento linguistico. Anticipò l'idea che la lingua sia un sistema regolato, pur mantenendo l'interesse humboldtiano per l'evoluzione storica (diacronia).

3. La sintesi: etnolinguistica e struttura
  Buchynskyj funge da "ponte" tra la filosofia romantica e la scienza linguistica, raccogliendo i canti popolari, seguendo l'esempio di Herder, raccolse migliaia di canti (circa 10.000) convinto che la poesia popolare fosse la manifestazione più pura della lingua. A differenza dei semplici collezionisti, analizzò questi testi cercando le strutture linguistiche ricorrenti, un approccio che si avvicina alla futura semiotica e allo studio del segno di Saussure. 
   Buchynskyj prende da Herder e Humboldt il valore politico e spirituale della lingua e dai precursori di Saussure il metodo comparativo rigoroso, applicandoli per definire l'identità linguistica ucraina nel panorama europeo.



MELITON BUCHYNSKYJ E LA LINGUA UCRAINA NELL'OTTOCENTO

    Il ruolo di Meliton Buchynskyj nella questione della lingua ucraina del XIX secolo è fondamentale poiché egli agisce come il braccio operativo delle teorie di Herder e Humboldt nel contesto slavo, portandole verso la modernità scientifica di Saussure.
Il suo contributo si può articolare in tre ambiti principali:

1. La Lingua come identità nazionale (Eredità di Herder)
   In un'epoca in cui l'identità ucraina era minacciata dalle politiche di assimilazione dell'Impero Russo (come i divieti linguistici) e dalla pressione culturale polacca in Galizia, Buchynskyj applicò il concetto di Volksgeist (spirito del popolo).
   La raccolta del folklore: Seguendo l'invito di Herder a cercare l'anima di un popolo nei suoi canti, Buchynskyj raccolse una quantità monumentale di canti popolari ucraini. Per lui, la lingua popolare non era un "vernacolo corrotto", ma la depositaria della storia e della visione del mondo di una nazione.

2. L'Indipendenza Linguistica (Eredità di Humboldt)
   Contro la tesi che vedeva l'ucraino come un semplice dialetto del russo, Buchynskyj utilizzò le categorie di Humboldt sulla "forma interna". Egli sostenne che la struttura fonetica e grammaticale dell'ucraino rispondesse a una logica interna propria, distinta da quella russa. Partecipò attivamente al dibattito sull'ortografia, lottando per un sistema che riflettesse fedelmente i suoni della lingua parlata, un passo decisivo per trasformare l'ucraino in una lingua letteraria e scientifica moderna.

3. Il metodo scientifico (Verso Saussure)

  Formatosi nelle università di Vienna e Lipsia, Buchynskyj fu tra i primi filologi ucraini ad adottare il metodo dei Neogrammatici. Invece di limitarsi a una visione romantica o nostalgica della lingua, iniziò a studiare i mutamenti linguistici come processi regolati da leggi costanti. Questa attenzione per la "lingua come sistema" anticipa l'approccio strutturale di Saussure, spostando la questione linguistica ucraina da un piano puramente politico-sentimentale a uno strettamente filologico e scientifico. Buchynskyj contribuì a togliere la lingua ucraina dall'isolamento provinciale, inserendola nel grande alveo della linguistica comparativa europea.         Dimostrando che l'ucraino possedeva strutture logiche e storiche indipendenti, fornì le basi scientifiche alle rivendicazioni culturali del movimento nazionale ucraino.



DMYTRO BUCHYNSKYJ (1913-1963)



 
  Dmytro Buchynsky (1913-1963), eminente figura pubblica e politica, critico letterario, traduttore, scrittore e bibliografo, nonché membro della Società Nazionale di Radio e Televisione, membro della Società scientifica di T. Schevchenko. Studiò presso il ginnasio a Chortkiv, in seguito studiò teologia e scienze filosofiche all'Università di Lublino (1935-39). Nel 1944 è emigrato in Occidente. Dopo la guerra proseguì gli studi presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Libera Ucraina a Monaco (1945-1948) e per un certo periodo collaborò con l'Università Massimiliano di Monaco (1945-46). Fece dottorato guidato dal famoso filosofo ucraino  Ivan Marchuk sul pensiero di T. Shevchenko.       I Buchynski (Buczynski) appartenevano allo stemma nobiliare di Ślepowron (l'airone notturno) e  Jastrzębiec. Il sigillo più antico con questo stemma è stato trovato su documenti di Jan, voivoda di Sandomyr, risalenti al 1352. Il primo documento giudiziario risale al 1389. 




