martedì 10 febbraio 2026

Oxana Zabuzhko: la parola per il recupero della coscienza ucraina, di Carlo Sarno

 

Oxana Zabuzhko: la parola per il recupero della coscienza ucraina

di Carlo Sarno




INTRODUZIONE

La poetica di Oksana Zabužko (Lutsk, 1960) si definisce attraverso una profonda sintesi tra filosofia, attivismo femminista e prospettiva post-coloniale. È considerata la voce letteraria più autorevole dell'Ucraina contemporanea, capace di intrecciare il trauma storico collettivo con l'identità individuale.

Pilastri della sua Poetica
Identità Nazionale e Post-colonialismo: La sua opera è un atto di resistenza contro la cancellazione della memoria culturale ucraina operata dai regimi imperiale russo e sovietico. Zabužko utilizza la parola per "verbalizzare" il silenzio imposto, trasformando la letteratura in uno strumento di recupero della coscienza nazionale.
Femminismo e Corpo: Con il romanzo Sesso ucraino: istruzioni per l'uso (1996), ha introdotto una scrittura femminista provocatoria che lega l'oppressione politica a quella di genere. La sessualità e l'esposizione del corpo sono presentate come forme di liberazione dalla paura post-coloniale.
Memoria e Trauma: Opere come Il museo dei segreti abbandonati esplorano le "macchie nere" della storia (come l'Holodomor o le purghe staliniane), collegando le biografie dei personaggi contemporanei ai destini di chi ha vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Stile e Linguaggio
Complessità Strutturale: La sua prosa è densa, caratterizzata da periodi lunghi e una struttura narrativa che spesso rompe i confini tra generi (inserendo poesie nella prosa o mescolando saggistica e fiction).
Polifonia Linguistica: Il suo linguaggio alterna un registro filosofico e intellettuale a idiomi popolari, slang urbano e riferimenti a canti tradizionali, riflettendo la stratificazione della lingua ucraina moderna.
Intellettualismo Critico: Laureata in filosofia, Zabužko mantiene un approccio analitico e ironico, simile a quello di autori come Wislawa Szymborska, utilizzando il mito e la storia per riflettere sul presente.

Opere Chiave
Sesso ucraino: istruzioni per l'uso (1996): Testo fondamentale del periodo post-sovietico.
Il museo dei segreti abbandonati (2009): Epopea sulla storia ucraina del XX secolo.
Il viaggio più lungo (2022): Saggio sulla guerra russa in Ucraina e sulle radici del conflitto.
Planet Wermut (Pianeta Assenzio): Raccolta di saggi sulla politica e la storia ucraina da una prospettiva post-coloniale.



LA POETICA DI OKSANA ZABUZHKO

La teoria poetica di Oksana Zabužko non è solo un esercizio estetico, ma un progetto filosofico e politico che mira a ricostruire l'identità ucraina attraverso il linguaggio. Per lei, la scrittura è un atto di "terapia coloniale" necessario per guarire un popolo che ha vissuto secoli di cancellazione culturale.
Ecco i cardini del suo pensiero teorico:

1. La Lingua come "Corpo Politico"
Per Zabužko, la lingua ucraina non è un semplice mezzo di comunicazione, ma un organismo vivente che è stato sistematicamente "mutilato" dall'imperialismo.
De-russificazione mentale: La sua poetica punta a liberare il pensiero dalle strutture cognitive imposte dal regime sovietico.
Verbalizzazione del trauma: Crede che ciò che non viene nominato non esista o continui a ferire in segreto; scrivere significa dunque dare voce ai "segreti abbandonati" della storia.

2. Femminismo Post-coloniale
Zabužko teorizza un legame indissolubile tra l'oppressione nazionale e quella di genere.
L'analogia del corpo: Nel suo pensiero, il corpo della donna e il territorio della nazione condividono una storia di violazione e controllo esterno.
Soggettività femminile: La sua "Ars Poetica" rivendica il diritto delle donne a essere soggetti attivi della storia, rompendo il silenzio patriarcale tipico della letteratura canonica.

3. La Funzione del Poeta: "Il Redress"
Riprendendo il concetto di redress (risarcimento/riequilibrio) di Seamus Heaney, Zabužko vede la poesia come una forza capace di controbilanciare le ingiustizie della realtà.
Intellettuale pubblico: Il poeta ha il compito etico di agire come custode della memoria collettiva, trasformando il dolore individuale in coscienza nazionale.
Resistenza culturale: La sua scrittura è una forma di "guerra di posizione" culturale per garantire la sopravvivenza di una visione del mondo specifica e autonoma.

4. Estetica della Complessità
Rifiuta la semplificazione tipica del realismo socialista o del pop commerciale.
Polifonia: Utilizza una struttura narrativa a "matrioska", dove saggi, poesie e documenti storici si intrecciano per riflettere la frammentazione della realtà post-moderna.
Filosofia in versi: Spesso le sue poesie partono da miti classici (come Cassandra o Clitemnestra) per analizzare crisi esistenziali e politiche contemporanee.



