sabato 4 aprile 2026

Risurrezione di Lazzaro, l'annuncio della Risurrezione del Signore (di Yaryna Moroz Sarno)


Risurrezione di Lazzaro, l'annuncio della Risurrezione del Signore


di Yaryna Moroz Sarno

“O voce divina,
divina potenza della tua forza,
o Salvatore: per essa hai spezzato
le porte dell’Ade e della morte vorace;
strappa anche me alle mie passioni,
come allora il tuo amico,
Lazzaro di quattro giorni”

(Mattutino, all’ode V).

  La miniatura dell'Evangelario (Codex Purpureus Rossanensis), la metà del VI secolo
 
L'icona bizantina del IX secolo


     Al termine della Grande Quaresima e all'introduzione della Settimana Santa nella tradizione bizantina si presenta il mistero della risurrezione di Lazzaro. Infatti, nella Chiesa orientale la memoria di Lazzaro precede la Domenica delle Palme.
   Le prime notizie sul Sabato di Lazzaro (in gr. Σάββατον τοῦ Ἁγίου καὶ Δικαίου Λαζάρου) nell'Oriente greco si riferiscono all'antico culto di Gerusalemme. Già nel "Diario del Pellegrinaggio" di Egeria (ca 381-384) e nel Lezionario di Gerusalemme del V secolo conservato nella traduzione armena si parla della celebrazione liturgica nel sesto sabato della Grande Quaresima nel c. d. Lazarium, una basilica costruita sul luogo della sepoltura di Lazzaro a Betania.
  Le origini della celebrazione del Sabato di Lazzaro risalgono all'antica liturgia gerosolimitana e prima di essere adottata nella liturgia delle altre chiese era una sua particolarità. Ma non era una commemorazione della risurrezione di Lazzaro, ma dell'arrivo di Cristo a Betania "sei giorni prima della Pasqua" (Gn 12, 1), la prefigurazione della resurrezione dei morti e come promemoria, l'annuncio della Pasqua. Infatti esiste un stretto legame tra la passione di Cristo e la resurrezione di Lazzaro. Efrem il Siro (IV secolo) nel Commento al Diatessaron 17, 7 disse che Gesù "rese la vita a Lazzaro e morì al suo posto".
   L'origine antica di questa commemorazione liturgica confermano le testimonianze di Giovanni Crisostomo (m. 407) ed altri Padri della Chiesa. I canti liturgici che include la celebrazione liturgica sono stati composti da Sant'Andrea di Creta, da Cosma di Maiuma, Romano il Melode e Giovanni Damasceno. 
    Il Sabato di Lazzaro già dai primi secoli del Cristianesimo si comprendeva come l’annuncio della Pasqua, perché annunciava e anticipava la luce e la pace del Sabato Santo ormai prossimo, sottolineando la vittoria di Cristo sulla morte. Nel vespro del giorno si canta: "Signore, sulla tomba del morto da quattro giorni, sulla tomba di Lazzaro sei venuto e, versando lacrime per l’amico, risusciti il morto da quattro giorni, o Spiga della vita; alla tua voce la morte fu così legata e dalle tue mani furono sciolte le bende funebri". Nella lettura del Vangelo nella Liturgia si spiega: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato".
  Il Signore trasformò l’evento della morte di Lazzaro nell'epifania della sua misericordia e della potenza. Questo miracolo a Betania rivela la natura divina di Cristo.
“Gloria a te, che soltanto chiamandolo risuscitasti dalla tomba Lazzaro, l’amico, morto da quattro giorni”, si esclama nelle Lode del Mattutino (all’ode II).  
    Lazzaro simbolizza l'intera umanità malata. Sant’Ireneo nel II secolo affermava: "Chiamò a gran voce Lazzaro dicendo: ‘Lazzaro vieni fuori’. E uscì ‘il morto con i piedi e le mani avvolti in bende’. Ora questo è il simbolo dell’uomo che era stato legato nei peccati. E per questo il Signore dice: ‘Scioglietelo e lasciatelo andare’. Il Signore attraverso le cose temporanee prefigurava le cose eterne e indicava che egli stesso è colui che può dare la guarigione e la vita alla sua creatura, affinché si creda anche alla sua parola circa la resurrezione: alla fine, ‘al suono dell’ultima tromba’, quando il Signore farà udire la sua voce, i morti risusciteranno, come dice egli stesso: "Viene l’ora in cui tutti i morti, nelle tombe, sentiranno la voce del Figlio dell’uomo’ (Gv 5,25)" (Contro le eresie V, 13, 1).
  Secondo il Vangelo di Giovanni, la risurre
zione di Lazzaro accade pochi giorni prima della Passione del Signore. Questa commemorazione si chiama preludio della Croce. Efrem il Siro nel Commento al Diatessaron (17, 8) scrisse: "Il Signore venne a Betania e risuscitò il suo amico affinché attraverso ciò che aveva fatto per Lazzaro si credesse ciò che diceva di se stesso: "Il terzo giorno risorgerò" (cf. Mt 17, 23)”. Nell'Inni sulla chiesa (27, 8) aggiunse: "Lazzaro ti ha risposto, Signore, ed era un simbolo; il morto ti ha risposto, come i morti ti risponderanno nella resurrezione". 
  Le reliquie di Lazzaro sono state trovate a Kitia. L'imperatore bizantino Leone il Saggio (886-911) ordinò nell'898 di trasferire le reliquie di Lazzaro a Costantinopoli e di metterle nella chiesa in nome del giusto Lazzaro.

