Viacheslav Chornovil: la dignità umana e l'indipendenza dell'Ucraina
Viacheslav Chornovil (1937–1999) è stato un leader carismatico, giornalista e una delle figure più influenti nella lotta per l'indipendenza dell'Ucraina. Dissidente in epoca sovietica e politico di spicco dopo il 1991, è considerato un simbolo della resistenza nazionale contro la russificazione e il regime comunista.
Carriera e Attivismo
Dissidenza e Prigionia: Negli anni '60 divenne uno dei leader del movimento dei "Sixtiers" (Shistdesiatnyky), intellettuali che promuovevano la cultura ucraina. Per il suo attivismo a favore dei diritti umani e la pubblicazione di opere clandestine (samvydav), trascorse circa 15-17 anni tra prigioni sovietiche e campi di lavoro forzato in Mordovia e Yakutia.
Leader Politico: Fu tra i fondatori e il leader storico del Movimento Popolare dell'Ucraina (Rukh), la principale forza politica che spinse per l'indipendenza dal 1989 fino alla sua morte.
Candidature Presidenziali: Si candidò alla presidenza dell'Ucraina nel 1991, arrivando secondo dopo Leonid Kravchuk, e si stava preparando per una nuova sfida elettorale nel 1999.
La Morte e l'Eredità
Decesso Controverso: Chornovil morì il 25 marzo 1999 in un sospetto incidente stradale vicino a Boryspil, quando la sua auto si scontrò con un camion. Sebbene ufficialmente dichiarato un incidente, molti sostenitori e familiari, incluso suo figlio Taras, ritengono si sia trattato di un assassinio politico orchestrato per rimuovere un pericoloso rivale elettorale.
Riconoscimenti: Nel 2000 gli è stato conferito postumo il titolo di Eroe dell'Ucraina, la massima onorificenza nazionale.
Simbolo Nazionale: È ricordato per la sua celebre frase sulla fratellanza nazionale: "Non abbiamo banderivisti o moscoviti, orientali o occidentali. Abbiamo un solo popolo ucraino".
Per approfondimenti, è possibile consultare i materiali dedicati presso il Museo Memoriale Viacheslav Chornovil o visionare documenti storici sul sito del Movimento Popolare dell'Ucraina.
IL PENSIERO DI CHORNOVIL
Il pensiero di Viacheslav Chornovil si è evoluto da una difesa dei diritti civili in epoca sovietica a una visione statista basata sulla democrazia liberale e sul pluralismo.
I principi fondamentali della sua filosofia politica includono:
1. Il nesso tra Libertà Nazionale e Individuale
Chornovil sosteneva che i diritti dell'individuo non potessero essere pienamente garantiti senza la libertà della nazione. Per lui, l'indipendenza dell'Ucraina non era un fine etnocentrico, ma la condizione necessaria per stabilire uno stato di diritto che proteggesse ogni cittadino.
2. Il "Federalismo" e l'Unità Nazionale
All'inizio degli anni '90, Chornovil propose un modello di assetto federale per l'Ucraina, ispirandosi alla diversità storica delle sue regioni (come la Galizia, il Donbass o la Crimea).
Obiettivo: Evitare conflitti interni e la dominanza del potere centrale di Kiev, valorizzando le specificità locali.
Evoluzione: Col tempo mitigò questa posizione per timore che il federalismo venisse sfruttato dalla Russia per destabilizzare il paese, diventando un forte sostenitore dell'unità nazionale pur mantenendo un focus sul decentramento.
3. Pluralismo e Integrazione Europea
Chornovil fu un pioniere dell'orientamento occidentale dell'Ucraina:
Economia e Politica: Promuoveva il pluralismo economico (proprietà privata) e politico, opponendosi fermamente all'ascesa degli oligarchi che vedeva come una minaccia alla democrazia.
Europa: Fu tra i primi leader a dichiarare che la sicurezza del continente europeo sarebbe stata impossibile senza un'Ucraina indipendente e integrata nelle istituzioni europee (come l'UE).
4. Resistenza Non Violenta e Verità
Come giornalista e autore dei Chornovil Papers, credeva nel potere della parola contro le armi. Il suo attivismo si basava sulla denuncia documentata delle violazioni dei diritti umani (come nel caso del celebre "Il guaio dell'intelletto"), usando la verità dei fatti per smantellare l'apparato repressivo sovietico.
5. Visione Inclusiva della Cittadinanza
Nonostante fosse un patriota convinto, la sua visione di nazione era civica e non etnica. Si batteva per i diritti di tutte le minoranze nazionali in Ucraina, sostenendo che lo Stato dovesse essere una casa comune per "cittadini di tutte le nazionalità" uniti da valori costituzionali.
IL MOVIMENTO DEI DISSIDENTI
Viacheslav Chornovil è stato uno dei pilastri del movimento dissidente ucraino, trasformando la protesta intellettuale in un'organizzazione politica strutturata.
La sua relazione con il movimento si è articolata attraverso tre ruoli chiave:
1. Documentarista e Cronista del Samvydav
Chornovil è celebre per aver documentato sistematicamente la repressione sovietica contro gli intellettuali:
"Il guaio dell'intelletto" (Lykho z rozumu): Raccolse biografie e materiali sui dissidenti (i cosiddetti "Sixtiers" o Shistdesiatnyky) arrestati tra il 1965 e il 1966. L'opera, pubblicata clandestinamente e poi all'estero come The Chornovil Papers, gli valse fama internazionale e la prima condanna detentiva.
"Araldo Ucraino" (Ukrayinskyi Visnyk): Fondò e diresse questa rivista clandestina (samvydav), che divenne la principale fonte di informazione indipendente sulle violazioni dei diritti umani e sulla cultura ucraina repressa dal KGB.
2. Membro del Gruppo Helsinki Ucraino (UHG)
Nel 1976 Chornovil aderì al Gruppo Helsinki Ucraino, un'organizzazione nata per monitorare il rispetto degli Accordi di Helsinki sui diritti umani in URSS.
All'interno del gruppo, fu uno dei segretari e guidò il servizio informativo, mantenendo i contatti con le comunità internazionali e altri movimenti di liberazione nazionale nell'Unione Sovietica.
Nel 1988 fu tra i promotori della trasformazione del gruppo nell'Unione Helsinki Ucraina, la prima vera organizzazione politica d'opposizione di massa al Partito Comunista.
3. "Generale degli Zek"
Durante i lunghi anni di prigionia, Chornovil divenne un punto di riferimento morale per gli altri prigionieri politici (zek).
È ricordato per la sua instancabile attività di protesta interna, inclusi numerosi scioperi della fame (uno dei quali durò 120 giorni) per rivendicare lo status di prigioniero politico e protestare contro le brutalità dei campi.
Il dissidente Mikhail Kheifets lo soprannominò "Generale degli Zek" proprio per la sua capacità di organizzare la resistenza collettiva anche dietro le sbarre.
Grazie a queste attività, Chornovil è considerato l'anello di congiunzione tra la resistenza culturale degli anni '60 e il movimento politico che portò alla Dichiarazione d'Indipendenza dell'Ucraina nel 1991.
CHORNOVIL E MYROSLAVA ZVARYCHEVSKA MOROZ
La relazione tra Viacheslav Chornovil e Myroslava Zvarychevska è radicata nella comune appartenenza al movimento dei dissidenti ucraini degli anni '60 (Shistdesiatnyky).
Il momento chiave del loro legame storico risale al 1966, durante uno dei primi processi politici dell'era post-Khrushchev:
Il Processo di Leopoli: Myroslava Zvarychevska, filologa e attivista, fu arrestata nel 1965 insieme ai fratelli Horyn e Mykhailo Osadchyi con l'accusa di "agitazione e propaganda antisovietica" per aver diffuso letteratura clandestina (samvydav).
Il Rifiuto di Testimoniare: Chornovil fu chiamato a testimoniare contro di lei e gli altri imputati nel processo a porte chiuse che si tenne a Leopoli nell'aprile 1966. In un gesto di sfida diventato leggendario, Chornovil si rifiutò di testimoniare, dichiarando che non avrebbe partecipato a un processo illegale tenuto in segreto.
Conseguenze: Questo atto di solidarietà costò a Chornovil il licenziamento immediato dal suo giornale e la sua prima condanna a tre mesi di lavori correttivi. Successivamente, Chornovil incluse il caso e la biografia di Zvarychevska nel suo celebre libro documentario I documenti di Chornovil (The Chornovil Papers / Lykho z rozumu), portando la storia della repressione subita dalla donna e dai suoi compagni all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale.
