martedì 20 gennaio 2026

Halyna Kruk: poesia come verità del "cuore ferito" ucraino, di Carlo Sarno


Halyna Kruk: 
poesia come verità del "cuore ferito" ucraino

di Carlo Sarno




INTRODUZIONE

Halyna Kruk (Lviv, 1974) è una delle voci più rilevanti e premiate della letteratura ucraina contemporanea, nota per la sua capacità di documentare con crudo realismo l'esperienza della guerra.
Ruolo Accademico: È una studiosa di letteratura barocca ucraina e insegna presso l'Università Nazionale Ivan Franko di Lviv.
Attivismo Letterario: Ricopre il ruolo di vicepresidente del PEN Ukraine ed è un'attiva traduttrice da diverse lingue slave.

Stile e Tematiche
La sua poetica ha subito una trasformazione radicale con l'invasione russa. Kruk sostiene che "la guerra non è una metafora":
Superamento del Linguaggio Tradizionale: Rifiuta le vecchie figure retoriche, ritenendole inadeguate a descrivere l'orrore immediato, preferendo un linguaggio diretto che serva da testimonianza.
Identità Collettiva: Nelle sue opere recenti, il "noi" prevale spesso sull'"io", dando voce a chi non può raccontare il proprio trauma.

Opere Principali
Poesia: Tra le sue raccolte più note figurano An Adult Woman (2017) e il recente successo internazionale A Crash Course in Molotov Cocktails (2022), finalista al Griffin Poetry Prize. In Italia, sue poesie sono incluse nell'antologia Poeti d'Ucraina (Mondadori, 2022).
Letteratura per l'Infanzia: Ha scritto popolari libri per bambini come Marko Travels Around the World, tradotto in oltre 15 lingue.
Prosa: È autrice della raccolta di racconti Anyone but me (2021), vincitrice del Kovaliv Fund Prize.

Riconoscimenti
È stata insignita di numerosi premi prestigiosi, tra cui il Women in Arts Award 2023 e il Sundara Ramaswamy Prize. La sua raccolta Lost in Living è stata recentemente nominata finalista per il PEN America Translation Award 2025.



LA POETICA DI HALYNA KRUK

La poetica di Halyna Kruk ha vissuto una metamorfosi profonda, passando da una riflessione esistenziale e barocca a una "scrittura di emergenza" dettata dalla guerra.

I fondamenti del suo stile attuale sono:

La Guerra non è una Metafora: Kruk rifiuta l'uso di figure retoriche tradizionali per descrivere il conflitto. Sostiene che le metafore creino una "realtà parallela" che rischia di edulcorare l'orrore; per questo predilige un linguaggio diretto, crudo e testimoniale.

Dal "Me" al "Noi": Nelle sue opere più recenti, come A Crash Course in Molotov Cocktails, la voce individuale si dissolve in una identità collettiva. La poetessa sente la responsabilità di dare voce a chi è stato messo a tacere dal trauma, usando spesso il "noi" per rappresentare il popolo ucraino.

Contenuto sopra la Forma: Ha dichiarato che, con l'intensificarsi del conflitto, le sue poesie hanno smesso di curarsi della perfezione estetica o della rima per concentrarsi esclusivamente sul contenuto viscerale, emotivo e sensoriale.

Il Poeta come Testimone: La sua poesia è concepita come un "atto di resistenza" e un "compito terapeutico". Non serve per evadere dalla realtà, ma per costringere il lettore a guardarla in alta risoluzione, funzionando quasi come un referto medico del trauma nazionale.

Radici Barocche: Nonostante la svolta realista, la sua formazione accademica sulla letteratura barocca emerge talvolta nell'uso di immagini contrastanti tra vita e morte, sacro e profano.