L'affresco, catacomba di Callisto, Roma, metà del III secolo

L'affresco, catacomba di Santa Priscilla, Roma, III secolo

L'affresco, catacomba romana di Pietro e Marcellino,
fine del III secolo - l'inizio del IV secolo

Le catacombe dei Giordani, via Latina a Roma, IV secolo

L'affresco, catacombe di Marcellino e Pietro. IV secolo. Roma.

L'affresco del IV secolo d. C., catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, Roma (Via Labicana).

Catacombe di via Latina, Roma, gli affreschi del IV secolo. Una vera e  propria "pinacoteca del IV secolo". | Catacombe, Arte cristiana, Archeologia
Affresco nella catacombe di Via Latina, Roma

L'affresco del III secolo "la Resurrezione di Lazzaro senza Gesù", 
cappella Greca delle catacombe di Priscilla, Roma.

L'affresco del III secolo "la Resurrezione di Lazzaro senza Gesù", secondo l'immagine del 1896 di Wilpert, cappella Greca delle catacombe di Priscilla, Roma.

L'affresco nella catacomba dei Santi Gordiano ed Epimaco, la via Latina a Roma, IV secolo

 
VIDEO / FOTO Il cristianesimo nell'Età dell'Angoscia (180 -305 ...
Lastra di chiusura di loculo (metà del secolo III ), Musei Capitolini a Roma 

Dettaglio del sarcofago, III secolo

Dettaglio del sarcofago di Marcus Claudianus,il 330 e il 339 

Il sarcofago proviene dalla Via dei Banchi Nuovi a Roma, 300-325 d.C. ca.


Fronte di sarcofago con scene bibliche

Fronte di sarcofago con scene bibliche, 325-350 ca., da cimitero di San Callisto

Sarcofago in marmo, inizio IV secoloMetropolitan Museum, numero di inventario: 1991.366. 



Fronte del sarcofago di Giona, 280-300 dc., da necropoli vaticana

Risurrezione di Lazzaro, fianco destro della Lipsanoteca di Brescia, IV secolo

La Resurrezione di Lazzaro sul sarcofago del IV secolo.



Sarcofago a frego continuo, 325-350, Musei Vaticani, Museo Pio Cristiano, n. 31438-1


Pannello laterale del sarcofago in marmo; Italia. Ravenna; IV secolo; Basilica di San Vitale

Sarcofago, Museo nazionale di Ravenna, 400-415 ca, da San Giovanni Battista



Sarcofago, i primi tre decenni del IV secolo, Museo Pio Cristiano, inv. 31556

Sarcofago romano di Marco Claudiano (330-335 a. C)

Sarcofago della cattedrale di Clermont-Ferrand, IV secolo

 
Il rilievo sulla copertina del Vangelo, V secolo, Museo del Tesoro di Duomo di Milano


Pannello frontale del sarcofago in marmo, 325-350 Cristo ("Buon Pastore") con due scene del miracolo: il miracolo della sorgente dell'apostolo Pietro nella prigione Mamertina e la Resurrezione di Lazzaro, Vaticano.




Sarcofago del IV secolo, Arles.

Coperta di Evangeliario delle cinque parti, fine V – inizio VI secolo, bottega ravennate. Milano, Tesoro del Duomo

Parte del Dittico di Murano in avorio, VI secolo d.C.

