sabato 17 gennaio 2026

Serhiy Zhadan: poesia come etica della resistenza e ricostruzione ucraina, di Carlo Sarno

 

Serhiy Zhadan: poesia come etica della resistenza e ricostruzione ucraina

di Carlo Sarno




INTRODUZIONE

Serhiy Zhadan (nato a Starobilsk nel 1974) è uno dei più influenti scrittori, poeti e attivisti ucraini contemporanei. Spesso descritto come la "voce dell'Ucraina", la sua figura incarna l'unione tra l'intellettuale d'avanguardia e l'impegno civile militante.

Carriera Letteraria
Zhadan è autore di numerosi romanzi e raccolte di poesie tradotti in oltre 20 lingue. Le sue opere esplorano spesso la vita nell'Ucraina post-sovietica, il caos sociale e l'impatto della guerra. Tra i suoi lavori più celebri figurano:
Depeche Mode (2004): Il suo romanzo d'esordio, che racconta la giovinezza anarchica e smarrita nella Kharkiv degli anni '90.
La strada del Donbas (Voroshylovgrad, 2010): Eletto libro del decennio dalla BBC Ukraine, mescola realismo e atmosfere surreali nel paesaggio industriale dell'est.
Il convitto (Internat, 2017): Un'opera cruda che narra il conflitto nel Donbas attraverso gli occhi di un civile.

Musica e Performance
Oltre alla scrittura, Zhadan è il frontman della rock band ska-punk Zhadan and the Dogs (precedentemente Dogs in Space). Le sue performance sono note per essere fisiche e coinvolgenti, trasformando le letture poetiche in veri e propri eventi di massa che riempiono i palazzetti.

Attivismo e Impegno Militare
Zhadan è un pilastro della società civile ucraina, attivo fin dalla Rivoluzione Arancione del 2004 e durante l'Euromaidan del 2013-2014, dove rimase ferito difendendo gli edifici governativi di Kharkiv.

Supporto Umanitario: Ha fondato la Serhiy Zhadan Charitable Foundation per sostenere iniziative culturali ed educative nelle regioni orientali.

Servizio Militare: In seguito all'invasione russa su vasta scala, ha intensificato il suo volontariato per le forze armate e, nel giugno 2024, si è arruolato ufficialmente nella 13ª Brigata Operativa "Khartia" della Guardia Nazionale dell'Ucraina.

Riconoscimenti
La sua importanza internazionale è stata sancita da prestigiosi premi, tra cui:
Premio per la pace dell'Associazione dei librai tedeschi (2022).
Candidatura al Premio Nobel per la Letteratura nel 2022.
Premio di Stato austriaco per la letteratura europea (2025).



LA POETICA DI SERHIY ZHADAN

La poetica di Serhiy Zhadan è un amalgama unico di durezza e tenerezza, definita spesso come un "punk sentimentale" o un "realismo magico industriale". La sua scrittura non nasce nelle accademie, ma nelle strade, nelle stazioni ferroviarie e nei cortili delle periferie dell'Est Ucraina.
Ecco i pilastri fondamentali della sua estetica:

1. Il Paesaggio Post-Industriale
Per Zhadan, il Donbas e Kharkiv non sono solo ambientazioni, ma veri e propri organismi viventi. La sua poetica celebra la bellezza desolata di:
Fabbriche dismesse, binari arrugginiti e stazioni di autobus.
Il contrasto tra il grigio del cemento sovietico e la vitalità caotica delle persone che lo abitano.
L'idea che la dignità umana risplenda più forte proprio dove tutto sembra in rovina.

2. La Voce degli Emarginati
Zhadan dà voce a chi di solito non ne ha: contrabbandieri, operai, sbandati, soldati e adolescenti ribelli.
Linguaggio: Mescola sapientemente il gergo stradale e il "surzhyk" (ibrido linguistico ucraino-russo) con una liricità altissima e metafore bibliche.
Empatia: Non giudica mai i suoi personaggi, ma ne documenta la lotta quotidiana per la sopravvivenza e la ricerca di senso in un mondo che è cambiato troppo velocemente dopo il 1991.