LA TEOLOGIA DEL CUORE FERITO

La relazione tra la poetica di Halyna Kruk e la "teologia del cuore ferito" (concetto spesso associato alla capacità spirituale e psicologica di accogliere il trauma senza esserne distrutti) si manifesta attraverso la trasformazione del dolore in una forma di resistenza etica e spirituale.
Sebbene Kruk non utilizzi esplicitamente questo termine teologico, la sua opera riflette i suoi principi cardine:

1. Il Cuore come Unico Contenitore dell'Inconcepibile
Kruk afferma che, davanti all'orrore della guerra, la mente razionale fallisce: "solo il cuore può contenere tutto questo / la mente rifiuta di afferrarlo". In questo senso, la sua poesia diventa uno spazio sacro dove il "cuore ferito" non cerca di spiegare il male, ma si limita a testimoniarlo, diventando l'unico organo capace di reggere l'urto emotivo del conflitto.

2. Una Spiritualità della Presenza e del Trauma
La sua poetica è intrisa di una "economia spirituale":
La ferita come soglia: Il dolore non è qualcosa da guarire per tornare allo stato precedente, ma una ferita aperta che diventa il luogo della verità. Kruk descrive la poesia come un "tessuto connettivo" che cresce sul sito di una ferita, simile a una cicatrice che protegge il corpo, ma che rimane segno indelebile di un'irrimediabile perdita.
Dialogo col Divino: Nelle sue poesie recenti, il dialogo con Dio si fa aspro, simile a una preghiera spontanea o a un lamento. Kruk descrive una condizione in cui la fede non è consolazione, ma una lotta nel fango, dove il cuore ferito chiede conto a un Dio spesso percepito come distante o silenzioso.

3. La Ferita Collettiva (Il "Noi")
La teologia del cuore ferito implica una condivisione del dolore. Kruk passa dall' "io" al "noi", trasformando la propria ferita personale in una ferita collettiva. Dare voce a chi non può parlare (i morti, i rifugiati) è un atto di carità spirituale che riconosce nel trauma altrui la propria stessa carne lacerata.

4. Il Rifiuto della Metafora come Scelta Etica
Per Kruk, "la guerra non è una metafora". Rifiutare l'abbellimento poetico significa onorare la sacralità della sofferenza reale. Questo approccio si sposa con una visione teologica che privilegia la "nudità" del cuore di fronte alla verità, per quanto brutale essa sia, rifiutando ogni distorsione retorica che possa allontanare dall'essenza del trauma.



SKOVORODA E KRUK

La relazione tra Halyna Kruk e Hryhorij Skovoroda (1722–1794) affonda le radici sia nella formazione accademica della poetessa che nella continuità di una specifica tradizione filosofica ucraina.
Ecco i punti di contatto principali:

1. Formazione Accademica e Barocco
Halyna Kruk è una stimata studiosa del Barocco ucraino e insegna questa materia presso l'Università Ivan Franko di Lviv. Skovoroda è la figura culminante del Barocco in Ucraina, e Kruk ha dedicato gran parte della sua carriera di ricercatrice all'analisi dei testi e della mentalità di quell'epoca, di cui il filosofo è l'interprete più profondo.

2. La "Filosofia del Cuore"
Il nucleo del pensiero di Skovoroda è la "filosofia del cuore" (kordocentryzm), che vede il cuore come il centro spirituale dell'uomo e il luogo della conoscenza di Dio e di se stessi.
Continuità nella Kruk: La poetica di Kruk riprende questa centralità, specialmente nella sua interpretazione del trauma bellico. Per lei, quando la logica e il linguaggio falliscono, è il cuore ferito l'unico organo capace di accogliere l'orrore della guerra senza soccombere alla follia, trasformando il dolore in testimonianza etica.

3. La "Natura Affine" (Srodna Pratsia)
Skovoroda teorizzò la srodna pratsia, l'idea che ogni essere umano debba vivere secondo la propria natura profonda per essere felice.
Nell'opera della Kruk: Questo concetto si riflette nel suo impegno civile. Kruk vede la scrittura non come un esercizio estetico, ma come una missione naturale e inevitabile (un "compito"), specialmente nel dare voce al "noi" collettivo in tempi di crisi.

4. Il Simbolismo della Resistenza
Recentemente, la figura di Skovoroda è diventata un simbolo di resistenza culturale: il suo museo a Skovorodynivka è stato distrutto da un missile russo nel 2022, ma la sua statua è rimasta intatta tra le macerie.
Kruk, come vicepresidente del PEN Ukraine, cita spesso Skovoroda come esempio della resilienza dello spirito ucraino, che sopravvive anche quando le strutture materiali vengono distrutte.