LA SCRITTURA COME TERAPIA COLONIALE

La scrittura di Oksana Zabužko come terapia coloniale rappresenta un tentativo sistematico di guarire la psiche collettiva ucraina dai traumi inferti da secoli di dominazione imperiale e sovietica. Per l'autrice, il colonialismo non è solo un'occupazione territoriale, ma un'intrusione profonda che frammenta la memoria e la percezione del sé.
Ecco come si articola questa funzione terapeutica:

Rottura del Silenzio e Verbalizzazione: La terapia inizia con il dare un nome a ciò che è stato represso. Durante il regime sovietico, molti eventi storici (come l'Holodomor o le purghe) erano tabù; Zabužko usa la scrittura per "trasformare il silenzio in parola", un processo psicologico essenziale per uscire dall'isolamento traumatico.

De-russificazione della Mente: Zabužko sostiene che la lingua russa sia stata imposta come modello "universale", relegando l'ucraino a dialetto "sporco" o inferiore. Scrivere in un ucraino colto, complesso e filosofico è un atto di riappropriazione della dignità e una cura contro il senso di inferiorità instillato dal colonizzatore.

Il Corpo come Testimonianza: Nel suo pensiero, il corpo femminile e la nazione sono entrambi siti di violenza coloniale. La sua scrittura affronta apertamente la sessualità e il trauma fisico per liberare l'individuo dal controllo esterno e restituirgli la sovranità sul proprio corpo e sui propri desideri.

Ricostruzione della "Post-memoria": Attraverso la fiction (come ne Il museo dei segreti abbandonati), l'autrice permette alle nuove generazioni di "ereditare" e rielaborare i ricordi dei padri che sono stati costretti al silenzio. Questo "ponte" narrativo serve a ricomporre l'integrità dell'identità nazionale interrotta dalla storia.

Uso del Lessico Medico: Nelle sue opere più recenti, come Il viaggio più lungo, utilizza metafore mediche (sangue, ferita, infezione) per diagnosticare lo stato della società e mobilitare la resistenza morale come forma di guarigione spirituale.



ESEMPIO: IL MUSEO DEI SEGRETI ABBANDONATI

Ne Il museo dei segreti abbandonati (2009), la "terapia coloniale" si manifesta attraverso il recupero della memoria transgenerazionale e la rottura del silenzio imposto dal regime sovietico. Zabužko utilizza i suoi personaggi come "microcosmi del trauma nazionale" per ricomporre un'identità frammentata.
Ecco come i protagonisti incarnano questo processo:

1. Daryna: La Verbalizzazione e l'Archivio Vivo
La giornalista Daryna Hoshchynska è il motore della terapia. Il suo lavoro consiste nel trasformare il silenzio in narrazione:
Indagine come cura: Ricercando la storia di Olena Dovgan (una partigiana dell'UPA uccisa nel 1947), Daryna non fa solo giornalismo, ma compie un atto di "archeologia dell'anima". Recuperare una vita cancellata dagli archivi sovietici significa restituire realtà a un'intera nazione "fantasma".
L'istinto di resistenza: Il suo rifiuto di piegarsi alla censura politica contemporanea è presentato come un'eredità biologica e morale dei suoi antenati; la terapia qui è la scoperta che l'integrità personale è indissolubile dalla verità storica.

2. Adrian: Il Corpo e l'Eredità Fisica
Adrian, compagno di Daryna e pronipote di Olena, rappresenta la connessione fisica con il passato:
Sogni e Subconscio: Adrian vive il trauma coloniale attraverso sogni mistici e visioni che lo riportano alle esperienze dei partigiani. Questa "post-memoria" non è una malattia, ma il modo in cui il corpo richiama frammenti di storia mai elaborati.
Ricomposizione familiare: Attraverso la sua relazione con Daryna, Adrian cura la frattura tra le generazioni, trasformando un passato di tradimenti e segreti in una base per un futuro consapevole.

3. Olena Dovgan: Il Soggetto Storico Ritrovato
Olena non è solo un fantasma del passato, ma l'archetipo della donna ucraina che rivendica la propria soggettività:
Resistenza al "Grande Fratello": La sua figura rompe l'immagine coloniale dell'ucraino come vittima passiva o traditore. Rappresentando Olena come un'eroina complessa e dotata di desideri propri, Zabužko cura la narrazione storica che aveva "sepolto" le donne della resistenza.

4. La metafora dei "Segreti" (Sekrety)
Il titolo stesso si riferisce a un gioco infantile ucraino: nascondere piccoli oggetti sotto un vetro interrato.
La Terapia come Scavo: I personaggi passano dal "calpestare" questi segreti senza saperlo al dissotterrarli consapevolmente. Questa è la terapia coloniale definitiva: smettere di camminare sopra la propria storia come se fosse terra straniera e riconoscerla come la propria casa.