In sintesi, Zvarychevska fu una delle figure protette dal coraggio morale di Chornovil, il quale scelse la prigione piuttosto che collaborare con l'accusa contro i propri colleghi dissidenti.
CHORNOVIL E SKOVOROD
La relazione tra Hryhorii Skovoroda (1722–1794) e Viacheslav Chornovil (1937–1999) non è di natura biografica, ma rappresenta un profondo legame di continuità ideale e filosofica nella storia dell'Ucraina. Chornovil è considerato un erede morale del pensiero di Skovoroda, applicando i suoi principi di libertà interiore alla lotta politica del XX secolo.
1. La Filosofia della Libertà
Skovoroda è il padre della "filosofia del cuore" e dell'idea che la vera libertà nasca dall'autoconsapevolezza ("conosci te stesso"). Chornovil ha tradotto questo concetto metafisico in azione civile: per lui, la libertà nazionale era l'estensione necessaria della libertà individuale predicata da Skovoroda. Entrambi credevano che un uomo non potesse essere veramente libero se costretto in un sistema (imperiale o sovietico) che ne negava l'identità.
2. Il concetto di "Lavoro Affine" (Srodna Pratsia)
Uno dei pilastri di Skovoroda è il "lavoro affine", ovvero l'idea che ogni individuo debba seguire la propria inclinazione naturale per essere felice.
Chornovil vedeva nell'attivismo e nel giornalismo il suo "lavoro affine", rifiutando di piegarsi a carriere di regime nonostante le persecuzioni.
Questa visione influenzò il pensiero di Chornovil sulla struttura sociale: uno Stato giusto deve permettere a ogni cittadino di realizzarsi secondo la propria natura, un principio che portò Chornovil a lottare contro il collettivismo forzato sovietico.
3. Simbolismo e Resistenza Morale
Il Mondo e la Rete: Il celebre epitaffio di Skovoroda, "Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha preso", descrive perfettamente anche la vita di Chornovil. Nonostante i quasi 17 anni di prigionia, Chornovil rimase interiormente libero, proprio come il filosofo errante che rifiutava le lusinghe del potere.
Identità Nazionale: Skovoroda è un simbolo dell'identità ucraina pre-imperiale; Chornovil ha utilizzato l'eredità culturale di figure come lui per ricostruire l'autocoscienza nazionale durante il movimento dei dissidenti, sottraendo la cultura ucraina alla marginalizzazione sovietica.
4. Riconoscimenti Istituzionali
Il legame tra i due è oggi celebrato nelle istituzioni educative ucraine. Ad esempio, il Halych College Viacheslav Chornovil e altre accademie spesso uniscono lo studio del pensiero di Skovoroda alla figura di Chornovil come esempi massimi di integrità intellettuale e patriottismo.
CHORNOVIL E LA FILOSOFIA DEL CUORE DI SKOVORODA
Durante i lunghi anni di prigionia (1967-1969, 1972-1979, 1980-1983), Chornovil ha applicato la "filosofia del cuore" di Skovoroda come una vera e propria tecnica di sopravvivenza spirituale e resistenza politica.
Ecco come questo legame si è manifestato nei suoi scritti e nelle sue azioni:
1. Il Cuore come Fortezza Inespugnabile
Per Skovoroda, il cuore è il centro dell'essere dove l'uomo incontra la verità divina e la propria libertà interiore. Chornovil ha adottato questa visione per affrontare l'isolamento:
Resistenza Psichica: Nei suoi diari e lettere dal lager (molti dei quali confluiti in opere come I diari del campo), Chornovil descriveva la prigione come un limite fisico che non poteva scalfire la sua "integrità interna". Scriveva che, finché il "cuore" rimaneva fedele ai propri valori, l'individuo restava libero anche in una cella di rigore.
2. Il "Lavoro Affine" nel Lager
L'idea di Skovoroda che l'uomo debba compiere solo ciò per cui è naturalmente incline (Srodna pratsia) divenne per Chornovil un imperativo morale:
Scrittura come Dovere: Nonostante i sequestri di manoscritti da parte del KGB, Chornovil continuò a scrivere e a far uscire clandestinamente rapporti sulle condizioni dei prigionieri. Considerava questo atto di cronaca non un semplice lavoro, ma la sua missione naturale, l'unica attività che dava senso alla sua esistenza in schiavitù.
3. La Verità contro la "Morte Spirituale"
Skovoroda insegnava che non bisogna risparmiare il corpo se ciò serve a non perdere l'anima.
Eroismo Morale: Questo principio è evidente nel comportamento di Chornovil durante gli interrogatori. Egli scelse di subire torture e prolungati isolamenti (come nel caso del suo celebre rifiuto di testimoniare nel 1966) piuttosto che tradire i propri compagni. Per lui, la "morte del cuore" — intesa come tradimento dei propri ideali — era l'unica vera sconfitta possibile.
4. Il Simbolismo dell'Errante
Skovoroda fu un filosofo che non possedeva nulla se non i suoi libri e il suo flauto. Chornovil, privato di ogni possedimento e dignità civile dai sovietici, si riconosceva in questa figura di "intellettuale nudo" di fronte al potere. La sua ricchezza era puramente intellettuale e spirituale, rendendolo paradossalmente più potente dei suoi carcerieri che dipendevano invece dall'apparato statale.
In sintesi, se Skovoroda ha teorizzato che l'uomo può essere un "mondo a se stesso", Chornovil ha dimostrato che questa filosofia poteva abbattere moralmente un intero sistema totalitario.
CHORNOVIL E TARAS SHEVCHENKO
La relazione tra Viacheslav Chornovil e Taras Shevchenko (1814–1861) è quella tra un leader politico moderno e il padre spirituale della nazione ucraina. Chornovil ha agito come il continuatore politico dell'ideale di indipendenza e dignità umana espresso dalla poesia di Shevchenko.
Le connessioni principali tra le due figure includono:
1. Il Premio Nazionale Taras Shevchenko
Nel 1996, Viacheslav Chornovil è stato insignito del Premio Nazionale Taras Shevchenko. Questo è il massimo riconoscimento statale ucraino per la cultura e il giornalismo, conferitogli per il suo fondamentale contributo alla rinascita nazionale e per le sue opere pubblicistiche, in particolare per il libro Il guaio dell'intelletto (Lykho z rozumu).
2. Formazione e Luoghi Simbolici
Università di Kiev: Chornovil ha compiuto i suoi studi presso l'Università Nazionale Taras Shevchenko di Kiev, laureandosi in giornalismo negli anni '50. Questo luogo è stato il centro del suo primo attivismo politico.
Nome del Figlio: Chornovil ha dato il nome Taras a uno dei suoi figli (Taras Chornovil), a testimonianza del legame personale e della venerazione per il poeta.
3. Continuità nella Lotta contro l'Oppressione
Chornovil vedeva nella propria lotta contro il regime sovietico il proseguimento naturale della resistenza di Shevchenko contro l'Impero Russo:
L'intellettuale in prigione: Entrambi trascorsero molti anni in esilio o in prigione a causa delle loro idee e scritti a favore dell'indipendenza ucraina.
Difesa della Lingua: Come Shevchenko è considerato il fondatore della lingua letteraria ucraina moderna, Chornovil è stato il principale difensore dei diritti linguistici e culturali ucraini durante il periodo della russificazione forzata sovietica.
4. Il Simbolo del "Kobzar" nella Dissidenza
Per Chornovil e il movimento dei "Sixtiers", la figura di Shevchenko non era solo un ricordo storico, ma un'arma politica. Le celebrazioni annuali presso il monumento a Shevchenko a Kiev erano spesso il punto di partenza per manifestazioni di protesta e arresti di dissidenti, momenti in cui Chornovil era regolarmente in prima linea per riaffermare l'identità nazionale.
CHORNOVIL, L'UCRAINA E L'UNIONE EUROPEA
Viacheslav Chornovil è considerato il pioniere dell'orientamento pro-europeo dell'Ucraina moderna. La sua visione ha gettato le basi ideologiche per il percorso di integrazione che il Paese sta seguendo oggi.
La visione di Chornovil: "L'Ucraina in Europa"
Fin dai primi anni '90, Chornovil sostenne con forza che il destino dell'Ucraina fosse inscindibile dal contesto europeo:
Integrazione come sicurezza: Per Chornovil, l'adesione alle strutture europee non era solo una scelta economica, ma l'unico modo per garantire l'indipendenza definitiva dalla Russia e prevenire il ritorno a un sistema totalitario.