5. Il Poeta come Viandante
Skovoroda scelse una vita da filosofo errante, rifiutando carriere ufficiali per mantenere la propria libertà intellettuale.
In modo simile, Kruk descrive la condizione del poeta contemporaneo come quella di un testimone in movimento, che deve "abitare" il linguaggio e la realtà del presente, rifiutando le comode "metafore" del passato per restare fedele alla nuda verità del momento.



SHEVCHENKO E KRUK

La relazione tra Halyna Kruk e Taras Shevchenko (1814–1861), il poeta nazionale e padre della letteratura ucraina moderna, si sviluppa su tre livelli principali: accademico, simbolico e di rottura stilistica.

1. La formazione e il canone
Halyna Kruk è una profonda conoscitrice dell'opera di Shevchenko, non solo come parte del patrimonio culturale ucraino, ma come oggetto di studio accademico. Insegna letteratura ucraina presso l'Università Nazionale Ivan Franko di Lviv, dove Shevchenko rappresenta il pilastro fondamentale della costruzione dell'identità nazionale e linguistica.

2. Il superamento del linguaggio "Shevchenkiano"
Sebbene Shevchenko sia il modello del "poeta-profeta" che dà voce alle sofferenze del popolo, la Kruk ha operato una significativa rottura stilistica con la tradizione classica:
Contro la retorica: Kruk sostiene che, di fronte alla brutalità della guerra moderna, il linguaggio poetico tradizionale (spesso intriso di metafore e immagini epiche tipiche della tradizione ottocentesca) non sia più sufficiente.
Nuova trasparenza: Dove Shevchenko usava simboli potenti per risvegliare la coscienza nazionale, Kruk sceglie una "trasparenza del linguaggio" quasi povera di figure retoriche, ritenendo che solo il significato diretto delle parole possa testimoniare l'orrore attuale senza distorcerlo.

3. La continuità nel ruolo del poeta
Nonostante la differenza di stile, Kruk eredita da Shevchenko il ruolo del poeta come testimone e custode della memoria:
Voce collettiva: Come Shevchenko fu la voce dei servi della gleba e degli oppressi nel XIX secolo, Kruk oggi usa il "noi" anziché l' "io" per dare voce ai traumi collettivi degli ucraini durante l'invasione russa.
Resistenza culturale: Entrambi vedono la parola poetica non come mero esercizio estetico, ma come un atto di resistenza vitale contro l'annientamento dell'identità ucraina.

4. Simbolismo contemporaneo
Kruk partecipa attivamente al dibattito culturale su come "leggere" Shevchenko oggi. Mentre in passato alcuni movimenti letterari hanno cercato di "rimuovere Shevchenko dal piedistallo" per modernizzare la letteratura, Kruk riconosce che in tempo di guerra la sua figura torna a essere un potente simbolo di resilienza.

Se Shevchenko ha creato il linguaggio per definire l'Ucraina, Halyna Kruk sta cercando di riscrivere quel linguaggio affinché possa reggere il peso di una tragedia contemporanea che le vecchie metafore non riescono più a contenere.



LESJA UKRAINKA E KRUK

La relazione tra Halyna Kruk e Lesja Ukraïnka (1871–1913) è un dialogo tra due delle voci femminili più potenti e colte della storia ucraina, unite da una visione della letteratura come atto di forza intellettuale e non di mero sentimentalismo.
I punti di contatto più significativi sono:

1. La "Donna Forte" e il superamento del vittimismo
Lesja Ukraïnka è celebre per aver introdotto nella letteratura ucraina la figura della donna che non subisce il destino, ma lo sfida con la volontà (il concetto di contra spem spero).
Affinità: Halyna Kruk riprende questa postura. La sua poetica, specialmente in raccolte come An Adult Woman, rifiuta il ruolo della "vittima" passiva. Entrambe le autrici trasformano la sofferenza — fisica e cronica per Lesja, bellica e traumatica per Kruk — in una forma di conoscenza superiore e di resistenza attiva.