ZABUZKO E SKOVORODA

La relazione tra Oksana Zabužko e Hryhorij Skovoroda (1722–1794), il più grande filosofo del barocco ucraino, è di natura sia istituzionale che profonda, intellettuale e identitaria.

1. Legame Istituzionale e Formativo
Carriera Accademica: Oksana Zabužko ha lavorato come ricercatrice senior presso l'Istituto di Filosofia "Hryhorij Skovoroda" dell'Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina.
Formazione Filosofica: La formazione di Zabužko come filosofa (ha conseguito il dottorato nel 1987) è intrisa del pensiero skovorodiano, che pone al centro l'autoconsapevolezza e la libertà interiore.

2. Affinità Filosofiche e la "Terapia"
Nella visione di Zabužko, Skovoroda rappresenta la radice di un'identità ucraina non contaminata dal trauma coloniale russo-sovietico:
Cordocentrismo (Filosofia del Cuore): Skovoroda teorizzava che la verità risiedesse nel "cuore" e nella conoscenza di sé ("conosci te stesso"). Zabužko riprende questa centralità dell'interiorità per combattere l'alienazione coloniale: la sua "terapia" consiste proprio nel ritrovare quel "cuore" nazionale sepolto dal silenzio.
Il "Lavoro Congeniale" (Srodna pratsia): Skovoroda credeva che la felicità derivasse dal seguire la propria natura intrinseca. Zabužko applica questo concetto alla nazione: l'Ucraina deve ritrovare la propria "natura" autentica, liberandosi dai modelli imposti dall'esterno per guarire culturalmente.
L'Individuo contro l'Impero: Skovoroda scelse una vita errante e libera, rifiutando cariche ufficiali ("Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha preso"). Per Zabužko, questo è l'archetipo dell'intellettuale ucraino resistente: un modello di autonomia morale che lei stessa incarna nella sua sfida alle narrazioni imperiali.

3. Skovoroda come Simbolo di Resistenza Moderna
In saggi recenti e interventi legati alla guerra su vasta scala del 2022, Zabužko ha spesso citato Skovoroda come simbolo della cultura ucraina sotto attacco, specialmente dopo il bombardamento russo del Museo Skovoroda a Kharkiv. Per l'autrice, proteggere Skovoroda significa proteggere il "codice genetico" della libertà ucraina.



ZABUZKO E SEVCENKO

La relazione tra Oksana Zabužko e Taras Ševčenko (1814–1861), il poeta nazionale e "profeta" dell'Ucraina, è uno dei pilastri della critica letteraria ucraina contemporanea. Zabužko ha rivoluzionato l'interpretazione di Ševčenko, trasformandolo da icona statica a figura dinamica e filosofica.

1. Il saggio "Il mito di Ševčenko sull'Ucraina"
Nel 1997, Zabužko ha pubblicato Ševčenkiv mif Ukraïny (Il mito di Ševčenko sull'Ucraina), un'opera che ha avuto l'effetto di una "bomba" negli studi letterari.
Decostruzione del canone sovietico: Zabužko critica la visione russa e sovietica che riduceva Ševčenko a un semplice "rivoluzionario democratico" o "contadino autodidatta".
Ševčenko come Filosofo e Veggente: L'autrice propone un'analisi filosofica in cui Ševčenko è visto come il creatore di un "mito nazionale" capace di programmare l'identità ucraina moderna, paragonando il suo ruolo a quello di Dante per l'Italia.
Dialogo Spirituale: Per Zabužko, il Kobzar (la raccolta di poesie di Ševčenko) non è solo letteratura, ma un dialogo spirituale con Dio e una cronaca dell'anima della nazione.

2. Ševčenko come Archetipo Anti-coloniale
Zabužko identifica Ševčenko come la radice della resistenza anti-coloniale ucraina.
Resistenza attraverso la Lingua: In un'epoca in cui l'ucraino era considerato un dialetto inferiore, Ševčenko lo ha elevato a lingua letteraria di alta cultura. Zabužko vede in questo atto la prima forma di "terapia" contro l'inferiorità coloniale.
Modernità di Ševčenko: L'autrice sostiene che Ševčenko sia "assolutamente attuale" perché i suoi testi affrontano gli stessi archetipi di lotta contro l'oppressione imperiale che l'Ucraina vive ancora oggi.

3. Legame accademico e istituzionale
Università Taras Ševčenko: Zabužko ha studiato e conseguito il dottorato presso l'Università Nazionale Taras Ševčenko di Kiev, l'istituzione più prestigiosa del paese, intitolata proprio al poeta.
Premio Nazionale Ševčenko: Nel 2019, Zabužko è stata insignita del Premio Nazionale Taras Ševčenko, il più alto riconoscimento culturale in Ucraina, consolidando il suo ruolo di erede intellettuale della sua missione civile.

In sintesi, se Ševčenko è il "padre" che ha inventato l'idea moderna di Ucraina, Zabužko è l'intellettuale che ha fornito gli strumenti filosofici per comprendere e proteggere quell'idea nel XXI secolo.