   Dal 1948 visse in Spagna, dove lavorò presso il Centro di Studi Orientali. Dal 1952 al 1963 fu direttore, caporedattore della sezione ucraina della Radio Nazionale Spagnola, dove si distinse come brillante giornalista.   
  È autore di numerosi articoli e rapporti di intelligence. Acquisì fama come brillante critico letterario, autore di studi letterari innovativi su Hryhoriy Skovoroda, Taras Shevchenko ("Il pensiero cristiano e filosofico di Taras G. Shevchenko", 1962), Ivan Franko ("Ivan Franko e la letteratura spagnola", - Madrid, 1953), Yuriy Klen ("Yuriy Klen nella vita e nella creatività: resoconto", - Toronto, 1962), Natalena Koroleva ("Sui percorsi e le vie della vita di Natalena Koroleva", - Monaco; Madrid, 1958) e altri scrittori ucraini, analizzando a fondo i problemi della storia della Chiesa e della cultura ucraina (ad esempio: "Sotto la bandiera di Maria: alla storia delle icone miracolose ucraine", "La testimonianza spagnola della nostra cultura musicale", - Yorkton, 1958, "Passato e presente del libro ucrainiano", - Toronto; Madrid, 1962). Giovanni Papini (trad. Dr. D. Buczynski): Lettera di Papa Celestino VI ai poeti, in Shlyakh Peremohy, 1954, pp. 75-78. Fu un giornalista molto prolifico, autore di numerosi articoli. I suoi scritti furono pubblicati su riviste come "Ucraina Moderna", "Pensiero Ucraino" e altre testate, spesso sotto pseudonimo. Pubblicò oltre 2.000 articoli (molti dei quali firmati con pseudonimi), contribuendo alla diffusione della letteratura ucraina in Europa e nei paesi di lingua spagnola.  
   Promosse ampiamente la cultura ucraina in Spagna, organizzando numerose mostre, anche grazie ai suoi rapporti di amicizia con l'élite spagnola. Organizzò mostre di libri ucraini presso il Museo Nazionale di Madrid. Tradusse dallo spagnolo opere di J. Ortega y Gasse, H.-G. Nieto, J.-M. Sánchez-Silva, V. Carredano, A. Lizon, L. de Castresán, D. Benavdal, P. Baroch e altri. Tradusse in spagnolo "La storia della campagna di Igor".
   Il passaggio da Meliton a Dmytro Buchynskyj sposta il baricentro dalla filologia dell'Ottocento alla critica letteraria e all'impegno culturale del Novecento, in particolare nel contesto dell'esilio ucraino in Spagna e in Europa occidentale.
Ecco come si connettono le teorie di Herder, Humboldt e Saussure nel pensiero di Dmytro Buchynskyj:

1. La Lingua come "Visione del Mondo" (Humboldt e Herder)
  Dmytro Buchynskyj, operando come bibliografo e critico letterario, rimase profondamente fedele all'idea humboldtiana della lingua come custode dell'identità spirituale.
  Difesa della cultura: Per Dmytro, la lingua ucraina non era solo un sistema di segni (come per Saussure), ma il "tempio" della nazione in esilio. In linea con Herder, egli vedeva nella letteratura e nella lingua gli strumenti di resistenza contro l'oppressione sovietica, che cercava di annullare lo "spirito del popolo" (Volksgeist).
   L'opera bibliografica: Il suo monumentale lavoro di catalogazione della stampa e della letteratura ucraina serviva a dimostrare al mondo la vitalità di una "visione del mondo" (Weltansicht) specifica e autonoma, proprio come teorizzato da Humboldt.

2. Dalla Struttura al Messaggio (Verso Saussure)
  Sebbene Dmytro non fosse un linguista teorico puro come Saussure, egli applicò un rigore quasi "strutturalista" nell'analisi della produzione letteraria. Egli analizzò come la lingua letteraria ucraina si evolvesse fuori dai confini nazionali, studiando le costanti stilistiche e i sistemi di significato che permettevano agli esuli di mantenere un'unità culturale nonostante la dispersione geografica.

3. Legame con Meliton
  Avendo connessione familiare con Meliton Buchynskyj attraverso il nonno di Dmytro e padre di Meliton, Dmytro ereditò la missione del parente di elevare la lingua ucraina a dignità accademica europea. Se Meliton usò la filologia (metodo pre-saussuriano) per dimostrare l'esistenza della lingua, Dmytro usò la storia della letteratura e la bibliografia per dimostrarne la persistenza e la modernità. 
    Mentre i teorici come Humboldt e Saussure fornirono gli strumenti per capire cos'è e com'è fatta una lingua, Dmytro Buchynskyj utilizzò quegli strumenti per difendere l'esistenza stessa della nazione ucraina nel XX secolo, vedendo nella parola scritta l'ultima trincea dell'identità nazionale.



MELITON E DMYTRO BUCHYNSKYJ E LA LINGUA E CULTURA UCRAINA

   La relazione tra Meliton e Dmytro Buchynskyj rappresenta un vero e proprio ponte evolutivo nella teoria linguistica e culturale ucraina, che attraversa i cambiamenti epistemologici da Humboldt a Saussure.
    Ecco come si articola questa continuità teorica:

1. Dalla "Lingua come Natura" alla "Lingua come Cultura"
  Meliton (L'approccio Humboldtiante-Romantico): Coerente con il clima dell'Ottocento, Meliton vede la lingua come un organismo vivente e spontaneo. La sua raccolta di canti popolari serve a dimostrare che l'ucraino possiede una "forma interna" (innere Sprachform) pura, non contaminata dalle sovrapposizioni imperiali. Per lui, la lingua è natura che si fa spirito.
   Dmytro (L'approccio Storico-Culturale): Nel Novecento, Dmytro sposta l'asse sulla lingua come prodotto culturale conscio. Non studia più solo il canto spontaneo, ma la letteratura dotta e la pubblicistica. Per Dmytro, la lingua non è più solo una "emanazione dello spirito", ma un sistema di resistenza politica e un patrimonio da catalogare con rigore scientifico (bibliografia).