2. L'intellettualismo e la dimensione europea
Entrambe sono figure profondamente europee e poliglotte, che hanno cercato di elevare la letteratura ucraina oltre i confini del provincialismo rurale.
Lesja: Ha portato i grandi miti classici e la filosofia europea nel contesto ucraino.
Kruk: Come studiosa e traduttrice, agisce come un ponte culturale contemporaneo, portando la sensibilità barocca e le correnti letterarie slave nel dibattito internazionale attraverso il PEN Ukraine.

3. La ridefinizione del dolore
Esiste un legame profondo nel modo in cui entrambe trattano il corpo e la ferita:
Il corpo come campo di battaglia: Per Lesja Ukraïnka, il corpo malato era il luogo di una lotta spirituale costante. Per Halyna Kruk, il corpo (individuale e collettivo) è il sito dove si iscrive il trauma della guerra. In entrambe, la parola poetica serve a "dare forma" a un dolore che altrimenti sarebbe indicibile, rendendolo politico e universale.

4. Il rifiuto del sentimentalismo
Kruk ha spesso lodato la capacità di Lesja Ukraïnka di essere "dura" e analitica. Questa stessa lucidità chirurgica si ritrova nella poetica recente della Kruk: entrambe evitano il facile patetismo per cercare una verità che scotti, una parola che sia "pietra" o "lama", come la celebre metafora di Lesja sulla "parola-spada".

5. Tradizione e Innovazione
Kruk, da accademica, riconosce in Lesja Ukraïnka la pioniera del modernismo ucraino. La sua relazione con lei è di eredità consapevole: Kruk non imita Lesja, ma ne prosegue la missione di creare una letteratura ucraina capace di confrontarsi con l'assoluto, con la morte e con la libertà individuale senza complessi di inferiorità.



LINA KOSTENKO E KRUK

La relazione tra Halyna Kruk e Lina Kostenko (classe 1930) rappresenta il passaggio di testimone tra la "matriarca" della poesia ucraina e la generazione contemporanea che deve affrontare la guerra totale.
Ecco i punti chiave del loro legame:

L'etica della parola: Entrambe condividono una visione sacrale della letteratura. Per Kostenko, la poesia è "l'indipendenza dello spirito"; per Kruk, è un atto di resistenza etica. Entrambe rifiutano il compromesso con il potere o con la banalizzazione commerciale dell'arte.

La figura del Testimone: Lina Kostenko è stata la voce dei Šistdesjatnyky (i poeti degli anni '60) contro l'oppressione sovietica. Kruk prosegue questa missione nel XXI secolo, diventando la testimone oculare del conflitto attuale. Tuttavia, mentre Kostenko usa spesso un registro epico e storico, Kruk sceglie una lingua più frammentata e viscerale, adatta al trauma immediato.

Resistenza e Silenzio: Kostenko è famosa per i suoi lunghi periodi di "silenzio di protesta" contro la censura. Kruk rielabora il concetto di silenzio, descrivendolo come l'unica reazione possibile quando le parole tradizionali perdono significato di fronte alle fosse comuni, ma trasformandolo poi in una poesia "cruda" e antimetoforica.

L'Ucraina come destino: Entrambe pongono l'Ucraina al centro, ma con prospettive diverse. Kostenko ne canta la grandezza storica e il dramma esistenziale; Kruk ne analizza il corpo ferito, parlando di un Paese che impara a costruire "cocktail molotov" e a gestire il lutto collettivo.

In sintesi, Kruk rispetta in Kostenko il rigore morale, ma sente la necessità di rompere con la sua estetica classica per creare un linguaggio che possa descrivere un orrore che la poesia del passato non aveva ancora previsto.



ZABUZHKO E KRUK

Il legame tra Halyna Kruk e Oxana Zabuzhko rappresenta l'asse portante dell'intellettualità femminile ucraina contemporanea, unendo la riflessione post-coloniale alla testimonianza di guerra.
Ecco i punti cardine della loro relazione:

L'impegno nel PEN Ukraine: Entrambe sono figure di spicco del PEN Ukraine (Zabuzhko ne è stata presidente, Kruk è l'attuale vicepresidente). Collaborano attivamente per la diplomazia culturale, portando la voce dell'Ucraina nei più importanti forum internazionali per contrastare l'imperialismo culturale russo.