Valori comuni: Credeva che l'Ucraina dovesse adottare gli standard europei in materia di diritti umani, democrazia e pluralismo politico, allineando le aspirazioni nazionali a quelle continentali.
Opposizione agli oligarchi: Vedeva nel modello europeo un antidoto alla formazione di oligarchie, promuovendo riforme che favorissero la trasparenza e lo Stato di diritto.
Il ruolo politico e istituzionale
Il movimento Rukh: Sotto la sua guida, il partito Rukh (Movimento Popolare dell'Ucraina) divenne la prima grande forza politica a inserire l'integrazione europea nel proprio programma. Il partito ottenne lo status di osservatore nel Partito Popolare Europeo (PPE), consolidando i legami con le famiglie politiche europee.
Consiglio d'Europa: Tra il 1996 e il 1999, Chornovil rappresentò l'Ucraina presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, lavorando attivamente per inserire il Paese nei meccanismi legali e istituzionali europei.
L'eredità oggi
Il pensiero di Chornovil è oggi citato come il "punto di partenza" del moderno cammino ucraino:
Status di candidato: La sua ambizione si è concretizzata decenni dopo con la domanda ufficiale di adesione dell'Ucraina all'UE (2022) e l'apertura dei negoziati.
Sostegno attuale: L'Unione Europea oggi onora quella visione lungimirante attraverso un sostegno massiccio, che include un recente prestito da 90 miliardi di euro approvato a febbraio 2026 per la ricostruzione e la modernizzazione del Paese.
In breve, Chornovil è stato l'architetto intellettuale che per primo ha convinto l'Ucraina che "l'Europa inizia da te", trasformando un sogno dissidente in una strategia di Stato.
Il pensiero filosofico-politico europeo di Viacheslav Chornovil non era un semplice desiderio di "occidentalizzazione", ma una visione sofisticata che vedeva l'Ucraina come un membro fondatore morale della civiltà europea, temporaneamente rapito dall'imperialismo sovietico.
Ecco i principi del suo "Europeismo Integrale":
1. Il Ritorno alla "Casa Comune"
Chornovil non parlava di "entrare" in Europa, ma di "ritornarvi".
Filosofia della storia: Egli sosteneva che l'Ucraina condividesse le radici del Rinascimento, della Riforma e dell'Illuminismo. Per lui, il confine della civiltà europea non era la frontiera polacca, ma quella russa orientale.
De-sovietizzazione: L'integrazione europea era lo strumento filosofico per recidere il cordone ombelicale con l' Homo Sovieticus. L'Europa rappresentava il trionfo dell'individuo sullo Stato, esattamente l'opposto del modello moscovita.
2. Sussidiarietà e Decentramento (Il modello Svizzero/Tedesco)
Chornovil fu affascinato dal modello di governance europeo basato sulla sussidiarietà.
Autonomia Regionale: Inizialmente propose un'Ucraina "delle terre" (Galizia, Podolia, Donbass, ecc.), simile ai Cantoni svizzeri o ai Länder tedeschi. Credeva che un'architettura politica europea avrebbe permesso alle diverse anime dell'Ucraina di convivere armoniosamente sotto un unico tetto nazionale, minimizzando i conflitti etno-linguistici.
3. Diritti Umani come Dogma Politico
Il suo europeismo nasceva dall'esperienza di dissidente. Chornovil considerava la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo non solo un documento legale, ma un imperativo etico.
Egli insisteva sul fatto che l'Ucraina non potesse essere "Europa" solo per la geografia o l'economia, ma solo se avesse interiorizzato il valore supremo della dignità umana, principio che aveva difeso durante i suoi 17 anni di prigionia.
4. Geopolitica della "Cintura di Sicurezza"
Chornovil fu tra i primi a teorizzare l'asse Baltico-Mar Nero.
Prevedeva che l'integrazione europea dell'Ucraina avrebbe creato una barriera democratica contro il neo-imperialismo russo. La sua filosofia politica vedeva l'Ucraina come il "pilastro orientale" della sicurezza europea: senza un'Ucraina democratica ed europea, l'intera Europa sarebbe rimasta vulnerabile.
5. Pluralismo Economico e Giustizia Sociale
Contrariamente a molti liberisti selvaggi degli anni '90, Chornovil guardava al modello sociale europeo.
Sosteneva un'economia di mercato regolata che proteggesse i lavoratori, temendo che un capitalismo senza regole (quello che poi divenne il sistema degli oligarchi) avrebbe distrutto il tessuto morale della nazione.
In sintesi, per Chornovil l'Europa era lo specchio morale in cui l'Ucraina doveva guardarsi per ritrovare la propria faccia dopo secoli di oppressione.
CHORNOVIL E LA DIGNITA' UMANA COME VALORE SUPREMO
Per Viacheslav Chornovil, il concetto di dignità umana non era un'astrazione filosofica discussa in un salotto accademico, ma una verità biologica e spirituale forgiata nel dolore della prigionia. La sua visione rappresenta il punto d'incontro tra il personalismo cristiano, l'esistenzialismo e il diritto naturale.
Ecco i punti cardine attraverso cui Chornovil ha sviluppato e applicato questo valore:
1. La Dignità come Resistenza all'Umiliazione
Nel sistema dei lager sovietici (GULag), l'obiettivo del KGB non era solo la reclusione, ma la degradazione morale dell'individuo. Chornovil teorizzò che la dignità fosse l'unica proprietà che lo Stato non poteva confiscare se il prigioniero si rifiutava di cederla.
Lo sciopero della fame: Per lui, lo sciopero della fame non era solo una protesta politica, ma un atto estremo di rivendicazione della proprietà sul proprio corpo e sulla propria volontà.
Il rifiuto del compromesso: Ogni volta che rifiutava di "pentirsi" in cambio della libertà, Chornovil riaffermava che la dignità vale più della vita biologica.
2. L'Individuo prima dello Stato
In netta contrapposizione all'ideologia collettivista sovietica, dove l'uomo era una "vite" dell'ingranaggio, Chornovil pose l'essere umano al centro del suo sistema politico:
Diritti innati: Il suo pensiero si riallacciava alla tradizione europea per cui i diritti non sono "concessi" dallo Stato, ma appartengono all'uomo per natura.
La persona come fine: Lo Stato ucraino indipendente che lui sognava non era un fine in sé, ma uno strumento per garantire lo sviluppo armonioso della persona umana.
3. La Dignità Nazionale come estensione della Dignità Personale
Chornovil fece un passaggio logico fondamentale: non può esserci dignità individuale in una nazione schiava.
Se la lingua, la cultura e la storia di un individuo vengono calpestate, la sua dignità personale è ferita. Pertanto, lottare per l'indipendenza dell'Ucraina significava, per lui, lottare per il diritto di ogni ucraino di camminare a testa alta, senza dover nascondere la propria identità.
In questo, si riallacciava a Shevchenko, che vedeva nella schiavitù (servitù della gleba) la massima offesa all'immagine di Dio nell'uomo.
4. Etica della Verità
Per Chornovil, vivere dignitosamente significava "vivere nella verità" (concetto caro anche a Václav Havel).
Il suo giornalismo clandestino (Samvydav) era un atto di dignità perché rompeva il silenzio imposto dalla menzogna di regime. Documentare i processi illegali significava restituire dignità alle vittime, strappandole all'anonimato e all'oblio a cui il regime le aveva condannate.
5. Il Valore della Diversità
Infine, la sua concezione di dignità era universale. Egli rispettava la dignità dei suoi avversari e degli altri popoli.
Durante la prigionia, strinse legami profondi con dissidenti ebrei, armeni, lituani e georgiani. Sosteneva che la "vera" Ucraina sarebbe stata tale solo se avesse rispettato la dignità di ogni minoranza, poiché "calpestare la dignità altrui è il modo più rapido per perdere la propria".
"Puoi togliermi la libertà, ma non puoi togliermi la mia dignità. Quella la posso perdere solo io, se decido di piegarmi." — Riflessione ricorrente negli scritti di Chornovil dal lager.
LETTERA APERTA 1967
Il documento a cui facciamo riferimento è la celebre "Lettera Aperta" (o petizione) inviata da Chornovil nel 1967 alle autorità sovietiche (tra cui il Presidium del Soviet Supremo della RSS Ucraina). Questo testo è considerato il manifesto giuridico ed etico del dissenso ucraino.
In questo appello, la dignità umana viene difesa attraverso tre argomentazioni cristalline:
1. La denuncia dell'illegalità procedurale
Chornovil non attacca il sistema per motivi ideologici astratti, ma per la sua mancanza di onestà intellettuale.