3. La Temporalità e la Memoria
Molta della sua poesia riflette sul tempo. Zhadan vede l'Ucraina come un luogo dove il passato non è mai del tutto sepolto e il futuro è sempre un'incognita.
C'è una costante dialettica tra la nostalgia per un'infanzia "analogica" e la necessità di costruire una nuova identità nazionale e personale.
La guerra ha trasformato la sua poetica della memoria in una poetica dell'urgenza: scrivere diventa un atto di resistenza per evitare che l'oblio cancelli i nomi di chi cade.

4. L'Amore come Resistenza
Nonostante la durezza dei temi (alcol, violenza, guerra), la poetica di Zhadan è profondamente romantica.
L'amore e la solidarietà sono visti come le uniche forze capaci di opporsi al vuoto e alla distruzione.
Nei suoi versi, un bacio in una trincea o una birra condivisa tra amici assumono un valore sacro, quasi liturgico.

5. Il Ritmo "Rock"
Influenzato dalla musica punk e ska, lo stile di Zhadan è estremamente ritmico e percussivo.
Le sue poesie sono scritte per essere lette ad alta voce, con un incedere che ricorda le ballate popolari o i cori da stadio.
Questa musicalità rende i suoi testi accessibili e popolari, rompendo il muro tra "cultura alta" e "cultura di massa".
"La poesia oggi non riguarda solo le rime o le metafore; riguarda il diritto di parlare con la propria voce in un luogo dove vogliono costringerti al silenzio."



LA TEOLOGIA DEL CUORE FERITO

La poetica di Serhiy Zhadan si intreccia con quella che potremmo definire una "teologia del cuore ferito" attraverso una rappresentazione del sacro che non abita i cieli, ma si incarna nella sofferenza e nella resistenza quotidiana. In questo senso, la ferita — sia essa fisica (causata dalla guerra) o esistenziale (frutto dell'abbandono post-sovietico) — non è un segno di sconfitta, ma il punto di rottura attraverso cui si manifesta l'umanità più autentica.
Ecco come si articola questo legame:

1. Il Divino nel Profano
Zhadan sposta il sacro nei luoghi della ferita sociale. Nelle sue poesie, il Signore non è una figura distante, ma qualcuno che "aiuta i cani randagi ad attraversare la strada" o che appare come un operaio stanco che regola il traffico agli incroci. Questa vicinanza trasforma il "cuore ferito" del Donbas e delle periferie di Kharkiv in uno spazio liturgico dove la sopravvivenza stessa diventa una forma di preghiera.

2. La Ferita come Fonte della Voce
Per Zhadan, la parola poetica nasce proprio dalla lacerazione. In testi come La vita di Maria, la sofferenza e la speranza sono descritte come "i due polmoni di una ragazza che annega", necessari per tornare a respirare e per dare significato a un mondo condensato dal dolore. Il cuore ferito è lo strumento che permette di "parlare con la lingua delle pietre" e di illuminare le "terre del silenzio".

3. Cristologia della Fragilità
L'autore utilizza immagini cristologiche per descrivere l'ingiustizia e il tradimento moderno. Gesù può apparire come un lottatore che cade sul tappeto di un circo, con il corpo "fragile come pane" e il sangue "secco come vino". In questa visione, il dolore non è solo subìto, ma condiviso: è un segno che identifica chiunque porti su di sé le cicatrici della storia, rendendoli fratelli in una sorta di comunione dei sofferenti.

4. L'Amore che "Cura" senza Guarire
Nella sua poetica, l'amore non cancella la ferita, ma la abita. È una forza che permette di "inventare una lingua per i sordi" e di ballare in mezzo a un mondo che gira senza meta. La teologia del cuore ferito in Zhadan è dunque una teologia della presenza: Dio e l'uomo si incontrano non nella perfezione, ma nella mutua cura delle proprie debolezze.



SKOVORODA E ZHADAN

La relazione tra Serhiy Zhadan e Hryhoriy Skovoroda (1722–1794), il "Socrate ucraino", è profonda e si articola su livelli biografici, geografici e filosofici, rendendo Zhadan uno dei principali eredi contemporanei del pensiero skovorodiano.

1. Radici Comuni e il "Genius Loci" di Kharkiv
Entrambi sono indissolubilmente legati a Kharkiv, centro nevralgico della cultura ucraina orientale.
Formazione: Zhadan si è laureato e ha conseguito un dottorato presso l'Università Pedagogica Nazionale di Kharkiv, intitolata proprio a H.S. Skovoroda.
Identità Regionale: Skovoroda scelse Kharkiv e la regione di Slobozhanshchyna come sua patria elettiva; Zhadan ha trasformato questa stessa area nel fulcro della sua intera opera letteraria, vedendo in Skovoroda il custode spirituale della città.

