martedì 5 agosto 2025

Oxana Pachlovska: decontaminazione spirituale come strumento di decolonizzazione dell'Ucraina, di Carlo Sarno



Oxana Pachlovska: decontaminazione spirituale come strumento di decolonizzazione dell'Ucraina

di Carlo Sarno





INTRODUZIONE 

L'evoluzione del Dnipro nella poetica di Lina Kostenko segna il passaggio da un fiume-mito, custode della storia, a un fiume-testimone, ferito ma indomito. Il fiume funge da arteria vitale che trasporta la memoria genetica dell'Ucraina attraverso i secoli.

1. Marusja Čuraj (1979): Il Fiume-Destino e la Gloria Cosacca
Nel suo romanzo in versi, il Dnipro è lo scenario dell'epica nazionale.
Simbolo di Libertà: Rappresenta la strada verso la Seč dei Cosacchi, lo spazio oltre il quale risiede la libertà selvaggia.
Specchio dell'Anima: Durante il viaggio di Marusja verso Kiev, il fiume riflette il suo tormento interiore e la grandezza del paesaggio. È un fiume azzurro e maestoso, che incarna la continuità tra la natura e la cultura popolare (le canzoni di Marusja sono "fluide" come le sue acque).
Funzione Epica: Il Dnipro è "eterno"; vede passare le armate di Bohdan Chmel'nyc'kyj e rimane l'unico testimone imparziale della lotta tra vita e morte.

2. Il periodo di Černobyl': Il Fiume Avvelenato
Dopo il 1986, la visione del fiume cambia drasticamente, influenzata anche dalle ricerche etnografiche condotte con la figlia Oxana Pachlovska.
La Ferita Ecologica: Il fiume diventa una vittima. L'acqua, da fonte di vita, diventa portatrice di un "nemico invisibile" (le radiazioni).
Il Dolore della Polesia: Nelle poesie di questo periodo, il Dnipro (e i suoi affluenti come il Pripyat) piange la scomparsa della civiltà contadina. Qui emerge con forza la "teologia del cuore ferito": il fiume soffre insieme al popolo, diventando un simbolo di apocalisse ambientale.

3. Le poesie del 2022: Il Fiume-Barriera e Testimone di Guerra
Sotto i bombardamenti russi, il Dnipro assume una connotazione quasi guerriera e difensiva.
Confine Invalicabile: Il fiume torna a essere una barriera fisica e spirituale. Difendere il Dnipro significa difendere l'esistenza stessa della nazione.
Riflesso del Sangue e del Fuoco: Nelle liriche più recenti, il fiume non riflette più solo il cielo, ma le fiamme delle esplosioni e il metallo dei ponti distrutti. Tuttavia, rimane il simbolo della resilienza: nonostante i tentativi di inquinarlo o bloccarlo, il Dnipro "continua a scorrere", metafora dell'Ucraina che non può essere fermata.
Identità Urbana: A Kiev, il fiume diventa il compagno dei cittadini nei blackout. La sua presenza è una rassicurazione ontologica: finché il Dnipro scorre sotto le cupole di Santa Sofia, la storia non è finita.

Evoluzione Simbolica
Opera / Periodo:  Ruolo del Dnipro  -   Tono Poetico
Marusja Čuraj:    Strada della libertà cosacca   -   Epico e Nostalgico
Post-Černobyl':   Vittima dell'ecocidio  -  Tragico e Elegiaco
Resistenza 2022:   Difensore e Testimone  -   Eroico e Esistenziale

In sintesi, il Dnipro per la Kostenko è passato dall'essere un mito letterario a essere un compagno di trincea. Come sottolineato nell'antologia Sulle rive del fiume eterno, il titolo stesso suggerisce che, nonostante le ferite, il fiume rimane l'asse intorno a cui ruota la rinascita spirituale ucraina.



LA DECONTAMINAZIONE SPIRITUALE

Il tema dell'acqua, nel pensiero di Oxana Pachlovska, funge da ponte tra il disastro ecologico di Černobyl' e la necessità di una "decontaminazione spirituale" dell'identità ucraina dopo decenni di dominio sovietico.
Ecco come questa metafora si sviluppa nel dialogo intellettuale con la madre Lina Kostenko:

1. L'Acqua come Memoria "Lavata"
Per la Pachlovska, l'acqua non è solo un elemento naturale, ma un vettore di civiltà.
La purificazione dal totalitarismo: La "decontaminazione spirituale" consiste nel lavare via le scorie della propaganda e della russificazione forzata. L'acqua (il Dnipro, il fiume eterno) rappresenta la corrente della storia europea dell'Ucraina che riaffiora dopo essere stata sepolta sotto il fango dell'ideologia.
Il superamento del trauma: Come l'acqua si purifica scorrendo, così la cultura ucraina deve scorrere oltre il trauma di Černobyl' e dell'Holodomor per ritrovare la propria trasparenza etica.