ZABUZKO E LESJA UKRAINKA

La relazione tra Oksana Zabužko e Lesja Ukraïnka (1871–1913) è definibile come un profondo legame di filiazione intellettuale, in cui la scrittrice contemporanea ha operato una radicale riscoperta critica della "madre" della letteratura ucraina. Per Zabužko, Ukraïnka è la figura centrale della modernità europea in Ucraina, dichiarando esplicitamente: «Se non ci fosse stata lei, non ci sarei stata io».

Il saggio Notre Dame d'Ukraine
L'opera fondamentale che definisce questo legame è il volume "Notre Dame d'Ukraine: Ukraïnka nel conflitto delle mitologie" (2007). In questo saggio, Zabužko:
Decostruisce il mito sovietico: Rifiuta l'immagine di Ukraïnka come una "grande malata" o una rivoluzionaria socialista sentimentale, tipica della propaganda russa.
Rivendica l'Europeismo: Presenta Ukraïnka come una pensatrice di respiro europeo che ha integrato la cultura ucraina nelle correnti del modernismo occidentale, del femminismo e del gnosticismo.
Femminismo e Gnosticismo: Zabužko interpreta le opere teatrali di Ukraïnka (come L'ossessa o Il canto della foresta) come espressioni di una "eresia femminile" e di un amore sacrificale che va oltre i dogmi religiosi ortodossi.

La scrittura come "De-comunizzazione"
Zabužko ha avuto un ruolo attivo nella "de-comunizzazione" letteraria della poetessa:
Edizione Critica: Ha fatto parte del team editoriale che ha curato l'edizione completa delle opere di Ukraïnka in 14 volumi nel 2021, un'operazione volta a restituire i testi originali senza le censure del passato.
Modello di Identità: Nel suo romanzo Il museo dei segreti abbandonati, si rintracciano parallelismi con i concetti creativi di Ukraïnka, utilizzando la sua figura come bussola per navigare la dicotomia tra cultura ucraina e russa.

Affinità Tematiche
Entrambe le autrici condividono la missione di usare la parola come strumento di resistenza anti-coloniale. Zabužko vede in Ukraïnka la prima intellettuale capace di smascherare i "miti coloniali" della fratellanza tra russi e ucraini attraverso una prospettiva di genere, sottolineando come la perdita della libertà nazionale coincida con la privazione dell'agency femminile.



ZABUZKO E LINA KOSTENKO

La relazione tra Oksana Zabužko e Lina Kostenko (1930) è quella tra le due "regine" della letteratura ucraina contemporanea, che rappresentano però due generazioni, stili e approcci alla "terapia coloniale" profondamente diversi, seppur complementari.

1. Continuità e Passaggio di Testimone
Voci della Nazione: Entrambe sono considerate "bussole morali" per l'Ucraina. Se Lina Kostenko è la leggendaria figura dei Šistdesjatnyky (i "Sessantini", intellettuali dissidenti degli anni '60), Zabužko appartiene alla generazione che ha dovuto ricostruire l'identità ucraina dopo il crollo dell'URSS.
Rappresentanza Internazionale: Nel 2026, le loro opere continuano a essere i pilastri attraverso cui la cultura ucraina viene presentata all'estero, come dimostrato dalla loro inclusione congiunta in iniziative culturali internazionali.

2. Differenze nella "Terapia Coloniale"
Mentre la poetica di Zabužko è analitica, provocatoria e spesso legata alla fisicità e al genere, quella di Kostenko è:
Aristocrazia dello Spirito: Lina Kostenko utilizza uno stile colto, epico e spesso distaccato. La sua "terapia" passa per il recupero della dignità storica e l'integrità morale (come nel romanzo in versi Marusja Čuraj).
Etica contro Biopolitica: Kostenko punta sulla fermezza etica del poeta contro il potere; Zabužko, pur ammirandone la statura morale,  preferisce all'approccio troppo idealizzato un'analisi cruda dei traumi collettivi.

3. Rapporto Dialettico
Il rapporto tra le due è stato talvolta segnato da tensioni intellettuali tipiche del confronto tra generazioni e modelli di comportamento epocali diversificati.
Popolarità e Nobel: Entrambe sono costantemente proposte per il Premio Nobel per la Letteratura, rappresentando i due volti dell'Ucraina: quella storica e monumentale (Kostenko) e quella contemporanea, inquieta e saggistica (Zabužko).

In sintesi, Lina Kostenko rappresenta la fondamenta morale su cui Oksana Zabužko ha potuto costruire la sua complessa impalcatura di critica post-coloniale; la prima ha salvato la lingua e l'onore, la seconda le ha dato gli strumenti per dialogare con la modernità globale.