2. La Difesa dell'Autonomia del Sistema (Eredità di Saussure)
  Sebbene operino in epoche diverse, entrambi lottano contro il pregiudizio che l'ucraino sia un "dialetto" del russo:
   Meliton usa la filologia comparativa (metodo pre-saussuriano) per isolare le leggi fonetiche dell'ucraino, dimostrandone l'indipendenza strutturale.
   Dmytro applica una visione più vicina alla semiotica e alla sociolinguistica: vede la lingua ucraina come un sistema di segni che deve mantenere la sua integrità anche in esilio (in Spagna, Germania, etc.). Per Dmytro, preservare la lingua in esilio significa preservare la "struttura" stessa della nazione quando il suo territorio è occupato.

3. Il Ruolo della Bibliografia come "Morfologia della Nazione"
   C'è un parallelo teorico affascinante nel loro metodo di lavoro:
   Meliton colleziona migliaia di unità minime di linguaggio (parole, versi, canti) per ricostruire la struttura della lingua popolare.
   Dmytro colleziona migliaia di unità minime di cultura (libri, riviste, articoli) attraverso la bibliografia.
   Entrambi credono che la verità di una lingua risieda nella sua totalità: per capire una nazione, bisogna raccoglierne ogni frammento linguistico e testuale. La bibliografia di Dmytro è, in un certo senso, la continuazione della raccolta folcloristica di Meliton con mezzi moderni.

4. Il Passaggio dal "Popolo" all'"Elite"
  La teoria di Meliton è democratica e populista: la verità linguistica sta nel contadino e nel suo canto (Herder). La teoria di Dmytro è orientata all'intellettualità: la verità linguistica sta nella capacità della lingua di produrre alta cultura, filosofia e critica letteraria anche in condizioni di sradicamento.
   In sintesi, Meliton fornisce la base scientifica e ontologica (l'ucraino esiste ed è una lingua), mentre Dmytro ne cura la sopravvivenza funzionale e storica (l'ucraino è una lingua di cultura universale). Insieme, incarnano il percorso della linguistica ucraina: dalla scoperta delle radici (Ottocento) alla difesa della struttura globale (Novecento).



TARAS SCHEVCHENKO E I DUE STUDIOSI BUCHYNSKYJ

   La relazione tra Taras Ševčenko e i due Buchynskyj è il cuore pulsante dell'identità linguistica ucraina: Ševčenko fornisce la materia prima (la lingua letteraria), mentre i Buchynskyj ne curano la codificazione scientifica e la preservazione storica.
   Ecco come si intrecciano queste tre figure:

1. Ševčenko e Meliton Buchynskyj: La Lingua come Organismo Vivo

   Meliton opera nella generazione immediatamente successiva a quella di Ševčenko e ne applica le intuizioni poetiche sul piano filologico. Ševčenko aveva elevato il dialetto popolare a lingua letteraria suprema. Meliton, influenzato da Herder, vede nelle opere di Ševčenko la prova empirica della "visione del mondo" (Weltansicht) ucraina. Meliton raccoglie migliaia di canti popolari proprio perché Ševčenko aveva dimostrato che l'anima della nazione risiedeva in quel patrimonio orale. Meliton fornisce la base scientifica (grammaticale e fonetica) a ciò che Ševčenko aveva creato per istinto poetico.

Il libro su Taras Schevchenko di Dmytro Buchynskyj.


2. Ševčenko e Dmytro Buchynskyj: il сulto e la bibliografia

   Per Dmytro, Ševčenko non è solo un poeta, ma il simbolo della resistenza culturale in esilio. Dmytro dedicò gran parte della sua attività di critico e bibliografo a catalogare e analizzare l'eredità di Ševčenko. In particolare, studiò come il messaggio del poeta venisse recepito in Europa (specialmente in Spagna). In linea con la "visione del mondo" di Humboldt, Dmytro vedeva nella lingua di Ševčenko l'unico territorio che l'occupante sovietico non poteva invadere. Per Dmytro, preservare i testi di Ševčenko attraverso la bibliografia significava garantire la sopravvivenza stessa della nazione ucraina fuori dai suoi confini.

3. La sintesi teorica: Dal Poeta al Bibliografo
   Esiste una linea di continuità logica tra i tre:
Ševčenko crea il Significante (la lingua letteraria moderna).
Meliton ne studia la Struttura (le leggi fonetiche e popolari, anticipando Saussure).
Dmytro ne tutela la Memoria (la bibliografia e la critica letteraria come atto politico).
   I Buchynskyj sono stati gli "strutturisti" e i "custodi" del tempio linguistico la cui pietra angolare era stata posta da Taras Ševčenko.