2. "Skovorodance": Attualizzazione della Tradizione
Nel 2022-2023, Zhadan ha guidato il progetto artistico "Skovorodance".
Ha reinterpretato i testi del XVIII secolo di Skovoroda (dalla raccolta Il giardino delle canzoni divine), adattandoli in chiave moderna e traducendoli in testi per canzoni ska-punk e rock.
L'obiettivo era dimostrare che i temi di Skovoroda — libertà interiore, felicità e lavoro affine al cuore (srodna pratsia) — sono ancora strumenti vitali per affrontare il caos della guerra e della modernità.

3. La Filosofia del Cuore e l'Impegno Civile
La connessione più intima risiede nella teologia del cuore (cordocentrismo).
Il Viandante: Come Skovoroda fu un filosofo errante che rifiutò i poteri costituiti per restare vicino alla gente, Zhadan vive una dimensione di perenne movimento, viaggiando instancabilmente tra il fronte e le città per portare aiuti e cultura.
Lavoro per Vocazione: Zhadan incarna il concetto skovorodiano di srodna pratsia (il lavoro che risponde alla propria natura). La sua scrittura e il suo attivismo non sono "carriera", ma una risposta etica necessaria a una chiamata interiore.
Resistenza Spirituale: Entrambi vedono la libertà non come un dato politico esterno, ma come una conquista del cuore. Durante l'invasione russa, Zhadan ha spesso citato Skovoroda come simbolo di una cultura che "il mondo ha provato a catturare, ma non ci è riuscito" (parafrasando il famoso epitaffio del filosofo).

4. Simbolismo e Distruzione
Nel 2022, un missile russo ha distrutto il Museo Skovoroda vicino a Kharkiv. Zhadan ha utilizzato questo evento come potente metafora della lotta tra la barbarie materiale e la sopravvivenza dello spirito, sottolineando come la statua del filosofo sia rimasta in piedi tra le macerie, proprio come la resilienza ucraina che lui descrive nei suoi versi.



SHEVCHENKO E ZHADAN

La relazione tra Serhiy Zhadan e Taras Shevchenko (1814–1861) è quella di una continuità storica e simbolica: Zhadan è oggi considerato il "nuovo bardo" dell'Ucraina, erede della missione di Shevchenko nel dare voce all'identità nazionale e alla resistenza del popolo.

1. Il ruolo di "Poeta Nazionale"
Proprio come Shevchenko è il fondatore della letteratura ucraina moderna e simbolo della lotta contro l'oppressione zarista, Zhadan è diventato la voce della generazione post-sovietica e della resistenza contro l'attuale invasione russa.
Missione civile: Entrambi vedono la letteratura non solo come arte, ma come uno strumento di emancipazione politica e sociale.
Simbolo di unità: Shevchenko ha unito l'Ucraina attraverso la lingua nel XIX secolo; Zhadan fa lo stesso oggi, raccontando le ferite dell'Est e del Donbas per ricucirle al resto del paese.

2. Lingua e Popolarità
Entrambi hanno rotto con le tradizioni elitarie per parlare la lingua del popolo.
Democratizzazione: Shevchenko usò il vernacolo ucraino elevandolo a lingua letteraria; Zhadan utilizza lo slang, il gergo di strada e ritmi rock per rendere la poesia accessibile a tutti, dai soldati in trincea ai giovani nelle città.
Il "Kobzar" moderno: Molti critici vedono nelle opere di Zhadan (come La vita di Maria) un'attualizzazione del Kobzar di Shevchenko, dove il dolore collettivo viene trasformato in testimonianza e profezia.

3. Presenza nel Mito Collettivo
Zhadan interagisce attivamente con l'eredità di Shevchenko nelle sue performance e nel suo attivismo.
Iconografia: Durante l'Euromaidan e l'attuale guerra, le immagini di Shevchenko (spesso ritratto con equipaggiamento militare moderno) e i testi di Zhadan sono apparsi fianco a fianco come simboli di "invincibilità".

4. Il Premio Taras Shevchenko
Zhadan ha ricevuto il Premio Nazionale Taras Shevchenko (il più alto riconoscimento culturale in Ucraina), sancendo ufficialmente il suo status di prosecutore della tradizione del grande poeta nazionale.