Egli analizza i processi a porte chiuse contro gli intellettuali del 1965-66, dimostrando che violavano la stessa Costituzione sovietica.
L'argomento della dignità: Sostiene che processare un uomo in segreto, senza permettergli di difendersi pubblicamente, non è solo un errore giudiziario, ma un atto di codardia dello Stato che calpesta la dignità dell'imputato riducendolo a un oggetto burocratico.
2. Il diritto alla convinzione propria
Nella lettera, Chornovil scrive una delle sue tesi più radicali per l'epoca: il pensiero non può essere un crimine.
Afferma che la dignità umana risiede nella capacità di avere e di esprimere opinioni proprie.
Egli sfida le autorità: se lo Stato teme le parole di un poeta o di un critico letterario al punto da incarcerarli, è lo Stato ad aver perso la sua dignità, non l'individuo che rimane fedele alle proprie idee.
3. La documentazione come atto di giustizia
L'appello includeva una documentazione meticolosa sulle violazioni dei diritti umani (quella che poi diventerà il libro Il guaio dell'intelletto).
Per Chornovil, fare i nomi dei giudici, dei procuratori e dei testimoni falsi era un modo per restituire dignità alle vittime.
La sua logica era: la tirannia prospera nell'oscurità e nell'anonimato; la dignità umana risplende nella trasparenza e nella verità dei fatti.
Conseguenze della lettera
Questo documento ebbe un impatto devastante per il regime:
Fu fatto circolare clandestinamente e arrivò in Occidente, diventando una prova inconfutabile che in URSS esisteva un'opposizione colta, legale e profondamente legata ai valori del diritto naturale.
Il KGB rispose condannando Chornovil a tre anni di lager, confermando paradossalmente la sua tesi: il regime non poteva tollerare un uomo che difendeva la propria dignità con la sola forza della logica e della legge.
Questo appello è oggi studiato come un esempio di come un singolo individuo possa "mettere sotto processo" un impero totalitario semplicemente restando fedele alla propria integrità morale.
CHORNOVIL E LA DICHIARAZIONE DI SOVRANITA' DELL'UCRAINA 1990
Nel 1990, Chornovil portò il suo legalismo etico dai lager direttamente nell'aula del Parlamento (Verkhovna Rada), trasformando la sua decennale difesa della dignità umana nel fondamento della Dichiarazione di Sovranità Statale dell'Ucraina.
Ecco come i suoi principi modellarono quel documento storico:
1. Dalla "Persona" allo "Stato di Diritto"
Chornovil insistette affinché la sovranità non fosse solo un trasferimento di potere da Mosca a Kiev, ma un cambio di paradigma morale:
Il cittadino al centro: Per lui, lo Stato esisteva per servire l'individuo. Riuscì a inserire nella Dichiarazione il principio che l'Ucraina garantisce i diritti e le libertà previsti dalle norme internazionali, rendendo i diritti umani superiori agli interessi dello Stato.
2. Il Pluralismo come Garanzia di Dignità
Memore di come il pensiero unico avesse schiacciato le coscienze, Chornovil si batté per il pluralismo politico e ideologico:
La Dichiarazione sancì che nessuna ideologia poteva essere dichiarata obbligatoria. Questo era il coronamento del suo appello del 1967: la dignità di pensare diversamente diventava finalmente un pilastro costituzionale.
3. Sovranità Popolare e Inclusività
Chornovil rifiutò un nazionalismo etnico stretto, promuovendo una visione civica:
La Dichiarazione parla a nome del "Popolo dell'Ucraina", includendo cittadini di tutte le nazionalità. Questo rifletteva la sua esperienza nei lager, dove aveva imparato che la dignità è un valore universale che unisce ucraini, ebrei, russi e tatari contro l'oppressione.
4. Primato della Legge Nazionale
Egli fu l'architetto della clausola secondo cui le leggi ucraine hanno la precedenza su quelle sovietiche. Questo non era solo un atto politico, ma l'applicazione della sua vecchia tesi: un popolo non ha dignità se non può decidere le proprie leggi nel proprio interesse.
5. La Neutralità come Scelta Morale
Chornovil sostenne l'aspirazione dell'Ucraina a diventare uno stato permanentemente neutrale e non nucleare. Vedeva in questo un atto di alta dignità morale: un Paese che nasce rifiutando la logica della forza e delle armi di distruzione di massa per abbracciare la cooperazione internazionale.
Il 16 luglio 1990, quando la Dichiarazione fu approvata con 355 voti, Chornovil vide finalmente il trionfo della "verità dei fatti" che aveva proclamato solitario nelle sue lettere dal confino.
CHORNOVIL, IL VANGELO E LA CHIESA UCRAINA
Il legame tra la filosofia di Viacheslav Chornovil, la dignità umana e la sfera religiosa non è dato da un clericalismo politico, ma da un profondo umanesimo cristiano che permea la cultura dei dissidenti ucraini.
Ecco come questi elementi si intrecciano:
1. La dignità come "Imago Dei"
Sebbene Chornovil operasse in un contesto politico laico, il suo concetto di dignità era intrinsecamente legato alla visione biblica dell'uomo creato a immagine di Dio.
Contro il materialismo: Opponendosi al materialismo ateo sovietico, che riduceva l'uomo a materia di produzione, Chornovil riaffermava la natura sacra e inviolabile della persona, un concetto centrale nel Vangelo.
Sacrificio personale: La sua stessa vita, segnata da 17 anni di prigionia vissuti senza odio per i carcerieri, richiama l'etica evangelica della resistenza morale e del sacrificio per la verità ("La verità vi farà liberi", Giovanni 8,32).
2. La Chiesa come custode della Verità
Chornovil vedeva nella Chiesa (in particolare quella Greco-Cattolica e quella Autocefala) non solo un'istituzione religiosa, ma l'unica forza sociale capace di preservare l'identità nazionale e la dignità durante le persecuzioni:
Chiesa delle Catacombe: Durante la dissidenza, collaborò con sacerdoti e fedeli che operavano clandestinamente. Per lui, la Chiesa era il luogo dove la parola non era asservita al Partito, diventando un modello per il suo giornalismo libero.
Rinascita religiosa: Fu un fervente sostenitore della legalizzazione della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina e del pluralismo religioso, vedendo nella libertà di culto la prova definitiva della dignità di un popolo.
3. La "Filosofia del Cuore" e il Messaggio Cristiano
Il legame con Skovoroda funge da ponte: la "filosofia del cuore" skovorodiana è profondamente radicata nei testi mistici cristiani.
Chornovil applicò questa visione nel lager: la fede in un ordine morale superiore (divino) permetteva di sopportare le torture fisiche. La sua politica non era basata sul potere, ma sul "cuore", ovvero sulla sincerità e integrità morale.
4. Il valore della Persona nella Dottrina Sociale
La visione di Chornovil dell'Ucraina come Stato al servizio dell'uomo è speculare alla Dottrina Sociale della Chiesa, che pone la dignità della persona come fine ultimo di ogni ordinamento politico. Egli sognava un'Ucraina dove il "prossimo" non fosse un compagno di partito, ma un fratello in spirito, indipendentemente dalla confessione.
5. Il legame postumo
Oggi, la figura di Chornovil è spesso onorata dalle massime autorità religiose del Paese. I leader spirituali lo hanno più volte indicato come un esempio di "amore cristiano per il prossimo e per la patria", elevando la sua lotta politica a una forma di servizio spirituale.
LE LETTERE DAL LAGER DI CHORNOVIL
Nelle sue lettere dal lager, Chornovil non descriveva la fede come un rifugio devozionale, ma come un'ancora metafisica che gli permetteva di non impazzire e di mantenere intatta la propria umanità. Per lui, la preghiera e la riflessione spirituale erano strumenti di "igiene mentale" e di sfida al potere totalitario.
Ecco i punti salienti del suo pensiero sulla fede come resistenza:
1. La Preghiera come Spazio Inviolabile
Nelle lettere ai familiari, Chornovil spiegava che il lager cercava di occupare ogni spazio del pensiero del prigioniero attraverso il rumore, gli ordini e l'umiliazione.
La cella come eremo: Per Chornovil, il momento della preghiera o della meditazione profonda diventava l'unica zona "libera dai soviet". Era l'unico momento in cui il prigioniero smetteva di essere un numero (zek) e tornava a essere un interlocutore diretto dell'Assoluto.
