giovedì 30 gennaio 2025

La Festa dei Tre Santi 30 gennaio (12 febbraio)

 

La Festa dei Tre Santi 
30 gennaio


Il mosaico della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv 


La miniatura del Salterio di Kyiv, 1397 


File:MHS ojcowie ks Bazyli Wlk Jan Chryzostom Grzeg Wlk XVII Lipie p.jpg -  Wikimedia Commons

L'icona ucraina del XVII secolo, San Basilio il Grande, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nazianzeno, Museo Storico di Sanok (Polonia)




mercoledì 29 gennaio 2025

La Sinassi dei Tre Santi Gerarchi (30 gennaio)

                                                                              

La Sinassi dei Tre Santi Gerarchi
I Padri Cappadoci  Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo

30 gennaio 
  Yaryna Moroz Sarno



L'icona ucraina della prima metà del XVII secolo, villaggio Lypcie, 
Museo Storico di Sanok

  Nella Chiesa Orientale i santi Giovanni Сrisostomo, Basilio Magno e Gregorio Teologo che vissero nel IV secolo sono tra i più venerati Padri della Chiesa per il loro contributo allo sviluppo della teologia, in particolare l'istituzione del dogma della Santissima Trinità, il culto eucaristico, l'organizzazione della Chiesa. I Santi Padri Cappadoci furono uniti nello zelo apostolico per la purità della fede e la salvezza delle anime. Inoltre sono considerati gli autori delle tre liturgie più popolari. 
   La celebrazione della festa della Sinassi dei Padri Cappadoci: Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo (Μνήμη τῶν ἐν Ἁγίοις Πατέρων ἡμῶν καὶΟἰκουμενικῶν Διδασκάλων Βασιλείου τοῦ Μεγάλου, Γρηγορίου τοῦ Θεολόγου καὶ Ἰωάννου τοῦ Χρυσοστόμου) si iniziò ai tempi dell’imperatore bizantino Alessio Comneno (1081 - 1118), quando a Costantinopoli sorse una disputa che provocò la divisione tra le persone, che celebravano di più San Basilio il Grande, caratterizzandolo come un genio e dal grande carattere e considerandolo superiore, ed altri che collocavano più in alto il santo Crisostomo, superiore a Basilio Magno e a Gregorio e quelli che reputavano Gregorio il Teologo più venerabile di Basilio e di Crisostomo. Ma, secondo la tradizione, nel 1084 i tre santi apparirono, uno alla volta e dopo tutti e tre assieme, a Giovanni Mauropo, metropolita di Eucaita, dicendo: “Noi, come vedi, siamo una sola cosa presso Dio e tra di noi non c’è alcuna opposizione o inimicizia, ciascuno a suo tempo, essendo determinato dallo Spirito Santo, così abbiamo imparato. Non c’è tra di noi uno che sia primo e l’altro il secondo e se invocherai uno, verranno anche gli altri due. Per questo alzati ed ordina che nessuno disputi per noi. Che questo è stato il nostro scopo sia quando eravamo vivi sia dopo che siamo morti. Raccoglici in un solo giorno e festeggiaci. Farlo sapere anche ai successori che noi siamo una sola cosa in Dio e di’ loro che li aiuteremo nella salvezza di coloro che ci ricorderanno; perché ci sembra d’avere un certo coraggio presso di Dio”. Allora, il vescovo pose fine alla disputa e si impegnò nella riconciliazione delle diverse parti della lotta, raccomandò la celebrazione del 30 gennaio e scrisse e l'officiatura comune per i tre Grandi Padri, le lode e due canoni. Nei secoli successivi in Bisanzio gli scrittori ecclesiastici di spicco molto spesso si riferivano ai Tre Gerarchi: nel XIII secolo Teodoro Metochite, patriarca di Costantinopoli Niceforo, Germano II, patriarca di Costantinopoli e nel XIV secolo il patriarca di Costantinopoli Filoteo, Matteo Kamariot, vescovo di Selymvria Filoteo, Nicola Cabasilas, Niceforo Callista.
   La festa della Sinassi di Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo (in gr. Οι Τρεις Ιεράρχες) istituita nel 1084 simbolizza visibilmente non soltanto l'uguaglianza dei grandi Padri della Chiesa, ma anche l'unità della Chiesa. La memoria dei Tre Gerarchi è stata inclusa degli antichi libri liturgici: Minea, Sinassario, Tipikon. All'ufficiatura della festa nei libri liturgici greci è stata preservata dalla prima metà del XII secolo: il primo esempio è nel manoscritto del 1136 dal monastero di Pantocratore a Costantinopoli.    