2. Černobyl' e il Paradosso dell'Acqua Avvelenata
Nelle analisi della Pachlovska (come nel saggio Civiltà del Libro), il disastro nucleare è la metafora suprema della contaminazione dell'anima.
L'invisibilità del male: Proprio come le radiazioni rendono l'acqua letale pur mantenendola limpida, così il totalitarismo ha inquinato il linguaggio e la coscienza.
L'atto del poeta: La poesia della Kostenko è vista dalla figlia come un filtro: un processo di filtrazione linguistica che restituisce alle parole il loro significato originario e sacro.

3. La "Trasparenza" come Obiettivo Etico
La decontaminazione per la Pachlovska approda alla trasparenza, che è un valore sia estetico che politico.
Verità vs Menzogna: Un'anima "decontaminata" è un'anima che ha ritrovato la capacità skovorodiana di specchiarsi nella verità. L'acqua pulita è quella che permette di vedere il fondo, ovvero le radici millenarie della cultura ucraina.
L'Europa come Mare Comune: La Pachlovska teorizza che i fiumi ucraini debbano tornare a sfociare nel mare della cultura europea, rompendo l'isolamento dell' "isola" sovietica.

Sintesi del Concetto
Elemento:  Valore Negativo (Contaminazione)  -  Valore Positivo (Decontaminazione)
Linguaggio:   Slogan, propaganda, "lingua di legno"   -  Poesia, verità, precisione aforistica
Storia:  Oblio, manipolazione imperiale   -  Memoria, recupero dei Sixtiers
Acqua:  Radiazioni, fango ideologico  -   "Fiume eterno", purificazione etica

In definitiva, per la Pachlovska, la poesia di Lina Kostenko si rivela come lo strumento idoneo di questa decontaminazione: ogni verso è una goccia di acqua sorgiva che aiuta il popolo ucraino a guarire il proprio "cuore ferito" e a riemergere dalla cenere nucleare e morale.



DECONTAMINAZIONE SPIRITUALE E DECOLONIZZAZIONE PEDAGOGICA

La "decontaminazione spirituale" teorizzata da Oxana Pachlovska si traduce, nella riforma del sistema educativo ucraino, in un processo di "decolonizzazione pedagogica". L'obiettivo è smantellare le strutture mentali ereditate dal sistema sovietico per formare cittadini europei consapevoli.
Questa applicazione pratica si articola in quattro punti chiave:

1. La Riforma del Canone Letterario
La decontaminazione passa per una riscrittura dei programmi scolastici che mette al centro l'integrità morale:
Recupero dei "Sixtiers": Autori come Lina Kostenko e Vasyl' Stus non sono più studiati come "appendici", ma come pilastri della dignità civile.
Eliminazione del "Complesso di Inferiorità": Si insegna la letteratura ucraina non come un fenomeno rurale e isolato, ma come parte integrante del rinascimento europeo e del modernismo occidentale.

2. Il Linguaggio come Strumento di Libertà
Seguendo il monito della madre — "Le nazioni non muoiono d'infarto, prima gli viene tolta la lingua" — la riforma punta sulla purezza linguistica:
Uscita dalla "Lingua di Legno": Si educa alla precisione del termine contro l'approssimazione degli slogan russi e sovietici.
Pensiero Critico: La decontaminazione consiste nel fornire agli studenti gli strumenti analitici per smontare le fake news e la propaganda, un'abilità vitale durante l'attuale conflitto.

3. La Storia come "Palinsesto" di Verità
L'istruzione deve ripulire la storia ucraina dalle stratificazioni imperiali:
Ritorno alle Fonti: Il sistema educativo promuove lo studio dei documenti originali (come quelli relativi all'Holodomor o alle purghe degli intellettuali), curando quella "ferita della memoria" che il regime voleva nascondere.
Consapevolezza Europea: Pachlovska spinge affinché gli studenti vedano l'Ucraina non come una periferia russa, ma come una frontiera attiva della democrazia europea.

4. Il Ruolo della Pachlovska e l'Università
Come accademica, Oxana Pachlovska collabora con istituzioni ucraine (come l'Università Mohyla di Kiev) per:
Scambi Internazionali: Favorire l'integrazione accademica con l'Occidente (specialmente con l'Italia), vedendo nella cultura lo strumento per la ricostruzione post-bellica.
Pedagogia della Responsabilità: Insegnare che la libertà intellettuale richiede un impegno etico costante, trasformando la "teologia del cuore" in una prassi educativa quotidiana.