Resistenza psicologica: Scriveva che chi possedeva una vita interiore spirituale (cristiana o comunque trascendente) resisteva molto meglio al crollo nervoso rispetto ai detenuti puramente materialisti, perché aveva un "punto d'appoggio" fuori dal sistema carcerario.
2. L'imitazione di Cristo nel martirio civile
Chornovil vedeva nel Vangelo un manuale di coraggio.
La via del Calvario: In alcune lettere, paragonava la sofferenza dei dissidenti a una forma di "testimonianza" (martyrion). Non cercava il martirio per amore del dolore, ma accettava la prigione come una conseguenza necessaria della fedeltà alla Verità, proprio come Gesù non rinnegò la sua parola davanti a Pilato.
L'assenza di odio: Un elemento straordinario del suo pensiero evangelico era il rifiuto dell'odio verso i carcerieri. Chornovil cercava di guardare i soldati e le guardie del KGB con una sorta di compassione spirituale, considerandoli "poveri di spirito" o schiavi del sistema tanto quanto lui, se non di più.
3. La Pasqua come simbolo di Resurrezione Nazionale
Le lettere inviate durante le festività religiose (spesso celebrate clandestinamente nei campi) sono cariche di simbolismo.
Resurrezione = Indipendenza: Per Chornovil, la Pasqua non era solo un evento teologico, ma la promessa che l'Ucraina, dopo il suo "Venerdì Santo" sotto il giogo sovietico, sarebbe inevitabilmente risorta. Questa fede incrollabile nella "vittoria della vita sulla morte" gli dava la forza di affrontare scioperi della fame devastanti.
4. Il rapporto con i compagni di fede
Nelle memorie dai campi, Chornovil esprimeva profonda ammirazione per i membri delle cosiddette "Chiese perseguitate" (Battisti, Greco-Cattolici, Testimoni di Geova).
Nonostante le differenze dottrinali, egli vedeva in loro la prova vivente che lo Stato non può spezzare l'anima umana se questa è ancorata a Dio. Questa osservazione influenzò la sua futura politica di assoluto rispetto per la libertà di coscienza nella Costituzione ucraina.
"Ci hanno tolto tutto, ma non possono toglierci il diritto di guardare il cielo. Finché un uomo può pregare o pensare in silenzio, rimane un sovrano nel proprio regno interiore." — Parafrasi dai messaggi clandestini di Chornovil.
IL NATALE NEI LAGER
L'episodio del Natale clandestino nei lager (in particolare durante la sua detenzione nei campi della Mordovia e della Jakutia) è uno dei momenti più toccanti e simbolici della vita di Viacheslav Chornovil. Rappresenta la fusione perfetta tra fede cristiana, identità nazionale e resistenza politica.
Nelle sue cronache e lettere, Chornovil descrive questa celebrazione non come un semplice rito, ma come un'operazione di "insurrezione spirituale":
1. La preparazione del "Sacro Pasto" (Kutya)
Nonostante la fame cronica e la sorveglianza ossessiva del KGB, i prigionieri ucraini (spesso guidati da Chornovil) riuscivano a organizzare la Sviata Vecheria (la Cena di Vigilia):
Ingegno e sacrificio: Riuscivano a mettere da parte chicchi di grano dalle razioni, qualche pezzetto di zucchero o di frutta secca ricevuta nei rari pacchi, per preparare la Kutya (il piatto rituale a base di grano).
Valore simbolico: Chornovil scriveva che quel cucchiaio di grano insapore aveva per loro un valore infinitamente superiore a qualsiasi banchetto, perché era il simbolo della comunione con le proprie famiglie e con Dio, oltre le sbarre.
2. Il coro dei dissidenti: i Canti di Natale (Koliadky)
Il momento più pericoloso e potente era il canto delle Koliadky.
Sfida al silenzio: Nel cuore della notte polare, i prigionieri intonavano canti come "Nova Radist Stala" (Una nuova gioia è apparsa). Chornovil ricordava come il canto collettivo trasformasse la caserma gelida in una cattedrale.
Reazione del KGB: Spesso le guardie intervenivano con punizioni e celle di rigore (shizo) per interrompere i canti. Per Chornovil, finire in cella di isolamento per aver cantato la nascita di Cristo era l'onore più alto: era la prova che la Luce faceva paura alle tenebre del regime.
3. L'ecumenismo del lager
Chornovil descriveva con ammirazione come il Natale ucraino diventasse un momento di unità per tutti i prigionieri politici:
Fratellanza universale: Ai festeggiamenti si univano spesso dissidenti ebrei, baltici o caucasici. Chornovil vedeva in questa unione l'essenza stessa del Vangelo: la dignità umana che trascende i confini etnici di fronte all'oppressione comune.
La Chiesa "senza mura": Egli sosteneva che in quei momenti la vera Chiesa Ucraina non era quella ufficiale controllata dallo Stato a Kiev, ma quella "delle catacombe" che respirava nei lager attraverso la preghiera di uomini liberi incatenati.
4. Il significato politico della Natività
Per Chornovil, il Natale era la festa della Speranza contro ogni logica:
Come Cristo era nato in una grotta povera sotto un impero occupante, così l'idea di un'Ucraina libera nasceva nel buio dei campi di lavoro.
Nelle sue lettere, esortava i compagni a non disperare: "Se Dio è nato tra i poveri e i perseguitati, allora Egli è qui con noi in Mordovia, non nei palazzi del Cremlino".
Questo "Natale delle spine" fu il seme da cui germogliò la futura indipendenza. Chornovil dimostrò che il regime poteva controllare il corpo dei prigionieri, ma non poteva impedire al loro "cuore" di celebrare la propria libertà spirituale.
IL NATALE E LA RIVOLUZIONE GRANITICA (ottobre 1990)
Durante la Rivoluzione Granitica (ottobre 1990), Chornovil trasformò i riti di resistenza appresi nel lager in potenti strumenti di mobilitazione politica di massa. Non era più un Natale clandestino tra pochi prigionieri, ma la "resurrezione" pubblica di un'intera nazione.
Ecco come Chornovil portò quel simbolismo nelle piazze:
1. Il Natale come Atto di Disobbedienza Civile
Nel 1990, sotto la guida del Rukh, Chornovil organizzò le prime celebrazioni pubbliche del Natale e dell'Epifania dopo decenni di divieto ateistico.
Piazza dell'Indipendenza (Maidan): Chornovil non vedeva il Natale solo come una festa religiosa, ma come una dichiarazione di sovranità culturale. Portare i canti natalizi (Koliadky) nelle piazze di Kiev significava dire al Cremlino: "La nostra anima non vi appartiene più".
Il Presepe Politico (Vertep): Reintrodusse la tradizione del Vertep (teatro popolare natalizio), dove ai personaggi classici venivano affiancate satire dei leader sovietici. Era la "filosofia del cuore" che usava l'ironia e la gioia per sconfiggere la paura del regime.
2. Il "Vertep" della Libertà
Chornovil promosse la creazione di gruppi di studenti e intellettuali che giravano per le città cantando e recitando.
Simbolismo evangelico: Come nel lager, il messaggio era chiaro: la verità nasce nell'umiltà (gli studenti in sciopero della fame sulle tende) per abbattere i potenti (il governo comunista di allora).
La Stella di Betlemme: Nelle manifestazioni del 1990, la stella di Natale sostituiva spesso i simboli sovietici, diventando l'icona di una nuova speranza politica guidata dalla luce della dignità umana.
3. Ecumenismo di Piazza
Seguendo la lezione dei lager, Chornovil insistette affinché le celebrazioni fossero inclusive:
Insieme a sacerdoti greco-cattolici e ortodossi autocefali, Chornovil parlava alla folla definendo la lotta per l'indipendenza come un "dovere cristiano".
Riuscì a unire la spiritualità dell'ovest ucraino con il desiderio di libertà dell'est, usando le tradizioni natalizie come un linguaggio universale che superava le divisioni ideologiche.
4. La fame "santa" degli studenti
Durante la Rivoluzione Granitica, gli studenti ucraini iniziarono un massiccio sciopero della fame in piazza. Chornovil, che di scioperi della fame ne aveva fatti decine in prigione, diede loro supporto morale citando il valore del digiuno spirituale e del sacrificio.
Spiegò che, proprio come il digiuno precede la gioia del Natale, il sacrificio di quei giovani era il preludio necessario alla nascita (Natività) di un'Ucraina libera.
5. Il legame definitivo tra Vangelo e Politica
Per Chornovil, la Rivoluzione del 1990 fu la prova che la dignità umana, se nutrita dalla verità (Vangelo) e dalla memoria (Tradizione), è invincibile.