   San Basilio Magno (ca 329-379), San Gregorio Nazianzeno (ca 329-390) e San Giovanni Crisostomo (344/354 -407) appartengono al gruppo dei Padri cappadoci, che si distinsero per la capacità di trasmettere la fede, dimostrando la perfetta conciliabilità tra il cristianesimo e la filosofia. 
   San Basilio, il vescovo di Cesarea in Cappadocia, detto Magno, (in gr. Βασίλειος ὁ Μέγας) (329/30, Cesarea di Cappadocia (adesso Kayseri a Turchia) - 379, Cesarea di Cappadocia), regolatore e consolidatore della vita monastica in Oriente, si distinse come brillante predicatore e scrittore, uno dei più importanti protettori dell'ortodossia della fede cristiana contro l'arianesimo. Istruì i fedeli con insigni scritti e rifulse per la cura pastorale dei poveri e dei malati, fondò e diresse l'assistenza ai bisognosi, che era l'origine dei moderni ospedali. San Basilio il Grande ha il titolo di confessore e Dottore della Chiesa, è considerato il primo dei Padri Cappadoci.  
  Il suo stretto amico, San Gregorio Nazianzeno (in gr. Γρηγόριος ὁ Θεολόγος, ὁ Ναζιανζηνός, 325-330, Cappadocia - 389-390, Cappadocia), illustre teologo e difensore della fede, che con grande ardore protesse la divinità del Verbo, perciò fu chiamato il Teologo. Fu il vescovo di Sásima, eletto nel 381 al patriarcato di Costantinopoli e infine governò la chiesa di Nazianzo. Il suo insegnamento sulla Santissima Trinità si formò durante le polemiche con il tardo arianesimo.  
  San Giovanni Crisostomo, o Giovanni d'Antiochia per il raro talento nella predicazione e l'eloquenza riceve un soprannome Crisostomo (in gr. Χρυσορρήμων, Χρυσορρόας, e dalla metà del VI secolo Ἰωάννης ὁ Χρυσόστομος, chrysóstomos, letteralmente "bocca d'oro"). Nacque nel 350 ca ad Antiochia, dopo la vita dell'eremita divene sacerdote ed vescovo, nel 398 fu nominato patriarca di Costantinopoli. Per il suo zelo e il suo rigore subì le forti opposizioni e l'esilio in Armenia e nel Ponto sul mar Nero. Al suo patrimonio spirituale appartengono quasi novecento opere che sono state tradotte nel V secolo in latino e più tardi nelle lingue orientali. La liturgia attribuita a Giovanni Crisostomo si usa nella Chiesa Orientale dal periodo post-iconoclastico fino ai giorni nostri.
   Le opere dei Santi Padri Cappadoci erano popolari nell'antica Rus'-Ucraina. I codici del principe di Kyiv Sviatoslav dell'anno 1073 e del 1076 già contenevano gli estratti delle opere di Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisostomo. Le "Domande e risposte di Gregorio il Teologo e Basilio il Grande", sono state incluse nel codice del principe Sviatoslav (l'Izbornyk di Sviatoslav) nel 1073.  In modo particolare nella Rus'-Ucraina erano diffuse le raccolte degli estratti delle opere di San Giovanni Crisostomo ("Zlatostruy", "Izmaragd", Margaryt (Μαργαρίται)" ecc.). La traduzione della raccolta dei venti sermoni di San Giovanni Crisostomo includeva un manoscritto di Supral dell'XI secolo. I sermoni del santo sono nei manoscritti delle Cetia-Minea del XII secolo. Secondo la ricerca di E. Golubovsky, nella tradizione letteraria della Rus'-Ucraina esistevano circa duecento tre sermoni di San Giovanni Crisostomo tradotti dal greco a Kyiv durante XI -XIII secolo.  
  Nell'antica letteratura ucraina era molto diffusa “La Conversazione dei Tre Gerarchi”, composta dalle domande e risposte scritte a nome di Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo. La sua più antica copia risale ai secoli XII-XIII. La prima copia preservata della raccolta delle "Parole di Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo” risale al XV secolo.
    Le immagini dei Tre Gerarchi insieme sono note nell'abside dell'altare dell'epoca dell'imperatore bizantino Costantino Monomaco (1042-1055): ad esempio, nella cattedrale di Santa Sofia di Ocrida a Macedonia (1040-1050). Tra le prime raffigurazioni dei Santi Padri di Cappadocia sono i Tre Gerarchi rappresentati nell'abside della cattedrale di Santa Sofia a Kyiv (XI secolo). 
   Nell'arte bizantina sono raffigurati nella miniatura del Salterio del monastero di Studian a Costantinopoli nel 1066 (adesso nella collezione del British Museum), nella miniatura della seconda metà dell'XI secolo di un Lezionario (libro di letture bibliche) del monastero di San Dionisio sul Monte Athos, in cui i Tre Gerarchi tra una schiera dei santi. I Santi Padri di Cappadocia sono rappresentati anche nella Cappella Palatina a Palermo (1143-1154). 