ZABUZHKO E MYROSLAVA ZVARYCHEVSKA MOROZ

La relazione tra Oksana Zabužko e Myroslava Zvaryčevs'ka (1936–2015) è un legame di profonda stima intellettuale e continuità storica, radicato nel movimento di resistenza culturale ucraino degli anni '60 (i Šistdesjatnyky).
Zvaryčevs'ka è stata una figura chiave della dissidenza di Leopoli, arrestata nel 1965 insieme a intellettuali del calibro di Iryna Kalynec' e dei fratelli Horyn per la diffusione di samvydav (letteratura clandestina).
Ecco i punti cardine del loro legame:

1. Il Modello della "Resistenza Femminile"
Per Zabužko, Myroslava Zvaryčevs'ka incarna l'ideale della donna colta e incrollabile che ha pagato con la prigione la difesa della lingua e della storia ucraina. Zabužko vede in lei (e nelle sue compagne di cella) le radici di quella "soggettività femminile" che poi ha teorizzato nei suoi saggi: donne che non sono "mogli di dissidenti", ma intellettuali autonome e pericolose per il regime sovietico.

2. La Ricerca Documentale per "Il museo dei segreti abbandonati"
Zabužko ha attinto pesantemente alle biografie delle donne del dissenso di Leopoli per costruire i personaggi del suo capolavoro.
L'archivio della memoria: La figura di Myroslava, che lavorava come archivista e bibliografa, è uno dei modelli reali per il processo di "scavo dei segreti" descritto nel romanzo.
La trasmissione del trauma: Il modo in cui Zvaryčevs'ka ha preservato la memoria delle repressioni sotto il KGB è per Zabužko l'esempio perfetto di "terapia coloniale" ante-litteram: conservare la verità quando dirla è proibito.

3. Commemorazione e Riconoscimento
Zabužko ha spesso citato Zvaryčevs'ka come una delle "madri spirituali" della nazione, sottolineando come la sua generazione abbia permesso alla successiva (quella di Oksana) di avere una base linguistica e morale su cui ricostruire l'indipendenza. In varie occasioni pubbliche a Leopoli, Zabužko ha reso omaggio al rigore intellettuale di Myroslava, definendola una custode del "codice d'onore" della cultura ucraina.



ZABUZKO E IRYNA STASIV-KALINETS

La relazione tra Oksana Zabužko e Iryna Stasiv-Kalynec' (1940–2012) si configura come un legame tra due generazioni di intellettuali ucraine unite dalla lotta contro l'oppressione sovietica e dalla volontà di ricostruire una cultura nazionale autentica.

1. Affinità Ideologica e Dissidenza
Modello di Resistenza: Iryna Kalynec', poetessa e prigioniera politica del regime sovietico (appartenente alla generazione dei Šistdesjatnyky), rappresenta per Zabužko un archetipo di integrità morale e coraggio civile.
Continuità Storica: Zabužko identifica se stessa come parte della generazione che ha ereditato il "fardello del silenzio" dei dissidenti come Kalynec', con la missione di dare voce a quei traumi che non potevano essere narrati durante l'era sovietica.

2. Temi Comuni: Memoria e Identità
Recupero del Passato: Entrambe le autrici hanno dedicato la vita al recupero della memoria storica ucraina. Se Kalynec' lo ha fatto attraverso l'attivismo e la politica (venendo eletta al Soviet Supremo nel 1990), Zabužko lo ha fatto attraverso la "terapia coloniale" letteraria, trasformando l'esperienza della repressione in narrazione filosofica.
Lavoro Istituzionale: Entrambe hanno operato per riformare le strutture culturali e linguistiche dell'Ucraina post-indipendenza, con Kalynec' impegnata nella riforma del sistema educativo a Leopoli e Zabužko nella critica letteraria e nella promozione della letteratura ucraina a livello globale.

3. Presenza nelle Opere
L'Eco del Dissenso: Sebbene non vi sia un saggio dedicato interamente a Kalynec' (come invece accade per Lesja Ukraïnka), la figura della donna-dissidente e prigioniera politica è un tema centrale nel capolavoro di Zabužko, Il museo dei segreti abbandonati. I personaggi femminili di Zabužko spesso rispecchiano la forza e le tribolazioni subite da donne come Iryna Kalynec' durante la resistenza anti-coloniale del XX secolo.



LA POETICA DELLA COMPLESSITA' DI ZABUZKO

La poetica della complessità di Oksana Zabužko (frequentemente definita anche come "eclettismo stilistico" o "mega-saggistica") riflette la sua formazione di filosofa e mira a superare la semplificazione narrativa imposta dai decenni di realismo socialista.
Questa visione si manifesta attraverso diversi elementi strutturali e teorici:

1. Struttura Narrativa a "Matrioska"
Zabužko rifiuta le trame lineari in favore di una scrittura stratificata dove più piani temporali e generi letterari convivono:
Intertestualità: I suoi testi sono ricchi di allusioni bibliche, storiche e riferimenti a classici come Taras Ševčenko o Lesja Ukraïnka.
Frammentazione: In opere come Il museo dei segreti abbandonati, la narrazione procede per accumulo di documenti, sogni, indagini giornalistiche e archivi, creando un quadro d'insieme complesso che rispecchia la difficoltà di ricostruire la verità storica.