Se Shevchenko ha "inventato" l'idea di Ucraina moderna, Zhadan la sta difendendo e ridefinendo attraverso le parole oggi, agendo come ponte vivente tra il passato coloniale e un futuro di indipendenza.



STUS E ZHADAN

La relazione tra Serhiy Zhadan e Vasyl Stus (1938–1985) rappresenta il passaggio di testimone tra la dissidenza eroica del periodo sovietico e la resistenza culturale dell'Ucraina contemporanea. Se Stus è il simbolo del poeta che sacrifica la vita per la libertà della parola, Zhadan è l'erede che trasforma quel sacrificio in una prassi civile e artistica quotidiana.

1. Il Premio Vasyl Stus
Nel 2025, la relazione tra i due è stata formalizzata dal conferimento a Zhadan del Premio Vasyl Stus, assegnato dal PEN Ukraine a figure che si distinguono per il talento artistico unito a un impegno civile coerente e coraggioso. Ricevere questo premio significa essere riconosciuti come i continuatori morali della missione di Stus: mantenere viva la cultura ucraina anche sotto la minaccia dell'annientamento.

2. L'Etica dell'Incompromesso
Il legame più profondo è di natura etica.
La Scelta: Stus scelse consapevolmente il gulag piuttosto che il compromesso con il regime sovietico. Zhadan, nel 2024-2026, ha compiuto una scelta analoga di "presenza fisica" arruolandosi nella Guardia Nazionale, dimostrando che per entrambi il poeta non può separarsi dal destino del suo popolo nei momenti di crisi suprema.
La Voce dei Prigionieri: Stus scrisse la sua opera maggiore, Palinsesti, in isolamento. Zhadan, pur scrivendo in libertà, dedica gran parte della sua poetica recente (come in Antenna o Il convitto) a chi è intrappolato, fisicamente o spiritualmente, dalla guerra, creando un ponte ideale con la "poetica della soggettività estrema" di Stus.

3. Geografie del Dolore: Il Donbas
Entrambi condividono un legame geografico con l'Est dell'Ucraina.
Vasyl Stus crebbe a Donetsk e le sue origini in quella terra industriale ne influenzarono la tempra d'acciaio.
Zhadan è la voce di Kharkiv e del Donbas contemporaneo. Per Zhadan, Stus rappresenta la prova storica che quelle regioni non sono mai state solo "sovietiche" o "russe", ma culle di una resistenza intellettuale ucraina purissima.

4. La Lingua come Scudo
Per entrambi, la lingua ucraina non è solo un mezzo di comunicazione, ma un atto politico di resistenza.
Stus difese il diritto di esistere della cultura ucraina contro il livellamento imperiale dell'URSS.
Zhadan continua questa battaglia oggi, portando la lingua ucraina nei contesti più "duri" e moderni (il punk, la strada, la trincea), impedendo che diventi una lingua da museo e mantenendola come "lingua dei vivi".

Se Stus è stato il martire che ha preservato la scintilla della cultura ucraina nel buio del gulag, Zhadan è l'attivista che oggi usa quella stessa scintilla per alimentare il fuoco della resilienza nazionale.



CHORNOVIL E ZHADAN

La relazione tra Serhiy Zhadan e Viacheslav Chornovil (1937–1999) non è una connessione letteraria diretta, ma una discendenza ideale e politica nel segno dell'indipendenza e della democrazia ucraina.
Ecco come si sviluppa il legame tra queste due figure:

1. Simbolo della Dissidenza vs. Erede Civile
Chornovil è stato il leader storico del movimento dissidente sovietico, fondatore del Movimento Popolare d'Ucraina (Rukh) e principale oppositore politico negli anni '90. Zhadan, cresciuto durante il crollo dell'URSS, vede in Chornovil il "padre nobile" di un'Ucraina democratica che avrebbe potuto essere diversa se Chornovil non fosse morto nel misterioso incidente stradale del 1999.

2. L'Attivismo a Kharkiv
Negli anni '90, il giovane Zhadan era già attivo nei circoli letterari e politici di Kharkiv, proprio mentre Chornovil cercava di unificare il paese sotto un'agenda nazionale e democratica. Zhadan ha spesso partecipato a manifestazioni e movimenti che si rifacevano ai valori di libertà civile e sovranità promossi da Chornovil.