IVAN FRANKO E MELITON BUCHYNSKYJ

    Il rapporto tra Meliton Buchynskyj e Ivan Franko rappresenta uno degli snodi più fertili della cultura ucraina di fine Ottocento, dove la passione per il folklore si trasforma in materiale letterario e scientifico. 
  I rapporti di Meletion Buchynskyj con I. Franko erano estremamente stretti. Si incontrarono ripetutamente a Leopoli e, durante il suo soggiorno a Stanislaviv, I. Franko era solito far visita a M. Buchynsky. Ebbero anche una vivace corrispondenza. 
   Ecco i dettagli della loro collaborazione e dell'influenza di M. Buchynskyj su Franko:

1. La fonte d'ispirazione: I canti popolari
   Ivan Franko, che fu uno dei più grandi scrittori e studiosi ucraini, ebbe in altissima stima il lavoro di raccolta di Meliton Buchynskyj.
   La collaborazione diretta: Franko conosceva bene Buchynskyj e la sua dedizione nel raccogliere i canti popolari della Galizia e della Bucovina.
   Uso dei materiali: Franko utilizzò i testi raccolti da Buchynskyj come base per i suoi studi etnografici e per le sue opere letterarie. Molti dei temi, delle figure e delle strutture metriche presenti nei canti "salvati" da Buchynskyj si ritrovano nelle poesie e nei racconti di Franko, che cercava di riportare nella letteratura colta la "lingua vera" del popolo.

2. Il riconoscimento scientifico
   Franko non fu solo un utente dei materiali di Buchynskyj, ma anche il suo primo grande estimatore accademico.
  Recensioni e citazioni: Franko scrisse diverse note e recensioni sul lavoro di Buchynskyj, sottolineando come la sua precisione nel trascrivere non solo le parole ma anche le sfumature fonetiche fosse un passo avanti rispetto al dilettantismo di molti collezionisti dell'epoca.
   Dopo la morte di Meliton: Quando Buchynskyj morì prematuramente, fu proprio Ivan Franko a farsi carico della protezione e della pubblicazione di parte del materiale rimasto inedito, riconoscendo in esso un "tesoro nazionale" che non poteva andare perduto.

3. La visione comune: La lingua come "arma"
   Entrambi condividevano la convinzione — derivata da Herder e Humboldt — che la lingua popolare fosse l'unica base solida per costruire una nazione moderna.
   Mentre Buchynskyj forniva la documentazione scientifica della lingua, Franko ne dimostrava la potenza artistica. Insieme, hanno dimostrato che l'ucraino era capace di passare dal canto del contadino alla pagina della grande letteratura europea.

   Senza il lavoro di "scavo" di Meliton Buchynskyj, la letteratura di Ivan Franko sarebbe stata priva di una parte fondamentale della sua linfa vitale. Buchynskyj fu per Franko quello che un archivista prezioso è per un grande architetto: colui che fornisce i materiali autentici per costruire l'edificio dell'identità nazionale.



IVAN FRANKO E DMYTRO BUCHYNSKYJ


  Essendo il vero pioniere nella divulgazione della letteratura ucraina nel mondo ispanofono Dmytro Buchynskyj (1913-1963) introdusse la figura di Ivan Franko nello spazio culturale di SpagnaD. Buchinsky scrisse lingua spagnola l'articolo "Iván Frankó y literatura española" ("Iván Frankó y literatura española"), pubblicato nel primo numero della rivista "La revista de literatura" ("Rivista di letteratura") del 1953. Quest'opera è costantemente citata dagli studiosi che si occupano della ricezione di Cervantes e Calderón in Ucraina, ma l'ermeneutica letteraria stessa, che D. Buchinsky ha utilizzato, in particolare i principi ideologici ed estetici a partire dai quali viene considerato il fenomeno di Ivan Franko, non è ancora stata oggetto di analisi. 
  La ricerca di D. Buchynskyj offre un'interpretazione alternativa della vita e dell'opera del classico ucraino Ivan Franko: egli non appare come un rivoluzionario internazionalista, bensì come un rappresentante della spiritualità nazionale ucraina ed europea. È un simbolo dell'Ucraina europea. "È un vero figlio del nostro popolo, privo di qualsiasi falsa traccia di patriottismo, che desiderava per il suo popolo solo una libertà che non violasse i diritti dei popoli liberi di altre nazioni". 
   Nel ritratto intellettuale di I. Franko tracciato da D. Buchynskyj, prevalgono i tratti di un umanista europeo di stampo rinascimentale: "Lo scrittore era un uomo che cercava di abbracciare gli interessi dell'umanità". I suoi motti sono "lavoro, felicità e libertà". D. Buchynskyj sottolinea come Ivan Franko sia stato il primo ad avvicinare al lettore ucraino molti classici della letteratura mondiale e alcuni dei più importanti scrittori spagnoli, utilizzando motivi spagnoli nelle sue opere, in particolare nella raccolta di poesie "I Conquistadores". Egli realizzò una rivisitazione del "Don Chisciotte" e preparò per il palcoscenico ucraino "Alcalde di Salamé" di Calderón. Il ricercatore definisce il poema di I. Franko "Le avventure di Don Chisciotte" come "una trasformazione del romanzo in versi, che narra le avventure di Don Chisciotte in tono umoristico, ma senza eccessiva caricatura; il Don Chisciotte di Franko è un eroe e un cavaliere che combatte per il trionfo della verità sulla terra". Commentando l'immagine di Pedro Crespo, D. Buchynsky sottolinea che I. Franco riscrisse "L'Alcalde di Salamea" perché "nell'opera di Calderón c'è un meraviglioso tipo di contadino, per il quale la verità e la giustizia non sono solo lo scopo della vita, ma la vita stessa. Il poeta ha focalizzato la sua attenzione sull'alta moralità dell'opera di Calderón e, di conseguenza, ha creato una rielaborazione per enfatizzare l'idea che un ucraino dovrebbe imitare la forza morale e imparare da lui a difendere i propri diritti e il proprio onore, a prescindere dallo status di chi lo offende: un hidalgo, un militare o persino il re stesso". 
   D. Buchynsky caratterizza Ivan Franko come la quintessenza del patriottismo ucraino , che è al tempo stesso rappresentante di una coscienza aperta e dei valori umanistici europei: "Franco è fratello di tutti i popoli, a prescindere dai confini nazionali o statali. Crede nell'umanità e perciò proclama: 'Chi ha un cuore puro e pensieri onesti, una coscienza libera, sincerità di sentimenti e nel cui petto arde il coraggio, deve combattere la grande battaglia per il bene, per la libertà e per la felicità di tutti'".