ZVARECHEVKA, PACHLOVSKA E LA RIFORMA DELLA SCUOLA UCRAINA

La relazione tra la "decontaminazione spirituale" di Oxana Pachlovska e le idee di Myroslava Zvarechevska costituisce il filo rosso che unisce la dissidenza dei Sixtiers alla moderna riforma della Nuova Scuola Ucraina (Nova Ukrainska Shkola - NUS).
Si tratta di un passaggio di testimone tra la resistenza clandestina del 1989 e la progettazione istituzionale dell'Ucraina europea.

1. 1989: Il "Punto Zero" di Myroslava Zvarechevska
1. Nel 1989, Myroslava Zvarechevska teorizzò quello che è considerato il primo schema organico per una Scuola Nazionale Ucraina indipendente. Formulò proposte pedagogiche rivoluzionarie per l'epoca che gettarono le basi per il superamento del modello pedagogico sovietico centralizzato, e che costituisce la base della decontaminazione:
La Scuola come Tempio della Lingua: Propose di trasformare l'istruzione da mezzo di russificazione a strumento di riappropriazione della lingua madre, intesa come "casa dell'essere".
Etica sopra l'Ideologia: Anticipando la NUS, sostenne che l'educazione dovesse formare una personalità libera, capace di pensiero critico e non un ingranaggio dello Stato.
Recupero del "Bandito" Culturale: Fu tra le prime a spingere per l'inserimento nei programmi di autori allora proibiti (tra cui Vasyl Stus, Lina Kostenko), avviando di fatto la pulizia del palinsesto educativo.

2. La Sintesi di Pachlovska: La Decontaminazione come Metodo
Oxana Pachlovska ha elevato queste intuizioni teoriche empiriche  sul "risveglio dell'anima ucraina" a sistema filosofico.
Uscita dal Ghetto: La Pachlovska sostiene che la riforma educativa non debba essere solo "nazionale", ma "europea". La decontaminazione spirituale è il processo che permette allo studente ucraino di leggere la propria storia non come un martirologio isolato, ma come parte della storia universale della libertà.
Il Logos contro il Simulacro: Riprendendo il rigore filologico della Zvarechevska, la Pachlovska promuove una scuola dove la parola sia "pesante" e vera, contrapposta alla superficialità del post-modernismo o ai residui del totalitarismo.

3. La Nuova Scuola Ucraina (NUS) oggi
La riforma attuale del sistema educativo ucraino applica concretamente queste idee:
Centratura sullo Studente: Il passaggio dal modello autoritario (sovietico) a quello collaborativo incarna la "libertà interiore" predicata dalla Kostenko e difesa dalla Zvarechevska.
Competenze Trasversali: La NUS punta su valori etici e sociali, riflettendo la "teologia del cuore" in una chiave pedagogica laica e moderna.
Integrazione tra Memoria e Futuro: Come auspicato dalla Pachlovska, la scuola oggi decontamina il passato (studiando l'Holodomor e Černobyl') per costruire un futuro in cui l'Ucraina sia un soggetto culturale attivo in Europa.

Sintesi della Continuità Pedagogica
Fase:  Protagonista  -   Obiettivo Principale
Resistenza (1989):   M. Zvarechevska  -   Abbattere il muro del silenzio e ripristinare la lingua ucraina.
Teorizzazione (2000-oggi):  O. Pachlovska  -   Inserire la cultura ucraina nel sistema di valori europeo.
Istituzionalizzazione:  Riforma NUS   -  Formare una generazione "decontaminata" e intellettualmente sovrana.

Questo legame è approfondito nelle analisi storiche sul portale del Ministero dell'Istruzione e della Scienza dell'Ucraina.



"CUORE FERITO" COME STRUMENTO PEDAGOGICO DI RESILIENZA

Nella Nuova Scuola Ucraina (NUS), il concetto di "cuore ferito" è stato trasformato da categoria poetica a strumento pedagogico di resilienza. L'obiettivo non è traumatizzare gli studenti, ma fornire loro una "grammatica emotiva" per elaborare la guerra.
Ecco come questa visione viene applicata oggi nei programmi di letteratura:

1. La Letteratura come "Pronto Soccorso" Emotivo
Il ministero ha introdotto testi che riflettono la "teologia del cuore" per aiutare i ragazzi a dare un nome al dolore.
Analisi del Trauma: Invece di nascondere la ferita, si studiano poesie (spesso di Lina Kostenko) che mostrano come il dolore possa essere trasformato in dignità. Si insegna che la ferita è il segno di un cuore che è rimasto umano nonostante la brutalità.
Esercizi di Empatia: Attraverso le storie di personaggi che affrontano perdite (come in alcuni racconti contemporanei sulla guerra nel Donbas), gli studenti imparano che la loro sofferenza individuale è parte di una memoria collettiva che li protegge dall'isolamento.