Decolonizzazione del linguaggio: Zabuzhko ha tracciato la strada con il suo saggio Il più lungo dei viaggi, analizzando le radici storiche del conflitto. Kruk prosegue questo lavoro sul piano poetico, cercando di liberare la lingua ucraina dai traumi e dalle narrazioni imposte, sebbene con uno stile più viscerale e meno teorico rispetto alla prosa densa di Zabuzhko.

Femminismo e identità: Entrambe hanno rivoluzionato la percezione della donna nella letteratura ucraina. Mentre Zabuzhko ha esplorato l'autocoscienza femminile in relazione alla storia nazionale (celebre il suo Sesso ucraino: istruzioni per l'uso), Kruk si concentra sul corpo femminile come archivio del trauma bellico, parlando di madri, figlie e soldatesse che affrontano l'indicibile.

La missione pubblica: Condividono l'idea che l'intellettuale non possa restare in una "torre d'avorio". Entrambe vedono la scrittura come un atto di servizio pubblico e una forma di resistenza morale, utilizzando la loro visibilità all'estero per spiegare che la guerra in Ucraina è una minaccia ai valori globali.

Mentre la Zabuzhko agisce spesso come la "mente storica" e analitica, la Kruk ne rappresenta la "voce poetica" e sensoriale, completando un quadro di resistenza intellettuale totale.



ZADHAN E KRUK

La relazione tra Halyna Kruk e Serhiy Zhadan è quella di due "compagni d'armi" letterari che rappresentano il volto pubblico e civile della cultura ucraina sotto assedio.

Generazione e Background: Entrambi nati negli anni '70, appartengono alla generazione che ha vissuto il passaggio dall'URSS all'indipendenza. Condividono una profonda radice accademica che utilizzano per destrutturare la lingua classica.

La Poesia come Documento: Entrambi hanno abbandonato l'estetica pura per una "scrittura di testimonianza". Se Zhadan è la voce delle strade e dei soldati nel Donbas, Kruk è la voce dell'interiorità traumatizzata e del corpo ferito. Insieme, documentano la guerra come un evento che ha distrutto la metafora: per entrambi, un missile non è un simbolo, ma un oggetto fisico che lacera la realtà.

Attivismo e PEN Ukraine: Lavorano a stretto contatto all'interno del PEN Ukraine, partecipando a reading internazionali per raccogliere fondi e sensibilizzare l'opinione pubblica. Sono i due autori ucraini più presenti nelle antologie mondiali recenti, come la celebre Poeti d'Ucraina curata da Alessandro Achilli e Yaryna Grusha.

Riconoscimenti: Entrambi sono stati finalisti o vincitori di prestigiosi premi internazionali che ne riconoscono l'impatto etico: Zhadan con il Friedenspreis des Deutschen Buchhandels e Kruk con il Griffin Poetry Prize.

Mentre Zhadan narra spesso l'epica collettiva e la resilienza urbana, Kruk scava nella psicologia del dolore, completando il mosaico della resistenza ucraina.


Per comprendere appieno la differenza di prospettiva tra questi due esponenti della letteratura ucraina, possiamo mettere a confronto due testi che affrontano lo stesso tema — la guerra — ma da angolazioni opposte: l'epica della resistenza urbana di Zhadan e la vivisezione del trauma di Kruk.

Serhiy Zhadan: L'estetica della città che resiste
Nelle sue poesie scritte a Kharkiv, Zhadan adotta spesso uno sguardo d'insieme, quasi cinematografico. La sua è una poesia di "luoghi" e di "comunità".

“I bambini studiano la storia dai suoni che arrivano dalla strada.
Sanno distinguere il calibro degli arrivi dal modo in cui trema il vetro.
Sanno che la morte non è qualcosa che accade agli altri,
ma qualcosa che può accadere a te, proprio ora, tra la colazione e i compiti.”

Il tono: È ritmato, urbano, quasi un blues di guerra.
La visione: Zhadan guarda al soldato, al volontario, alla città come organismo che, nonostante le ferite, continua a battere. La sua è una resistenza corale.