   Se Meliton aveva fornito a Ivan Franko i materiale folkloristico per costruire l'identità nazionale, Dmytro si fece carico di analizzare quell'edificio culturale e di presentarlo al mondo come parte integrante della civiltà europea.
Ecco i punti cardine della loro relazione teorica:

1. La "Cristologia" e l'Esegesi di Franko
   Nelle sue ricerche (spesso analizzate in ambito accademico sotto il profilo storico-culturale della diaspora), Dmytro Buchynskyj approfondì il lato spirituale e filosofico delle opere di Franko.
   Mentre la critica sovietica cercava di ridurre Franko a un "ateo rivoluzionario", Dmytro — operando dall'esilio (Germania e Spagna) — ne mise in luce l'aspetto cristologico e messianico.
   In linea con la "visione del mondo" di Humboldt, Dmytro vedeva in Franko l'intellettuale che aveva saputo sintetizzare la tradizione biblica e classica con la lingua viva del popolo ucraino.

2. Franko come "Ponte" verso l'Europa
  Dmytro Buchynskyj fu un instancabile mediatore culturale. Durante la sua permanenza a Madrid, lavorò per far conoscere la letteratura ucraina al pubblico di lingua spagnola.
   Egli presentò Ivan Franko non come un autore regionale, ma come un esponente dello spirito universale, paragonabile ai grandi tragici greci o ai pensatori tedeschi.
   Questo approccio riflette la transizione verso una visione semiotica e strutturale: la lingua di Franko non è solo espressione del popolo (Herder), ma un sistema di significati che dialoga alla pari con le altre grandi lingue europee.

3. La Bibliografia come atto di "resistenza intellettuale"
  Uno dei contributi più importanti di Dmytro è la sua attività bibliografica, attraverso la quale catalogò la produzione letteraria ucraina (comprese le edizioni di Franko) pubblicata fuori dall'URSS.
   Catalogare le opere di Franko e gli studi su di lui era per Dmytro un modo per dimostrare che la "forma interna" (Humboldt) della nazione ucraina era indistruttibile.
  Attraverso il suo lavoro, Dmytro garantì che la lingua letteraria codificata da Ševčenko e portata alla massima espressione da Franko non venisse distorta dalla censura o dimenticata dall'Occidente.

Sintesi della linea ereditaria
   La parabola si chiude perfettamente:
Meliton Buchynskyj raccoglie i frammenti della lingua (il passato).
Ivan Franko trasforma quei frammenti in una letteratura moderna (il presente).
Dmytro Buchynskyj sistematizza, cataloga e difende quel patrimonio davanti all'Europa (il futuro e la memoria).



DMYTRO BUCHYNSKYJ: AMBASCIATORE CULTURALE UCRAINO A MADRID

   L'attività di Dmytro Buchynskyj a Madrid (1948-1963) rappresenta l'apice della proiezione internazionale della cultura ucraina nel dopoguerra, agendo come un ponte tra l'idealismo tedesco (Herder, Humboldt) e la nascente sensibilità strutturalista europea.
   Ecco i dettagli della sua missione come "ambasciatore culturale":

1. La celebrazione di Ševčenko in Spagna

  Dmytro fu il principale motore delle commemorazioni per il centesimo anniversario della morte di Taras Ševčenko (1961) in territorio spagnolo.
   Mostre Bibliografiche: Organizzò a Madrid una mostra monumentale che non solo esponeva le opere di Ševčenko, ma presentava l'intera produzione editoriale dell'emigrazione ucraina (1945-1961), dimostrando la vitalità della "visione del mondo" ucraina fuori dai confini occupati.
   Mediazione Accademica: Pubblicò saggi e articoli in spagnolo per spiegare come Ševčenko non fosse solo un poeta nazionale, ma un simbolo universale di libertà, portando il dibattito filologico ucraino nelle istituzioni scientifiche spagnole.