2. Il Formato del "Mega-Saggio"
L'autrice ha teorizzato e reso popolare il formato del mega-saggio (visibile in Notre Dame d'Ukraine), una forma artistica in cui:
Contenuto e forma sono bilanciati in una struttura "armonica e altamente artistica".
Le diverse parti sono collegate da relazioni di causa-effetto logiche ma non scontate, intrecciando aspetti sociopolitici e poetici.

3. Eclettismo Stilistico e Linguistico
La sua prosa è caratterizzata da quello che la critica definisce eclettismo stilistico:
Complessità Sintattica: Utilizza periodi molto lunghi e articolati per catturare la densità del pensiero filosofico.
Stratificazione Lessicale: Mescola vocabolario emotivo-valutativo, termini filosofici, arcaismi e lessico contemporaneo per riflettere le diverse anime dell'Ucraina.

4. Il Ruolo dell'Intellettuale nel "Filter Bubble"
Per Zabužko, la complessità è un'arma contro la banalizzazione della cultura di massa. Nel 2026, l'autrice continua a sottolineare come la cultura debba preparare l'umanità alla realtà, evitando di rifugiarsi in "bolle di filtraggio" (filter bubbles) semplificate che portano a scelte politiche e sociali disastrose. La complessità letteraria serve quindi a riabituare il lettore a un'analisi critica e profonda del mondo.



LA TEOLOGIA DEL CUORE FERITO E IL CORDOCENTRISMO

La relazione tra questi tre concetti nella poetica di Oksana Zabužko costituisce la risposta filosofica e letteraria dell'autrice alla crisi esistenziale dell'Ucraina contemporanea, specialmente nel contesto della guerra su vasta scala.

1. Il Cordocentrismo come DNA Culturale
Il cordocentrismo (la "filosofia del cuore") è il filo rosso che lega Zabužko alla tradizione di Hryhorij Skovoroda.
Conoscenza di Sé: Per Zabužko, il cuore non è sede di cieco sentimentalismo, ma l'organo della percezione profonda e dell'autenticità. In un'epoca di propaganda e "post-verità", il cordocentrismo diventa uno strumento di difesa: solo chi è centrato nel proprio "cuore" (ovvero nella propria identità storica e morale) può resistere alla manipolazione esterna.
La lingua del cuore: La scrittrice utilizza una lingua densa ed emotiva per "riattivare" i cuori dei lettori, intorpiditi da decenni di cinismo post-sovietico.

2. La Teologia del Cuore Ferito
Recentemente, il discorso pubblico ucraino (incluso quello teologico presso l'Università Cattolica Ucraina) si è concentrato sulla "Teologia del Popolo Ferito".
Il Trauma come Spazio Sacro: Zabužko inserisce questa "teologia" laica nelle sue opere: le ferite storiche (Holodomor, repressioni, l'attuale invasione) non sono solo cicatrici, ma luoghi di rivelazione.
La Scrittura come Sutura: La sua poetica agisce come una forma di cura che non nasconde il dolore, ma lo nobilita. Nel saggio Il viaggio più lungo (2022), descrive l'Ucraina come un corpo che, pur ferito, scopre una forza spirituale inaspettata proprio attraverso la sofferenza condivisa.

3. Sintesi nella Situazione Attuale
Nella crisi bellica del 2024-2026, questa relazione si manifesta in tre modi:
Resilienza Metafisica: La guerra non è vista solo come conflitto territoriale, ma come uno scontro tra una cultura dell'annientamento (russa) e una cultura del "cuore vivo" (ucraina).
Soggettività del Ferito: Zabužko rifiuta il ruolo di "vittima passiva". Il "cuore ferito" ucraino è un soggetto attivo che parla al mondo, offrendo una nuova comprensione della libertà che l'Occidente sembra aver dimenticato.

Memoria Generazionale: Come ne Il museo dei segreti abbandonati, il cuore ferito dei contemporanei batte all'unisono con quello degli antenati. La terapia consiste nel riconoscere che la ferita odierna è la stessa che l'Ucraina cerca di curare da secoli.



ESEMPIO: IL VIAGGIO PIU' LUNGO

In "Il viaggio più lungo" (2022), Oksana Zabužko eleva Hryhorij Skovoroda da figura storica a vera e propria "arma metafisica" della resistenza. In questo saggio, scritto sotto l'urgenza dell'invasione, Skovoroda non è solo un filosofo del passato, ma la prova vivente che l'Ucraina possiede un'alternativa morale radicale al modello imperiale russo.
Ecco come Zabužko declina il pensiero skovorodiano nella resistenza attuale:

1. La Libertà come "Stato di Natura"
Zabužko sottolinea che, mentre la cultura russa è storicamente costruita sulla gerarchia e sulla sottomissione allo Stato, quella ucraina — incarnata da Skovoroda — si fonda sulla libertà interiore.
Il rifiuto delle catene: Zabužko cita spesso il celebre epitaffio di Skovoroda ("Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha preso") per spiegare la resilienza ucraina. La resistenza non è solo militare, ma è il rifiuto di farsi "catturare" da un sistema totalitario che nega l'individuo.
Autonomia morale: Skovoroda rappresenta l'individuo che non ha bisogno di un padrone per esistere. Questo, secondo l'autrice, è il motivo per cui l'esercito russo non riesce a comprendere la resistenza ucraina: non capiscono un popolo che si autorganizza orizzontalmente.