Halyna Kruk: L'anatomia del dolore interiore
Kruk, al contrario, stringe l'inquadratura sul singolo corpo, sul dettaglio fisico che diventa insopportabile. In una delle sue poesie più celebri di A Crash Course in Molotov Cocktails, scrive:

“La guerra non è una metafora,
la guerra è quando metti il tuo laccio emostatico
e capisci che il sangue non si ferma come nelle poesie.
La morte ha l'odore di ferro e di terra bagnata,
e non c'è rima che possa coprire il grido di chi ha perso un figlio.”

Il tono: È aspro, senza fiato, quasi un referto medico.
La visione: Kruk denuncia l'insufficienza della letteratura. La sua è una resistenza dei sensi, dove il cuore ferito (riprendendo la nostra discussione precedente) è l'unico spazio rimasto per la verità.

Tavola di confronto
Caratteristica:    Serhiy Zhadan    -     Halyna Kruk
Soggetto:   La collettività, la strada, il fronte.   -  L'individuo, il corpo, l'interno.
Linguaggio:   Narrativo, post-proletario, ritmico.   -  Analitico, barocco "spogliato", viscerale.
Simbolismo:   La città come fortezza.    -   La ferita come unica realtà.
Il ruolo del poeta:   Il cronista della resilienza.   -   La testimone dell'indicibile.

Mentre Zhadan ti dà la forza di marciare e resistere tra le macerie, Kruk ti costringe a fermarti e a sentire il peso esatto di ogni singola perdita.



ESEMPIO: LA GUERRA NON E' UNA METAFORA

Ecco una delle poesie più iconiche di Halyna Kruk, tratta dalla raccolta A Crash Course in Molotov Cocktails. È il testo che meglio esprime la sua rottura con la "poesia estetica" a favore di una "poesia di verità".

Halyna Kruk – "La guerra non è una metafora"

Nessuno di noi voleva scrivere queste poesie,
nessuno di noi voleva queste rime da trincea,
ma la guerra non è una metafora, ragazzi,
non è un esercizio di stile su un foglio bianco.

La guerra è quando cerchi di fermare il sangue
e le tue dita scivolano, perché il sangue è vero,
denso, caldo, e non sa nulla della letteratura.

La guerra è quando non riesci a trovare le parole
perché le parole sono state colpite da un proiettile di grosso calibro
proprio lì, nel centro del petto.

E tu stai lì, nudo di fronte alla morte,
senza più una virgola dietro cui nasconderti,
senza più un aggettivo che possa lenire il dolore.

Siamo diventati tutti un unico, immenso "noi",
una ferita che cammina e che, nonostante tutto,
si ostina a chiamare la libertà con il proprio nome.


In questo testo, la Kruk applica tutto ciò di cui abbiamo discusso:
L'attacco alla letteratura: Critica i "ragazzi" (forse i poeti occidentali o le generazioni passate) che vedono la guerra come un tema letterario.
La materialità: Il sangue "scivola", la morte è "nuda". Non c'è spazio per il Barocco decorativo, ma solo per la funzione testimoniale.
Il "Noi": La trasformazione finale dell'identità individuale in una ferita collettiva che cammina.

Questa poesia è spesso letta durante i reading internazionali di PEN Ukraine come manifesto della nuova condizione dell'intellettuale ucraino.



L'AMORE DI GESU' E LA POETICA DI KRUK

La relazione tra la poetica di Halyna Kruk e l'amore di Gesù non si esprime attraverso una devozione convenzionale o liturgica, ma attraverso una teologia della sofferenza condivisa e dell'incarnazione nel dolore.
Ecco come questo legame si manifesta nelle sue opere più recenti:

L'Imitatio Christi nel trauma: Per Kruk, l'amore cristiano non è un sentimento astratto, ma la capacità di stare nel punto più profondo della ferita. In molte sue poesie, il corpo del soldato o della madre che ha perso un figlio diventa una sorta di nuovo corpo di Cristo lacerato. L'amore si manifesta come presenza nel momento dell'abbandono, simile al grido di Gesù sulla croce.