La lignea di Santa Sabina a Roma, V secolo


Tavola del IV secolo. Walters Art Museum. 



Vetro dorato proveniente dalle catacombe cristiane di Roma. IV secolo.

Vetro d'oro, la metà del IV secolo, Musei Vaticani, Museo Pio Cristiano, Roma  


 Il mosaico della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, VI secolo  

L'avorio carolingio, basilica di Sant'Ambrogio a Milano.

Frammento del dittico 

Dittico eburne, V secolo, 
Londra, Victorian and Albert Museum  

Pannello eburneo, manifattura veneziana o bizantina, 900-1100 ca, British Museum.

Dittico dell'avorio, X secolo 

 
La Resurrezione di Lazzaro. X secolo, Costantinopoli. Bode Museum

Pannello del XII secolo, Bisanzio  (Costantinopoli),Victoria and Albert Museum, Londra 


La Resurrezione di Lazzaro, L'Ingresso del Signore a Gerusalemme, La Trasfigurazione del Signore, La Crocifissione di Cristo. Registri laterali dell'icona; Bisanzio. Costantinopoli; XIV secolo; USA. New York. Metropolitan Museum of Art, scultura in pietra


Il mosaico nel Duomo di Monreale, Sicilia

La Resurrezione di Lazzaro. Bisanzio, XIII secolo; Evangelion (AEIB, χγφ. αρ. 2); 
Italia. Venezia. Museo dell'Istituto Greco di Studi Bizantini e Post-Bizantini.

  Il motivo della resurrezione di Lazzaro è già raffigurato nelle catacombe romane. Essenzialmente l'innografia e l'iconografia bizantina si basa sui Vangeli canonici (in particolare Gv 11, 1-44) e rappresenta l'uscita di Lazzaro dal sepolcro con la figura di Cristo al centro della composizione. La sua mano destra è alzata nell'atto della benedizione e nella sua mano sinistra (nelle numerose raffigurazioni) vediamo il rotolo interpretato come il chirografo del peccato che Signore viene a riscattare. Sul primo piano sono rappresentate anche le due sorelle di Lazzaro ai piedi del Cristo. Il sepolcro fuori dalla città di Gerusalemme simboleggia il passaggio della vita umana dalla città terrena alla città celeste. 
    La celebrazione del Sabato di Lazzaro si svolge secondo il Triodion quaresimale. Il del suo mattutino assomiglia al mattutino domenicale. 


   La miniatura ucraina del XIII secolo, Vangelo di Lauryshiv 

 La resurrezione di Lazzaro, il Salterio di Kyiv, 1397

    La risurrezione di Lazzaro, l'affresco nella chiesa Ss. Trinità, 1418, Liublino
 
Tropario
Per confermare la comune resurrezione,
prima della Tua passione,
hai risuscitato dai morti Lazzaro, o Cristo Dio;
perché anche noi, come i fanciulli,
portando i simboli della vittoria,
a Te, vincitore della morte, gridiamo:
Osanna nel più alto dei cieli,
benedetto Colui che viene
nel nome del Signore. 
O Cristo, gioia di tutti,
verità, luce, vita e resurrezione del mondo,
per amore ti sei manifestato ai mortali,
e sei divenuto modello della comune resurrezione,
concedendo a tutti il perdono divino.
 
Lazzaro di Betania - Wikiwand
Icona ucraina del XVI secolo, villaggio Poliana, 
Museo Nazionale di Leopoli 
 
Maestro Fedusko, l'icona del XVI secolo, Museo Nazionale a Leopoli 

L'icona del XVI secolo, Skole, Museo Nazionale a Leopoli 

L'icona dall'iconostasi di Skvariava Nova, XVI secolo, Museo Nazionale a Leopoli 

 Frammento dell'icona Passione, scuola pittorica di Sudovo-Vyshnia, 
prima metà del XVII secolo, villaggio di Lipie, Museo storico di Sanok, Polonia.

L'icona della del XVII secolo, Kamjanka-Buzka 

L'icona ucraina del XVII secolo, Sudova Vyshnia

Ivan Meditsky, l'affresco nella chiesa di San Giorgio a Drohobych, 1711.

L'incisione, Triodion, Kyiv 1629

L'incisione, Triod', Kyiv 1724 



Ripubblicato, la prima pubblicazione 10/04/2020    

Per consultare le icone ucraine: La Resurrezione di Lazzaro - ICON.ORG.UA

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