3. La narrazione dell'Est
Mentre Chornovil lottava per integrare l'Est dell'Ucraina (spesso restio) nel progetto nazionale, l'intera opera di Zhadan (come La strada del Donbas) esplora proprio quella transizione post-sovietica caotica seguita alla scomparsa di Chornovil. Zhadan dà voce a quel mondo che Chornovil cercava di convincere con la politica: un Est industriale, ferito, ma profondamente umano.

4. Il testimone della libertà
Per Zhadan, Chornovil rappresenta il punto in cui "la storia ha cambiato rotta". Se Chornovil ha pagato con il gulag e la vita l'indipendenza dell'Ucraina, Zhadan oggi ne è il difensore culturale e militare, portando avanti l'idea di un'Ucraina unita che non rinuncia alla propria identità di fronte all'aggressione esterna.

In sintesi, Chornovil è l'architetto politico dell'indipendenza che Zhadan oggi racconta e protegge come intellettuale e soldato.



ZABUZHKO E ZHADAN

La relazione tra Serhiy Zhadan (n. 1974) e Oxana Zabuzhko (n. 1960) è quella di due "giganti" della letteratura ucraina contemporanea che, pur appartenendo a generazioni e sensibilità diverse, collaborano attivamente come pilastri della coscienza nazionale.
Ecco i punti chiave del loro rapporto:

1. Dialogo tra Generazioni e Stili
Zabuzhko appartiene alla "Generazione degli anni '80" ed è nota per la sua prosa intellettuale, femminista e densa di riflessioni storiche (come ne Il museo dei segreti abbandonati). Zhadan rappresenta la "Generazione degli anni '90", con uno stile più crudo, punk e legato alle realtà industriali dell'Est.
Nonostante le differenze stilistiche, i due mantengono un rispetto reciproco pubblico. In eventi letterari come il Book Arsenal, sono saliti sullo stesso palco per leggere l'uno le poesie dell'altra, commentandole e celebrando la forza della parola ucraina.

2. De-colonizzazione della Cultura
Entrambi condividono la missione di allontanare la letteratura ucraina dall'ombra dell'impero russo.
Zabuzhko lo fa attraverso la saggistica filosofica e la riscoperta di miti culturali (come Lesia Ukrainka).
Zhadan agisce sul campo, nobilitando il parlato quotidiano e documentando la vita nelle zone di guerra per restituire dignità alle persone comuni.

3. Voci Globali dell'Ucraina in Guerra
Dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, Zabuzhko e Zhadan sono diventati i principali ambasciatori culturali del Paese all'estero.
Mentre Zhadan è rimasto a Kharkiv per fare volontariato e arruolarsi, Zabuzhko ha viaggiato instancabilmente in Europa per spiegare le radici storiche del conflitto attraverso interviste e saggi.
Entrambi appaiono spesso insieme in antologie e progetti internazionali, come quelli promossi da Vogue Ukraine, che raccolgono le voci della resistenza.

4. Il "Canone" Contemporaneo
Per molti critici, rappresentano i due poli del canone ucraino post-1991: Zabuzhko come la mente analitica che scava nel passato traumatico, e Zhadan come il cuore pulsante che narra il presente caotico.



LA DECONTAMINAZIONE SPIRITUALE E LA DECOLONIZZAZIONE CULTURALE

Per Serhiy Zhadan, la decontaminazione spirituale e la decolonizzazione culturale non sono processi teorici da accademia, ma un’operazione di "bonifica del territorio" che avviene attraverso la lingua e la presenza fisica.
Ecco come si articola il suo approccio:

1. La Lingua come Spazio Liberato
Zhadan opera una decolonizzazione pragmatica portando l’ucraino in contesti che il regime sovietico aveva tentato di russificare definitivamente: le fabbriche del Donbas, i club punk di Kharkiv e le trincee.
Azione: Non "purifica" la lingua in senso arcaico, ma la rende viva e dominante nel quotidiano. Per lui, parlare ucraino a Kharkiv nel 2026 non è solo un atto identitario, ma una riappropriazione dello spazio pubblico.
Verifica: Come riportato in diverse analisi del Wilson Center, la sua opera ha dimostrato che l'ucraino può narrare la modernità urbana meglio del russo.