  
Il mosaico absicale nella Cattedrale di Santa Sofia di Kyiv dell'XI secolo



La miniatura del Salterio di Kyiv del 1397

 
L'icona del XVI secolo, chiesa della Sinassi Gioacchino e Anna, villaggio Stanylia, 
Museo Nazionale a Leopoli  

L'icona della seconda metà del XVII secolo dal villaggio Bugryn, regione di Rivne.

Frammento della icona della scuola di Sudova Vyschnia, villaggio Rikshychi, XVII secolo 


L'icona seconda metà del XVII secolo, distretto di Nadvirna, 
regione di Ivano-Frankivsk

L'icona del XVII secolo 

L'icona della prima metà del XVIII secolo, Museo dell'etmanato

L'icona popolare ucraina della metà del  XVII secolo

L'icona della prima XVII secolo, villaggio Lypie, Museo storico a Sianok


L'icona della metà del  XVII secolo, villaggio Nyzhnie Synovydne, regione di Leopoli, 
Museo Nazionale a Leopoli 

L'affresco della scuola di Rybotychi, dalla chiesa di Santa Parasceva, villaggio Ustyjaniv, 1698
Museo dell'architettura popolare a Sianok 
Польща.

L'icona ucraina del XVIII secolo 

L'affresco ucraina del XVIII secolo nella chiesa di San Michele a Leopoli   

L'icona ucraina dalla chiesa dell'Ascensione, villaggio Berezna, regione di Chernighiv, gli anni 1740',
Museo Nazionale dell'Arte dell'Ucraina 


 Dal canto liturgico:  

    Quanti siamo innamorati dei loro discorsi, conveniamo tutti insieme per onorare con inni ai tre sommi astri della Divinità trisolare, che con i raggi delle loro divine dottrine fanno brillare tutta la terra; i fiumi di sapienza fluenti miele che irrigano tutto il creato con i rivi della conoscenza di Dio, il grande Basilio e il teologo Gregorio, insieme all’illustre Giovanni dall’aurea eloquenza: essi sempre per noi intercedono presso la Trinità.


La cappella dei Tre Gerarchi presso la chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine a Leopoli (1578-91), 
costruita secondo progetto di Andriy Pidlisnyj con la partecipazione dei maestri italiani

Il gonfalone del XIX secolo 

Khorugva del XIX secolo 


L'icona ucraina del XIX secolo


La Chiesa dei Tre Santi Gerarchi nel villaggio di Lemeshi (regione di Chernihiv), 
costruita nello stile del barocco cosacco nel 1755 secondo il progetto dell'architetto Ivan Grygorovych-Barsky 
sulla tomba del cosacco Grigoriy Rozum (padre del marito della regina Elisabetta Olexiy Razumovsky).