2. Il "Srodna pratsia" (Lavoro Congeniale) e la Guerra
Il concetto skovorodiano di seguire la propria natura (srodna pratsia) viene riletto da Zabužko in chiave contemporanea:
La Vocazione alla Difesa: L'autrice osserva come migliaia di civili (artisti, programmatori, insegnanti) abbiano imbracciato le armi o si siano fatti volontari. Per Zabužko, questo non è solo spirito di sacrificio, ma la realizzazione della propria "vocazione" alla libertà.
Armonia nel Caos: Seguire la propria natura permette agli ucraini di mantenere una stabilità psichica e un'umanità (il "cuore") anche nell'inferno della guerra.

3. Skovoroda vs. Il Bombardamento del Museo
Un momento centrale del saggio è la riflessione sul bombardamento russo del Museo Skovoroda a Skovorodynivka (maggio 2022).
Un Attacco Simbolico: Zabužko interpreta questo atto non come un errore, ma come un tentativo deliberato di colpire il "cuore filosofico" dell'Ucraina.
L'Invulnerabilità del Pensiero: L'autrice nota con amara ironia che, sebbene l'edificio sia stato distrutto, la statua di Skovoroda è rimasta in piedi tra le macerie. Questa immagine diventa per lei la metafora perfetta della "teologia del cuore ferito": il corpo (il museo/la nazione) può essere colpito, ma lo spirito (la filosofia della libertà) rimane intatto.

4. Il "Dialogo con i Secoli"
Attraverso Skovoroda, Zabužko connette la sofferenza attuale a una lunga catena storica:
La Vittoria sulla Paura: La terapia coloniale raggiunge qui il suo culmine. Ricordando che Skovoroda rideva della morte e del potere, Zabužko invita gli ucraini a fare lo stesso. La sua poetica trasforma la paura in dignità filosofica.



ESEMPIO:  DEFINIZIONE DI POESIA

Poiché la produzione poetica recente di Oksana Zabužko è indissolubilmente legata alla testimonianza della guerra, una delle opere più emblematiche per analizzare la sua "terapia coloniale" e il "cordocentrismo" è "Definizione di poesia" (scritta poco prima dell'invasione russa ma diventata un manifesto nel 2022-2024).

La Poesia: "Definizione di poesia" (Визначення поезії)
Ecco il testo originale in ucraino di questa celebre lirica, tratta dalla raccolta Kingdom of Fallen Statues (Regno delle statue cadute):


Визначення поезії

Знаєш, як це буває? —
Поки вистогнеш слово,
Поки вицідиш звук із набряклих мовчанням жил —
Ти вже не ти, ти — соляний стовп, що застиг на півслові,
І довкола — пустеля, де вітер пісок завихрив.
Це як вирвати серце й покласти його на папір,
І дивитись, як воно б’ється — червоне, живе і голе,
А навколо — натовп, що прагне видовищ і ігор,
І ніхто не спитає, як це — коли серце болить.
Це — стояти на вітрі, що шкіру здирає з обличчя,
Це — збирати розбиті дзеркала в одне полотно,
Це — коли ти нарешті стаєш невідворотно нічиїм,
Крім оцього ритму, що в горлі клекоче вином.


DEFINIZIONE DI POESIA

Sai come succede? —
Finché gemi una parola,
Finché non riesci a sforzare il suono dalle vene gonfie dal silenzio —
Tu già non sei più tu, sei una colonna di sale, congelata a metà frase,
E intorno c'è un deserto dove il vento gira la sabbia.
Questo è come strapparti il ​​cuore e metterlo su carta,
E guardarlo battere — rosso, vivo e nudo,
E intorno - una folla che desidera spettacoli e giochi,
E nessuno si chiede com'è quando il cuore ti fa male.
Questo è stare sul vento che ti strappa la pelle dal viso,
Questo è raccogliere specchi rotti in un'unica tela,
Questo è quando finalmente diventi inevitabilmente di nessuno,
Tranne per questo ritmo che ti fa gorgogliare il vino in gola.

(Traduzione di Yaryna Moroz Sarno)


Nella poesia, Zabužko non descrive la bellezza, ma la poesia come un processo fisiologico e di sopravvivenza. La definisce come:
"L'estrazione del grido dal silenzio / il sangue che torna a scorrere nelle membra intorpidite."