La caduta del primo ministro sovietico Masol, ottenuta senza spargimento di sangue, fu vista da Chornovil come un "miracolo di Natale" anticipato, frutto della forza dello spirito sulla forza bruta.
Oggi, l'eredità di questo approccio è visibile nel Museo della Rivoluzione della Dignità, dove la figura di Chornovil è celebrata come colui che ha saputo fondere fede, cultura e politica in un unico cammino di liberazione.
CHORNOVIL E LA DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DELL'UCRAINA
Il 24 agosto 1991, giorno della Dichiarazione d'Indipendenza dell'Ucraina, rappresentò per Viacheslav Chornovil il "momento della Resurrezione" politica e spirituale che aveva predetto nelle sue lettere dal lager.
Il suo intervento e il suo atteggiamento in quel giorno storico furono intrisi di un profondo simbolismo evangelico e civile:
1. Il compimento del "Sacrificio"
Per Chornovil, l'indipendenza non fu un evento burocratico nato dal crollo dell'URSS, ma il frutto di un lungo calvario nazionale.
La Parola come Verità: Nel suo discorso, sottolineò che la libertà arrivava come premio per la fedeltà alla Verità. Citando implicitamente il Vangelo ("La verità vi farà liberi"), dichiarò che il popolo ucraino aveva finalmente spezzato le catene della menzogna totalitaria.
Memoria dei Martiri: Chornovil rese omaggio ai compagni dissidenti che non erano sopravvissuti per vedere quel giorno (come Vasyl Stus), elevando l'atto politico a un momento di comunione spirituale con i "martiri della libertà".
2. La Purificazione dai Simboli Sovietici
Immediatamente dopo il voto, Chornovil fu tra i più accesi sostenitori della rimozione dei simboli comunisti dall'aula.
Esorcismo Politico: Vedeva in quegli emblemi (falce e martello) dei "segni del male" che avevano oppresso la dignità umana. Chiese che la bandiera blu e gialla venisse portata in aula e benedetta, un gesto che univa la liturgia patriottica alla sacralità dell'evento.
La Bandiera di Piazza: Fu proprio Chornovil, insieme ad altri deputati del Rukh, a portare nel Parlamento l'enorme bandiera che era stata sorretta dalla folla all'esterno, unendo simbolicamente il "tempio delle leggi" al popolo dei fedeli alla libertà.
3. L'appello alla Pace e al Perdono
In linea con l'etica cristiana dell'assenza di odio appresa nei lager, Chornovil non invocò vendetta contro i comunisti sconfitti.
Riconciliazione Civile: Sostenne che l'Ucraina indipendente dovesse essere la casa di tutti, inclusi coloro che avevano servito il vecchio regime, purché accettassero il nuovo decalogo della Dignità e della Democrazia.
Non-violenza: Celebrò il fatto che l'indipendenza fosse stata ottenuta senza spargimento di sangue, vedendovi una benedizione speciale per il futuro del Paese.
4. Il Referendum come "Battesimo" della Nazione
Chornovil insistette affinché l'indipendenza venisse confermata dal Referendum del 1º dicembre 1991.
Scelta Consapevole: Voleva che ogni cittadino compisse un atto di volontà personale (un "sì" cosciente), simile a una professione di fede. Il risultato schiacciante (oltre il 90%) fu per lui la prova che l'immagine di Dio e il desiderio di libertà erano vivi in ogni ucraino, da Leopoli al Donbass.
Chornovil uscì da quella sessione parlamentare non come un trionfatore politico, ma come un uomo che aveva visto la propria profezia spirituale avverarsi. La sua figura in quel giorno rimane l'icona dell'Ucraina che "si scuote di dosso la polvere del sepolcro" per tornare a camminare nella luce.
CHORNOVIL E VASYL STUS
La relazione tra Viacheslav Chornovil e Vasyl Stus (1938–1985) rappresenta il vertice morale del movimento dei dissidenti ucraini. Non furono solo compagni di lotta, ma le due facce della stessa medaglia: Chornovil il "politico della verità" e Stus il "poeta del martirio".
Il loro legame è definito da momenti di solidarietà estrema e da una profonda sintonia spirituale:
1. Il "Battesimo di Fuoco" (1965)
Il loro rapporto pubblico iniziò con un atto di sfida leggendario. Il 4 settembre 1965, durante la prima del film Le ombre degli avi dimenticati di Paradžanov a Kiev, i dissidenti organizzarono una protesta contro gli arresti degli intellettuali.
Mentre Ivan Dziuba parlava dal palco, Vasyl Stus si alzò in piedi esclamando: "Chi è contro la tirannia, si alzi!".
Chornovil fu tra i primi ad alzarsi, trasformando un evento culturale nel primo atto di resistenza pubblica di massa dell'era post-staliniana. Entrambi persero il lavoro e iniziarono il percorso verso il lager.
2. Cronista e Simbolo
Chornovil, nel suo ruolo di giornalista del Samvydav, divenne il principale custode della voce di Stus:
Nei suoi scritti, come Il guaio dell'intelletto, Chornovil documentò meticolosamente le persecuzioni contro Stus, descrivendolo come la coscienza poetica della nazione.
Mentre Stus scriveva le sue vette liriche (come Palinsesti) nel lager, Chornovil si occupava di farne uscire le notizie, trasformando la sofferenza privata del poeta in un caso politico internazionale.
3. La "Fratellanza dei Lager"
Entrambi condivisero l'esperienza dei campi di lavoro forzato con una dignità che sconcertava il KGB.
Resistenza comune: Condivisero scioperi della fame e punizioni nelle celle di rigore (shizo). Stus vedeva in Chornovil il leader capace di organizzare la protesta, mentre Chornovil vedeva in Stus l'uomo che incarnava la dignità umana assoluta, colui che preferiva morire piuttosto che cambiare una sola virgola delle sue poesie o dei suoi principi.
Il tragico epilogo: Stus morì in un campo di prigionia russa nel 1985 (Perm-36). Chornovil portò il peso di questa perdita per tutta la vita, lottando dopo l'indipendenza affinché Stus venisse riconosciuto come Eroe dell'Ucraina e affinché le sue spoglie tornassero a Kiev nel 1989.
4. La "Filosofia del Cuore" in due forme
Entrambi attingevano alla "filosofia del cuore" di Skovoroda e al messaggio del Vangelo:
Stus la viveva come un'ascesi mistica e poetica (il poeta che si sacrifica).
Chornovil la traduceva in azione politica e giornalistica (il leader che protegge la comunità).
Oggi, i loro nomi sono indissolubilmente legati nel Museo dei Dissidenti e nei programmi scolastici ucraini come i due pilastri che hanno impedito la distruzione dell'anima ucraina sotto il totalitarismo.
IL RITORNO DEL CORPO-RELIQUIA DI VASYL STUS
Il ritorno del Corpo-reliquia di Vasyl Stus a Kiev, il 19 novembre 1989, fu per Chornovil non solo un evento funebre, ma un "secondo battesimo" per l'Ucraina. In quell'occasione, Chornovil pronunciò parole che elevarono il sacrificio del poeta a una dimensione quasi cristologica.
Ecco i punti chiave di come Chornovil descrisse quel sacrificio:
1. Il Poeta come "Agnello Sacrificale"
Chornovil descrisse Stus come colui che aveva preso su di sé i peccati di silenzio e di paura di un'intera nazione.
La Vittoria sulla Morte: Sostenne che il regime sovietico, uccidendo Stus nel lager nel 1985, aveva inconsapevolmente creato un invincibile simbolo spirituale. Chornovil spiegò che mentre i suoi carcerieri sarebbero stati dimenticati dalla storia, Stus "risorgeva" nel cuore di milioni di ucraini.
2. Il Sacrificio come "Pietra Angolare" dell'Indipendenza
Nei suoi discorsi, Chornovil collegò direttamente la morte di Stus alla futura libertà politica:
Affermò che senza il "prezzo del sangue" pagato da Stus e dagli altri dissidenti, l'indipendenza sarebbe stata solo un gioco burocratico. Per Chornovil, il sacrificio del poeta era la prova che l'Ucraina non era stata "regalata", ma conquistata attraverso una ferma resistenza morale.
3. La "Resurrezione" dei Giusti
Durante la processione funebre che attraversò Kiev (un evento a cui parteciparono 30.000 persone nonostante i divieti), Chornovil parlò della forza dei resti mortali:
Definì il ritorno di Stus come il segno che "il tempo delle tenebre era finito". Vedere le spoglie del poeta tornare in patria era per lui la prova tangibile che la Verità (il logos) sopravvive sempre alla forza bruta.