La "Passione" collettiva: Kruk sposta il concetto di Passione dal singolo a un intero popolo. Il suo "noi" poetico richiama l'idea del Corpo Mistico che soffre tutto insieme. Amare, nel contesto della sua guerra, significa farsi carico delle piaghe dell'altro, una forma di carità radicale che lei descrive non con parole dolci, ma con la durezza del soccorso medico e della testimonianza.

Dio nel fango: Come nella tradizione della teologia del cuore ferito, la Kruk non cerca Gesù nei cieli sereni, ma lo trova "sporco di polvere ed esplosioni". È un amore che si spoglia della divinità per farsi solidarietà umana assoluta. In un suo celebre verso, suggerisce che Dio non sia chi ferma i proiettili, ma chi piange con chi viene colpito.

Il paradosso del perdono: La Kruk affronta il tema più difficile dell'amore evangelico: il perdono in tempo di male assoluto. La sua risposta è spesso un silenzio sospeso o un grido di giustizia. La sua poetica suggerisce che l'amore di Gesù oggi in Ucraina non passi per la rassegnazione, ma per la protezione della vita (un atto di amore supremo che include la resistenza).

L'amore di Gesù nella Kruk è un amore "incarnato e ferito", che non spiega il male ma sceglie di abitarlo per non lasciare nessuno solo nel buio.



SINTESI DEI PRINCIPI POETICI DI KRUK

La poetica di Halyna Kruk rappresenta uno dei vertici della letteratura ucraina contemporanea per la sua capacità di trasformare la ricerca accademica sul Barocco in una "scrittura di emergenza" viscerale e politica.
Ecco la sintesi dei principi cardine e delle relazioni filosofiche analizzate:

1. I Principi della Poetica
La Guerra non è una Metafora: Rifiuto delle figure retoriche tradizionali. La parola deve essere "nuda", diretta e testimoniale per non tradire la realtà del sangue e del trauma.
Dal "Me" al "Noi": Dissoluzione dell'io lirico in una identità collettiva. Il poeta diventa l'archivio vivente dei traumi di un intero popolo.
Il Cuore come Organo di Conoscenza: In linea con la tradizione filosofica ucraina, il cuore è l'unico spazio capace di contenere l'inconcepibile (la morte, l'orrore) quando la ragione fallisce.
Funzione Terapeutica e Civile: La poesia non è decorazione, ma un "laccio emostatico" fatto di parole, un atto di resistenza contro l'annientamento culturale.

2. Le Relazioni con la Tradizione
Hryhorij Skovoroda: Kruk eredita la "filosofia del cuore" (kordocentryzm), vedendo il cuore ferito come luogo della verità e della resilienza spirituale.
Taras Shevchenko: Ne prosegue la missione di poeta-custode della nazione, ma ne rompe il linguaggio classico e profetico a favore di una trasparenza cruda e moderna.
Lesja Ukraïnka: Condivide l'intellettualismo europeo e la forza della volontà (contra spem spero), trasformando la ferita fisica in potere etico.
Lina Kostenko: Rappresenta la continuità dell'integrità morale, pur sostituendo il registro epico della Kostenko con un linguaggio frammentato e viscerale.
Oxana Zabuzhko: Insieme formano l'asse della decolonizzazione culturale, dove Zabuzhko analizza la storia e Kruk ne viviseziona i sensi e il trauma.
Serhiy Zhadan: Entrambi "cronisti della catastrofe", ma con una polarità diversa: Zhadan canta la resistenza corale delle strade, Kruk l'anatomia interiore del dolore.

3. La Dimensione Spirituale
Teologia del Cuore Ferito: La relazione con il sacro non è dogmatica, ma si manifesta in un Gesù incarnato nel fango, che non evita il dolore ma lo abita. L'amore divino è visto come una "presenza" muta accanto alla vittima, portando la sofferenza dal piano individuale a quello di una Passione collettiva.

La struttura profonda della poetica di Halyna Kruk evidenzia come non stia solo scrivendo poesie, ma stia costruendo un nuovo linguaggio etico per l'Ucraina e per l'Europa intera.










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