2. De-mitizzazione del "Mondo Russo"
La sua poetica lavora per svuotare di significato i miti imperiali russi che hanno intossicato la spiritualità ucraina per secoli.
Decontaminazione: Zhadan sostituisce i monumenti letterari imposti (come Puškin) con figure locali come Skovoroda.
Lavoro sul campo: Attraverso progetti come Skovorodance, "ripulisce" la figura del filosofo ucraino dalle incrostazioni imperiali, restituendogli una voce ribelle e autonoma.

3. La Spiritualità della "Cura" contro il "Nichilismo"
La decontaminazione spirituale per Zhadan passa attraverso la solidarietà orizzontale.
Mentre l'ideologia coloniale russa si basa sul potere verticale e sulla distruzione dell'individuo, la "teologia" di Zhadan si fonda sul prendersi cura dell'altro (volontariato, supporto ai civili, arruolamento).
Questo impegno trasforma il trauma della guerra in una nuova etica nazionale: la ferita non è più un segno di vittimismo coloniale, ma il luogo dove nasce una nuova forza spirituale collettiva.

4. Il Rifiuto del Ruolo di "Vittima"
Un pilastro della sua strategia di decolonizzazione è il rifiuto della retorica della sofferenza passiva. Zhadan narra un'Ucraina che agisce, che combatte e che crea cultura anche sotto i bombardamenti a Kharkiv.
Esempio: La sua decisione di arruolarsi nella 13ª Brigata "Khartia" è l'atto finale di decolonizzazione: il poeta non è più un suddito che subisce la storia, ma un cittadino che la scrive con le armi e con i versi.



LA RESISTENZA CULTURALE

Nelle comunità dell'Est Ucraina, storicamente percepite come "frontiera" tra l'influenza russa e l'identità ucraina, la resistenza culturale di Zhadan viene vissuta non come un'imposizione esterna, ma come un riscatto della propria dignità locale.
Ecco le dinamiche specifiche con cui questa resistenza viene percepita:

1. La fine dello stigma "pro-russo"
Per decenni, gli abitanti di Kharkiv o del Donbas sono stati stereotipati come nostalgici dell'URSS. Zhadan ha ribaltato questa narrazione:
Percezione: La sua presenza costante a Kharkiv sotto le bombe ha dimostrato che si può essere orientali, parlare (anche) russo nella vita privata, ma essere profondamente ucraini nella scelta politica e culturale.
Risultato: Molti abitanti dell'Est vedono in lui un "ponte" che permette loro di transitare verso l'identità ucraina senza sentirsi traditori delle proprie radici locali.

2. Cultura come "Servizio Essenziale"
Nelle zone di guerra, la cultura di Zhadan viene percepita come una necessità vitale, al pari del pane o dei medicinali:
Eventi nei bunker: I concerti di Zhadan and the Dogs nelle stazioni della metropolitana di Kharkiv durante i bombardamenti hanno trasformato la musica in un atto di resistenza psicologica.
Solidarietà: La sua Serhiy Zhadan Charitable Foundation finanzia biblioteche e scuole distrutte, rendendo la cultura un fatto tangibile di ricostruzione fisica, non solo spirituale.

3. La lingua ucraina come "Scelta Conscia"
Nell'Est, il passaggio all'ucraino promosso da Zhadan è percepito come un atto di liberazione intellettuale:
Non è una "ucrainizzazione" forzata dall'alto (Kyiv), ma una scelta dal basso. Sentire Zhadan usare l'ucraino per descrivere le strade che loro stessi calpestano dà agli abitanti dell'Est il "permesso" di riappropriarsi di una lingua che era stata loro sottratta dalla russificazione imperiale.

4. Il poeta-soldato come Garante
L'arruolamento di Zhadan nella brigata Khartia ha cementato una fiducia cieca. Nelle comunità dell'Est, dove il sospetto verso le élite politiche è storicamente alto, il fatto che "uno di loro" (un uomo di Kharkiv) rischi la vita in uniforme conferisce ai suoi messaggi culturali una legittimità assoluta.



L'AMORE DI GESU' E LA POETICA DI ZHADAN

Nella poetica di Zhadan, l'amore di Gesù non è un dogma teologico, ma una presenza corporea e di servizio che si manifesta nella cura dei corpi feriti. La sua relazione con il divino è mediata da un cristianesimo di frontiera, dove il sacro si rivela nel momento della vulnerabilità estrema.
Ecco come si declina questo legame:

1. La "Caritas" nelle macerie
L'amore di Gesù in Zhadan si traduce nel concetto di prossimità. Dio non salva il mondo con un miracolo dall'alto, ma attraverso mani umane che distribuiscono cibo o bendano ferite. In opere come La vita di Maria, l'amore cristiano è l'unica forza capace di riempire il vuoto lasciato dall'artiglieria. È un amore che "non ha paura del sangue", specchio di un Gesù che abita le stazioni ferroviarie e non le cattedrali.

