Risurrezione di Lazzaro, l'annuncio della Risurrezione del Signore
di Yaryna Moroz Sarno
“O voce divina,
divina potenza della tua forza,
o Salvatore: per essa hai spezzato
le porte dell’Ade e della morte vorace;
strappa anche me alle mie passioni,
come allora il tuo amico,
Lazzaro di quattro giorni”
divina potenza della tua forza,
o Salvatore: per essa hai spezzato
le porte dell’Ade e della morte vorace;
strappa anche me alle mie passioni,
come allora il tuo amico,
Lazzaro di quattro giorni”
(Mattutino, all’ode V).
La miniatura dell'Evangelario (Codex Purpureus Rossanensis), la metà del VI secolo

L'icona bizantina del IX secolo
Al termine della Grande Quaresima e all'introduzione della Settimana Santa nella tradizione bizantina si presenta il mistero della risurrezione di Lazzaro. Infatti, nella Chiesa orientale la memoria di Lazzaro precede la Domenica delle Palme.
Le prime notizie sul Sabato di Lazzaro (in gr. Σάββατον τοῦ Ἁγίου καὶ Δικαίου Λαζάρου) nell'Oriente greco si riferiscono all'antico culto di Gerusalemme. Già nel "Diario del Pellegrinaggio" di Egeria (ca 381-384) e nel Lezionario di Gerusalemme del V secolo conservato nella traduzione armena si parla della celebrazione liturgica nel sesto sabato della Grande Quaresima nel c. d. Lazarium, una basilica costruita sul luogo della sepoltura di Lazzaro a Betania.
Le origini della celebrazione del Sabato di Lazzaro risalgono all'antica liturgia gerosolimitana e prima di essere adottata nella liturgia delle altre chiese era una sua particolarità. Ma non era una commemorazione della risurrezione di Lazzaro, ma dell'arrivo di Cristo a Betania "sei giorni prima della Pasqua" (Gn 12, 1), la prefigurazione della resurrezione dei morti e come promemoria, l'annuncio della Pasqua. Infatti esiste un stretto legame tra la passione di Cristo e la resurrezione di Lazzaro. Efrem il Siro (IV secolo) nel Commento al Diatessaron 17, 7 disse che Gesù "rese la vita a Lazzaro e morì al suo posto".
L'origine antica di questa commemorazione liturgica confermano le testimonianze di Giovanni Crisostomo (m. 407) ed altri Padri della Chiesa. I canti liturgici che include la celebrazione liturgica sono stati composti da Sant'Andrea di Creta, da Cosma di Maiuma, Romano il Melode e Giovanni Damasceno.
Il Sabato di Lazzaro già dai primi secoli del Cristianesimo si comprendeva come l’annuncio della Pasqua, perché annunciava e anticipava la luce e la pace del Sabato Santo ormai prossimo, sottolineando la vittoria di Cristo sulla morte. Nel vespro del giorno si canta: "Signore, sulla tomba del morto da quattro giorni, sulla tomba di Lazzaro sei venuto e, versando lacrime per l’amico, risusciti il morto da quattro giorni, o Spiga della vita; alla tua voce la morte fu così legata e dalle tue mani furono sciolte le bende funebri". Nella lettura del Vangelo nella Liturgia si spiega: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato".
Il Signore trasformò l’evento della morte di Lazzaro nell'epifania della sua misericordia e della potenza. Questo miracolo a Betania rivela la natura divina di Cristo. “Gloria a te, che soltanto chiamandolo risuscitasti dalla tomba Lazzaro, l’amico, morto da quattro giorni”, si esclama nelle Lode del Mattutino (all’ode II).
Il Signore trasformò l’evento della morte di Lazzaro nell'epifania della sua misericordia e della potenza. Questo miracolo a Betania rivela la natura divina di Cristo. “Gloria a te, che soltanto chiamandolo risuscitasti dalla tomba Lazzaro, l’amico, morto da quattro giorni”, si esclama nelle Lode del Mattutino (all’ode II).
Lazzaro simbolizza l'intera umanità malata. Sant’Ireneo nel II secolo affermava: "Chiamò a gran voce
Lazzaro dicendo: ‘Lazzaro vieni fuori’. E uscì ‘il morto con i piedi e
le mani avvolti in bende’. Ora questo è il simbolo dell’uomo che era
stato legato nei peccati. E per questo il Signore dice: ‘Scioglietelo e
lasciatelo andare’. Il Signore attraverso le cose temporanee prefigurava
le cose eterne e indicava che egli stesso è colui che può dare la
guarigione e la vita alla sua creatura, affinché si creda anche alla sua
parola circa la resurrezione: alla fine, ‘al suono dell’ultima tromba’,
quando il Signore farà udire la sua voce, i morti risusciteranno, come
dice egli stesso: "Viene l’ora in cui tutti i morti, nelle tombe,
sentiranno la voce del Figlio dell’uomo’ (Gv 5,25)" (Contro le eresie V, 13, 1).
Secondo il Vangelo di Giovanni, la risurrezione di Lazzaro accade pochi giorni prima della Passione del Signore. Questa commemorazione si chiama preludio della Croce. Efrem il Siro nel Commento al Diatessaron (17, 8) scrisse: "Il Signore venne a Betania e risuscitò il suo amico affinché attraverso ciò che aveva fatto per Lazzaro si credesse ciò che diceva di se stesso: "Il terzo giorno risorgerò" (cf. Mt 17, 23)”. Nell'Inni sulla chiesa (27, 8) aggiunse: "Lazzaro ti ha risposto, Signore, ed era un simbolo; il morto ti ha risposto, come i morti ti risponderanno nella resurrezione".
Secondo il Vangelo di Giovanni, la risurrezione di Lazzaro accade pochi giorni prima della Passione del Signore. Questa commemorazione si chiama preludio della Croce. Efrem il Siro nel Commento al Diatessaron (17, 8) scrisse: "Il Signore venne a Betania e risuscitò il suo amico affinché attraverso ciò che aveva fatto per Lazzaro si credesse ciò che diceva di se stesso: "Il terzo giorno risorgerò" (cf. Mt 17, 23)”. Nell'Inni sulla chiesa (27, 8) aggiunse: "Lazzaro ti ha risposto, Signore, ed era un simbolo; il morto ti ha risposto, come i morti ti risponderanno nella resurrezione".
Le reliquie di Lazzaro sono state trovate a Kitia. L'imperatore bizantino Leone il Saggio (886-911) ordinò nell'898 di trasferire le reliquie di Lazzaro a Costantinopoli e di metterle nella chiesa in nome del giusto Lazzaro.
L'affresco, catacomba di Callisto, Roma, metà del III secolo
L'affresco, catacomba di Santa Priscilla, Roma, III secolo
Le catacombe dei Giordani, via Latina a Roma, IV secolo