La chiesa dei Tre Santi Gerarchi a Cernivci (1864-78), il patrimonio l'UNESCO


Panorama della chiesa dei Tre Santi Gerarchia a Cernivci

La chiesa dei Tre Santi Gerarchia a Kharkiv, 1915







Per consultare le icone ucraine vedi anche: 


Ripubblicato e aggiornato, la prima pubblicazione dal gennaio 2020. 

sabato 4 gennaio 2025

Il pittore delle icone del Natale: in memoria di Ostap Lozynskyj (1983-2022)

 

Il pittore delle icone del Natale: in memoria di Ostap Lozynskyj 
(3 aprile 1983 - 6 gennaio 2022)

di Yaryna Moroz Sarno





   Il 6 gennaio, alla Vigilia del Natale secondo il calendario giuliano, è morto all'età di 38 anni un noto artista Ostap Lozynskyj, pittore ucraino delle icone. Nato il 3 aprile 1983 a Leopoli nella famiglia di Taras Lozynskyj. Suo padre è il famoso collezionista ed artista, esperto delle icone della devozione popolare sul vetro, fondatore dell'Istituto di oggetti da collezione dei monumenti d'arte ucraini presso la Società Scientifica di Taras Shevchenko.
  Ostap si è laureato presso il Collegio dell'arte decorativa ed applicata di Ivan Trush ed Accademia dell'Arte Nazionale a Leopoli. Ha studiato nel dottorato presso l'Istituto di Etnologia dell'Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina, borsista di una prestigiosa borsa per i giovani artisti "Gaude Polonia" del Ministro della Cultura e dei Beni Culturali della Polonia (svolto presso Museo Nazionale di Cracovia, 2009). 
  Dal maggio del 2006 fino all'aprile del 2016 ha lavorato come dirigente del dipartimento dell'esposizione del Museo Nazionale di Andrey Sheptytsky a Leopoli, curatore di mostre e progetti editoriali. Ostap Lozynskyi era capo della filiale dell'Associazione di musei e gallerie nella città di Leopoli, insegnante all'Università Cattolica Ucraina a Leopoli, il curatore dei progetti espositivi ucraini ed internazionali, fondatore di "Iconart galleria" d'arte sacra contemporanea.


   Il suo tema preferito era il Natale del Signore. Amava la festa di Natale e faceva gli incontri nell'occasione del Natale nella sua casa. Come diceva in una delle interviste, "Per ogni ucraino e, in particolare, per ogni galiziano, la celebrazione del Natale è nel sangue. Fin da piccoli siamo tutti abituati al canto natalizio – e i presepi viventi con il canto vengono da noi. Nella casa di mio padre c'erano sempre presepi e i canti natalizi, noi stessi andavamo spesso a cantare ai vicini, ai parenti, agli amici, conoscenti". 



   In un'altra intervista disse sulla sua visione dell'icona: "È importante per me nell'iconografia esprimere idee dell'umanesimo e dell'amore. Perché cos'è veramente la fede cristiana? Questa è la fede dell'amore: la fede dell'amore per il prossimo e per Dio. E mi sembra che nell'iconografia si legga questa formula dell'amore. Quando disegniamo Cristo o la Vergine, mostriamo questa formula. Dio stesso ha stabilito questa formula dell'amore di Dio per l'uomo, perché è venuto sulla terra per offrirci sacrifici per noi, e creando queste immagini, sembriamo restituire quell'amore: a Dio e al nostro prossimo. L'iconografia è molto simbolica e molto fantasiosa. Mi piace il linguaggio dei personaggi, il linguaggio del simbolismo del colore, il linguaggio del simbolismo di una forma semplice. L'icona è un enorme strato di cultura visiva e spirituale, che anche ai tempi del postmodernismo aiuta a trovare molti nuovi significati. Un'icona è una forma d'arte che ha bisogno di fede. Perciò, se lavori con un'icona senza fede, allora, il tuo lavoro non ha senso. E se lo fai senza senso, senza crederci, è una cosa inutile".























   






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