2. Il corpo ferito come Eucaristia
Zhadan utilizza spesso immagini eucaristiche per descrivere la sofferenza civile. Il corpo dell'ucraino dell'est, martoriato dalla guerra, diventa un'estensione del corpo di Cristo.
La Ferita: Come nella teologia del cuore ferito, la lacerazione è il punto in cui l'amore di Dio entra nella storia.
Il Pane: Nelle sue poesie, il pane condiviso in un rifugio antiaereo assume il valore di una comunione laica, dove l'amore di Gesù si realizza nel gesto di non lasciare nessuno da solo.

3. Gesù come "Inno alla Vita" (Ska-Punk Spirituale)
Con il progetto Skovorodance, Zhadan rilegge la ricerca di Dio di Skovoroda in chiave moderna. L'amore di Gesù è qui presentato come un'esplosione di vitalità contro il nichilismo della morte. È un amore "irrequieto", che spinge l'individuo alla libertà interiore e alla ribellione contro l'oppressione, riflettendo l'idea che seguire Cristo significhi scegliere la vita anche quando tutto intorno è distruzione.

4. Il Dio del Silenzio e della Presenza
Spesso nei testi di Zhadan, Gesù è colui che tace ma resta presente. Non offre spiegazioni teodicee al dolore, ma "fuma insieme ai soldati" o "aspetta l'alba nei cortili". Questa relazione riflette una fede che è testimonianza silenziosa: l'amore di Dio si manifesta nell'ostinazione con cui l'uomo continua ad amare il prossimo nonostante l'orrore.



ESEMPIO: IL CRISTO DELLA STAZIONE E DELLA TRINCEA

Analizziamo una delle sue poesie più potenti, contenuta nella raccolta "La vita di Maria" (2015), dove la figura di Cristo viene calata nella polvere delle città dell'Est:
Il Cristo della Stazione e della Trincea.
In molti testi di questa raccolta, Zhadan descrive un Gesù che non scende dal cielo, ma che "emerge dalla nebbia delle zone industriali".

La Teologia della Presenza Fisica: Zhadan scrive di un Dio che ha "le mani sporche di carbone e di sangue". Qui l'amore di Gesù non è un'astrazione: è il soldato che divide l'ultima sigaretta o la donna che cuoce il pane mentre i vetri tremano per le esplosioni. La resistenza della città non è data dal miracolo, ma dalla fedeltà alla vita che Gesù incarna restando tra gli uomini.
La Croce come Checkpoint: La crocifissione viene trasposta nei blocchi stradali all'ingresso delle città sotto assedio. Il corpo di Cristo è il corpo del civile ucciso senza motivo; la sua sofferenza dà un senso sacro a un dolore che altrimenti sarebbe solo assurdo nichilismo.
Il Linguaggio dei Segni: Zhadan suggerisce che sotto l'assedio, Dio smette di parlare e inizia a mostrare. La "decontaminazione spirituale" avviene quando i cittadini smettono di cercare risposte nei libri e le trovano negli occhi di chi resta.

Un passaggio emblematico (Parafrasi)
"Signore, 
guarda queste città fatte di vuoto e di fumo. 
Qui il tuo amore è una ferita che non rimargina 
perché continua a nutrire chi non ha più nulla. 
Tu non sei nei canti dei cori, 
ma nel respiro pesante dei vecchi nei seminterrati."

Skovoroda e la "Porta Stretta"
In questa poesia, Zhadan riprende l'idea di Hryhoriy Skovoroda secondo cui il Regno di Dio è dentro di noi. Sotto assedio, questa "porta stretta" è l'unica via d'uscita: la resistenza interiore che nessuna artiglieria può abbattere. L'amore di Gesù è il coraggio di restare umani quando l'impero (russo) cerca di trasformarti in polvere.


Ecco un testo emblematico di Serhiy Zhadan, scritto dopo l'inizio dell'invasione su vasta scala. Qui il poeta si fa cronista di una comunità che, nonostante l'orrore, mantiene una dignità ferocemente quotidiana.