Affresco nella catacombe di Via Latina, Roma
L'affresco del III secolo "la Resurrezione di Lazzaro senza Gesù",
cappella Greca delle catacombe di Priscilla, Roma.
L'affresco del III secolo "la Resurrezione di Lazzaro senza Gesù", secondo l'immagine del 1896 di Wilpert, cappella Greca delle catacombe di Priscilla, Roma.
L'affresco nella catacomba dei Santi Gordiano ed Epimaco, la via Latina a Roma, IV secolo
Lastra di chiusura di loculo (metà del secolo III ), Musei Capitolini a Roma

Dettaglio del sarcofago, III secolo
Il sarcofago proviene dalla Via dei Banchi Nuovi a Roma, 300-325 d.C. ca.
Fronte di sarcofago con scene bibliche
Fronte del sarcofago di Giona, 280-300 dc., da necropoli vaticana
La Resurrezione di Lazzaro sul sarcofago del IV secolo.
Sarcofago a frego continuo, 325-350, Musei Vaticani, Museo Pio Cristiano, n. 31438-1
Pannello laterale del sarcofago in marmo; Italia. Ravenna; IV secolo; Basilica di San Vitale
Sarcofago, Museo nazionale di Ravenna, 400-415 ca, da San Giovanni Battista
Sarcofago, i primi tre decenni del IV secolo, Museo Pio Cristiano, inv. 31556.

Il rilievo sulla copertina del Vangelo, V secolo, Museo del Tesoro di Duomo di Milano
Pannello frontale del sarcofago in marmo, 325-350 Cristo ("Buon Pastore") con due scene del miracolo: il miracolo della sorgente dell'apostolo Pietro nella prigione Mamertina e la Resurrezione di Lazzaro, Vaticano.
Sarcofago del IV secolo, Arles.
Coperta di Evangeliario delle cinque parti, fine V – inizio VI secolo, bottega ravennate. Milano, Tesoro del Duomo
Parte del Dittico di Murano in avorio, VI secolo d.C.