2. La Bibliografia come difesa della "Lingua Viva"
   In linea con le teorie di Humboldt sulla lingua come struttura dello spirito, Dmytro utilizzò il rigore bibliografico per contrastare la propaganda sovietica.
   Sistematizzazione: Catalogò migliaia di pubblicazioni ucraine, comprese 163 opere di scrittrici ucraine, per provare che la lingua e la cultura ucraine erano un sistema autonomo, completo e in continua evoluzione, indipendentemente dalla repressione politica.
   Collaborazioni Internazionali: Partecipò a numerosi congressi scientifici, portando i problemi della letteratura e della cultura ucraina all'attenzione di riviste come "Ucraina moderna" e "Pensiero ucraino".

3. Una sintesi di biografia e missione
    Dopo la formazione in Ucraina e il passaggio in Germania, si stabilì a Madrid dove lavorò come bibliografo e critico fino alla morte prematura nel 1963. Riuscì a trasformare l'approccio filologico del nonno Omeljan in una moderna disciplina di scienza della cultura. Se Omeljan cercava le radici popolari, Dmytro costruì l'archivio della modernità ucraina.

   Dmytro Buchynskyj ha dimostrato che la "forma interna" della lingua teorizzata da Humboldt poteva sopravvivere e fiorire anche nello sradicamento dell'esilio, diventando un valore universale per tutta l'Europa.



DMYTRO BUCHYNSKYJ E LA STORIA DELLA CHIESA UCRAINA

   L'analisi di Dmytro Buchynskyj sulla storia della Chiesa si concentra sulla difesa dell'identità religiosa ucraina come pilastro della cultura nazionale, con un particolare interesse per i tentativi di unificazione e il ruolo della Chiesa greco-cattolica.
   I punti salienti del suo contributo includono:

1. I tentativi di unione ecclesiastica
  Buchynskyj ha esaminato i momenti critici della storia religiosa moderna, focalizzandosi sugli "Intentos de unión eclesiástica en Ucrania durante los años 1941-1942" (pubblicato sulla rivista Oriente nel 1951). In queste analisi, esplora le dinamiche tra le diverse confessioni ucraine durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, vedendo nell'unione non solo un fatto religioso, ma un atto di coesione nazionale. 

2. La Chiesa come custode della cultura
   In linea con le teorie di Humboldt, Buchynskyj interpreta la storia della Chiesa non come una serie di dogmi, ma come la struttura portante dello spirito di un popolo.
   Nelle sue analisi, pubblicate su riviste come Ucrainistica e Ucraina moderna, ha approfondito i legami indissolubili tra la storia della Chiesa e la cultura ucraina.
   Ha evidenziato come la fede abbia permesso la sopravvivenza della lingua e della "visione del mondo" ucraina anche sotto i regimi oppressivi. 

3. La documentazione bibliografica religiosa
   Come bibliografo, ha svolto un lavoro fondamentale nel catalogare la produzione religiosa ucraina in esilio.
  Nel suo lavoro "Pasado y presente del libro Ucraniano" (1962), analizza l'evoluzione dei testi sacri e religiosi dall'epoca degli incunaboli fino alla modernità.
   Ha catalogato la stampa religiosa ucraina del dopoguerra, fornendo una prova documentale della vitalità intellettuale della Chiesa ucraina fuori dai confini nazionali. 

4. Il ruolo di ambasciatore a Madrid
   Attraverso la sua attività in Spagna, Buchynskyj ha presentato la storia religiosa ucraina al mondo ispanofono, spiegando la distinzione tra l'ortodossia ucraina e quella russa e sottolineando il carattere europeo ed ecumenico della Chiesa ucraina. 

  Per Dmytro Buchynskyj, la storia della Chiesa è la cronaca della resistenza spirituale dell'Ucraina: un sistema di significati che definisce la nazione tanto quanto la lingua stessa.



DMYTRO BUCHYNSKYJ E GLI INCUNABOLI RELIGIOSI UCRAINI

   L’analisi di Dmytro Buchynskyj sugli incunaboli (i libri stampati con caratteri mobili prima del 1500) e sulle prime edizioni religiose rappresenta l'applicazione del rigore strutturalista alla storia del libro ucraino.
   Il suo studio principale su questo tema è racchiuso nell'opera "Pasado y presente del libro Ucraniano" (Madrid, 1962). Ecco i punti chiave della sua analisi:

1. Il libro come "Monumento Linguistico"
   In linea con Humboldt, Buchynskyj non vede l'incunabolo solo come un oggetto antico, ma come la prima cristallizzazione della "forma interna" della lingua ucraina colta.
  Egli analizza le prime stampe religiose in antico slavo ecclesiastico (con forti influenze vernacolari ucraine) come la prova che l'Ucraina fosse parte integrante della rivoluzione di Gutenberg e, di conseguenza, della civiltà europea occidentale.

2. I centri di stampa: Cracovia e Venezia
   Buchynskyj documenta l'importanza delle stamperie di Szwaitpold Fiol a Cracovia (fine XV secolo), che pubblicò i primi libri in cirillico al mondo (come l'Oktoikh e il Chasoslov).
  Egli sottolinea come questi testi religiosi fossero destinati specificamente al mercato ucraino, dimostrando l'esistenza di una domanda culturale e spirituale autonoma già nel Quattrocento.