4. Il Monito ai Vivi: "Essere all'altezza di Stus"
Chornovil usò il sacrificio di Stus come un severo monito etico per la nuova classe politica:
Egli ammoniva che non bastava lodare il martire; bisognava adottare la sua intransigenza contro il male. Chornovil diceva spesso che la dignità di Stus doveva diventare la misura della nuova politica ucraina: un politico che accetta compromessi morali o corruzione tradisce, secondo lui, il sacrificio del poeta.
5. Un Legame di Sangue Spirituale
In un passaggio particolarmente toccante, Chornovil riconobbe che Stus era stato "più puro" di tutti loro:
Mentre Chornovil si era sporcato le mani con la politica e la diplomazia per proteggere il movimento, Stus era rimasto nella purezza assoluta del dolore. Chornovil vedeva nel proprio impegno politico un debito verso Stus: doveva costruire uno Stato che fosse degno del sacrificio di un uomo così nobile.
Oggi, le immagini di Chornovil che sorregge la bara di Stus sono considerate tra le più iconiche della storia moderna ucraina, conservate presso il Museo Nazionale Vasyl Stus.
LE ULTIME SCELTE POLITICHE RADICALI
Negli ultimi anni della sua vita (1998-1999), Viacheslav Chornovil avvertì che l'Ucraina stava scivolando in una "nuova schiavitù": quella degli oligarchi e della corruzione sistemica. La sua eredità di integrità, forgiata con Stus, lo portò a compiere scelte politiche radicali che molti ritengono siano state la causa della sua fine.
Ecco come la sua etica si tradusse in azione negli ultimi mesi:
1. La Lotta contro il "Sistema" di Kuchma
Chornovil identificò nel regime del presidente Leonid Kuchma il tradimento degli ideali della Rivoluzione Granitica.
Opposizione Morale: Vedeva nella nascita dei clan oligarchici (come quelli di Dnipro e Donetsk) una minaccia alla dignità umana pari a quella del KGB. Sosteneva che la libertà politica senza giustizia sociale ed economica fosse un'illusione.
Rifiuto dei Compromessi: Nonostante le pressioni e i tentativi di corrompere o dividere il suo partito (Rukh), Chornovil rimase inflessibile, denunciando i legami oscuri tra potere politico e criminalità organizzata.
2. La difesa del "Rukh" dall'interno
Poco prima della sua morte, Chornovil dovette affrontare una scissione orchestrata dai servizi segreti all'interno del suo stesso partito.
Integrità sopra i voti: Chiese ai suoi sostenitori di non tradire i principi del movimento per convenienza elettorale. Per lui, il Rukh non era una macchina da potere, ma la "coscienza organizzata" della nazione.
3. La candidatura presidenziale del 1999
Chornovil decise di correre nuovamente per la presidenza per offrire un'alternativa pulita e pro-europea.
Unico Rivale Pericoloso: I sondaggi mostravano che era l'unico capace di unire l'elettorato democratico. La sua visione di un'Ucraina integrata nell'UE e libera dalla corruzione spaventava profondamente l'élite post-sovietica.
4. Il misterioso incidente del 25 marzo 1999
Mentre tornava da un viaggio elettorale, l'auto di Chornovil si scontrò con un camion che faceva una manovra sospetta sulla carreggiata.
Dignità nel sospetto: Le indagini furono chiuse frettolosamente come "incidente stradale", ma la famiglia e figure come suo figlio Taras Chornovil hanno sempre sostenuto si trattasse di un assassinio politico.
Analogie con Stus: Proprio come Stus era "morto di arresto cardiaco" in cella, la morte di Chornovil apparve a molti come l'eliminazione fisica di un uomo che non poteva essere piegato né comprato.
5. L'eredità: La "Rivoluzione della Dignità"
Sebbene Chornovil sia morto prima di vedere i cambiamenti desiderati, il suo pensiero è stato il carburante delle rivoluzioni successive:
La Rivoluzione Arancione (2004) e la Rivoluzione della Dignità (2014) sono state viste come il compimento del suo programma politico: la lotta contro l'autoritarismo e il desiderio di una civiltà basata sulla legge e sul valore della persona.
Oggi, Viacheslav Chornovil riposa nel Cimitero di Baikove a Kiev, non lontano dal suo amico Vasyl Stus, uniti nel Pantheon dei padri fondatori dell'Ucraina libera.
Oggi, l'eredità di questo approccio è visibile nel Museo della Rivoluzione della Dignità, dove la figura di Chornovil è celebrata come colui che ha saputo fondere fede, cultura e politica in un unico cammino di liberazione.
CHORNOVIL E LA DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DELL'UCRAINA
Il 24 agosto 1991, giorno della Dichiarazione d'Indipendenza dell'Ucraina, rappresentò per Viacheslav Chornovil il "momento della Resurrezione" politica e spirituale che aveva predetto nelle sue lettere dal lager.
Il suo intervento e il suo atteggiamento in quel giorno storico furono intrisi di un profondo simbolismo evangelico e civile:
1. Il compimento del "Sacrificio"
Per Chornovil, l'indipendenza non fu un evento burocratico nato dal crollo dell'URSS, ma il frutto di un lungo calvario nazionale.
La Parola come Verità: Nel suo discorso, sottolineò che la libertà arrivava come premio per la fedeltà alla Verità. Citando implicitamente il Vangelo ("La verità vi farà liberi"), dichiarò che il popolo ucraino aveva finalmente spezzato le catene della menzogna totalitaria.
Memoria dei Martiri: Chornovil rese omaggio ai compagni dissidenti che non erano sopravvissuti per vedere quel giorno (come Vasyl Stus), elevando l'atto politico a un momento di comunione spirituale con i "martiri della libertà".
2. La Purificazione dai Simboli Sovietici
Immediatamente dopo il voto, Chornovil fu tra i più accesi sostenitori della rimozione dei simboli comunisti dall'aula.
Esorcismo Politico: Vedeva in quegli emblemi (falce e martello) dei "segni del male" che avevano oppresso la dignità umana. Chiese che la bandiera blu e gialla venisse portata in aula e benedetta, un gesto che univa la liturgia patriottica alla sacralità dell'evento.
La Bandiera di Piazza: Fu proprio Chornovil, insieme ad altri deputati del Rukh, a portare nel Parlamento l'enorme bandiera che era stata sorretta dalla folla all'esterno, unendo simbolicamente il "tempio delle leggi" al popolo dei fedeli alla libertà.
3. L'appello alla Pace e al Perdono
In linea con l'etica cristiana dell'assenza di odio appresa nei lager, Chornovil non invocò vendetta contro i comunisti sconfitti.
Riconciliazione Civile: Sostenne che l'Ucraina indipendente dovesse essere la casa di tutti, inclusi coloro che avevano servito il vecchio regime, purché accettassero il nuovo decalogo della Dignità e della Democrazia.
Non-violenza: Celebrò il fatto che l'indipendenza fosse stata ottenuta senza spargimento di sangue, vedendovi una benedizione speciale per il futuro del Paese.
4. Il Referendum come "Battesimo" della Nazione
Chornovil insistette affinché l'indipendenza venisse confermata dal Referendum del 1º dicembre 1991.
Scelta Consapevole: Voleva che ogni cittadino compisse un atto di volontà personale (un "sì" cosciente), simile a una professione di fede. Il risultato schiacciante (oltre il 90%) fu per lui la prova che l'immagine di Dio e il desiderio di libertà erano vivi in ogni ucraino, da Leopoli al Donbass.
Chornovil uscì da quella sessione parlamentare non come un trionfatore politico, ma come un uomo che aveva visto la propria profezia spirituale avverarsi. La sua figura in quel giorno rimane l'icona dell'Ucraina che "si scuote di dosso la polvere del sepolcro" per tornare a camminare nella luce.
CHORNOVIL E VASYL STUS
La relazione tra Viacheslav Chornovil e Vasyl Stus (1938–1985) rappresenta il vertice morale del movimento dei dissidenti ucraini. Non furono solo compagni di lotta, ma le due facce della stessa medaglia: Chornovil il "politico della verità" e Stus il "poeta del martirio".
Il loro legame è definito da momenti di solidarietà estrema e da una profonda sintonia spirituale:
1. Il "Battesimo di Fuoco" (1965)
Il loro rapporto pubblico iniziò con un atto di sfida leggendario. Il 4 settembre 1965, durante la prima del film Le ombre degli avi dimenticati di Paradžanov a Kiev, i dissidenti organizzarono una protesta contro gli arresti degli intellettuali.