Analisi della Poetica:
1. La Poesia come "Rianimazione" (Terapia Coloniale)
In linea con la sua teoria della guarigione, qui la parola poetica agisce come un massaggio cardiaco su un corpo (la nazione) che è stato "congelato" dal terrore coloniale.
Il recupero della sensibilità: Zabužko suggerisce che il trauma coloniale rende "insensibili". La poesia è il dolore lancinante che si prova quando il sangue ricomincia a circolare: un dolore necessario per tornare vivi.
2. Il Cordocentrismo Bellico
La poesia non nasce dalla testa (intelletto), ma dal cuore ferito.
Verbalizzazione del trauma: Per l'autrice, la situazione attuale richiede che il poeta diventi un "trasmettitore". Il cuore ucraino è un trasmettitore di verità che il mondo fatica a ricevere. Come scrive nel suo saggio Il viaggio più lungo, la poesia è l'unico linguaggio capace di reggere l'urto della realtà quando la prosa fallisce.
3. Verità nuda: L'immagine del cuore "rosso, vivo e nudo" sul foglio è l'essenza del cordocentrismo: la poesia è l'esposizione del centro emotivo ferito che, pur soffrendo, sfida l'indifferenza del mondo.
4. Estetica della Complessità e Resistenza
La forma è densa, priva di ornamenti inutili. In guerra, la "complessità" di Zabužko si trasforma in precisione chirurgica:
Il rifiuto del vittimismo: La poesia non piange, ma "diagnostica". Questo è il legame con Myroslava Zvaryčevs'ka-Moroz,  Iryna Stasiv-Kalynec',  e le dissidenti: la parola è una posizione di combattimento, non un lamento.

Sintesi Analitica
In questa poesia, la relazione tra Skovoroda (la libertà interiore) e la Guerra si chiude: la poesia è l'atto con cui l'ucraino dichiara di essere ancora "padrone del proprio cuore", nonostante le bombe. Come riportato nelle cronache culturali, la sua voce è oggi il "ponte" che permette all'Occidente di sentire il battito di quel cuore ferito.



PRINCIPI POETICI DI ZABUZKO

La poetica di Oksana Zabužko nel 2026 si configura come un sistema filosofico integrato che utilizza la parola come strumento di liberazione nazionale e guarigione psichica.
Ecco una sintesi dei principi cardine e delle relazioni intellettuali che definiscono la sua opera:

1. I Principi della Poetica
Scrittura come Terapia Coloniale: L'atto di scrivere è una cura per la "mutilazione" dell'identità ucraina operata dai regimi imperiale e sovietico. Mira a verbalizzare il trauma, rompere il silenzio e restituire dignità alla lingua.
Cordocentrismo e Cuore Ferito: Riprendendo la tradizione filosofica ucraina, pone il "cuore" (l'interiorità autentica) al centro. La sofferenza della guerra attuale non è solo distruzione, ma uno spazio sacro di rivelazione e resistenza morale.
Femminismo Post-coloniale: Esiste un legame indissolubile tra l'oppressione della nazione e quella del corpo femminile. La riconquista della soggettività della donna è il motore della liberazione nazionale.
Estetica della Complessità: Rifiuta la semplificazione attraverso una prosa densa, colta e stratificata (il "mega-saggio"), opponendosi alle "bolle di filtraggio" della cultura di massa contemporanea.

2. La Rete delle Relazioni Intellettuali
Zabužko non scrive nel vuoto, ma in un costante dialogo con i "giganti" della cultura ucraina:

Figura di RiferimentoTipo di RelazioneConcetto Chiave nella Poetica di Zabužko
Hryhorij SkovorodaPadre SpiritualeLa libertà interiore e il "lavoro congeniale" come scudo contro l'oppressione imperiale.
Taras ŠevčenkoFondatore del MitoLa figura del poeta come profeta e architetto dell'identità nazionale; la lingua come casa della nazione.
Lesja UkraïnkaMadre IntellettualeL'europeismo, il femminismo tragico (il mito di Cassandra) e la modernità gnostica.
Lina KostenkoDialogo GenerazionaleIl passaggio dalla ferma etica dissidente (Kostenko) all'analisi critica e post-coloniale (Zabužko).
Iryna Stasiv-Kalynec'Modello di CoraggioL'archetipo della donna-dissidente che trasforma la prigionia in testimonianza e azione civile.


Oggi, la poetica di Zabužko è la voce di un'Ucraina che ha smesso di essere "oggetto" della storia russa per diventare soggetto universale. La sua scrittura non è solo letteratura, ma una "mappa per il viaggio più lungo" verso la sovranità mentale, dove la ferita del presente diventa la feritoia attraverso cui guardare e comprendere il mondo intero.

In definitiva, Oksana Zabužko è una delle voci più lucide della nostra epoca. La sua capacità di trasformare la filosofia in resistenza civile e il trauma in consapevolezza estetica la rende una figura imprescindibile per comprendere non solo l'Ucraina, ma le sfide della libertà nel XXI secolo.









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