3. Continuità tra Fede e Tecnica
   L'analisi di Dmytro evidenzia che i primi libri ucraini non furono testi profani, ma testi liturgici.
  Questo conferma la sua tesi (legata a Herder) secondo cui la religione è il "contenitore" primordiale della lingua e dell'identità di un popolo. L'incunabolo religioso è, per Buchynskyj, l'atto di nascita della nazione moderna.

4. La catalogazione in esilio
   Durante la sua permanenza a Madrid, Buchynskyj utilizzò la sua competenza bibliografica per tracciare la dispersione di questi rari esemplari nelle biblioteche europee.
   Il suo obiettivo era dimostrare che l'Ucraina possedeva una tradizione tipografica antichissima, smentendo la narrazione imperiale russa che tendeva a marginalizzare o assorbire le origini della stampa ucraina.

   Lo studio di Dmytro Buchynskyj sugli incunaboli serve a fornire una base materiale e storica alla teoria linguistica del nonno Meliton: se la lingua è lo spirito del popolo, l'incunabolo ne è la prima, indistruttibile armatura tecnologica.



SINTESI DI CONCETTI E RELAZIONI

   Ecco una sintesi della linea teorica e biologica che unisce questi pensatori, dal romanticismo tedesco alla resistenza culturale ucraina del Novecento:

1. Il Nucleo Teorico: Herder e Humboldt
   Herder: Introduce l'idea che la lingua sia lo spirito di un popolo (Volksgeist). Senza lingua non c'è pensiero; ogni nazione ha un'anima unica espressa nei suoi canti e nelle sue tradizioni.
   Humboldt: Trasforma questa idea in scienza. La lingua non è un prodotto statico (Ergon), ma un'attività creativa (Energeia). Ogni lingua impone una specifica visione del mondo (Weltansicht) attraverso la sua "forma interna".

2. La Traduzione in Scienza: Saussure
   Saussure: Prende la "forma" di Humboldt e la rende un sistema di segni arbitrari. Sposta l'attenzione dall'anima del popolo alla struttura logica della lingua (Langue), gettando le basi dello strutturalismo.

3. La Nascita della Filologia Ucraina: Meliton Buchynskyj
   Relazione con Herder/Humboldt: Applica il concetto di Volksgeist alla nazione ucraina. Raccoglie 10.000 canti popolari per dimostrare l'esistenza di un'anima ucraina autonoma.
   Relazione con Saussure: Utilizza il rigore dei Neogrammatici (pre-saussuriani) per isolare le leggi fonetiche dell'ucraino, provando scientificamente che non è un dialetto del russo ma un sistema linguistico indipendente.
   Relazione con Franko: Fornisce a Ivan Franko la materia prima (folklore e dati filologici) che il poeta trasformerà in alta letteratura moderna.

4. La Difesa della Memoria: Dmytro Buchynskyj
   Relazione con il passato (Meliton): Come eredita della missione di difendere la dignità della lingua, ma sposta l'analisi dal folklore alla bibliografia e alla critica letteraria.
   Relazione con Ševčenko e Franko: Diventa l'ambasciatore di questi giganti in Europa (specialmente in Spagna). Studia la lingua non più solo come origine, ma come monumento storico e culturale (incunaboli, libri religiosi).
   Relazione con Humboldt: Dimostra che la "visione del mondo" ucraina può sopravvivere in esilio. Se la lingua è la struttura dello spirito, catalogare i libri ucraini significa preservare l'esistenza stessa della nazione contro la cancellazione sovietica.

   Sintesi Finale

FiguraRuolo PrincipaleConcetto Chiave
Herder/HumboldtFilosofiLa lingua crea il mondo e l'identità.
SaussureLinguistaLa lingua è un sistema di regole interne.
Meliton BuchynskyjFilologoL'ucraino è una lingua viva con leggi proprie.
T. Ševčenko / I. FrankoPoetiCreano la lingua ucraina letteraria moderna.
Dmytro BuchynskyjBibliografoDocumenta la persistenza storica della nazione ucraina.



I BUCHYNSKYJ E LA DIFESA DELLA LINGUA E CULTURA UCRAINA

  L'attività di Meliton e Dmytro Buchynskyj non è solo un esercizio accademico del passato, ma rappresenta il fondamento teorico della resistenza culturale ucraina contemporanea. La loro finalità era dimostrare che l'Ucraina non è una "periferia" di altri imperi, ma un'entità sovrana dotata di una propria struttura logica e storica.

1. La Lingua come "Confine" Invalicabile (Eredità di Meliton)
   La finalità di Meliton era fornire una base scientifica all'esistenza della lingua.
   Attualità: Oggi, di fronte al tentativo di negare l'identità ucraina, il lavoro di Meliton ricorda che l'ucraino possiede leggi fonetiche e morfologiche proprie (la "forma interna" di Humboldt). Difendere la lingua non è un atto di folklore, ma la protezione di un sistema di pensiero autonomo. Senza la distinzione filologica sancita da Meliton, l'ucraino sarebbe rimasto un "dialetto", facilitando l'assimilazione politica.