Serhiy Zhadan – "Abbiamo parlato di come sono cambiate le città"

Abbiamo parlato di come sono cambiate le città,
di come le finestre si siano chiuse con le assi,
come se gli occhi fossero stati bendati per non vedere il male.

Ma la luce continua a filtrare attraverso le fessure,
perché non si può vietare al sole di sorgere su una città assediata.

I vicini ora si riconoscono dal rumore dei passi,
sanno chi sta portando l'acqua e chi sta tornando dal turno di notte.

La storia non si scrive più nei libri,
la storia si scrive nei messaggi che dicono: "Sei vivo?",
nelle file per il pane che diventano confessioni comuni.

E anche se il cielo è pieno di metallo,
noi continuiamo a piantare fiori nei cortili dei condomini.

Non è follia, è la nostra giustizia:
finché c’è qualcuno che annaffia una pianta,
questa terra non appartiene a chi la distrugge.


Differenza con Halyna Kruk
La Speranza di Zhadan: Mentre la Kruk si concentra sulla carne lacerata e sull'impossibilità della parola, Zhadan cerca la resistenza nei gesti: annaffiare i fiori, scambiarsi messaggi, riconoscere i vicini. Per lui, la poesia è il cemento che tiene unita la società.
L'Impatto: Se la Kruk ti lascia con il peso del trauma (il "cuore ferito"), Zhadan ti dà uno strumento di sopravvivenza sociale. 
Entrambi però concordano: la letteratura non è più un ornamento, ma un documento di esistenza.



SINTESI DEI PRINCIPI POETICI DI ZHADAN

L'universo di Serhiy Zhadan è come un sistema di vasi comunicanti dove la storia ucraina, la filosofia classica e l'urgenza della guerra si fondono in un'unica missione civile e spirituale.

Sintesi dei Concetti e delle Relazioni

Principio Artistico:  Autore  -   Significato nella Poetica di Zhadan
Il Bardo Nazionale:  Shevchenko  -   Zhadan eredita il ruolo di voce del popolo, usando la lingua non come ornamento ma come strumento di liberazione e unità nazionale.
Il Cuore Ferito:  Skovoroda  -  La ricerca della libertà interiore e del "lavoro affine" si sposta nei paesaggi industriali. La ferita (fisica e sociale) è il luogo dove si rivela il sacro.
L'Etica del Sacrificio:   Stus   -  Il rifiuto del compromesso con l'oppressore. Come Stus nel gulag, Zhadan al fronte testimonia che la parola deve farsi corpo e azione.
La Voce dell'Est:  Chornovil & Zabuzhko  -  Zhadan completa il progetto politico di Chornovil e quello intellettuale di Zabuzhko, dando all'Est ucraino una dignità culturale che lo sottrae al dominio russo.
La Teologia di Strada:  L'Amore di Gesù  -   Un Cristo immanente, che abita i rifugi e le trincee. L'amore non è un dogma, ma il gesto concreto di cura verso chi soffre.

La Finalità Poetica di Zhadan
La finalità ultima dell'opera di Zhadan non è la celebrazione estetica, ma una funzione di "presidio" e "ricostruzione". Possiamo riassumerla in tre obiettivi fondamentali:

Antropologia della Resistenza: Zhadan vuole documentare come l'essere umano riesca a preservare la propria umanità in condizioni di pressione estrema. La sua poesia serve a "catalogare" i gesti d'amore, le parole e i nomi delle persone comuni, affinché la storia non le cancelli.

Esorcismo del Vuoto Post-Sovietico: La sua finalità è riempire il "vuoto" lasciato dal crollo delle ideologie e dall'aggressione imperiale. Lo fa creando una nuova mitologia ucraina che sia moderna, urbana, punk e profondamente radicata nella terra (il Donbas e Kharkiv).

Decontaminazione e Guarigione: La poesia di Zhadan agisce come una medicina spirituale. Attraverso la parola, egli cerca di "decontaminare" l'anima ucraina dalle tossine del passato coloniale, trasformando il trauma della ferita in una fonte di identità e forza.

In definitiva, la finalità di Zhadan è costruire "una casa di parole" dove ogni ucraino possa riconoscersi, sentirsi protetto e trovare il coraggio di esistere come individuo libero con la sua dignità.



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