2. Il "Cuore Ferito" vs l'Odio Distruttivo
Un punto centrale della pedagogia ispirata da figure come la Pachlovska e la Zvarechevska è la distinzione tra la ferita e l'odio.
Decontaminazione dall'Odio: La scuola cerca di insegnare che la ferita deve portare alla forza etica, non alla perdita della propria umanità. Si riprende l'idea skovorodiana del "mondo interiore" come fortezza: il nemico può ferire il corpo, ma non deve "contaminare" il cuore con la crudeltà.
La Resilienza attraverso il Logos: Scrivere e leggere diventano atti di "decontaminazione". Tenere un diario di guerra o analizzare una poesia sulla resistenza aiuta gli studenti a "pulire" la propria percezione della realtà dai detriti della paura.

3. Integrazione nelle "Life Skills" (competenze psicosociali)
La riforma NUS integra il tema del cuore ferito nelle competenze per la vita:
Supporto Psicologico: La letteratura viene usata in modo interdisciplinare con la psicologia scolastica. Un verso della Kostenko sulla "fortezza dell'anima" diventa lo spunto per discutere di gestione dello stress e supporto reciproco.
Educazione Civica: La ferita della nazione è presentata come una chiamata alla responsabilità. Gli studenti imparano che, proprio perché il cuore è ferito, è necessario curare la comunità, l'ambiente (ecologia del dopoguerra) e la democrazia.

Un esempio pratico: Il progetto "Scuola di Resilienza"
Molti insegnanti utilizzano oggi la piattaforma NUS.org.ua per condividere materiali su come trattare i temi della perdita. In questi programmi, la figura di Marusja Čuraj viene riletta non solo come eroina tragica, ma come esempio di chi trasforma il proprio "cuore ferito" in un canto che salva un popolo, insegnando ai ragazzi il potere della creatività come forma di difesa.



LA DECOLONIZZAZIONE DELLA COSCIENZA UCRAINA

La decontaminazione spirituale di Oxana Pachlovska non è un processo puramente estetico, ma il motore teorico che trasforma la decolonizzazione da atto politico a mutamento antropologico della coscienza ucraina.
Se la decolonizzazione politica rimuove i monumenti, la decontaminazione spirituale rimuove le "scorie mentali" che impedivano all'Ucraina di vedersi come un soggetto sovrano. Questo passaggio avviene attraverso tre trasformazioni fondamentali:

1. Dallo "Slavo-centrismo" all'Europeismo Organico
La contaminazione imperiale aveva imposto l'idea dell'Ucraina come "piccola sorella" russa. La Pachlovska utilizza la decontaminazione per:
Recuperare il DNA europeo: Dimostra che la cultura ucraina (dalla Rus' di Kiev al Barocco) è geneticamente legata all'Europa latina e occidentale.
Rompere il "cordone ombelicale" coloniale: Decontaminare la coscienza significa smettere di guardarsi attraverso lo specchio di Mosca, riscoprendo la propria centralità storica.

2. Dalla "Cultura del Lamento" alla "Cultura della Responsabilità"
La decolonizzazione della coscienza abbatte il vittimismo coloniale.
La Ferita come Forza: Invece di una nazione che subisce passivamente il destino, la Pachlovska (ispirandosi alla madre Lina Kostenko) propone un'Ucraina che sceglie consapevolmente il proprio martirio per difendere i valori universali della libertà.
L'uscita dall'Inferiorità: La decontaminazione pulisce la mente dal "complesso di inferiorità" (provincialismo), restituendo agli ucraini la dignità di una lingua colta e di una letteratura d'élite.

3. La "Filtrazione" del Linguaggio
La decolonizzazione della coscienza passa inevitabilmente per il linguaggio.
Contro la "Lingua di Legno": La Pachlovska teorizza una pulizia semantica. Decolonizzare significa smettere di usare le categorie mentali dell'oppressore (es. l'idea di "mondo russo" o di "popoli fratelli") per adottare un linguaggio di precisione etica.
Il Logos come scudo: Come evidenziato nei suoi saggi su Limes, la parola decontaminata diventa la vera frontiera dell'indipendenza: un'anima che parla una lingua libera non può più essere colonizzata.

Sintesi del Processo
Azione:   Strumento (Pachlovska)  -  Risultato (Decolonizzazione)
Pulizia:   Decontaminazione dalle tossine sovietiche  -  Coscienza critica e autonoma
Restauro:   Recupero dei Sixtiers e di Skovoroda  -  Ritorno alle radici europee
Ricostruzione:   Nuova Scuola Ucraina (NUS)   -  Formazione di un cittadino sovrano

In definitiva, la decontaminazione spirituale è il "trattamento" necessario affinché la decolonizzazione non sia un guscio vuoto, ma una rinascita interiore. 
Questo approccio di Oxana Pachlovska è ampiamente trattato nel volume Civiltà del Libro, dove l'Ucraina viene definita come una "civiltà che riemerge" dalle acque inquinate del totalitarismo.












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