La lignea di Santa Sabina a Roma, V secolo
Vetro d'oro, la metà del IV secolo, Musei Vaticani, Museo Pio Cristiano, Roma
Il mosaico della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, VI secolo

Dittico eburne, V secolo,
Londra, Victorian and Albert Museum
Dittico dell'avorio, X secolo

La Resurrezione di Lazzaro. X secolo, Costantinopoli. Bode Museum
Pannello del XII secolo, Bisanzio (Costantinopoli),Victoria and Albert Museum, Londra
La Resurrezione di Lazzaro, L'Ingresso del Signore a Gerusalemme, La Trasfigurazione del Signore, La Crocifissione di Cristo. Registri laterali dell'icona; Bisanzio. Costantinopoli; XIV secolo; USA. New York. Metropolitan Museum of Art, scultura in pietra
La Resurrezione di Lazzaro. Bisanzio, XIII secolo; Evangelion (AEIB, χγφ. αρ. 2);
Italia. Venezia. Museo dell'Istituto Greco di Studi Bizantini e Post-Bizantini.
Il motivo della resurrezione di Lazzaro è già raffigurato nelle catacombe romane. Essenzialmente l'innografia e l'iconografia bizantina si basa sui Vangeli canonici (in particolare Gv 11, 1-44) e rappresenta l'uscita di Lazzaro dal sepolcro con la figura di Cristo al centro della composizione. La sua mano destra è alzata nell'atto della
benedizione e nella sua mano sinistra (nelle numerose raffigurazioni) vediamo il rotolo interpretato come il chirografo del peccato che Signore viene a riscattare. Sul primo piano sono rappresentate anche le due sorelle di Lazzaro ai piedi del Cristo. Il sepolcro fuori dalla città di Gerusalemme simboleggia il passaggio della vita umana dalla città terrena alla città celeste.
La celebrazione del Sabato di Lazzaro si svolge secondo il Triodion quaresimale. Il del suo mattutino assomiglia al mattutino domenicale.

La miniatura ucraina del XIII secolo, Vangelo di Lauryshiv
La resurrezione di Lazzaro, il Salterio di Kyiv, 1397
La risurrezione di Lazzaro, l'affresco nella chiesa Ss. Trinità, 1418, Liublino
Tropario
Per confermare la comune
resurrezione,
prima della Tua passione,
hai risuscitato dai morti Lazzaro, o Cristo Dio;
perché anche noi, come i fanciulli,
portando i simboli della vittoria,
a Te, vincitore della morte, gridiamo:
Osanna nel più alto dei cieli,
benedetto Colui che viene
nel nome del Signore.
prima della Tua passione,
hai risuscitato dai morti Lazzaro, o Cristo Dio;
perché anche noi, come i fanciulli,
portando i simboli della vittoria,
a Te, vincitore della morte, gridiamo:
Osanna nel più alto dei cieli,
benedetto Colui che viene
nel nome del Signore.
O Cristo, gioia di tutti,
verità, luce, vita e resurrezione del mondo,
per amore ti sei manifestato ai mortali,
e sei divenuto modello della comune resurrezione,
concedendo a tutti il perdono divino.
verità, luce, vita e resurrezione del mondo,
per amore ti sei manifestato ai mortali,
e sei divenuto modello della comune resurrezione,
concedendo a tutti il perdono divino.
Icona ucraina del XVI secolo, villaggio Poliana,
Museo Nazionale di Leopoli
Maestro Fedusko, l'icona del XVI secolo, Museo Nazionale a Leopoli

L'icona del XVI secolo, Skole, Museo Nazionale a Leopoli
Frammento dell'icona Passione, scuola pittorica di Sudovo-Vyshnia,
prima metà del XVII secolo, villaggio di Lipie, Museo storico di Sanok, Polonia.
L'icona ucraina del XVII secolo, Sudova Vyshnia
Ivan Meditsky, l'affresco nella chiesa di San Giorgio a Drohobych, 1711.
L'incisione, Triodion, Kyiv 1629
L'incisione, Triod', Kyiv 1724
Ripubblicato, la prima pubblicazione 10/04/2020
Per consultare le icone ucraine: La Resurrezione di Lazzaro - ICON.ORG.UA


.png)

.png)


1.png)
1.png)
11.png)
1.png)









Nessun commento:
Posta un commento