Mentre Ivan Dziuba parlava dal palco, Vasyl Stus si alzò in piedi esclamando: "Chi è contro la tirannia, si alzi!".
Chornovil fu tra i primi ad alzarsi, trasformando un evento culturale nel primo atto di resistenza pubblica di massa dell'era post-staliniana. Entrambi persero il lavoro e iniziarono il percorso verso il lager.
2. Cronista e Simbolo
Chornovil, nel suo ruolo di giornalista del Samvydav, divenne il principale custode della voce di Stus:
Nei suoi scritti, come Il guaio dell'intelletto, Chornovil documentò meticolosamente le persecuzioni contro Stus, descrivendolo come la coscienza poetica della nazione.
Mentre Stus scriveva le sue vette liriche (come Palinsesti) nel lager, Chornovil si occupava di farne uscire le notizie, trasformando la sofferenza privata del poeta in un caso politico internazionale.
3. La "Fratellanza dei Lager"
Entrambi condivisero l'esperienza dei campi di lavoro forzato con una dignità che sconcertava il KGB.
Resistenza comune: Condivisero scioperi della fame e punizioni nelle celle di rigore (shizo). Stus vedeva in Chornovil il leader capace di organizzare la protesta, mentre Chornovil vedeva in Stus l'uomo che incarnava la dignità umana assoluta, colui che preferiva morire piuttosto che cambiare una sola virgola delle sue poesie o dei suoi principi.
Il tragico epilogo: Stus morì in un campo di prigionia russa nel 1985 (Perm-36). Chornovil portò il peso di questa perdita per tutta la vita, lottando dopo l'indipendenza affinché Stus venisse riconosciuto come Eroe dell'Ucraina e affinché le sue spoglie tornassero a Kiev nel 1989.
4. La "Filosofia del Cuore" in due forme
Entrambi attingevano alla "filosofia del cuore" di Skovoroda e al messaggio del Vangelo:
Stus la viveva come un'ascesi mistica e poetica (il poeta che si sacrifica).
Chornovil la traduceva in azione politica e giornalistica (il leader che protegge la comunità).
Oggi, i loro nomi sono indissolubilmente legati nel Museo dei Dissidenti e nei programmi scolastici ucraini come i due pilastri che hanno impedito la distruzione dell'anima ucraina sotto il totalitarismo.
IL RITORNO DEL CORPO-RELIQUIA DI VASYL STUS
Il ritorno del Corpo-reliquia di Vasyl Stus a Kiev, il 19 novembre 1989, fu per Chornovil non solo un evento funebre, ma un "secondo battesimo" per l'Ucraina. In quell'occasione, Chornovil pronunciò parole che elevarono il sacrificio del poeta a una dimensione quasi cristologica.
Ecco i punti chiave di come Chornovil descrisse quel sacrificio:
1. Il Poeta come "Agnello Sacrificale"
Chornovil descrisse Stus come colui che aveva preso su di sé i peccati di silenzio e di paura di un'intera nazione.
La Vittoria sulla Morte: Sostenne che il regime sovietico, uccidendo Stus nel lager nel 1985, aveva inconsapevolmente creato un invincibile simbolo spirituale. Chornovil spiegò che mentre i suoi carcerieri sarebbero stati dimenticati dalla storia, Stus "risorgeva" nel cuore di milioni di ucraini.
2. Il Sacrificio come "Pietra Angolare" dell'Indipendenza
Nei suoi discorsi, Chornovil collegò direttamente la morte di Stus alla futura libertà politica:
Affermò che senza il "prezzo del sangue" pagato da Stus e dagli altri dissidenti, l'indipendenza sarebbe stata solo un gioco burocratico. Per Chornovil, il sacrificio del poeta era la prova che l'Ucraina non era stata "regalata", ma conquistata attraverso una ferma resistenza morale.
3. La "Resurrezione" dei Giusti
Durante la processione funebre che attraversò Kiev (un evento a cui parteciparono 30.000 persone nonostante i divieti), Chornovil parlò della forza dei resti mortali:
Definì il ritorno di Stus come il segno che "il tempo delle tenebre era finito". Vedere le spoglie del poeta tornare in patria era per lui la prova tangibile che la Verità (il logos) sopravvive sempre alla forza bruta.
4. Il Monito ai Vivi: "Essere all'altezza di Stus"
Chornovil usò il sacrificio di Stus come un severo monito etico per la nuova classe politica:
Egli ammoniva che non bastava lodare il martire; bisognava adottare la sua intransigenza contro il male. Chornovil diceva spesso che la dignità di Stus doveva diventare la misura della nuova politica ucraina: un politico che accetta compromessi morali o corruzione tradisce, secondo lui, il sacrificio del poeta.
5. Un Legame di Sangue Spirituale
In un passaggio particolarmente toccante, Chornovil riconobbe che Stus era stato "più puro" di tutti loro:
Mentre Chornovil si era sporcato le mani con la politica e la diplomazia per proteggere il movimento, Stus era rimasto nella purezza assoluta del dolore. Chornovil vedeva nel proprio impegno politico un debito verso Stus: doveva costruire uno Stato che fosse degno del sacrificio di un uomo così nobile.
Oggi, le immagini di Chornovil che sorregge la bara di Stus sono considerate tra le più iconiche della storia moderna ucraina, conservate presso il Museo Nazionale Vasyl Stus.
LE ULTIME SCELTE POLITICHE RADICALI
Negli ultimi anni della sua vita (1998-1999), Viacheslav Chornovil avvertì che l'Ucraina stava scivolando in una "nuova schiavitù": quella degli oligarchi e della corruzione sistemica. La sua eredità di integrità, forgiata con Stus, lo portò a compiere scelte politiche radicali che molti ritengono siano state la causa della sua fine.
Ecco come la sua etica si tradusse in azione negli ultimi mesi:
1. La Lotta contro il "Sistema" di Kuchma
Chornovil identificò nel regime del presidente Leonid Kuchma il tradimento degli ideali della Rivoluzione Granitica.
Opposizione Morale: Vedeva nella nascita dei clan oligarchici (come quelli di Dnipro e Donetsk) una minaccia alla dignità umana pari a quella del KGB. Sosteneva che la libertà politica senza giustizia sociale ed economica fosse un'illusione.
Rifiuto dei Compromessi: Nonostante le pressioni e i tentativi di corrompere o dividere il suo partito (Rukh), Chornovil rimase inflessibile, denunciando i legami oscuri tra potere politico e criminalità organizzata.
2. La difesa del "Rukh" dall'interno
Poco prima della sua morte, Chornovil dovette affrontare una scissione orchestrata dai servizi segreti all'interno del suo stesso partito.
Integrità sopra i voti: Chiese ai suoi sostenitori di non tradire i principi del movimento per convenienza elettorale. Per lui, il Rukh non era una macchina da potere, ma la "coscienza organizzata" della nazione.
3. La candidatura presidenziale del 1999
Chornovil decise di correre nuovamente per la presidenza per offrire un'alternativa pulita e pro-europea.
Unico Rivale Pericoloso: I sondaggi mostravano che era l'unico capace di unire l'elettorato democratico. La sua visione di un'Ucraina integrata nell'UE e libera dalla corruzione spaventava profondamente l'élite post-sovietica.
4. Il misterioso incidente del 25 marzo 1999
Mentre tornava da un viaggio elettorale, l'auto di Chornovil si scontrò con un camion che faceva una manovra sospetta sulla carreggiata.
Dignità nel sospetto: Le indagini furono chiuse frettolosamente come "incidente stradale", ma la famiglia e figure come suo figlio Taras Chornovil hanno sempre sostenuto si trattasse di un assassinio politico.
Analogie con Stus: Proprio come Stus era "morto di arresto cardiaco" in cella, la morte di Chornovil apparve a molti come l'eliminazione fisica di un uomo che non poteva essere piegato né comprato.
5. L'eredità: La "Rivoluzione della Dignità"
Sebbene Chornovil sia morto prima di vedere i cambiamenti desiderati, il suo pensiero è stato il carburante delle rivoluzioni successive:
La Rivoluzione Arancione (2004) e la Rivoluzione della Dignità (2014) sono state viste come il compimento del suo programma politico: la lotta contro l'autoritarismo e il desiderio di una civiltà basata sulla legge e sul valore della persona.
Oggi, Viacheslav Chornovil riposa nel Cimitero di Baikove a Kiev, non lontano dal suo amico Vasyl Stus, uniti nel Pantheon dei padri fondatori dell'Ucraina libera.
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