2. La Bibliografia come "Prova di Esistenza" (Eredità di Dmytro)
   La finalità di Dmytro era documentare la continuità storica e la presenza europea dell'Ucraina. Il suo lavoro sugli incunaboli e sulla stampa in esilio serve a combattere la "cancellazione" culturale (cancel culture) russa. Documentando che l'Ucraina stampava libri religiosi e letterari già nel XV secolo, Dmytro fornisce le prove che l'Ucraina è sempre stata parte dello spazio culturale europeo. La sua bibliografia è un atto di "resistenza archivistica": ciò che è catalogato e scritto non può essere cancellato dalla storia.

3. La "Visione del Mondo" contro l'Omologazione
  Entrambi hanno applicato la teoria di Humboldt per dimostrare che la lingua ucraina modella una percezione della realtà specifica (democratica, legata alla terra e alla libertà individuale). Questa visione si oppone oggi all'omologazione forzata.     La finalità dei Buchynskyj era proteggere questa Weltansicht (visione del mondo). Parlare e scrivere in ucraino oggi è l'atto pratico di questa teoria: significa abitare un mondo mentale che rifiuta l'imperialismo e rivendica la propria specificità.

4. Il Messaggio per l'Europa (Il ruolo di Ambasciatore culturale)
   Dmytro, in particolare, si finalizzava a "sensibilizzare" il mobdo verso la causa ucraina. Il suo impegno a Madrid per far conoscere Ševčenko e Franko anticipa la diplomazia culturale odierna. Egli insegnò che l'Ucraina non deve solo resistere internamente, ma deve parlare al mondo nelle lingue del mondo (spagnolo, inglese, italiano) per essere riconosciuta come nazione paritaria.
  La finalità dei Buchynskyj era trasformare la lingua da strumento di comunicazione a strumento di sopravvivenza nazionale (Humboldt). Per l'attualità, il loro lascito insegna che la cultura non è un lusso, ma l'armatura che permette a un popolo di non scomparire anche quando il suo territorio è sotto attacco.



I BUCHYNSKYJ COME FONDAMENTO TEORICO DELLA RESISTENZA CULTURALE UCRAINA CONTEMPORANEA

   L'attività di Meliton e Dmytro Buchynskyj non è solo un capitolo di storia accademica, ma costituisce il fondamento teorico della resistenza culturale ucraina contemporanea. La loro difesa della lingua ha una finalità che oggi, durante l'attuale conflitto, assume un valore di sicurezza nazionale e sopravvivenza esistenziale. 
   Ecco come la loro visione si riflette nell'attualità e nell'impegno degli intellettuali odierni:

1. La lingua come "Arma" di Resilienza
   Per Meliton, la lingua era un sistema scientifico autonomo che provava l'esistenza della nazione. Intellettuali come Volodymyr Yermolenko (Presidente di PEN Ukraine) descrivono la cultura non come un accessorio, ma come la base fondamentale della resilienza. La scelta di parlare ucraino oggi è un atto politico consapevole: dal 2022, la percentuale di chi parla solo ucraino è salita riflettendo l'idea humboldtiana della lingua come scudo dell'identità. 

2. De-colonizzazione e "Visione del Mondo"
   Dmytro Buchynskyj lottava contro la narrazione imperiale russa catalogando la produzione culturale ucraina. Scrittrici come Oksana Zabuzhko e poeti come Serhiy Zhadan continuano questa missione denunciando il "genocidio culturale" e lavorando per smantellare l'eredità coloniale russa. La finalità attuale è la de-russificazione, ovvero il recupero di quella "visione del mondo" (Weltansicht) ucraina che i Buchynskyj avevano teorizzato come distinta e sovrana. 

3. La Bibliografia come Testimonianza Europea
  Dmytro presentava l'Ucraina come parte integrante dell'Europa attraverso i suoi libri e incunaboli. Questa "diplomazia culturale" è portata avanti da istituzioni come l'Ukrainian Institute e il Ukrainian Cultural Foundation, che promuovono l'indipendenza della cultura ucraina per ottenere supporto internazionale.     Catalogare i crimini contro il patrimonio culturale e preservare la memoria è la versione moderna della bibliografia di resistenza di Dmytro. 

4. Il rifiuto del "Simulacro" Russo
  La teoria di Humboldt, mediata dai Buchynskyj, insegna che la lingua modella la realtà. Gli intellettuali ucraini denunciano l'attacco all'identità come una guerra di "simulacri" russi, dove la propaganda cerca di sostituire la realtà storica ucraina con una falsa narrazione imperiale. La difesa della lingua è dunque la difesa della verità storica. 


CONCLUSIONI

    Dalle intuizioni filosofiche di Herder e Humboldt alla struttura logica di Saussure, abbiamo visto come i due studiosi Buchynskyj della lingua ucraina abbiano saputo trasformare la teoria in un atto concreto di resistenza culturale. 
   Se per i Buchynskyj la finalità era dimostrare che l'Ucraina esisteva, per gli intellettuali di oggi la finalità è garantire che l'Ucraina continui a esistere, usando la lingua e la cultura come territori di sovranità che nessun esercito può occupare. 
   La scienza filologica di Meliton ha dato all'ucraino una base scientifica, mentre l'attività di ambasciatore culturale di Dmytro ne ha garantito la memoria storica e l'internazionalizzazione, fornendo gli strumenti intellettuali che oggi vediamo agire nella difesa dell'identità dell'Ucraina.




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